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statistica errori delta, Dispense di Statica

statistica errori delta propagaz errori

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 10/06/2019

accountmarta1
accountmarta1 🇮🇹

4.4

(64)

76 documenti

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bg1
1 Il metodo delta
Siano XeYdue v.a. qualsiasi, e sia g:R2Runa funzione qualsiasi. Allora
possiamo costruire una nuova v.a.
Z=g(X, Y ).
Esempio 1. Vogliamo alimentare un microchip di marca XYZ con una batteria prodot-
ta dalla ditta ABC. In particolare, vogliamo prevedere quale sar`
a la potenza dissipata
per effetto Joule dal circuito che andremo a costruire. Introduciamo pertanto le due v.a.
V=tensione generata da una batteria presa a caso tra quelle della ABC
R=resistenza opposta da un microchip preso a caso tra quelli della XYZ .
La potenza che sar`
a dissipata dal nostro circuito `
e allora la nuova v.a.
P=V2
R=potenza dissipata =: g(V, R),
dove la funzione gin questo caso `
eg(x, y) = x2/y.
Supponiamo di conoscere le medie E[X] =: µXeE[Y] =: µYdi Xe di Y, e
le loro varianze Var[X] =: σ2
XeVar[Y] =: σ2
Y. Il problema `
e calcolare la media
E[g(X, Y )] e la varianza Var[g(X, Y )] della nuova v.a. g(X, Y )sapendo solo questi
quattro dati.
Se g`
e una trasformazione affine di Xe di Y, cio`
eg(X, Y ) = a+bX +cY con
a, b, c costanti reali, allora questo `
e un calcolo che gi`
a sappiamo fare: la media `
e
E[g(X, Y )] = E[a+bX +cY ] =
linearit`
a
di E
a+bE[X] + cE[Y](1)
mentre, supponendo in pi`
u che XeYsiano indipendenti,
Var[g(X, Y )] = Var[a+bX +cY ] =
propriet`
a
di Var
Var[bX +cY ]
=
indipendenza
di XeY
Var[bX] + Var[cY ] =
propriet`
a
di Var
b2Var[X] + c2Var[Y].(2)
Questo `
e un calcolo esatto.
Ma se gnon `
e una trasformazione affine? In tal caso, possiamo linearizzare g
sviluppandola in serie di Taylor al prim’ordine in un intorno di (µXY). Otteniamo
cos`
ı l’approssimazione
g(X, Y )'g(µX, µY) + 1g(µX, µY)(XµX) + 2g(µX, µY)(YµY),
dove ig(µX, µY)`
e la derivata parziale di grispetto all’i-esima variabile, calcolata
sulla coppia di valori (noti per ipotesi!) (µX, µY). In questo modo,
E[g(X, Y )] 'E[g(µX, µY) + 1g(µX, µY)(XµX) + 2g(µX, µY)(YµY)]
=
eq. (1) g(µX, µY) + 1g(µX, µY)E[XµX]
| {z }
=E[X]µX=0
+2g(µX, µY)E[YµY]
| {z }
=E[Y]µY=0
=g(µX, µY)
1
pf3
pf4
pf5
pf8

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1 Il metodo delta

Siano X e Y due v.a. qualsiasi, e sia g : R

2

→ R una funzione qualsiasi. Allora

possiamo costruire una nuova v.a.

Z = g(X, Y ).

Esempio 1. Vogliamo alimentare un microchip di marca XYZ con una batteria prodot-

ta dalla ditta ABC. In particolare, vogliamo prevedere quale sar`a la potenza dissipata

per effetto Joule dal circuito che andremo a costruire. Introduciamo pertanto le due v.a.

V = tensione generata da una batteria presa a caso tra quelle della ABC

R = resistenza opposta da un microchip preso a caso tra quelli della XYZ.

La potenza che sara dissipata dal nostro circuitoe allora la nuova v.a.

P =

V

2

R

= potenza dissipata =: g(V, R) ,

dove la funzione g in questo caso `e g(x, y) = x

2

/y.

Supponiamo di conoscere le medie E[X] =: μ X

e E[Y ] =: μ Y

di X e di Y , e

le loro varianze Var[X] =: σ

2

X

e Var[Y ] =: σ

2

Y

. Il problema `e calcolare la media

E[g(X, Y )] e la varianza Var[g(X, Y )] della nuova v.a. g(X, Y ) sapendo solo questi

quattro dati.

Se g e una trasformazione affine di X e di Y , cioe g(X, Y ) = a + bX + cY con

a, b, c costanti reali, allora questo e un calcolo che gia sappiamo fare: la media `e

E[g(X, Y )] = E[a + bX + cY ] =

linearit`a

di E

a + bE[X] + cE[Y ] (1)

mentre, supponendo in pi`u che X e Y siano indipendenti,

Var[g(X, Y )] = Var[a + bX + cY ] =

propriet`a

di Var

Var[bX + cY ]

indipendenza

di X e Y

Var[bX] + Var[cY ] =

propriet`a

di Var

b

2

Var[X] + c

2

Var[Y ].

Questo `e un calcolo esatto.

Ma se g non `e una trasformazione affine? In tal caso, possiamo linearizzare g

sviluppandola in serie di Taylor al prim’ordine in un intorno di (μ X , μ Y ). Otteniamo

cos`ı l’approssimazione

g(X, Y ) ' g(μ X , μ Y

1 g(μ X , μ Y )(X − μ X

2 g(μ X , μ Y )(Y − μ Y

dove ∂ i g(μ X , μ Y ) e la derivata parziale di` g rispetto all’i-esima variabile, calcolata

sulla coppia di valori (noti per ipotesi!) (μ X , μ Y ). In questo modo,

E[g(X, Y )] ' E[g(μ X , μ Y

1 g(μ X , μ Y )(X − μ X

2 g(μ X , μ Y )(Y − μ Y

)]

eq. (1)

g(μ X , μ Y

1 g(μ X , μ Y ) E[X − μ X

]

=E[X]−μ X =

2 g(μ X , μ Y ) E[Y − μ Y

]

=E[Y ]−μ Y =

= g(μ X

, μ Y

e, ancora supponendo che X e Y siano indipendenti,

Var[g(X, Y )] ' Var[g(μ X

, μ Y

1

g(μ X

, μ Y

)(X − μ X

2

g(μ X

, μ Y

)(Y − μ Y

)]

eq. (2)

[∂

1

g(μ X

, μ Y

)]

2

Var[X − μ X

]

=Var[X]=σ

2

X

+[∂

2

g(μ X

, μ Y

)]

2

Var[Y − μ Y

]

=Var[Y ]=σ

2

Y

= [∂

1

g(μ X

, μ Y

)]

2

σ

2

X

+ [∂

2

g(μ X

, μ Y

)]

2

σ

2

Y

Quello che abbiamo visto per due v.a., si generalizza immediatamente al caso di k

v.a.. In conclusione, abbiamo dimostrato il fatto seguente.

Teorema 1 (Metodo delta). Supponiamo che X 1

, X

2

,... , X

k

siano k v.a., e fissiamo

una qualunque funzione g : R

k

→ R. Allora,

E[g(X 1

,... , X

k

)] ' g(E[X 1

],... , E[X

k

]).

Supponendo in pi`u che le v.a. X 1

, X

2

,... , X

k siano indipendenti, si ha anche

Var[g(X 1

,... , X

k

)] '

k ∑

i=

[∂

i g(E[X 1

],... , E[X

k

])]

2

Var[X i

].

Le due relazioni precedenti sono esatte se g `e una trasformazione affine delle v.a. X 1

, X

2

,... , X

k

Esempio 1 (Continuazione). Sappiamo che per le batterie prodotte dalla ABC e per i

microchip costruiti dalla XYZ si ha

E[V ] = 3 Volt E[R] = 10 Ω Var[V ] = 0.25 Volt

2

Var[R] = 1.21 Ω

2

Vogliamo calcolare in modo approssimato media e varianza della v.a. P = V

2

/R =

g(V, R), con g(x, y) = x

2

/y. La media si calcola facilmente:

E[P ] = E[g(V, R)] '

metodo δ

g(E[V ], E[R]) =

E[V ]

2

E[R]

2

= 0.9 Watt.

Per calcolare la varianza, invece, dobbiamo prima di tutto assumere che V e R siano

indipendenti (ipotesi ragionevole, se il generatore `e stabile e la resistenza del circui-

to non varia troppo con la temperatura). Dopodich´e, dobbiamo calcolare le derivate

parziali della funzione g:

1

g(x, y) =

∂(x

2

/y)

∂x

2 x

y

2

g(x, y) =

∂(x

2

/y)

∂y

x

2

y

2

Infine, applichiamo la formula

Var[P ] = Var[g(V, R)] '

metodo δ

[∂

1 g(E[V ], E[R])]

2

Var[V ] + [∂ 2 g(E[V ], E[R])]

2

Var[R]

2 E[V ]

E[R]

2

Var[V ] +

E[V ]

2

E[R]

2

2

Var[R]

2 · 3

2

2

4

4

Con questa ipotesi, la media campionaria

V =

(V

1

+... + V

7

`e uno stimatore non distorto del paramatro v. Infatti,

E[

V ] = E[V

k

] = v.

