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Una panoramica storica del giornalismo, dalla sua origine fino ad oggi. Viene discusso il ruolo del giornalismo nella società democratica, le motivazioni per la sua nascita e lo sviluppo, la libertà di stampa e i suoi limiti, il ruolo dell'editore e la professionalizzazione del giornalismo. Vengono anche introdotti i primi giornali italiani, come 'Il Corriere della Sera' e 'Il Libero', e la loro importanza nella storia del giornalismo italiano.
Tipologia: Appunti
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In che senso si parla di morte del giornalismo oggi? domanda probabile
Di cosa esattamente stiamo parlando nei giornali? È una domanda difficile, non è in piena vista. Quali sono le pietre del fatto in sé?
Per approcciarsi a qualsiasi analisi del giornalismo bisogna analizzare cosa è successo; il passo successivo è capire chi mi dice questi fatti? Vengono scritti dal giornale e il giornalista da dove li ha presi?
Cosa è successo
Da dove viene l’informazione
Il giornalista può essere fisicamente sul posto e quindi riferire ciò a cui assiste.
Democrazia <-->cittadinanza--->giornalismo
Il giornalismo dovrebbe dare gli strumenti di conoscenza, le possibili soluzioni, che permettono di esercitare il ruolo di cittadino. Cittadino è al contrario di suddito, non è in posizione passiva subordinata ad un re.
È un sottoinsieme della comunicazione; è particolare in quanto fa anche parte per esempio del media televisivo.
Serve a “farci votare bene”; ci rende più consapevoli, conoscere per deliberare.
Ci concentriamo sui news media, ovvero i media che trasmettono le news, informazioni di tipo giornalistico. Dentro ad un telegiornale non ci sono servizi che servono solo a renderci cittadini consapevoli, ma anche argomenti più leggeri: ciononostante deve rimanere l’accento sul primo.
È un fenomeno storico sviluppatosi nell’arco della storia; è nato si è sviluppato, e forse morirà.
Nasce tra il ‘600 e ‘700, ma terremo in conto dal ‘800; raggiungiamo una grande maturazione alla fine dell’800 e inizio ‘900 e oggi sta conoscendo una sua crisi. È un fenomeno tipico della modernità, associato all’insorgere di taluni fenomeni particolari. Graduale svilupparsi di sistemi politici che prevedevano la partecipazione dei cittadini man mano maggiore. Gli altri fattori sono l’economia e la crescita culturale delle società europee.
Consideriamo 4 dinamiche dell’informazione:
Come si determina l’informazione?
Editore: è in parole povere il proprietario del giornale. L’editore di Repubblica è un’associazione assieme all’Espresso posseduta dalla CIR posseduta da Benedetti.
Uno dei diritti fondamentali è la libertà di stampa.
Il post; sito che tende a proporsi come esponente del giornalismo explanatory , che punta a spiegare cosa leggete che a dare l’ultima notizia.
Internazionale
BBC online
La democrazia della stampa
L’era del giornalismo politico
Il giornalismo era inteso come una branca della politica, espressione all’interno di un battito politico, era un veicolo di idee, polemiche, dibattiti, più che uno strumento sui fatti e le loro dimensioni. Era un periodo di polemica, di propaganda; un giornale che maturerà una distinzione tra fatti e idee personali non sarà prima della fine ottocento.
L’Italia è uno dei paesi in cui il giornalismo ha uno sviluppo più debole e per certi versi più arretrato; fino alla fine dell’800 il panorama del giornalismo italiano è minoritario rispetto a quello inglese, francese, tedesco. Sia in senso quantitativo che qualitativo, ovvero che vi erano pochi giornali che pubblicavano articoli scadenti. L’Italia risentiva di una problematica di arretratezza: era frammentata politicamente, un insieme di piccoli stati e non poteva esserci una serie di giornali nazionali; quei piccoli stati erano poi governati senza la democrazia ma erano poteri monarchici assoluti e quindi non vigeva la libertà di stampa.
Differenza tra status giuridico del giornalismo durante l’Ancien Regime e movimenti liberali:
a. Negata; licenza e privilegio. Il cittadino non poteva pubblicare e dare voce ai propri pensieri, il sovrano poteva donare la licenza di pubblicare tali argomenti in tali occasioni.
b. Basandosi sui diritti dell’individuo inalienabili che nessun movimento politico può sopprimere, e comprende anche la libertà di stampa sebbene comporti delle minime limitazioni (come per calunnia)
Fino al 1848 vigeva la situazione A.
