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sport tecnico combinatori, Slide di Sport

sbobine slides sport tecnico combinatori - ginnastica artistica

Tipologia: Slide

2021/2022

In vendita dal 02/06/2022

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ARTISTICA (PER MONGOLI)
ASSI:
- Asse longitudinale: dall’unione
dei talloni al vertex, rotazioni destra
e sinistra
- Asse trasverso: da un lato
all’altro, rotazioni avanti e dietro
- Asse sagittale: antero posteriore,
rotazione oraria antioraria.
PIANI:
-
Asse longitudinale: dall’unione dei talloni al vertex, rotazioni destra e sinistra
- Asse trasverso: da un lato all’altro, rotazioni avanti e dietro
- Asse sagittale: antero posteriore, rotazione oraria - antioraria
POSIZIONI:
La POSIZIONE è il rapporto del corpo del ginnasta, o parte di esso, con il suolo o l'attrezzo
ginnastico; può essere definita:
UBICAZIONE posizione del ginnasta in rapporto all'attrezzo (punto di partenza, punto
di arrivo);
STAZIONE posizione dell'asse longitudinale del corpo del ginnasta in rapporto al suolo;
ATTITUDINE posizione del baricentro del ginnasta in rapporto al vincolo
ATTEGGIAMENTO posizione del corpo del ginnasta indipendentemente dall’attrezzo
PRESA posizione di contatto del corpo del ginnasta con l'attrezzo
IMPUGNATURA posizione di contatto della mano con l’attrezzo
STAZIONE:
Per STAZIONE si intende la figura che il ginnasta assume in riferimento al rapporto generato fra
l'asse longitudinale e il suolo o l'attrezzo.
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ARTISTICA (PER MONGOLI)

ASSI:

  • Asse longitudinale: dall’unione dei talloni al vertex, rotazioni destra e sinistra
  • Asse trasverso: da un lato all’altro, rotazioni avanti e dietro
  • Asse sagittale: antero posteriore, rotazione oraria – antioraria.

PIANI:

  • Asse longitudinale: dall’unione dei talloni al vertex, rotazioni destra e sinistra
  • Asse trasverso: da un lato all’altro, rotazioni avanti e dietro
  • Asse sagittale: antero posteriore, rotazione oraria - antioraria

POSIZIONI:

La POSIZIONE è il rapporto del corpo del ginnasta, o parte di esso, con il suolo o l'attrezzo ginnastico; può essere definita:UBICAZIONE → posizione del ginnasta in rapporto all'attrezzo (punto di partenza, punto di arrivo);  STAZIONE → posizione dell'asse longitudinale del corpo del ginnasta in rapporto al suolo;  ATTITUDINE → posizione del baricentro del ginnasta in rapporto al vincolo  ATTEGGIAMENTO → posizione del corpo del ginnasta indipendentemente dall’attrezzo  PRESA → posizione di contatto del corpo del ginnasta con l'attrezzo  IMPUGNATURA → posizione di contatto della mano con l’attrezzo

STAZIONE:

Per STAZIONE si intende la figura che il ginnasta assume in riferimento al rapporto generato fra l'asse longitudinale e il suolo o l'attrezzo.

Perpendicolare o verticale: stazione ritta normale; stazione ritta inversa o capovolta (es: ARR → appoggio-ritto-rovesciato). Parallela o orizzontale: decubito prono; decubito supino; decubito laterale.

