Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


statistica- variabili aleatorie continue, Appunti di Statistica

statistica- variabili aleatorie continue, variazione e deviazione standard

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 03/02/2020

123chiar456
123chiar456 🇮🇹

4.3

(17)

41 documenti

1 / 17

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
VARIABILI ALEATORIE CONTINUE
Se X `e una variabile aleatoria continua, la probabilit`a che X
assuma un certo valore x fissato `e in generale zero, quindi non ha
senso definire una distribuzione di probabilit`a con lo stesso
procedimento seguito per una variabile aleatoria discreta. Nel caso
di una variabile aleatoria continua ha senso invece calcolare la
probabilit`a che X sia compresa fra aeb, dove aebsono costanti,
con ab.
Esempio: Un nucleo emette un neutrone, il tempo necessario per
l’emissione pu`o assumere qualunque valore reale posivo. La
probabilit`a che questa avvenga esattamente dopo tre secondi `e
nulla, ha senso invece assegnare una probabilit`a per una emissione
tra 2,9 e 3,1 secondi.
1
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica statistica- variabili aleatorie continue e più Appunti in PDF di Statistica solo su Docsity!

VARIABILI ALEATORIE CONTINUE

Se X e una variabile aleatoria continua, la probabilita che X assuma un certo valore x fissato e in generale zero, quindi non ha senso definire una distribuzione di probabilita con lo stesso procedimento seguito per una variabile aleatoria discreta. Nel caso di una variabile aleatoria continua ha senso invece calcolare la probabilit`a che X sia compresa fra a e b , dove a e b sono costanti, con a ≤ b.

Esempio: Un nucleo emette un neutrone, il tempo necessario per l’emissione puo assumere qualunque valore reale posivo. La probabilita che questa avvenga esattamente dopo tre secondi e nulla, ha senso invece assegnare una probabilita per una emissione tra 2,9 e 3,1 secondi.

VARIABILI ALEATORIE CONTINUE

Le variabili aleatorie continue X assumono valori in un intervallo di numeri reali (es. [0, ∞), [0. 4 , ∞), (−∞, ∞), [0,1],...).

Una variabile aleatoria continua e descritta da una funzione ρ(x) detta densita di probabilit`a che assegna ad ogni numero reale x un valore

ρ(x) ≥ 0 ∀x ∈ R

e che soddisfa la condizione ∫ (^) ∞

−∞

ρ(x)dx = 1

Si definisce poi la probabilit`a che X sia compresa fra a e b come

P(a ≤ X ≤ b) =

∫ (^) b

a

ρ(x)dx ≥ 0

Si puo dimostrare che questa definizione soddisfa gli assiomi della teoria della probabilita.

La condizione

−∞ ρ(x)dx^ =^1 significa che^ l’area^ della^ regione del piano contenuta tra l’asse delle x e il grafico di ρ sia uguale ad 1∫ ed `e coerente con il fatto che ∞ −∞ ρ(x)dx^ =^ P(−∞^ <^ X^ <^ +∞).

Esercizio Un punto viene collocato sul segmento [0,1] con probabilita uniforme. Siamo interessati a conoscere il valore X dell’ordinata corrispondente alla posizione del punto. Uniformita significa che questo numero assume tutti i valori reali in [0,1] con uguale densita di probabilita. Sia α una costante e sia data la funzione:

ρ(x) = α 0 ≤ x ≤ 1 ρ(x) = 0 altrimenti

Determinare il valore di α per il quale e una densita di probabilit`a.

La condizione ρ(x) ≥ 0 , ∀x ∈ R `e soddisfatta per α ≥ 0.

Mentre (^) ∫ ∞ −∞

ρ(x)dx = α

0

dx = α [x]^10 = α

`e uguale a 1 per α = 1.

Esercizio: Si consideri quindi α = 1 e si assuma che 0 ≤ a ≤ b ≤ 1, si calcoli P(a ≤ X ≤ b):

P(a ≤ X ≤ b) =

∫ (^) b

a

ρ(x)dx =

∫ (^) b

a

dx = [x]ba = b − a.

Si assuma ora a ≤ 0 ≤ b ≤ 1, si calcoli P(a ≤ X ≤ b):

P(a ≤ X ≤ b) =

∫ (^) b

a

ρ(x)dx =

∫ (^) b

0

dx = [x]b 0 = b.