Un'altra motivazione è l’arretratezza economica e le differenze sociali e culturali; alla classe socialmente più dinamica interessavano i fatti raccontati dai giornali, inoltre il 70% della popolazione erano analfabeta, e non esisteva un italiano medio comune. La presenza della Chiesa Cattolica aveva un ruolo molto complesso e nell’800 aveva un ruolo conservatore e inibitore poiché dettava lei le regole in base alla propria interpretazione dei testi sacri. Inoltre mancava una metropoli centrale nazionale.
Natura degli editori: manca un mercato editoriale forte, manca la base dei clienti dei prodotti giornalistici di grandi dimensioni. Ciò porta a degli editori “non puri”, che non ha come unico business produrre informazioni giornalistiche; il NY Times, il suo editore fa solo quel mestiere, unicamente basato sul NY Times. L’indipendenza della informazione venga menomata: la FIAT negli anni ’50 e ’60 aveva il monopolio delle auto, e quando si aveva la cronaca degli incidenti automobilistici non si nominava il nome della macchina poiché avrebbe danneggiato la FIAT.
Nell’Italia del primo ottocento per vari decenni la situazione del giornalismo è estremamente debole e frammentata: dentro l’area del lombardo-veneto, che fa parte dell’impero asburgico, vi era la borghesia più avanzata e acculturata. Gli austriaci devono tenere sotto controllo l’opinione pubblica del ceto medio alto milanese, circa qualche centinaia in Milano; si inventano la “Biblioteca Italiana”, un periodico che viene fondato nel 1816 il cui editore è del governo asburgico, vendendo tra le 600 e 800 copie, che andavano acquistate in abbonamento per tenere sotto controllo l’opinione. Madame de Stael scrisse un articolo sull’importanza delle traduzioni, in cui diceva agli autori italiani di scrivere cose noiose e che continuavano a guardare all’indietro e il resto dell’Europa andava in avanti, e scatenò un dibattito.
Il conciliatore è un'altra rivista pubblicata che esprime la visione dei romantici contrari agli asburgici, periodico elitario che diffonde poche centinaia di copie, finanziate da nobili con idee liberali mecenati.
♦ Meno spazio alla cronaca (nera, rosa) light news
Ha uno stile serioso, toni misurati, non enfatizza le notizie e si richiede un certo impegno nella lettura; la grafica è austera, semplice, pulita e poco esplosiva. Viene associato ad un tipo di stile detto broad sheet , ovvero pagine grandi, “formato lenzuolo”.
Il giornalismo popolare o tabloid si caratterizza dal formato piccolo rispetto al broad sheet , e rimanda ad un pubblico meno elitario, un giornale da leggere durante una pausa. Ha una più debole attenzione alla funzione di istruire il cittadino, punta a suscitare emozioni nel lettore, ha un forte tasso commerciale rispetto all’obiettivo di vocazione giornalistica, con una qualità estremamente inferiore. Pubblico qualcosa che mi faccia vendere, la percentuale di attenzione scende ed aumenta la componente dell’intrattenimento più che per informarsi. Punta sulla cronaca che prescindono dalle questioni economiche, politiche e sociali; tantissima cronaca nera e cronaca scandalistica in senso lato della cronaca rosa, scandali causati da comportamenti immorali; pochissimo gli esteri, poco la politica, poco o niente l’economia. Spesso lo sport è molto forte, tanto che assume tre S per vendere: Scandali, Sesso, Sport. Lo stile è improntato come scandalistico/sensazionalistico: toni accesi, gridati quasi, si enfatizza la notizia, con una grafica violenta (caratteri tipografici grandi, foto enormi e molto vivaci nei colori).
Il tabloid è molto forte nella stampa inglese, mentre in Italia non si ha una ripartizione così netta tra le due tipologie. Si parla ti giornali omnibus, che hanno entrambi i modelli, in realtà la stampa è più vicina al quality che al tabloid. Il Libero ha un tipo di notizie che si avvicinano al tabloid, ma è comunque legato a notizie politiche (“la Volpona del deserto soffia la Libia a Renzi”), mentre il Corriere è vicino al quality puro.
Il sole 24 ore è centrato sulla materia economica, e la gazzetta dello sport; in entrambi i giornali troviamo anche altri piccole citazioni di altre materie. Gli editori rispettivamente sono la Confindustria e da RCS.
La Stampa è posseduta dalla FIAT ma essa fa parte delle Confindustrie come associazioni, la Repubblica fa capo a De Benedetti che è tra i capi di Confindustria. I due principali quotidiani economici UK sono Wall Street Journal che appartiene a Murdoch ma non è presidente delle aziende di cui spesso parla.
Una grossa fetta del giornalismo è basata sullo sport: è inusuale negli altri paesi, dove è trattato ma non si hanno 3 o 4 quotidiani incentrati solo su quello. Possiamo tracciare delle linee di interesse e di conflitto.
Editore è il proprietario; il direttore non è necessariamente il proprietario, anche se ci sono stati casi di editori-proprietari, ma si tende alla divisione dei due compiti. Il direttore è una giornalista, deve essere iscritto all’Albo. Il direttore in quanto giornalista dovrebbe garantire il rigore deontologico di quanto viene pubblicato nei confronti del lettore; l’editore potrebbe decidere di pubblicare una notizia falsa o deformata purché non leda nessuno, mentre un giornalista essendo un professionista che ha dei doveri etici e professionali. Il direttore è il collegamento tra editore e i giornalisti che lavorano e deve tutelarli; prima erano due figure più confuse, solo con la teorizzazione di inizio ‘900 si ebbero i due ruoli distinti. Ciononostante si hanno dei casi come Albertini direttore del Corriere ed era anche comproprietario; Padellaro era editore e fondatore. Il direttore viene assunto dall’editore e in linea teorica avrà una linea di consonanza con l’editore, per esempio Albertini venne estromesso dai Crespi perché era anti-fascista.
La democrazia della stampa
Il giornalismo per eccellenza è quello inglese nell’800: in Inghilterra il contesto era diverso, avendo uno Stato unitario fin dal Medioevo (anche se con divergenze interne), una sovranità centrale, una borghesia molto forte e molto sviluppata grazie ai commerci prosperi e ad un modello di potere che prevede una dialettica parlamentare tra i Whigs e i Thories (labouristi e conservatori). Sistema non autocratico con conflitti politici nel Parlamento che sono materia di giornalismo; c’è un mercato editoriale forte, che regge pubblicazioni con la sua sola forza, ovvero vendendo le copie riescono a sostenersi finanziariamente.
Il simbolo di questo giornalismo è il Times di Londra: nato nel 1775, si sviluppa come autoritario e importante d’Europa, inizialmente preso a raccontare delle piccole lotte politiche, anche venendo pagato per
non parlare di certi fatti su certe fazioni. Gradualmente dal primo ‘800 abbandona tale usanza e diventa la prima testata per importanza; è uno dei più longevi ancora stampato oggi, di proprietà di Murdoch.
Fin dall’inizio assomiglia per formato ai quotidiani di oggi, con 6-8 pagine, prima pagina riservata ad annunci economici, ma all’interno non è di dibattito culturale ma di notizie oltre ad essere un quotidiano, uno dei primi (in Italia fino a metà ‘800 non si avranno).
Il Times lavora nel campo delle migliaia soprattutto dopo il 1814 con l’innovazione di uno stampante che aumenta il numero delle copie, portandolo a diffondere 5000 copie, che alla fine del secolo diventano 30'000. Era il più venduto tra i 4 quotidiani presenti. È un giornale di orientamento di fondo moderato-conservatore, ma al tempo stesso è estremamente geloso della sua indipendenza essendo una testata di editoria pura; vuol dire che non si tira indietro dal criticare il governo quando fa degli errori anche contro il desiderio di ciò che vorrebbe vedere stampato, si parla di “tirannia del Times” e nasce l’espressione del quarto potere, ovvero il potere della stampa accanto e contrapposta al potere legislativo, giudiziario, esecutivo(governo).
Atteggiamento di contrapposizione e non di assecondamento della politica; la stampa nasce come cane da guardia della democrazia, ovvero quel cane da guardia che denuncia gli atti illeciti del governo. Il Times svolge in modo notevole il proprio ruolo di informazione libera e acquisisce un prestigio molto forte; un esempio paradigmatico è la guerra di Crimea.
Il Times pubblica tutto, ma in verità non tutte le critiche di Russell vennero pubblicate integrali.
Il Times era capace di pubblicare denunce come rapporti sulla gestione delle colonie inglesi per dire la verità.
Il più influente quotidiano al mondo e influente voce della sinistra è il Guardian: nato a Manchester, nasce nell’ambito delle battaglie degli operai inglesi per ottenere condizioni migliori di lavoro, quindi nasce immerso nelle lotte di classe sociali.
Sposatosi a Londra, si distingue per la sua indipendenza, e grazie al suo grande direttore Snow, sostiene delle battaglie vigorose e anche impopolari, come la questione irlandese in cui prende parte sostenendo la loro richiesta di auto dipendenza.
Oggi il Daily Telegraph è il quotidiano più venduto.
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Agenda setting: determinare un opinione, una notizia.
Pagine di opinioni, tipiche nei giornali anglosassoni: articoli di commento che esprimono idee, che non danno notizie dirette, ma solo di dare opinioni su qualcosa. Vi è un responsabile della pagina delle opinioni, un sotto-direttore generale per controllare ed essere garante che vi siano tante opinioni diverse, non una sola linea ideologica.
Maureen Dowd: opinionista famosa. Michele Serra “L’amaca”, marco Travaglio, Alessandro Sallusti,
Stampe: torchio, stampatrice piano cilindrica, rotativa.
Il Secolo nasce a Milano nel 1866, ed aveva una caratteristica fondamentale: era fondata dai Fratelli Sonzogno, fratelli che avevano un fiorente mercato dei libri e spartiti musicali al tempo. Era un giornale mazziniano, ovvero con un orientamento anticlericale, vagamente progressista, anche se non apertamente classista; il direttore del Secolo fu Teodoro Moneta, unico premio Nobel della pace italiano. I Sonzogno avevano altre attività, ma comunque possiamo considerarli editori puri poiché non avevano un industria alle spalle. Il secolista fu per un periodo il giornalista per eccellenza.
Dieci anni dopo nacque il Corriere della Sera fondato da Eugenio Torelli Viollier, rispetto al secolo era di orientamento moderato conservatore(all’opposto), il primo editoriale diceva “noi siamo di destra”, che poco dopo la nascita del giornale perde il controllo del governo.
Si vede benissimo le due rispettive posizioni in quanto il secolo condannava l’intervento dei militari e difende i manifestanti, mentre invece il corriere difende l’eccidio dei lavoratori operata dall’esercito; il Secolo venne sospeso per settimane, considerati colpevoli di atteggiamenti sediziosi e di fomenti.
Negli anni ’80 dell’800 il Corriere aveva sbordato, ovvero aveva avuto un colpo di fortuna ad essere comprato dalla famiglia Crespi, che gli diede nuovi mezzi per ottenere risorse migliori, come per esempio una nuova sede (venduta solo recentemente, la sede di via Solferino) e consolidando la posizione conservativa del corriere. Ciò portò ad un sorpasso del Secolo, portando il Corriere guidato da Luigi Albertini a primeggiare.
Luigi Albertini a 30 riesce ad acquisire la direzione del Corriere della Sera grazie ad un intelligente colpo di mano: il direttore Domenico Oliva così fortemente di destra e conservativo, risultava eccessivo per una società così in mutamento economico e di classe sociali, che riduceva le tensioni sociali. Anche i Crespi, industriali illuminati, non erano soddisfatti di lui, e Albertini un giorno in cui non c’era Oliva, scrisse lui l’articolo di fondo in cui tracciava una nuova linea per il Corriere in cui definì un nuovo orientamento politico di rifiuto del socialismo ma apertura verso le richieste salariali operaie; i Crespi furono d’accordo e misero Albertini come direttore. In soli 15 anni riuscì a portare il Corriere a diventare uno dei più famosi quotidiani quotati anche a livello nazionale.
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Tabloid nascono alla fine dell’800, e l’informazione che danno viene associata alle pillole, tablet , medicinali pre-confezionati, medicinali di facile consumo e pronte per l’uso. I tabloid sono più piccoli dei giornali quality ; il primo tabloid classico si chiama Daily Mail, nato negli anni ’90 dell’800 e continua anche oggi a stampare.
Caratteristiche sono i titoli a box letters (così dette poiché tenute in scatole, box, a parte), a caratteri capitali, gridati, che usano una forma ellittica che forza la notizia; i tabloid sono molto moralistici, ovvero denunciano le immoralità, ponendosi a difesa dei valori. La stampa tabloid è spoliticizzante, ovvero che tende a non porre i problemi in termini politici, di fatto non vuole cambiare a fondo i problemi della società e quindi mi pongo come conservatore; inoltre sono anche consolatori, in quanto chi legge si sente migliore dei ricchi, dell’élite che oltre ad essere immorale comunque soffre.
Alcuni tabloid sono Il Sun, il Mirror, The Yesterday(?)
Le foto degli articoli sono enormi, occupano anche tutta la pagina.
Non possiamo relegare i giornali tabloid solo al trash: fanno comunque del giornalismo investigativo, a causa della concorrenza sfrenata tra i vari reporter, e che a volte è produttiva; per molti versi ha il merito di non guardare in faccia a nessuno, non ha problemi ad attaccare i potenti anzi seguendo la logica di voler smascherare l’élite è un soggetto preferito per la prima pagina. Non mettendo mai in discussione gli assetti della società, non possiamo collocarlo a sinistra nonostante la denuncia dell’élite, ma nemmeno totalmente a destra in quanto non è politicamente attivo nel conservare; si chiama confrontational , una caratteristica pressoché assente in Italia, in cui i giornalisti sono estremamente aggressivi e pressanti nelle domande.