ATTITUDINE:

Si definisce ATTITUDINE il rapporto del Centro di Gravità (Baricentro) del ginnasta, o parte di esso, con il punto di contatto con il suolo o l'attrezzo (Vincolo). Attitudine semplice:  Appoggio (il baricentro è al di sopra del vincolo)  Sospensione (il baricentro à al di sotto del vincolo)  Neutra (il baricentro è all'altezza del vincolo  Volo (non esiste vincolo) Attitudine combinata:  Doppio Appoggio (arti superiori e inferiori)  Doppia Sospensione (arti superiori ed inferiori)  Mista (Appoggio - Sospensione) ATTEGGIAMENTO: Si intende per ATTEGGIAMENTO la figura che il ginnasta assume con il proprio corpo, o una parte di esso, indipendentemente dalla posizione assunta rispetto all'attrezzo. Atteggiamento del busto, di un singolo arto o due arti omologhi in atteggiamento uguale e simmetrico  Lungo: segmenti in esame sulla stessa linea;  Breve: i segmenti sono avvicinati, per quanto possibile, in avanti o dietro;  Semibreve: i segmenti formano angoli superiori a 90°;  Torto: le strutture sono disposte sulla stessa linea e ruotate attorno ai loro assi longitudinali. Atteggiamento del corpo (atteggiamenti del corpo combinati con quelli degli arti superiori)  Lungo: quando il vertice è alla massima distanza dai piedi;  Torto: quando i segmenti anatomici sono ruotati uno rispetto all’altro attorno all’asse longitudinale;  Raccolto: quando il busto è in atteggiamento lungo e gli arti inferiori in

SCHEMI MOTORI DI BASE

Unità motorie di base

Schemi posturali (statici) → Flettere, estendere, piegare, elevare, inclinare, ecc Schemi mototi (dinamici) → Camminare, correre, lanciare, saltare, rotolare, ecc

Capacità senso percettive

Esterocettive → Discriminazione visiva, uditiva, tattile, olfattiva Propriocettive → Discriminazioni, cinestesiche, somatognosiche

CAPACITà COORDINATIVE:

Capacità dell’uomo, determinate primariamente da processi di controllo e regolazione dei movimenti, che mettono l’atleta in grado di controllare, con sicurezza ed economia, le sue azioni motorie sia in situazioni prevedibili sia imprevedibili e di apprendere movimenti sportivi in modo relativamente rapido. Si dividono in: generali e speciali.

CAPACITà CONDIZIONALI (ORGANICO MUSCOLARI):

Si basano sui processi energetici:

  • Velocità → Rapidità di esecuzione, Rapidità di reazione
  • Forza → Massima, Esplosiva, Resistente
  • Resistenza → breve durata, media durata, lunga durata

FORME CINEMATICHE NELLA GINNASTICA ARTISTICA

 Mantenimento delle posizioni statiche (verticale, squadra, croce, etc)  Cambiamenti di posizioni (in condizioni prossime alla statica); movimenti di forza  Rotazioni in appoggio (movimenti eseguiti con un VINCOLO) (verticale-perno, granvolta con giro, etc)  Rotazioni in attitudine di volo (salti acrob. - artistici)  Variazione forzata della rotazione (controrotazioni)  Cambiamento di posizioni in appoggio (courbette)

FORME CINEMATICHE NELL’ACROBATICA

  • Posizioni di Equilibrio: posizioni STATICHE mantenute almeno 2”
  • Rotolamenti: appoggio del busto per punti successivi al suolo o sull’attrezzo nelle diverse direzioni avanti, indietro, laterale (es. capovolta rotolata avanti)
  • Rovesciamenti: rotazione del corpo passante per la verticale (in A.R.R.) attorno A.T. (direzione avanti o indietro) e attorno A.S. (direzione laterale) senza fase di volo, con appoggio successivo degli arti al suolo o sull’attrezzo (es. rovesciata avanti, rovesciata indietro, ruota)
  • Ribaltamenti: rotazione del corpo passante per la verticale (in A.R.R.) attorno A.T. (direzione avanti o indietro) e attorno A.S. (direzione laterale) con fase di volo prima e/o dopo l’appoggio successivo degli arti superiori al suolo o sull’attrezzo (es. ribalta avanti, flic indietro, rondata)
  • Rotazioni in Volo (salti acrobatici – rovesciamenti liberi): rotazione di 360° del corpo attorno A.T. o A.S. in attitudine di volo, senza l’appoggio degli arti superiori al suolo o sull’attrezzo (salto giro racc. avanti, salto giro teso indietro, ruota senza mani)
  • Rotazioni in volo Multiple: rotazione superiori a 360° del corpo attorno A.T. in attitudine di volo, senza l’appoggio degli arti superiori al suolo o sull’attrezzo – Doppio salto giro avanti carpiato – Triplo salto giro raccolto indietro)
  • Rotazioni in volo combinate (avvitamenti): rotazione minimo di 360° del corpo attorno A.T. in attitudine di volo, senza l’appoggio degli arti superiori al suolo o sull’attrezzo, combinata con rotazione minimo di 180° del corpo attorno all’A. L. (es. twist raccolto, salto giro teso indietro con 1 avvitamento, doppio salto raccolto con 2 avvitamenti)

