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appunti di statica primi capitoli
Tipologia: Appunti
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Del problema statico analizzeremo i due aspetti essenziali riguardanti le sollecitazioni esterne:
all’ambiente esterno. PROBLEMA ESTERNO
deformazione e di sforzo. PROBLEMA INTERNO PROBLEMA ESTERNO Quando è risolvibile a prescindere dall’analisi dello stato di deformazione e di sforzo, si risolve in
di materiale dotato di un numero di vincoli interni ed esterni pari a quello strettamente indispensabile per assicurarne la stabilità.
deformazione e di sforzo. PROBLEMA INTERNO La struttura composta da elementi monodimensionali (tipicamente travi e pilastri) che sia isostatico
Descrive e predice la quiete o il moto di un qualunque sistema materiale nello spazio e nel tempo, senza considerare le caratteristiche fisiche del sistema stesso.
Le forze sono di due tipi: o Interne: sono le sollecitazioni che le masse di uno stesso sistema si scambiano fra di loro. o Esterne: sollecitazioni che altri corpi esterni al sistema esercitano su di esso. SPAZIO e TEMPO
ogni punto di tali continui ci permette di individuare un istante o una posizione qualora sia fissata un sistema di riferimento. Il tempo è monodimensionale e scegliere un sistema di riferimento significa fissare un’asse dei tempi con un’origine su di essa. Il tempo è omogeneo. Lo spazio è tridimensionale, occorre scegliere direzioni privilegiate ovvero la terna degli assi cartesiani ortogonali x,y,z con origine O. Ogni punto dello spazio è individuato da un vettore che
modulo unitario, costituiscono la base dello spazio vettoriale e si indicano come i, j, k. Le grandezze fondamentali nella meccanica classica sono lunghezza, tempo, massa. IL PUNTO MATERIALE
All’interno di questo grande insieme distinguiamo: Corpi rigidi Sistema composti da elementi rigidi Continui deformabili
Ogni struttura sollecitata si deforma, anzi è proprio grazie alla sua deformabilità che ogni struttura “cerca” (se è idonea) di sopportare le sollecitazioni cui deve far fronte. Qualsiasi sistema materiale può considerarsi un aggregato di punti materiali; il punto materiale è un sistema materiale del quale non è importante distinguere le varie parti considerandolo un tutt’uno. La Terra si può considerare un punto materiale se studiata nel suo moto attorno al Sole, come anche un edificio è schematizzabile come un insieme di punti che rappresentano le masse dei vari piani, se interessa studiare le vibrazioni. Anche i continui sono aggregati di punti; i sistemi continui materiali quegli aggregati di materia infinitamente suddivisibili in volumetti sempre più piccoli. Tutti gli elementi strutturali e la struttura stessa possono essere assimilati a sistemi continui quando i materiali di cui sono costituiti sono quelli classici (acciaio, cemento armato, legno). Perciò la realtà fisica viene descritta da un modello matematico calcolate mediante equazioni.
del moto? I corpi sono capaci di trasmettersi l’un l’altro delle sollecitazioni. Le azioni di corpi su altri corpi si
fra loro. Se si interrompesse la continuità dell’oggetto in esame verrebbero meno le interazioni.
La forza gravitazionale è la sollecitazione che due masse qualunque m1 e m2 esercitano l’una sull’altra; essa coincide con il peso quando i corpi sono in prossimità della Terra. Le legge di gravità newtoniana è:
𝑚 1. 𝑚 2 𝑟^2 h è il coefficiente di proporzionalità che si chiama costante di gravitazione universale L’enunciato fa riferimento a masse puntiformi. La forza gravitazionale ha un modulo direzione e
FORZE CONCENTRATE E FORZE DISTRIBUITE – Come avviene la trasmissione? Punto di contatto – quando la massa da spostare o trascinare è abbastanza piccola che non necessita di una forza importante. Forze concentrate – quando la massa è molto pesante da spostare che la forza non sarebbe più rigorosamente puntuale. Ha un unico punto di applicazione. Forze distribuite – quando le forze vengono distribuite su di un corpo (mono-bi-tri-dimensionale) come l’attrazione gravitazionale del Sole sulla Terra oppure il vento che soffia su una vela di una barca. Ha più punti di applicazione, per semplificare si può spalmare su una linea, superficie o volume. Molti carichi strutturali sono carichi distribuiti. I VINCOLI I sistemi materiali si presentano quasi sempre ancorati all’ambiente esterno. Questi collegamenti del sistema all’ambiente esterno, che limitano a priori la mobilità del sistema, si dicono vincoli.
