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Questo saggio analizza il concetto di sofferenza strutturale, esplorando come le forze sociali ed economiche contribuiscono alla sofferenza umana, in particolare in contesti di povertà e disuguaglianza. Attraverso le storie di acéphie e chouchou, il saggio evidenzia come il razzismo, il sessismo, la violenza politica e la povertà opprimente creino un ciclo di sofferenza che colpisce in modo sproporzionato i più vulnerabili.
Tipologia: Appunti
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Paul Farmer in questo saggio afferma che le persone sono d'accordo su cosa sia la sofferenza estrema: malattie premature, tortura, stupro. Anche il razzismo e le disuguaglianze di genere sono indicati come causa di sofferenza. Si chiede se è possibile individuare quali sono le persone che rischiano di subire un danno permanente in caso di sofferenza non mortale, se esperienze come la tortura e lo stupro hanno maggiori probabilità di portare a pesanti ripercussioni rispetto al dolore generato dalla sofferenza data dal razzismo. Dice che gli antropologi indagano sia attraverso l'esperienza individuale sia attraverso la società per comprendere come molti eventi sociali possano portare al disaggio e alle malattie. Paul Farmer racconta la sua esperienza ad Haiti, dove forze politiche ed economiche hanno strutturato il rischio di diffusione ed esposizione all'AIDS e alla tubercolosi. Le stesse forze sociali hanno prodotto il rischio di esposizione ad altre forme di sofferenza estrema come la fame, la tortura e lo stupro. Il problema maggiore ad Haiti è rappresentato dalla povertà. Nel 1999 gli esperti di sanità nazionale hanno ideato un indice di sofferenza umana in cui solo in altri tre paesi la sofferenza era maggiore rispetto a quella di Haiti, ma ognuno di questi paesi si trovava nel bel mezzo di una guerra civile. L'aspettativa di vita è inferiore ai 50 anni, due bambini su dieci muoiono prima di compiere un anno. La tubercolosi e l'AIDS sono le cause più frequenti di morte tra gli adulti, tra i bambini invece il tetano, il morbillo e la dissenteria. Paul Farmer racconta la storia di Acéphie e Chouchou che condividono il fatto di occupare il gradino più basso della scala sociale. Acéphie nasce a Kay, un piccolo villaggio che prima del 1956 era situato in una valle fertile, coltivata per generazioni da tantissime famiglie. La valle venne sommersa, costringendo le famiglie a trasferirsi nelle pendici collinari. L'AIDS era sconosciuto nelle aree come Kay; Acéphie fu una delle prime abitanti a morire per la nuova sindrome. Entrambi i genitori di Acéphe provenivano dalla valle fertile. Suo padre lavorava la terra e sua madre vendeva il raccolto al
mercato. Acéphie iniziò ad aiutare la madre portando i prodotti al mercato, passando sempre davanti alla caserma militare. Acéphie attirò l'attenzione del capitano Jacques Honorat e lei ricambiò lo sguardo. Sapeva che Honorat aveva moglie e figli e che fosse noto per le sue svariate partner. I due furono amanti per poco tempo, in quanto Honorat si ammalò. Acéphie tentò di dimenticarsi del soldato, ma ammise che rimase scioccata nel sentire che fosse morto. Acéphie andò a Mirebalais dove cominciò un corso che preparava le ragazze povere al ruolo di serve e trovò lavoro come domestica per una donna haitiana del ceto medio. Cominciò a frequentare Blanco Nerette, un giovane dalle origini simili alle sue. Acéphie rimase in quella casa per tre anni, finché non scoprì di essere incinta. Tornò a Kay, dove ebbe una gravidanza difficile. Blanco andò a trovarla solo due volte, litigarono e non ebbe più sue notizie. Dopo la nascita della figlia, Acéphie fu logorata da diverse infezioni e le fu diagnosticato l'AIDS. La violenza politica impedì di ai medici di tenere aperta la clinica, così Acéphie morì. Il dolore della madre e del gemello di Acéphie era davvero forte, ma in pochi intuirono l'angoscia del padre che poco dopo la sua morte, si impiccò. CHOUCHOU. Chouchou Louis crebbe non lontano da Kay, frequentò le elementari, ma si ritirò quando morì sua madre e aiutò il padre nella cura dell'orto. I Duvaliers, padre e figlio, governavano con violenza soprattutto nei confronti delle persone che vivevano in povertà. Molti cercarono di fuggire, ma la politica statunitense stabilì che i fuggiaschi alla ricerca di asilo politico erano “rifugiati economici”. Durante i primi dieci anni circa ventitremila haitiani hanno fatto richiesta di asilo politico, ma solo otto richieste vennero approvate. Un movimento haitiano per la democrazia portò alla fuga i Duvalier nel 1986, lasciando il potere ai militari. All'inizio del 1989 Chouchou andò a vivere con Chantal Brisé con la quale aspettava un bambino. Vivevano insieme quando Padre Jean-Bertrand Aristide dichiarò la candidatura alla