STATICA → Parte della dinamica che considera esclusivamente sistemi di forze di equilibrio.

 Per “FORZA” si intende una grandezza fisica fondamentale della meccanica al pari della lunghezza (SPAZIO) e del TEMPO.  Forza: complesso delle convenzioni che ne permettono la misurazione diretta utilizzandone l’effetto statico (deformazione di una molla: dinamometro) o l’effetto dinamico (moto prodotto da una forza agente su un determinato corpo). ANALISI DELL’EQUILIBRIO STATICO → E’ importante riconoscere se un corpo è si trova in equilibrio, ma ancor di più riconoscere se tale corpo, spostato dalla posizione in esame tende a : a) Rimane nella nuova posizione (EQUILIBRIO INDIFFERENTE) – rotolamento b) Ritornare in posizione di partenza (EQUILIBRIO STABILE) - in sospensione c) Spostamenti alternati (EQUILIBRIO INSTABILE) - verticale Appoggio Ritto Rovesciato d) Ritornare nella posizione di partenza soltanto per spostamenti molto limitati (EQUILIBRIO LIMITATAMENTE STABILE - E.L.S.) – orizzontale prona Un VINCOLO può essere tale da :

  1. Equilibrare le forze esterne soltanto per alcune configurazioni particolari di queste
  1. Piano inclinato partenza accovacciata → la dinamica di esecuzione è la medesima della foto precedente, cambia la posizione di partenza, su rialzo e in posizione accovacciata, l’istruttore rimane vicino per la massima sicurezza.
  2. Rullata sul dorso e repulsione arti superiori con gambe divaricate → Rullata sul dorso (o anche candela, se eseguita con arti inferiori lunghi e allineamento col busto), seconda fase della capovolta avanti a gambe divaricate, ricerca della repulsione ottimale al fine di innalzare il baricentro dal suolo.
  3. Capovolta avanti gambe divaricate con assistenza → Capovolta avanti gambe divaricate con assistenza si effettua durante la seconda fase dell’elemento, l’allievo parte da posizione accovacciata, esegue la prima parte della capovolta, successione di punti a livello della colonna, quando l’allievo arriva nella posizione seduta a gambe divaricate, l’istruttore interviene tempestivamente afferrando il bacino (senza frenare la velocità orizzontale) e facilita l’innalzamento del baricentro con spostamento posteriore (dell’insegnate) al fine di mantenere la velocità orizzontale dell’allievo. Quando il baricentro si trova nel punto più alto, si lascia la presa del bacino.
  4. Capovolta avanti gambe divaricate libera → durante la seconda fase della capovolta avanti l’allievo flette a livello delle ginocchia. Enfatizzare l’atteggiamento lungo degli arti inferiori, ricercare possibili “punti deboli”, esempio miglioramento della mobilità articolare, incremento della performance muscolare degli arti superiori, aumentare la velocità orizzontale.
  5. Porre le mani lateralmente (e non anteriormente al bacino), l’allievo utilizza questa strategia per la possibile restrizione di mobilità, non effettua una flessione anteriore a livello delle anche ma bensì una flesso inclinazione laterale del busto. Scarsa velocità orizzontale, ridotta consapevolezza corporea. ERRORI DI ESECUZIONE:  Arti inferiori flessi a livello delle ginocchia (foto 5)  Mani poste lateralmente al bacino e non anteriormente (foto 6)  Utilizzo di un solo arto superiore  Ridotta velocità orizzontale  Ridotta attività di repulsione arti superiori ASSISTENZA:  L’assistenza viene eseguita frontalmente alla direzione di esecuzione. Le mani dell’istruttore vengo poste lateralmente al bacino ed aiutano l’innalzamento del baricentro  L’istruttore deve intervenire con la giusta tempistica al fine di coadiuvare il movimento senza essere di ostacolo  L’assistenza viene effettuata nella seconda fase della capovolta e non dalla partenza.