dipenderà dal tipo di cabina e dal numero di persone. Le forze trasmesse dai vincoli si dicono
Fra di esse le più importanti ci sono: la forza peso e la forza elastica. Sono anche dette forze conservative ovvero che compiendo un intero ciclo lavorativo, esse sono in grado di recuperare l’energia spesa. Forza peso Essa è dovuta all’attrazione gravitazionale che la Terra esercita sul corpo in esame. La forza peso è verticale discendente, cioè rivolta verso il centro della Terra.
Terra.
variazione del moto e questa equazione dà la possibilità di predire quale sarà il moto. Quindi se viene data una spinta al punto materiale [1] si muove e l’accelerazione sarà proporzionale alla spinta che non gli diamo e inversamente proporzionale alla sua massa.
bloccheranno il movimento delle strutture riportando l’equilibrio (bilancio forze attive e reattive uguale a 0).
La somma di vettori può essere eseguita in forma analitica o geometrica ed è chiamata RISULTANTE. Per risolverla geometricamente di solito si usa il poligono di Varignon:
In questo caso la risultante è la somma dei moduli: R = - 3F+4F+2F
CAPITOLO 3 – Corpo rigido
rappresentare un corpo indeformabile. Alcuni corpi rigidi creano delle strutture. Esso, a differenza del punto materiale, può sia traslare che rotolare. Un corpo rigido fermo rimane in equilibrio quando:
chiamato anche momento torcente ed è una grandezza inerente alla Dinamica di rotazione; per definizione è dato dal prodotto vettoriale tra il braccio della forza e la forza stessa.: 𝑀⃗⃗ = 𝑟 ⋅ 𝐹 L’unità di misura è Nm. Riassumendo il momento di una forza esprime l’effetto di rotazione di una forza che agisce su un corpo rigido. LE OPERAZIONI INVARIANTIVE Permettono di semplificare la somma vettoriale senza alterare la meccanica del sistema. Esse sono due:
l’equilibrio o lo stato di moto di un corpo rigido. SCOMPOSIZIONE DI FORZE Poiché conosciamo la direzione di F a e F b possiamo ricavare gli angoli α β ƴ. Applicando poi il teorema dei seni è possibile individuare F a e F b: 𝐹 𝑠ⅇ𝑛𝛾
𝐹 𝑆ⅇ𝑛𝛼
𝐹 𝑠ⅇ𝑛𝛽
𝐹 𝑠ⅇ𝑛𝛾
𝐹 𝑠ⅇ𝑛𝛾
Oppure 𝐹𝑎 = 𝐹 ⋅ 𝑐𝑜𝑠 𝛼 𝐹𝑏 = 𝐹 ⋅ 𝑠ⅇ𝑛𝛼 POLIGONO FUNICOLARE Il secondo metodo è il poligono funicolare tanto caro a Gaudì per le sue costruzioni e a Mery per i calcoli matematici.
Quali dispositivi mantengono in equilibrio il corpo? Ovviamente i vincoli. Essi possono essere: Olonomi : bloccano completamente uno spostamento. Anolonomi : impediscono i movimenti in un modo ma lo consentono in un altro modo. Un ulteriore divisione dei vincoli è: Lisci Scabri Perfetti Cedevoli Bilateri Unilateri I vincoli creano dei gradi di libertà: