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statistica distribuzioni, Appunti di Statistica

elementi di statistica cumulate frequenze

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 23/11/2018

luca-di-bartolomeo
luca-di-bartolomeo 🇮🇹

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bg1
CorsodiLaurea:EconomiaAziendale
Insegnamento:Statistica(Iaparte)
Docente:
G.Latorre
,
D.Costanzo
,
M.Misuraca
Lezione 03
1 Frequenzecumulate
Nl i i l d lità dl tt i
di t
ò
Docente:

G.Latorre
,
D.Costanzo
,
M.Misuraca
N
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es
u
are
lafrequenzaconcuisipresentanonelcollettivoinesamemodalitàinferioriougualiaduncerta
soglia.Lefrequenzecumulate sonoutiliquandovogliamofissareunadellemodalitàeleggerei
dati
della distribuzione rispetto
a
questa
dati
della
distribuzione
rispetto
a
questa
Ricarica
telefonica
frequenza
assoluta
fr.assoluta
cumulata
10 10 10
50 6 16
100 5 21
Total e
21
Total e
21
Sevogliamosaperequantiindividuihannoacquistatounaricaricaconuntaglioinferioreouguale
ad una certa soglia basta leggere la frequenza cumulata in corrispondenza della modalità che ci
ad
una
certa
soglia
basta
leggere
la
frequenza
cumulata
in
corrispondenza
della
modalità
che
ci
interessa:ades.sevogliamoilnumerodiunitàstatistichechehannoricaricatomassimo(alpiù)
50€(minoreouguale)èparia16(10+6)
Se vogliamo sapere quanti individui hanno acquistato una ricarica con un taglio inferiore a una
Se
vogliamo
sapere
quanti
individui
hanno
acquistato
una
ricarica
con
un
taglio
inferiore
a
una
certasogliabastaleggerelafrequenzacumulatadellamodalitàprecedenteaquellacheci
interessa:ades.leunitàchehannoricaricatomenodi50€sono10
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
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pf19
pf1a
pf1b
pf1c

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Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

1 – Frequenze

cumulate

N l^ i^

i l^ d lità d l

tt^ i^

di^ t^ ò^

i t^ t

t di

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Nel^ caso^ in^

cui^ le^ modalità

del^ carattere

in^ esame^ sono

ordinate^ può

essere^ interessante

studiare

la^ frequenza

con^ cui^ si^ presentano

nel^ collettivo

in^ esame^ modalità

inferiori^ o^ uguali

ad^ un^ certa

soglia.^ Le^ frequenze

cumulate^ sono

utili^ quando

vogliamo^ fissare

una^ delle^ modalità

e^ leggere^ i

dati^ della distribuzione rispetto

a^ questa dati^ della^ distribuzione

rispetto^ a^ questa^ Ricaricatelefonica

frequenzaassoluta

fr.^ assolutacumulata 10

10

10 50

6

16 100

5

21 Totale^

21 Totale^

21

Se^ vogliamo

sapere^ quanti

individui^ hanno

acquistato^

una^ ricarica

con^ un^ taglio

inferiore^ o^

uguale

ad una certa soglia basta leggere la frequenza cumulata in corrispondenza della modalità che ciad^ una^ certa

soglia^ basta

leggere^ la^ frequenza

cumulata^ in

corrispondenza

della^ modalità

che^ ci

interessa:^ ad

es.^ se^ vogliamo

il^ numero^ di

unità^ statistiche

che^ hanno

ricaricato^ massimo

(al^ più)

50 € (minore

o^ uguale)^ è

pari^ a^16 (10+6) Se vogliamo sapere quanti individui hanno acquistato una ricarica con un taglio inferiore a unaSe^ vogliamo

sapere^ quanti

individui^ hanno

acquistato^

una^ ricarica

con^ un^ taglio

inferiore^ a^

una

certa^ soglia

basta^ leggere

la^ frequenza

cumulata^ della

modalità^ precedente

a^ quella^ che

ci

interessa:^ ad

es.^ le^ unità

che^ hanno

ricaricato^ meno

di^50 € sono

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

2 – Notazione

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

È^ possibile

calcolare^ le

frequenze

cumulate^

a^ partire^ dalle

frequenze

assolute,^ relative

o

percentuali.

Per^ distinguere

le^ frequenze

cumulate^

vengono^ indicate

con^ la^ lettera

maiuscola

corrispondente^ X^ N

F^ P xNFP 1 1 1 1

Nel^ prosieguo

indicheremo

con:

x^ la^ generica i^

i‐esima^ modalità

del^ carattere

X^ (con^ i=1,2,…,k)

xN^1

FP^1 xN^2

FP^2 …^ …^

…^ …

N^ la^ i‐esima i^

frequenza

assoluta^ cumulata

delle^ prime

i^ modalità

F^ la^ i‐esima i^

frequenza

relativa^ cumulata

delle^ prime

i^ modalità

P^ la^ i‐esima i^

frequenza

percentuale

cumulata^ delle

prime^ i^ modalità

xNi^ i^

FPi^ i …^ …^

…^ …

i

i

xNk^ k^

FPk^ k totale^ -^

-^ -

∑^ =

= ji 1 j

k,..., 2 , 1 i

,n

N^

∑^ =

= ji 1 j

k,..., 2 , 1 i

,f

F

i ∑=

i = ji 1 j

k,..., 2 , 1 i

,p

P

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

4 – Esercizio

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca X^ n^

X^ n 0 5

Consideriamo

nuovamente

i^ due^ collettivi

di^ famiglie^

e^ le^ distribuzioni

del^ n° di^ figli

per^ famiglia

0 A TTIVO E

20 B^ ETTIVO

COLLE

COLLE

Totale^^50

Totale^^100

-^ Quante sono le famiglie che hanno al più un figlio? Relativamente

al^ solo^ collettivo

A:

-^ Qual è la percentuale di famiglie che hanno al massimo 2 figli? •^ Qual è la percentuale di famiglie che hanno almeno 2 figli? •^ Quante sono le famiglie che hanno meno di 3 figli? •^ Quante sono le famiglie che hanno non meno di 4 figli?

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

5 – Soluzione

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Collettivo ACollettivo^ A^ X^ n

N^ F^

P

5 0,10^ 10%

0,34^ 34%

Calcoliamo^ innanzi

tutto^ le^ frequenze

cumulate

0,72^ 72%

0,90^ 90%

0,98^ 98%

Totale^50

‐^ ‐^

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

7 – Poligono

delle^ frequenze

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Un^ altro^ modo

per^ rappresentare

le^ frequenze

cumulate^ è

utilizzare^ il

Poligono^ delle

frequenze1.000 94

1.00 0 90

Distribuzione

delle^ aziende

per^ ^ di^ addetti n.^ di addetti^

nfi^ i^

F^ i 5

6 0,^

0,

0.94 0.

0.900.800.70 0.

10

12 0,

0, 15

32 0,

0, 20

27 0,

0, 25

41 0,

0,^

0.56 0. 0.500.40 0.

25

41 0,

0, 30

11 0,

0, 35

8 0,^

1, 137 1,

0.20 0.13^ 0.04^ 0.10 0.

Dall’analisi^ della

tabella^ e^ del

grafico^ possiamo

immediatamente

rilevare^ che

le^ aziende^

con^ meno

di 15 addetti sono il 36% del collettivo mentre le aziende con meno di 20 addetti rappresentano

5 10

15 20

25 30

35

di^15 addetti

sono^ il^ 36%

del^ collettivo

,^ mentre^ le^

aziende^ con

meno^ di^20

addetti^ rappresentano

complessivamente

il^ 56%^ del^ collettivo

(ovviamente

includendo

anche^ le^ aziende

che^ ne^ hanno

meno^ di^ 15)

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

8 – Esercizio

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

10 – Distribuzione

in^ classi

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Quando^ si^

analizza^ un

fenomeno

che^ può^ essere

espresso^ per

mezzo^ di^ un

carattere^ discreto

con^ numerose

modalità,^

(es.^ età^ in^ anni

compiuti)^

oppure^ quando

si^ usano^ caratteri

continui

(es.^ peso,^ altezza),

è^ possibile

che^ le^ distribuzioni

di^ frequenza

assolute^ o

relative^ non

siano

idonee^ e^ non

migliorino

la^ comprensione

dei^ dati

In^ questi^ casi

può^ essere

adoperata

un’altra^ rappresentazione

dei^ dati:^ le

modalità^ (discrete

o

continue)^ sono

organizzate

in^ intervalli

di^ valori^ dette

classi ,^ e^ le

frequenze

associate^ a

ciascun

intervallo^ rappresentano

il^ n° di^ unità

sulle^ quali

è^ osservato/misurato

un^ valore^ appartenente

all’intervallo

stesso

Bisogna^ dire

che^ se^ la^ rappresentazione

in^ classi^ presenta

la^ stessa^ facilità

di^ lettura^ di

una

l i^ i di t ib

i^ di f^

(^ l t^

l ti^ )^

è^ ò^ lt^

tt^ t^ i^

di t

qualsiasi^ di

stribuzione

di^ frequenze

(assolute^ o

relative)^ non

è^ però^ altrettanto

immediata

e

di^ facile^ costruzione

a^ partire^ dalla

distribuzione

unitaria^ dei

dati.^ È^ infatti

necessario

tenere

in^ considerazione

diversi^ elementi:

il^ numero^

di^ classi^ adeguato

al^ problema,

l’ampiezza

delle

diverse classi la possibilità di includere tutte le modalità del carattere e così viadiverse^ classi

,^ la^ possibilità

di^ includere

tutte^ le^ modalità

del^ carattere

,^ e^ così^ via

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Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

11 – Caratteristiche

delle^ classi

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

‐^ In^ generale

una^ classe^

può^ essere^

vista^ come^

un^ intervallo

di^ valori^ numerici:

ciascuno^ di

questi

intervalli^ deve

essere^ disgiunto,

non^ devono

cioè^ esserci

sovrapposizioni,

in^ modo^ che

ogni^ unità

appartenga

ad^ una^ e^ una

sola^ classe ‐^ L’ampiezza

di^ ciascuna

classe^ può^

essere^ costante

oppure^ differente:

nel^ primo^ caso

si^ parla^ di

classi^ equiampie

,^ nel^ secondo

caso^ si^ parla

di^ classi^ non

equiampie

.^ La^ scelta^ di

un^ tipo^ dipende

talvolta^ dalle scelte soggettive del ricercatore

ma spesso^

è strettamente legata

a^ fenomeno

che

talvolta^ dalle

scelte^ soggettive

del^ ricercatore

ma^ spesso^

è^ strettamente

legata^ a^ fenomeno

che

si^ vuole^ rappresentare:^ CLASSE^

Criterio Da^0 a^5 anni

Età^ prescolare Da 6 a 10 anni

Scuola elementare

In^ questo^ caso

la^ suddivisione

in^ classi^ del carattere^ età

è^ dettata^ da

un^ criterio^ esterno

che

fornisce^ comunque

un^ interessante

punto^ di vista rispetto al tipo di fenomeno che si sta

Da^6 a^10 anni

Scuola

elementare Da^11 a^13 anni

Scuola^

media Da 14^ a^18 anni

Scuola^

superiore

vista^ rispetto

al^ tipo^ di^ fenomeno

che^ si^ sta studiandoNB:^ le^ classi

non^ devono

mai^ essere^

vuote^ (cioè

…^

…^

con^0 unità^ statistiche)

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

13 – Determinazione

del^ numero

Docente: di classi

G.Latorre,^ D.Costanzo

,^ M.Misuraca

Non^ esiste^ un

modo^ univoco

per^ determinare

il^ numero^ di

classi:^ molte

volte,^ a^ seconda

del

fenomeno^ oggetto

di^ studio,^ la

scelta^ è^ lasciata

all’esperienza

di^ chi^ effettua

lo^ studio

La^ regola^ da

seguire^ è^ che

non^ bisogna

scegliere^ un

n° di^ classi^

eccessivamente

piccolo^ per

non

perdere^ dettaglio

nella^ rappresentazione

del^ fenomeno,

ma^ al^ contempo

non^ bisogna

scegliere

un^ n° di^ classi

eccessivamente

grande^ per

non^ “sacrificare”

la^ leggibilità

della^ distribuzione

Nel^ corso^ degli

anni^ sono^ state

proposte^ diverse

soluzioni^ per

determinare

in^ modo^ oggettivo

il

numero^ di^ classi

ideale^ per^

una^ popolazione

di^ numerosità

pari^ a^ N:^ una

possibile^ soluzione

è

quella di considerare il numero k di classi ottenuto dalla regola di

Sturges

quella^ di^ considerare

il^ numero^ k

di^ classi^ ottenuto

dalla^ regola

di^ Sturges

≅^

i^^10 k^ 1+3,322 log

(N)^

REGOLA^ DI STURGES N° DI CLASSI^ DA^ CONSIDERARENELLA^ DISTRIBUZIONE

Corso^ di^ Laurea:

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a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

14 – Determinazione

dell’ampiezza

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Una^ volta^ determinato

il^ numero^ delle

classi^ è^ necessario

stabilire^ se

si^ vogliono

considerare

classi^ di^ uguale

ampiezza^ o

meno Nel caso in cui si considerano classi di ampiezza diversa bisogna chiaramente procedere ad unaNel^ caso^ in^

cui^ si^ considerano

classi^ di^ ampiezza

diversa^ bisogna

chiaramente

procedere^

ad^ una

scelta^ coerente

con^ il^ fenomeno

che^ si^ sta^ analizzando,

come^ illustrato

in^ precedenza

con

l’esempio^ della

distribuzione

per^ età^ costruita

sulla^ base^ del

livello^ scolastico

Se^ invece^ si

considerano

classi^ di^ ampiezza

uguale^ allora

è^ necessario

trovare^ un^

modo^ per

determinare

in^ modo^ pratico

e^ veloce^ la^

quantità^ che

si^ assume^ costante

per^ ogni^ intervallo

Tale^ quantità

può^ essere

ottenuta^ facilmente

considerando

l’ampiezza^

della^ distribuzione,

a

partire^ dalla

differenza^

della^ modalità

più^ grande

e^ della^ modalità

più^ piccola

osservata^ nella

distribuzione

unitaria^ dei

dati^ e^ dividendo

per^ il^ numero

di^ classi^ definito

precedentemente:

x^ - x^ (N)^ (1)

ω k

La^ lettera^ omega

dell’alfabeto

greco^ è^ utilizzata

per

convenzione

per^ indicare

l’ampiezza^ della

classe:^ va

k^

chiaramente

approssimata

al^ numero^ intero

più^ vicino

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

16 – Classi

aperte^ e^

chiuse

I^ l^

i di^

l^ è^

t^ hi^

d^ t^

i i t^ i^ tili

l^

t

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

In^ generale

per^ indicare

se^ una^ classe

è^ aperta^ o^

chiusa^ a^ destra

o^ a^ sinistra

si^ utilizza^ la

seguente

notazione: x^ ‐|^ x^ oppure i‐^1 i^

(x,^ x^ ]^ ‐>^ i‐^1 i

la^ classe^ è^ chiusa

a^ destra^ e^ aperta

a^ sinistra^ (le

unità^ che^ presentano

x^ i‐^1

non^ sono^ incluse

nella^ classe,

quelle^ che^

presentano

x^ invece^ loi^

sono)

x^ |‐^ x^ oppure i‐^1 i^

[x^ ,^ x^ )^ ‐>^ i‐^1 i

la^ classe^ è^ aperta

a^ destra^ e^ chiusa

a^ sinistra^ (le

unità^ che^ presentano

x^ i‐^1

sono^ incluse

nella^ classe,

quelle^ che^

presentano

x^ invece^ noni^

lo^ sono)

x^ ^ x^ oppure i‐^1 i^

[x^ ,^ x^ ]^ ‐> i‐^1 i

la^ classe^ è

chiusa^ a^ destra

e^ sinistra^ (sia

le^ unità^ con

x^ che^ quellei‐^1

che

presentano

x^ sono^ inclusei^

nella^ classe)

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

17 – Rappresentazione

dei^ dati

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Una^ volta^ ottenute

le^ classi^ e^ “contate”

quante^ sono

le^ unità^ statistiche

appartenente

ad^ ogni

classe^ abbiamo

di^ fatto^ ottenuto

una^ distribuzione

di^ frequenze

assolute^ come

quelle^ viste

nelle

precedenti^

lezioni,^ con

la^ differenza

che^ non^ abbiamo

tutte^ le^ modalità

osservate^ ma

intervalli

p^

di^ modalitàCosì^ come^ per

le^ distribuzioni

di^ frequenze

è^ possibile

leggere^ in^ modo

differente^ i

dati,^ ad

esempio^ considerando

le^ frequenze

relative^ o^ percentuali,

oppure^ calcolando

le^ frequenze

cumulate^ (assolute

o^ relative) In tutti i casi in cui è necessario effettuare delle operazioni sulle distribuzioni in classe risultaIn^ tutti^ i^ casi

in^ cui^ è^ necessario

effettuare^

delle^ operazioni

sulle^ distribuzioni

in^ classe^ risulta

difficile^ ritornare

ad^ una^ distribuzione

di^ frequenze

o^ unitaria:^

a^ tal^ scopo^

per^ convenzione

si^ fa

riferimento

ad^ un^ valore

rappresentativo

dell’intera^

classe,^ detto

“valore^ centrale”,

che^ può

essere^ calcolato

dalla^ semisomma

degli^ estremi

inferiore^ e^

superiore^ d

i^ ciascuna^ c

lasse

esse e ca co ato da a se

so^ a deg

est e^

e o e e supe o e d c ascu a c asse

estr. inferiore + estr. superiore

valore centrale=^ valore centrale 2

Corso^ di^ Laurea:

Economia^ Aziendale Insegnamento:

a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

19 – Esempio

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

Consideriamo la seguente distribuzione unitariaper un collettivo di 200 unità statistiche

ω^ non^ eqquiampie ω^ equiamppie

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a^ Statistica (Iparte) Docente: G.Latorre, D.Costanzo, M.Misuraca

Lezione^ n° 03

20 – Esercizio

Docente:^ G.Latorre

,^ D.Costanzo,^ M.Misuraca

A^150 studenti

iscritti^ al^ Corso

di^ Laurea^ Triennale

in^ Economa

e^ Commercio

è^ stato^ chiesto

il

Numero^ di^

Crediti^ Formativi

ottenendo

il^ seguente

elenco^ grezzo

di^ modalità: C l^ l^ il^

di^ l^ i ‐^ Calcolare^

il^ numero^ di

classi ‐^ Costruire^

delle^ classi^

equiampie chiuse a sinistrachiuse^ a^ sinistra ‐ Calcolare^ il

valore^ centrale