CAPOVOLTA INDIETRO

 La capovolta indietro è un ROTOLAMENTO sull’asse TRASVERSO, per successione di punti indietro in atteggiamento raccolto  Rientra negli elementi di pre-acrobatica, ricordo che le capovolte avanti e indietro sono pre requisiti per lo studio successivo dei salti acrobatici Pre requisiti:  Rullate sul dorso  Condizionamento muscolare generale (enfasi soprattutto per muscolatura del “core” e arti superiori)  consapevolezza corporea e conoscenza e padronanza dell’atteggiamento raccolto Didattica:

  1. Rullate sul dorso con partenza seduta
  2. Rullate sul dorso con partenza accovacciata
  3. Rullate sul dorso con partenza stazione eretta
  4. Capovolta indietro su piano inclinato → capovolta indietro con piano inclinato, esempio una pedana per il volteggio, dalla posizione seduta, ricerco lo spostamento del centro di massa posteriormente, il piano inclinato mi permetterà di aumentare la velocità orizzontale, enfatizzare il controllo muscolare al fine di mantenere l’atteggiamento raccolto.
  5. Capovolta indietro con assistenza → capovolta dietro con assistenza: l’insegnate si pone lateralmente all’allievo, una mano sull’addome, l’altra verrà posizionata nella zona lombare, dopo che la rullata sul dorso è a livello del torace/scapole. L’assistenza viene eseguita dall’inizio fino alla fine senza perdere contatto con l’atleta.
  6. Capovolta indietro libera ERRORE DI ESECUZIONE:  Perdita dell’atteggiamento raccolto  Esecuzione con inclinazione laterale del capo → errore di esecuzione con inclinazione laterale del capo e passaggio asimmetrico sulla spalla, potrebbe essere per paura dell’allievo, ridotto condizionamento muscolare e/o consapevolezza corporea (altro, parlare con l’allievo)  Insufficiente antepulsione arti superiori → durate la rullata sul dorso, con posa delle mani in linea con le orecchie, l’allievo non effettua una antepulsione simmetrica (esempio in foto), oppure per insufficiente condizionamento muscolare

 Capovolta dietro libera  “Plank position” con arti superiori in atteggiamento lungo Didattica:  Utilizzo del piano inclinato  Capovolta indietro con posa dei piedi sempre più distanti  Capovolta indietro con assistenza  Capovolta indietro libera  Capovolta indietro con arrivo su piano rialzato (utile per il successivo arrivo in verticale) Errori:  Perdita atteggiamento lungo arti inferiori e arti superiori  Estensione lombare  Toccare con le ginocchia il suolo  Inclinare il capo lateralmente Assistenza:  L’istruttore si pone lateralmente all’atleta, una mano viene posizionata a livello dell’addome per sostenere il busto , l’altra a livello delle cosce.  L’assistenza interviene prevalentemente nella seconda fase del rotolamento, aiutando l’innalzamento del baricentro e offrendo un feedback per il corretto allineamento busto – arti inferiori

VERTICALE SU 3 APPOGGI

Verticale su 3 appoggi: Atteggiamento ritto rovesciato con arti superiori semiflessi.