Facciamo una cosa simile per stimare la corrente i: pianifichiamo altre 4 misure di

corrente I 1

,... , I

4 , che supporremo anch’esse i.i.d. e centrate intorno al vero valore di

corrente i, cio`e

E[I

k ] = i ∀k = 1,... , 4.

Come stimatore non distorto del parametro i, usiamo di nuovo la media campionaria

I =

(I

1

+... + I

4

Ora, vogliamo trovare uno stimatore approssimativamente non distorto del parametro

r =

v

i

=: g(v, i).

Per quanto visto nell’Affermazione 1, una scelta possibile `e

R := g(

V ,

I) =

V

I

Notazione. Essendo numeri reali fissati (deterministici), i parametri del modello

vengono sempre indicati con lettere minuscole: α, β, θ, v, i, r.. .. I corrisponden-

ti stimatori, invece, che sono v.a., vengono sempre indicati con lettere maiuscole:

A,

B,

V ,

I,

R.. ..

Ora, dopo aver introdotto lo stimatore

Θ = g(

A,

B) di θ = g(α, β) e aver dimo-

strato che `e approssimativamente non distorto, vogliamo determinare l’errore che com-

mettiamo stimando θ con

Θ. Per far questo, dobbiamo calcolare l’errore quadratico

medio

mse(

Θ; θ) = Var[

Θ] + b(

Θ; θ)

2

'

ˆ Θ approx.

non distorto

Var[

Θ] = Var[g(

A,

B)].

Se ora aggiungiamo l’ipotesi che gli stimatori

A e

B siano indipendenti (ipotesi ra-

gionevole se per esempio

A e

B sono costruiti con due serie indipendenti di misure),

possiamo applicare il metodo delta per calcolare Var[g(

A,

B)]

Var[g(

A,

B)] '

metodo δ

per Var

[

1

g(E[

A], E[

B])

]

2

Var[

A] +

[

2

g(E[

A], E[

B])

]

2

Var[

B]

ˆ A e

ˆ B

non distorti

[∂

1 g(α, β)]

2

Var[

A] + [∂

2 g(α, β)]

2

Var[

B].

In conclusione,

mse(

Θ; θ) ' Var[

Θ] ' [∂

1

g(α, β)]

2

Var[

A] + [∂

2

g(α, β)]

2

Var[

B]. (3)

Anzich´e quantificare la bont`a dello stimatore

Θ con l’mse(

Θ; θ), che ha [θ]

2 come

unit`a di misura, si preferisce spesso usare l’errore standard

se(

Var[Θ] '

ˆ Θ approx.

non distorto

mse(

Θ; θ)

che ha il vantaggio di avere le stesse unit`a di misura di θ. La formula trovata per Var[

Θ]

diventa cos`ı

se(

[∂

1

g(α, β)]

2

se(

A)

2

  • [∂ 2

g(α, β)]

2

se(

B)

2

e si chiama propagazione degli errori dalla stima di α e di β alla stima di θ.

Affermazione 2. Se (

A

n

n≥ 1 e (

B

n

n≥ 1 sono due successioni di stimatori di α e di

β tali che

A

n e

B

n sono (esattamente) non distorti per ogni n;

A

n

e

B

n

sono indipendenti per ogni n;

A

n

n≥ 1 e (

B

n

n≥ 1 sono consistenti in media quadratica;

allora anche la successione di stimatori (

n

n≥ 1 , con

n = g(

A

n

B

n

`e consistente in media quadratica.

Dimostrazione. Riscriviamo l’eq. (3),

mse(

n ; θ) ' [∂ 1 g(α, β)]

2

Var[

A

n

] + [∂

2 g(α, β)]

2

Var[

B

n

].

Per le ipotesi, abbiamo

Var[

A

n

] '

ˆ A n approx.

non distorto

mse(

A

n

; α) −→

ˆ A n consistente

0 per n → ∞ ,

e similmente Var[

B

n

] → 0. Di conseguenza, mse(

n

; θ) → 0 per n → ∞, e questa `e

proprio la condizione di consistenza per

n

Esempio 2 (Continuazione). Vogliamo calcolare mse(

R; r) e se(

R) per lo stimatore

R =

V /

I usando la formula (3). Possiamo farlo, perch´e

V e

I sono stimatori non distorti di v e di i;

V e

I sono anche indipendenti, in quanto `e ragionevole supporre che le 7 misure di

tensione e le 4 di corrente non si influenzino tra loro.

dove la funzione h e la stessa che in (6) veniva valutata sui parametri. Questo stimatore`

di mse(

Θ; θ) `e approssimativamente non distorto per la solita applicazione del metodo

delta alla media:

E[

MSE(

Θ; θ)] ' h

E[

A], E[

B], E[S

2

ˆ A

], E[S

2

ˆ B

]

ˆ A,

ˆ B,S

2

ˆ A

,S

2

ˆ B

non distorti

h(α, β, Var[

A], Var[

B])

= mse(

Θ; θ).