economiche che hanno plasmato l'epidemia di AIDS sono le stesse che hanno portato alla morte di Chouchou. Entrambi erano a rischio di un tale destino già da molto tempo prima, entrambi erano vittime di violenza strutturale, in quanto tale sofferenza è “strutturata” da forze e processi storicamente dati che cospirano nel limitare la capacità d'azione a causa del razzismo, dal sessismo, dalla violenza politica e dalla povertà opprimente. Mentre diversi tipi di violenza sono facilmente osservabili, la violenza strutturale spesso sfugge a coloro che potrebbero descriverla. I medici possono alleviare la sofferenza dei malati, ma spiegare la sua distribuzione richiede una riflessione. Per spiegare la sofferenza bisogna incastonare la biografia individuale alla cultura, alla storia e all'economia politica. Una cosa è comprendere la sofferenza estrema, un'altra è spiegarla. Le esperienze di vita come quelle di Acéphie e Chouchou devono essere incastonate in una etnografia e deve poi essere calata nel sistema storico in cui Haiti fa parte. Ma le forze sociali ed economiche condizionano milioni di persone ed è nel contesto delle forze globali che la sofferenza trova la sua cornice. La teologia della liberazione tenta di utilizzare l'analisi sia per spiegare che per deplorare la sofferenza umana. Il teologo Leonardo Boff si muove nell'analisi strutturale di queste forze e denuncia i sistemi che creano una situazione in cui il ricco si arricchisce a spese del povero, che diventa sempre più povero. Per comprendere la violenza strutturale, l'analisi deve essere geograficamente ampia e storicamente profonda. Diversi fattori sociali come il genere, l'etnicità e lo stato sociale possono rendere più vulnerabili gli individui. Acéphie e Chouchou condividevano lo stesso stato sociale. Il genere aiuta a comprendere perché Acéphie sia morta di AIDS e Chouchou di tortura. Le inuguaglianze di genere aiutano a spiegare perché la sofferenza di Acéphie sia molto più comune in quanto in tutto il mondo le donne si confrontano con il problema del sessismo.
Nel 1974 si giunse alla conclusione che in nessun caso lo status delle donne era pari. Queste differenze di potere fecero sì che i diritti delle donne fossero violati, infatti le donne si ritrovarono a sopportare la violenza domestica e lo stupro. Solo negli Stati Uniti una donna su quattro era vittima di stupro completo e una su quattro è stata maltrattata fisicamente. Le più soggette a questo tipo di aggressioni sono le donne povere. La raccolta di statistiche secondo l'etnicità invece dicono che le donne sono a rischio di HIV non solo perché sono afro- americane o ispaniche, ma anche perché la povertà è la condizione primaria della loro esistenza L'idea di razza gode di un'enorme diffusione sociale e le classificazioni razziali sono state utilizzate per privare vari gruppi dei loro diritti fondamentali. In Sudafrica, gli epidemiologi constatano che il tasso di mortalità infantile presso i nativi è dieci volte più alto che tra i bianchi. La povertà rimane la causa primaria di molte patologie. Lo smantellamento del regime della apartheid non ha portato allo smantellamento delle strutture oppressive e le continue disuguaglianze sociali sono la ragione per cui l'HIV si è diffuso così rapidamente. Significative differenze nel tasso di mortalità tra neri e bianchi si registrano anche negli stati uniti. Nel 1988 l'aspettativa di nascita era 75,5 anni per i bianchi e 69,5 anni per i neri. Nel 1986 il governo degli Stati Uniti ha raccolto dati sui tassi di mortalità correlandoli alle classi socialità di appartenenza, dimostrando che qualsiasi indicatore di classe fosse preso in analisi, i tassi di mortalità sono in rapporto con la classe sociale. Allo stesso tempo, i dati sul reddito complessivo nazionale degli stati uniti trascurano il fatto che gli afro-americani di Harlem hanno un'aspettativa di vita inferiore rispetto a quella dichi vive in Bangladesh. Qualsiasi caratteristica distintiva può portare alla discriminazione e quindi alla sofferenza. Lo status di immigrato viene subito in mente quando si pensa a coloro a cui non sono riconosciuti i diritti fondamentali. Altro esempio è l'omosessualità, che viene stigmatizzata a vari