Pre requisiti:

 Condizionamento muscolare generale  Acquisizione del movimento di retroversione del bacino  Antepulsione arti superiori  Consapevolezza e gestione dell’equilibrio all’interno della base di appoggio

Didattica:

 Identificare il setting ottimale per la costruzione della base di appoggio costituita dalle mani e dal capo

 Partenza dalla posizione raccolta ginocchia a terra, assistenza laterale, ricerca del limite posteriore del centro di massa  Mantenere la posizione raccolta senza appoggio dei piedi  Raggiungimento della verticale su tre appoggi  Esecuzioni dinamiche a carico degli arti inferiori (pike, straddle pike, tuck)

  1. Dalla posizione raccolta con ginocchia appoggiate a terra, pongo le mie mani al suolo e il capo oltre le mani, l’idea è quella di creare una base immaginaria a forma triangolare dove ai vertici sono posti mani e testa
  2. In questa fase le ginocchia si sollevano dal suolo, il baricentro si innalza e si sposta posteriormente. Il carico si distribuisce tra gli arti superiori (prevalentemente) e il capo. Azione di ante pulsione, addome ed erettori della colonna attivati, il gomito rimane sulla perpendicolare del polso
  3. Raggiungo il punto di equilibrio costituito dalla base triangolare, l’azione degli arti superiori gestisce il carico tramite una azione di antepulsione, gli erettori della colonna iniziano a contrarsi concentricamente al fine di allineare i segmenti vertebrali, la componente addominale è attiva per mantenere la retroversione e permettere l’allineamento tramite una contrazione eccentrica
  4. Allineamento dei segmenti vertebrali, gestione del carico, mantenimento della retroversione del bacino
  5. Allineamento arti inferiori, quindi estensione di anca e ginocchio e plantiflessione. Il baricentro cade all’interno della base di appoggio, l’atteggiamento ritto rovesciato risulta leggermente in obliquo per permettere una migliore gestione dell’equilibrio e centro di massa Errori:  Mani e capo posti sulla stessa linea  Perdita della retroversione di bacino  Eccessivo carico sul rachide cervicale  Anche flesse Assistenza:  Lateralmente al soggetto, una mano a livello dell’addome e una lombare  Gestione dello spostamento del baricentro  Feedback per l’assetto del bacino e attivazione arti superiori ATTEGGIAMENTO RITTO ROVESCIATO (ARR): La verticale, pre requisiti:  Condizionamento generale e specifico muscolare  Consapevolezza corporea

LA RUOTA

 ROVESCIAMENTO avanti multiasse passante per la verticale per appoggi successivi  Rientra nel gruppo della pre acrobatica Pre requisiti:  Condizionamento generale e specifico  Retroversione bacino  Verticale di slancio unita e divaricata  Rovesciata avanti  Repulsione delle spalle  Mobilità articolare ( soprattutto a livello coxo femorale) Didattica:  “Ruota” frontale (monetina)  Ruota obliqua, seguendo una circonferenza  Ruota da piano rialzato  Ruota con assistenza  Ruota partenza in piegata  Ruota libera su linea  Ruota ventre o dorso al muro  Ruota tra due materassi  Ruota spinta  Ruota saltata  Ruota su un braccio  Ruota con arrivo rialzato Errori:  Variazione atteggiamento lungo arti inferiori e superiori  “perdita” retroversione  Insufficiente repulsione di spalle  Non passaggio dalla verticale  Sviluppo non lineare  Affondo laterale

Assistenza:  Porsi lateralmente all’atleta, (lato affondo), le mani si pongono, in maniera successiva, a livello del bacino lateralmente.  Importante muoversi lateralmente assieme all’atleta per tutta la durata dell’esecuzione