->In Italia i politici non hanno il rispetto per la stampa come i politici inglese
L’indipendenza societaria è fondamentale nella pubblicazione di notizie forti, aggressive nei confronti dei potenti, in quanto non hanno legami diretti o di controllo.
Una linea editoriale riguarda come viene editato e organizzato una line di politica del giornale da seguire.
Negli ultimi 20 anni la stampa di qualità è stata contaminata dal formato tabloid, a partire dal formato grafico (grandezza berliner invece che broad sheet ), sia dall’adottare titoli caldi e caratteri più grandi, l’uso del colore invece dell’austero scala di grigi, ecc…
Durante la visita a Londra Albertini rimase colpito dal rigore e sussiego del Times e applicò ciò che aveva imparato dal 1900 come direttore del Corriere, portandolo in breve come migliore testata giornalistica. Era assolutamente importante la veridicità delle notizie pubblicate più che la brillantezza della scrittura (commenti, opinioni su certi fatti); siamo nell’epoca della maturazione del giornalismo e nel giro di pochi anni l’espressione “lo ha detto il Corriere” indicava che era una notizia sicura.
Albertini ha uno sguardo internazionale ovvero molto spazio alle notizie estere, ma anche sviluppare una rete di corrispondenti all’estero, tra questi spiccava Luigi Barzini, considerato il più grande giornalista di guerra italiano. Barzini coprì una serie di eventi dalla rivolta dei boxer cinese, al linciaggio di funzionari pubblici in Calabria per il censimento, ma il grande successo fu il viaggio che venne fatto in auto da Roma, a Parigi fino a Pechino, che Barzini fece con un conte riportando tutto il viaggio.
La copertura della guerra giapponese-russa in cui i primi sconfissero per la prima volta una delle più grandi potenze europee fu una delle notizie che permisero al Corriere di competere con le testate giornalistiche internazionali; Barzini fu uno dei primi ad arrivare, dimostrando le sue competenze e il fiuto giornalistico di cui disponeva arrivando sul posto dove non vi era una notizia, ma conoscendo alcuni osservatori ufficiali giapponesi che gli rivelarono che il Giappone era in rapporti tesi con la Russia, portando Barzini a capire che stava per accadere qualcosa di grosso. Arrivò tra i primi sul fronte di guerra, e Barzini dimostrò anche delle ottime capacità fisiche (kapuschinski) e di resistenza, riuscendo a trovarsi quasi sempre vicino alle operazioni più importanti di guerra e potendo dare di prima mano le notizie, trasformando le notizie in un racconto avvincente ed efficace, con uno stile paratattico e moderno, senza la ricerca dell’effetto retorico roboante. Il Corriere assieme al New York Times scrissero di questa guerra e spesso il primo batteva il secondo sul tempo.
Albertini non trascurò l’aspetto letterario –culturale, la terza pagina era destinata agli articoli letterari e culturali, e deriva dai primi ‘900 in cui Bergamini riunì un resoconto su una tragedia di D’Annunzio in una sola pagina e tutti imitarono di conseguenza. Albertini continuò ed esaltò la pagina, stipulando dei contratti con vari letterati portando quindi il livello della terza pagina all’eccellenza. Albertini diede vita alla Domenica del Corriere, o al Corriere dei Piccoli.
Albertini quindi trasformò un giornale provinciale, che dava importanza alla politica interna, in una testata di eccellenza giornalistica a livello anche internazionale, accompagnando la trasformazione della Lombardia che grazie all’economia, alla nascita della borghesia imprenditoriale, richiedeva informazioni; invece il Secolo perse importanza in quanto rimase bloccato su articoli di stampo conservatore di fine ‘800.
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Informazioni fattuali | interessi “politica” | ideologia*
*Cosa è di fatto la visione del mondo e da cosa è consentita? Interessi diversi possono far parte della stessa ideologia.
Pierre Bourdieu: “Non c’è forma di oppressione più forte di far sembrare un certo rapporto di potere come normalità”.
Di orientamento democratico, si trasferì a New York e comprò il New York Word e nel giro di pochi anni riportò un giornale morente in un grande giornale, con centinaia di migliaia di copie nei primi del ‘900. La formula del NY Word era di usare i temi della penny press enfatizzando i toni della cronaca nera e gli aspetti raccapriccianti e sensazionalistici.