Allo stesso modo, possiamo definire il seguente stimatore approssimativamente non

distorto del parametro se(

SE(

[

1

g(

A,

B)

]

2

S

2

ˆ A

[

2

g(

A,

B)

]

2

S

2

ˆ B

La logica `e sempre la stessa: se abbiamo degli stimatori non distorti di certi para-

metri γ 1 ,... , γ n

  • diciamo

1

n

  • e vogliamo trovare uno stimatore appros-

simativamente non distorto di un nuovo parametro ξ = h(γ 1 ,... , γ n ), allora

h(

1

n

) e sempre una soluzione possibile.` Notazione. Come tutti gli stimato-

ri, anche

MSE(

Θ; θ) e

SE(

Θ) sono delle v.a.; di conseguenza, li scriviamo maiuscoli.

I parametri che devono stimare sono i numeri reali mse(

Θ; θ) e se(

Θ), che pertanto

in queste note abbiamo sempre scritto minuscoli. Come al solito, cerchiamo di usare

lettere simili per il parametro e per il corrispondente stimatore, mettendo una ̂ sopra

allo stimatore.

Esempio 2 (Continuazione). Sappiamo che le varianze campionarie

S

2

V

7 ∑

k=

V

k

V

2

S

2

I

4 ∑

k=

I

k

I

2

sono stimatori (esattamente) non distorti delle rispettive varianze vere σ

2

V

= Var[V k

] e

σ

2

I

= Var[I k

]. Di conseguenza, S

2

¯ V

= S

2

V

/ 7 e S

2

¯ I

= S

2

I

/ 4 sono stimatori non distorti

di Var[

V ] = σ

2

V

/ 7 e di Var[

I] = σ

2

I

/ 4. Per ottenere degli stimatori approssimativa-

mente non distorti dell’errore quadratico medio e dell’errore standard di

R =

V /

I, `e

sufficiente fare le sostituzioni

V → v

I → i S

2

V

→ σ

2

V

S

2

I

→ σ

2

I

nelle eq. (4) e (5). Si ottengono cos`ı gli stimatori

MSE(

R; r) =

S

2

V

I

2

V

2

S

2

I

I

4

SE(

R) =

S

2

V

I

2

V

2 S

2

I

I

4

Attenzione che in queste formule i numeri 7 e 4 a denominatore ci devono stare, e S

2

V

e S

2

I

sono le varianze campionarie definite in (7) (e non S

2

¯ V

e S

2

¯ I

Per ultima cosa, supponiamo di aver fatto finalmente le nostre misure, e aver trovato

la stima ˆa del parametro α e

b di β. Le stime ˆa e

b non sono altro che le realizzazioni

degli stimatori

A e

B sul risultato della misura, cio`e i valori numerici che si ottengono

sostituiendo alle v.a. del campione i valori effettivamente trovati per ciascuna di esse.

Allora la stima di θ = g(α, β) fornita da

Θ = g(

A,

B) `e

θ = g(ˆa,

b)

Notazione. Per indicare la realizzazione del campione aleatorio X 1

,... , X

n dopo

una specifica misura abbiamo usato le corrispondenti lettere minuscole (= numeri reali)

x 1

= 1. 78 ,... , x n

= 1. 93 , dove 1. 78 ,... , 1. 93 sono i valori che abbiamo effettiva-

mente trovato. Facciamo la stessa cosa anche per gli stimatori: se

A = h(X 1

,... , X

n

allora ˆa = h(x 1

,... , x n

) = h(1. 78 ,... , 1 .93) = 3. 45 (per esempio).

Esempio 2 (Continuazione). Ora abbiamo fatto le 7 misure di tensione e le 4 di

corrente, trovando questi valori:

v 1

= 11. 4 v 2

= 9. 7 v 3

= 8. 4 v 4

= 10. 1 v 5

v 6

= 11. 2 v 7

i 1 = 1. 52 i 2 = 1. 78 i 3 = 2. 60 i 4

Le realizzazioni delle rispettive medie campionarie e varianze campionarie sono

v ¯ =

i =

s

2

V

[

2

+... + (9. 1 − 10 .271)

2

]

s

2

I

[

2

+... + (2. 29 − 2 .0475)

2

]

La nostra stima della resistenza vera r e dunque`

ˆr =

¯v

i

Una stima dell’errore quadratico medio e dell’errore standard dello stimatore

R =

V /

I

che abbiamo usato `e invece

mse( ̂

R; r) =

s

2

V

7¯i

2

2

s

2

I

4¯i

4

2

2

· 0. 23796

4

2

se( ̂

R) =

s

2

V

7¯i

2

2 s

2

I

4¯i

4