LA RIBALTATA

RIBALTAMENTO PER AVANTI DEL CORPO PASSANTE PER LA VERTICALE , CON FASE DI VOLO DOPO

LA POSA DELLE MANI, CON ARRIVO PARI-UNITO (“ribaltata 2”) O IN SUCCESSIONE (“ribaltata 1”). Pre requisiti:  Condizionamento generale e specifico  Mobilità articolare e flessibilità muscolare  Acquisizione del pre-salto (elemento preparatorio per l’acrobatica)  Repulsione in verticale Didattica:  Verticale e ponte con arrivo su materasso  Kippe di testa su piano rialzato  Pre salto con arrivo su tappeto  Verticale spinta con arrivo in salita (prima fase della ribaltata con materasso verticale)  Ribaltata con piano rialzato e arrivo con piedi in successione (ribaltata 1)  Ribaltata con piano rialzato e arrivo a due piedi (ribaltata 2 con fermo al tappeto)  Ribaltata 1 o 2 con assistenza  Ribaltata 1 o 2 libera Errori:  Variazione dell’atteggiamento degli arti superiori ed inferiori (piegati)  Assenza si fase di volo  Arrivo “a corpo squadrato”, flessione a carico dell’anca  Assenza di repulsione/antepulsione spalle Assistenza:  L’assistenza viene eseguita lateralmente da entrambi i lati

Assistenza:  Si esegue lateralmente (lato affondo)  Due modalità

  1. Prendere con entrambe le mani il secondo braccio per sensibilizzare la fase di spinta ed elevazione del baricentro
  2. Durante la fase di courbette, una mano a livello del petto ( o addome) e l’altra a livello del dorso

FLIC (NOT FLIC-FLAC, IT DOESN’T EXIST)

Ribaltamento del corpo passante per la verticale, con fase di volo prima e dopo la posa delle mani al suolo, con partenza dei piedi pari unita. Nel flic flac indietro l’arrivo dei piedi può essere pari unito (flic flac unito) o successivo (flic flac smezzato). Pre requisiti:  Condizionamento muscolare generale e specifico  Azione di repulsione arti superiori  Movimento di courbette Didattica:  Spinte posteriori con arrivo su tappeto  Utilizzo di un supporto (tipo cilindro)  Utilizzo mini tramp e tappeto  Flic flac indietro con assistenza  Flic flac su trampolino elastico  Utilizzo del piano inclinato  Esecuzione libera con o senza elemento preparatorio (rondata) Errori:  Nella fase di volo avere arti inferiori e superiori flessi  Deep squat  Insufficiente spinta di spalle  Arrivo “ a corpo squadrato” (flessione del busto in avanti a livello delle anche)  Perdita assetto del bacino ( nella fase di hollow mancata retroversione del bacino)  Eseguire un flic flac corto , generalmente con l’errore di spostare in avanti le ginocchia nella fase di caricamento e spinta posteriore

Assistenza: L’istruttore si pone lateralmente, una mano a livello della zona lombare ( con bambine/i piccoli e leggeri si può tenere anche la mano tra le scapole), l’altra a livello della parte posteriore della coscia, si segue il movimento, offrendo all’occorrenza sostegno al soggetto.

SALTO GIRO AVANTI E INDIETRO : Salto acrobatico con rotazione attorno all’asse trasverso di

360° , in avanti o indietro; può essere eseguito in atteggiamento raccolto, carpiato o teso. Pre requisiti:  Condizionamento generale e specifico  Consapevolezza corporea in volo  Esecuzione corretta della capovolta avanti ed indietro, capovolta tuffata in avanti  Salto in estensione (pennello)  Pre-salto