Pulitzer identificò il pubblico di riferimento che negli anni ’90 del’800 era quella degli immigrati: decise quindi di dar loro voce, e di rispecchiare i suoi interessi, dando loro argomenti interessanti come intrattenimento e cronaca e lasciando da parte politica ed economia. Diede anche inizio ai fondi per il piedistallo per la posa della Statua della Libertà, faro di speranza per gli immigrati. Il lavoro del giornale fu di accompagnare e sostenere le battaglie di queste minoranze, come la denuncia delle case popolari della parte bassa di Manhattan, e in generale contro comportamenti illegali e dannosi verso gli immigrati. A ciò viene unito il sensazionalismo per cause nobili, portando a conoscenza il pubblico di problemi e cause sociali.
È sì un giornale dai tono sensazionalistici, ma Pulitzer richiedeva un alto grado di formalità nello stile degli articoli nonché accuratezza. È un passo verso il giornalismo moderno, verso il giornale popolare dei tabloid odierni; fu uno dei primi ad usare la stampa a colori e a mettere in prima pagina le foto e ad usare i caratteri cubitali. Il Word vendeva la maggior parte delle sue copie per strada con gli strilloni.
Elizabeth Cochrane, sotto il nome Nellie Bly, scrisse una risposta a una lettera sulla tematica del ruolo della donna, e il direttore del giornale la assumè come giornalista a Pittsburgh. Voleva fare articoli sulle donne e sul loro sfruttamento, e venne poi assunta da Pulitzer che la mandò spesso sotto copertura per fare dei reportage, e uno dei più famosi fu su un manicomio femminile e sul giro del mondo di Verne, compiendola lei stessa in 72 giorni.
Il giornalismo di Pulitzer culminò con la Columbia University e la School of journalism e il premio Pulitzer del giornalismo, anche se inizialmente riservato solo agli americani. Il primo fu assegnato nel 1917 pochi anni dopo la sua morte.
La linea politica di Pulitzer era democratica ma anche di sinistra (le denunce delle condizioni degli immigrati), ma ideologicamente Pulitzer aveva componenti non eversive, conservative, era ostile al socialismo e agli scioperi violenti dell’ultimo quarto dell’800. Patriottismo esclusivo degli USA, quasi sciovinismo che sfocia nell’imperialismo e bellicismo.
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Giornali e telegiornali italiani si basano molto su ciò che hanno detto i politici, cultura della dichiarazione politica.
Anni ’20 e ’30 del ‘900: periodo indicato come era dei totalitarismi (totalizzante), i principali furono il fascismo, il nazismo e il comunismo staliniano. Un elemento fondamentale per la loro diffusione e presa fu l’evento dei mass media moderni: i dittatori del XX secolo erano facilitati a diffondere il loro pensiero e a creare un consenso di massa. Idealmente un potere dittatoriale può esistere con la violenza, nel totalitarismo si ha una componente anche di persuasione tramite strumenti come il giornalismo di massa, la radio, il cinema, in sinergia con sistemi di amplificazione come microfoni e altoparlanti; i filmati di Leni Riefiensthal come “Il trionfo della volontà” sono un esempio dell’uso della propaganda.
Fase di ascesa del fascismo
Mussolini era un giornalista e divenne anche direttore del giornale socialista L’Avanti, andandosene però dopo un dibattito sulla posizione dell’Italia nella Grande Guerra in disaccordo con la posizione del giornale, portandolo a fondare Il Popolo d’Italia, che aveva la linea politica dell’interventismo; era un giornale finanziato dal governo francese, che aveva interesse nell’avere l’Italia come alleata, e dai proprietari delle imprese siderurgiche.
Nel 1919 Mussolini fondò i fasci di combattimento, che ben presto si caratterizzò come anti-socialista: l’Italia era nel caos, e sullo sfondo si temeva lo spettro della Rivoluzione Bolscevica, portando a scontri tra i
“rossi” e le squadracce fasciste. I giornali italiani di fronte a queste violenze, nascose e minimizzò i fatti: pochi denunciarono questi crimini, in quanto la stampa italiana è da sempre legata all’imprenditoria e alla borghesia, che appoggiavano Mussolini, portando alla presa e poi affermazione dei fascisti.