Si assuma infine a ≤ 0 ≤ 1 ≤ b, si calcoli P(a ≤ X ≤ b):

P(a ≤ X ≤ b) =

∫ (^) b

a

ρ(x)dx =

0

dx = [x]^10 = 1.

FUNZIONE DISTRIBUZIONE

Definizione. La funzione

F(x) = P(X ≤ x), x ∈ R

e detta funzione distribuzione (o di ripartizione) della v.a. X. Per variabili aleatorie continue si ha P(X ≤ x) = P(−∞ ≤ X ≤ x) quindi usando le nozioni gia acquisite

F(x) = P(X ≤ x) =

∫ (^) x

−∞

ρ(x′)dx′

La densita di probabilita e non negativa per cui la funzione distribuzionee una funzione non decrescente della x.

Esempio: Si consideri la densita di probabilita dell’esercizio (uniformemente uguale a 1 nell’intervallo [0, 1] e nulla al di fuori di esso)

Si consideri x ≤ 0, si calcoli F (x):

F(x) =

∫ (^) x

−∞

ρ(x′)dx′^ = 0.

Si assuma ora 0 ≤ x ≤ 1:

F(x) =

∫ (^) x

−∞

ρ(x′)dx′^ =

∫ (^) x

0

dx′^ =

[

x′

]x 0 =^ x.

Si assuma infine 1 ≤ x:

F(x) =

∫ (^) x

−∞

ρ(x′)dx′^ =

0

dx′^ =

[

x′

] 1

0 =^1.

-0.

0

1

-1 -0.5 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3

funzione di distribuzione

La funzione distribuzione F(x) `e una funzione non decrescente che verifica limx→−∞ F(x) = 0 e limx→∞ F(x) =

−∞ ρ(x)dx^ =^1.

VALORE ATTESO DI UNA FUNZIONE DI X

Sia g una funzione, allora g (X ) e una variabile aleatoria ed il suo valore attesoe dato da:

E(g(X)) =

−∞

g(x)ρ(x)dx

Esempio: si consideri di nuovo la densita di probabilita dell’esercizio (uniformemente uguale a 1 nell’intervallo [0, 1] e nulla al di fuori di esso) e sia g (x) = x^2.

E(g(X)) = E(X^2 ) =

−∞

ρ(x)g(x)dx =

0

x^2 dx =

[

x^3 3

] 1

0

VARIANZA E DEVIAZIONE STANDARD

Definizione. Sia X una variabile aleatoria con valore atteso μ = E(X ), la varianza di X denotata con var(X ) `e

var(X) = E

(X − μ)^2

−∞

(x−μ)^2 ρ(x)dx

Notate che la varianza e sempre non negativa ede uguale a 0 solo se la variabile e certa (puo assumere un solo valore).

Lo scarto quadratico medio o deviazione standard `e invece:

σ =

var(X).

Notare che le tutte le definizioni sono le stesse delle variabile aleatorie discrete, con le somme sostituite dagli integrali.

Notare inoltre la seguente proprieta (chee la stesse della statistica descrittiva): var(aX + c) = a^2 var(X)

Una ulteriore proprieta molto importante (gia vista per le variabili discrete) `e la seguente: se X ed Y sono due variabile aleatorie allora,

  • E(X + Y) = E(X) + E(Y).

Inoltre se se X ed Y sono due variabile aleatorie indipendenti allora,

  • var(X+Y)= var (X)+var (Y).

Si tenga presente che per definizione due variabili aleatorie X ed Y si dicono indipendenti se gli eventi {X = x} e {Y = y } sono indipendenti per ogni x, valore di X ed y , valore di Y.

Esercizio: si consideri la densita di probabilita dell’esercizio (uniformemente uguale a 1 nell’intervallo [0, 1] e nulla al di fuori di esso) e sia g (x) = x^2. Calcolare varianza e deviazione standard. Abbiamo gi`a calcolato

μ = E(X) =

, E(X^2 ) =

La varianza, usando la ”formula utile” si ottiene nel seguente modo

var(X) = E(X^2 ) − μ^2 =

Infine lo scarto quadratico medio o deviazione standard `e :

σ =

var(X) =

Nelle scienze a volte si usa la notazione X = μ ± σ, nel nostro caso X = 0, 5 ± 0 , 3.