  1. Didattica salto avanti:  Capovolta tuffata su rialzo  Salto giro raccolto in avanti con arrivo in posizione seduta su rialzo  Salto giro in avanti con assistenza  Salto giro in avanti con utilizzo di telo elastico o mini tramp  Salto giro avanti libero con rincorsa  Salto giro in avanti senza rincorsa  Salto giro in avanti raccolto con arrivo in piedi e su rialzo  Altezza dei materassi idonea in base al livello dell’atleta  Eseguire due , tre passi di rincorsa , pre-salto e inizio fase di volo  Focalizzare l’attenzione sulla posizione dei segmenti corporei in volo  Importante eseguire correttamente la fase di rotolamento in avanti sui tappeti  Altezza dei materassi idonea in base al livello dell’atleta  Eseguire due , tre passi di rincorsa , pre-salto e inizio fase di volo  Focalizzare l’attenzione sulla posizione dei segmenti corporei in volo  Importante eseguire correttamente la fase di rotolamento in avanti sui tappeti  Altezza dei materassi idonea in base al livello dell’atleta  Eseguire due , tre passi di rincorsa , pre-salto e inizio fase di volo

 Importante è l’attivazione muscolare al fine di ottenere il miglior allineamento dei segmenti nell’esecuzione del salto in estensione e fase di volo  Arti superiori in atteggiamento lungo e flessione massima a livello della gleno omerale  Core e glutei attivati per il “controllo” del bacino  Arrivo sul tappeto mantenendo la contrazione muscolare  Importante è l’attivazione muscolare al fine di ottenere il miglior allineamento dei segmenti nell’esecuzione del salto in estensione e fase di volo  Arti superiori in atteggiamento lungo e flessione massima a livello della gleno omerale  Core e glutei attivati per il “controllo” del bacino  Arrivo sul tappeto mantenendo la contrazione muscolare ERRORI:  Non corretto allineamento durante la fase di esecuzione del salto in estensione (pennello)  non corretta attivazione muscolare a livello addominale e flessori di anca  Estensione del capo  Salto che si sviluppa in lunghezza e non in altezza  Non utilizzo degli arti superiori ASSISTENZA:  L’istruttore si pone lateralmente al soggetto, una mano a livello della zona lombare , l’altra a livello della coscia posteriormente, seguire il movimento, eventualmente intervenire con l’intento di aumentare la velocità di rotazione e per preservare l’integrità dell’atleta.

Sintesi del Codice dei Punteggi, GINNASTICA ARTISTICA, Maschile e Femminile

Il metodo di valutazione descritto è usato nelle gare ufficiali della F.I.G.

  • Giochi Olimpici
  • Campionati del Mondo
  • Coppa del Mondo
    • Continentali
    • Nazionali
    • Gare di squadra
  • Gare internazionali ad invito  EX Concorso I (C-I): - Qualificazioni Individuale Concorso Generale ALL AROUND
  • Qualificazioni a Squadra  Ex Concorso II (C-II): Finali Individuale Concorso Generale All Around (24 ginnasti/e)  Ex Concorso III (C-III ): Finali Individuale agli Attrezzi (8 ginnasti/e per attrezzo)  Ex Concorso IV (C-IV ): Finali a Squadre (8 squadre) Gli OBIETTIVI del Codice dei Punteggi sono: ✓ offrire uno strumento oggettivo di valutazione degli esercizi di ginnastica a tutti i livelli di competizione, locale, nazionale e internazionale; ✓ standardizzare il metodo di giudizio delle quattro fasi delle competizioni ufficiali FIG; ✓ assicurare l’identificazione della migliore ginnasta in ogni competizione; ✓ guidare allenatori e ginnaste nella composizione degli esercizi; ✓ fornire informazioni riguardo la fonte di ulteriori indicazioni tecniche e norme utili, durante le competizioni, a giudici, allenatori e ginnaste. Composizione della Giuria all’Attrezzo per i vari tipi di gara: GAM - Giuria D (determina il Contenuto e il Valore dell’Esercizio)  E.D. (Elementi di Difficoltà – D.V. Difficulty Value): somma dei VALORI di DIFFICOLTA’ di massimo 9 elementi diversi e di maggior valore eseguiti ma con al massimo 5 elementi per ogni Gruppo di Elementi, senza alcun ordine cronologico, fra quelli conteggiati, più il valore dell’uscita.  A = P. 0.  B = P. 0.  C = P. 0.  D = P. 0.  E = P. 0.  F = P. 0.  G = P. 0.