Anche Albertini vide nel fascismo un’opportunità per limitare il pericolo del comunismo, ma dopo il delitto Matteotti molti giornali cominciarono a criticare i Fasci, comprendendo che il potere di Mussolini non era una cosa passeggera. Dopo la ritirata sull’Aventino, Albertini venne minacciato da Mussolini per le sue critiche, arrivando ad essere cacciato nel ’25 dalla famiglia Crespi, e mettendo al suo posto direttori filofascisti, iniziando il percorso di fascistizzazione della stampa italiana. Ciò era possibile con minacce, pressioni sugli editori dei giornali, che obbedirono sia per assecondare il Duce sia perché l’imprenditoria italiana dipendeva dallo Stato per i finanziamenti; inoltre venne preparato il Regio Decreto che ammetteva il reato di stampa, e sebbene non approvato fu un deterrente per i giornalisti ad adeguarsi al regime.
Ci fu una professionalizzazione del giornalismo che assicurava maggior controllo ai Fasci: l’Albo dei giornalisti aveva come requisito essere filo-fascista oltre all’esame di Stato da sostenere. Mussolini organizzò anche un controllo sistematico sugli articoli da pubblicare, creando il Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop) che organizzava adunate e associazioni, ma soprattutto monitorava cosa veniva scritto sui giornali, corrompendo giornalisti per scrivere bene sul regime, ma che nell’arco degli anni divenne fornitore di input verso i giornali e cosa pubblicare, chiamando veline di regime dei fogli di carta velina battute a macchina con la carta carbone che venivano inviate ai giornali per dare indicazioni precise su cosa dire o non dire.
Striscia la Notizia: il termine veline sopravvisse dopo il fascismo per indicare le comunicazione di governo date ai giornalisti del parlamento, i velinari visti come strumenti del potere; venne completamente persa questa connotazione con Striscia, ed è un piccolo passo verso la riabilitazione dell’immagine del fascismo. Oggi il termine fascismo non provoca più quella sensazione di orrore, non si pensa subito alle nefandezze compiute.
Goebbels fu il ministro della propaganda nazista ed è diventato sinonimo di una propaganda martellante ed efficace.
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QN Il giorno: il quotidiano nazionale. Monti – Riffeser.
La democrazia della stampa
Dopo fascismo
Dopo il ’45 si aveva la domanda su come riformare la stampa fascistizzata; si adottò un modo diverso dalla Francia. Non vi fu il fascismo, ma in Francia ci furono situazioni analoghe e discutibili che la posero nello stesso problema italiano (governo di Vichy) in modo meno netto.
Le monde nacque dalle ceneri di Le Temps nel dicembre del 1944 per volontà di De Gaulle, chiuso perché aveva continuato a stampare sotto la dittatura tedesca. Le Monde era destinato ad un pubblico di grande possibilità culturale e di finanza (costava 3 franchi, il doppio di un qualsiasi quotidiano); creò una società di editori, solo editori puri che misero come direttore un ex maestro elementare, Hubert Beuve- Mery.
Fu un direttore capace di imprimere una nuova corrente al giornale, basandosi sull’obiettivo di ritornare alla grande Francia razionalista dei Lumi e della libertà: difatti gli articoli erano di alta qualità e parlavano di economia e di politica estera, per offrire alla classe dirigente i mezzi per governare. Inizialmente la linea politica era centrista e filo-comunista, evolvendosi con una tendenza anti- americana. Rimasto a capo del giornale per 25 anni, Le Monde si spostò sempre di più verso una sinistra moderata, mettendosi alla luce quando appoggiò il Maggio Francese del ’68; negli anni ’70 e ’80 entrò in crisi, per colpa della concorrenza della radio e della tv, portandolo alla crisi economica dagli anni ’90 cercando di rimanere autonomi come
di raccontare i retroscena dei fatti politici oltre la versione ufficiale, analizzando la politica e inchieste, come la celeberrima inchiesta sulla speculazione edilizia romana consentita dalle tangenti che degradavano la città.
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IL CASO WATERGATE
Un banale caso di introduzione nel palazzo Watergate si trasformò in un inchiesta tra Woodward e scoprendo che era un intrusione di professionisti che volevano inserire microspie per lo spionaggio politico arrivando a scoprire che facevano parte di un organizzazione che oltre a spiare i democratici diffondeva notizie false su dei partiti opposti. Scavando, si scoprì che faceva capo un gruppo vicino alla Casa Bianca che aveva a che fare con l’entourage del presidente; scoppiò quindi un caso che portò ad un inchiesta giudiziaria che portò Nixon a dimettersi in quanto oltre a essere a capo dell’organizzazione usava i fondi pubblici per finanziare i propri fini.
