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STATISTICA MEDICA: Confondimento, Dispense di Statistica Medica

STATISTICA MEDICA: Confondimento

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 03/10/2020

federicacolax
federicacolax 🇮🇹

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# Confondimento #
Il confondente è un fattore estraneo al meccanismo causa-effetto per una determinata esposizione, ma
che interferisce con l’esame dell’associazione tra causa ed effetto stesso. Esso infatti provoca una
distorsione dei risultati, ed è associato all’esposizione ed alla malattia. Inoltre non è un fattore
intermedio nella catena causale. È un fattore di rischio per la malattia in studio indipendentemente
dall’esposizione, e deve essere associato con l’esposizione nella popolazione di riferimento. Esso non
risulta essere influenzato dall’esposizione o dalla malattia. Durante uno studio epidemiologico
occorrerà dunque prevedere in anticipo la raccolta di informazioni su potenziali confondenti, studiare la
direzione della distorsione, e studiare la dimensione del suo effetto sui risultati. Alcuni confondenti di
comune rilievo sono:
Età;
Sesso;
Occupazione;
Titolo di studio.
L’obiettivo dunque dell’analisi dei dati è proprio quello di controllare il confondimento ed eliminare
l’effetto della variabile confondente. I metodi che vengono utilizzati per il controllo del confondimento
sono:
Nel disegno dello studio sono:
orandomizzazione: essa risulta essere indispensabile negli studi di intervento (trial clinici),
e se la dimensione del campione è sufficientemente ampia permette di controllare anche i
confondenti ignoti. I potenziali fattori confondenti sono distribuiti equamente tra i gruppi
con diversi trattamenti o esposizioni;
orestrizione: essa risulta essere semplice da applicare, può ridurre il numero di soggetti
eleggibili per uno studio (dimensione del campione), se i criteri di restrizione non sono
sufficientemente rigidi si corre il rischio di avere confondenti residui, ed impedisce di
valutare l’associazione tra esposizione e malattia per diversi livelli del fattore
confondente;
oappaiamento: in esso i fattori potenzialmente confondenti sono distribuiti in maniera
identica nei gruppi in studio, anche se risulta essere difficile e costoso, ed è più spesso
utilizzato negli studi caso-controllo.
Nell’analisi dei dati sono:
oanalisi stratificata: essa permette di stratificare per diversi livelli la variabile confondente,
e di utilizzare metodi che pesano per la differente distribuzione della variabile
confondente tra gli strati per ottenere una stima al netto del confondimento;
oanalisi multivariata.
Nell’analisi dei dati occorre valutare la differenza tra la stima non aggiustata e quella aggiustata, e se le
stime non variano tra gli strati è verosimile che esista confondimento e bisogna dunque “aggiustare”
l’analisi per il peso della variabile confondente. Quando le stime variano tra gli strati è verosimile che
esista interazione (modificazione di effetto) ed è opportuno riportare i risultati separatamente per ogni
strato.

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# Confondimento

Il confondente è un fattore estraneo al meccanismo causa-effetto per una determinata esposizione, ma che interferisce con l’esame dell’associazione tra causa ed effetto stesso. Esso infatti provoca una distorsione dei risultati , ed è associato all’esposizione ed alla malattia. Inoltre non è un fattore intermedio nella catena causale. È un fattore di rischio per la malattia in studio indipendentemente dall’esposizione, e deve essere associato con l’esposizione nella popolazione di riferimento. Esso non risulta essere influenzato dall’esposizione o dalla malattia. Durante uno studio epidemiologico occorrerà dunque prevedere in anticipo la raccolta di informazioni su potenziali confondenti, studiare la direzione della distorsione, e studiare la dimensione del suo effetto sui risultati. Alcuni confondenti di comune rilievo sono:  Età ;  Sesso ;  Occupazione ;  Titolo di studio. L’ obiettivo dunque dell’analisi dei dati è proprio quello di controllare il confondimento ed eliminare l’effetto della variabile confondente. I metodi che vengono utilizzati per il controllo del confondimento sono:  Nel disegno dello studio sono: o randomizzazione : essa risulta essere indispensabile negli studi di intervento ( trial clinici ), e se la dimensione del campione è sufficientemente ampia permette di controllare anche i confondenti ignoti. I potenziali fattori confondenti sono distribuiti equamente tra i gruppi con diversi trattamenti o esposizioni; o restrizione : essa risulta essere semplice da applicare, può ridurre il numero di soggetti eleggibili per uno studio ( dimensione del campione ), se i criteri di restrizione non sono sufficientemente rigidi si corre il rischio di avere confondenti residui, ed impedisce di valutare l’associazione tra esposizione e malattia per diversi livelli del fattore confondente; o appaiamento : in esso i fattori potenzialmente confondenti sono distribuiti in maniera identica nei gruppi in studio, anche se risulta essere difficile e costoso, ed è più spesso utilizzato negli studi caso-controllo.  Nell’analisi dei dati sono: o analisi stratificata : essa permette di stratificare per diversi livelli la variabile confondente, e di utilizzare metodi che pesano per la differente distribuzione della variabile confondente tra gli strati per ottenere una stima al netto del confondimento; o analisi multivariata. Nell’ analisi dei dati occorre valutare la differenza tra la stima non aggiustata e quella aggiustata, e se le stime non variano tra gli strati è verosimile che esista confondimento e bisogna dunque “aggiustare” l’analisi per il peso della variabile confondente. Quando le stime variano tra gli strati è verosimile che esista interazione ( modificazione di effetto ) ed è opportuno riportare i risultati separatamente per ogni strato.