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Frontpage; sotto la notizia niente; tutti gli uomini del presidente; no man’s land; good night and good luck
La democrazia della stampa
Negli Stati Uniti nei primi periodi della guerra fredda il senatore Mac Carthy cominciò una “caccia alle streghe” denunciando potenziali avversari come infiltrati comunisti, minacciando chiunque lo frapponesse ideologicamente di avere una fatidica lista. Si ebbe quindi una vera e propria epurazione, tale che si chiamò questo periodo come maccartismo; la stampa divenne purtroppo complice di questi fatti, poiché altrimenti rischiavano la censura o la chiusura.
Mac Carthy fu abile nell’evitare di diffondere notizie sulle sue azioni, avendo per esempio annunci politici ad orari in cui i giornali erano già chiusi, e sviando l’attenzione da un certo fatto con un nuovo provvedimento. Tutto ciò avvenne per tutti gli anni ’50, arrivando alla fine quando alcuni giornalisti cominciarono a fare delle inchieste su Mac Carthy, come Edward Murrow, giornalista divenuto famoso per delle trasmissioni radio in diretta da scene di guerra.
Murrow con l’avvento della tv trasformò il suo programma radiofonico “ Hear it Now ” in “ See it Now ”: il format era composto da un giornalista che riferiva e commentava delle tematiche con a volte degli ospiti per analizzarli. Tra le prime inchieste criticò Mac Carthy, cominciando con delle interviste ad alcune persone cacciate poiché filo comuniste secondo il senatore; grazie anche a ciò il clima di terrore si attenua e dei giornali si affiancano a Murrow nel criticare Mac Carthy, ma il vero colpo di grazia è dato dagli hearings, audizioni pubbliche, facendo emergere la sua rozzezza e stupidità conforme alla sua linea di condotta basata sul nulla di fatto.
La televisione diventa il principale news media del mondo; il primo dibattito presidenziale in assoluto trasmesso fu il dibattito tra Nixon e JFK nel 1960, divenendo una pietra miliare in quanto un numero di voti si ebbe solo grazie a tale dibattito. Una particolarità è la risposta alla domanda di chi avesse vinto il dibattito: chi lo vide alla tv rispose Kennedy, chi lo ascoltò alla radio rispose Nixon, mettendo quindi in luce come l’apparire divenne una parte fondamentale della politica.
Un’altra prova clamorosa del potere televisivo si ebbe nella metà degli anni’60 in poi con la vicenda della guerra del Vietnam, un altro grande mito del giornalismo; si riuscì a spostare l’opinione pubblica americana dall’appoggio per questa guerra alla sua condanna.
Bisogna partire dal presupposto che il clima era molto teso per la guerra fredda, l’esplosione della cultura giovanile e le rivolte studentesche, la questione razziale… il giornalismo si spostò da un consensum
journalism al dissenso, advocacy journalism , ovvero non si cercava più di registrare passivamente la cronaca, ma si voleva arrivare ad un giornalismo di inchiesta, di analisi, di presa di posizione. Questo clima investì anche la visione della guerra del Vietnam: fino al ’65 i giornalisti raccontavano la guerra sotto una luce favorevole, avendo ancora in testa l’idea della guerra giusta contro i comunisti.
Teoria del domino: se fosse caduto il Vietnam, sarebbero caduti anche gli altri paesi del sud-est asiatico; quindi tutto in mano ai comunisti. Questa teoria si basava sull’assunto erroneo che il Vietnam fosse uno strumento della Cina. Ciò fu dovuto anche al fatto che la maggior parte degli esperti orientali era stata cacciata da Mac Carthy nell’epurazione, e non poterono smentire tale assurdità.
Gradualmente però, assieme alle crisi economiche e di ideologia giovanile e razziale, i giornali cominciarono a criticare la guerra, venendo sollecitati da questi fattori:
Tre scoop in particolare portarono al definitivo passaggio dall’appoggio della guerra alla sua condanna:
A. Si cominciò a raccontare la verità sulla guerra e della sua lunghezza e orrore; in particolare lo scoop di Seymour Hersch sul massacro di Mi-Lai sconvolse l’opinione pubblica.
Massacro di Mi-Lai: un battaglione statunitense massacrò un villaggio di civili abitato perlopiù da donne e bambini e vecchi con metodi orrendi e sanguinolenti, e ciò che sconvolse fu anche l’età media dei soldati a compierlo, di appena 19 anni.
Tale scoop venne fatto grazie alla scoperta che era stata avviata un indagine su questa operazione.
B. Un altro scoop fu l’offensiva del T 1 E B Ft , il capodanno vietnamita; i vietnamiti e i vietcong del nord attaccarono le postazioni americane e anche l’ambasciata, e sebbene riuscirono a sventare questo attacco in poco, tutto fu trasmesso in televisione: per la prima volta i cittadini americani videro la realtà della guerra, ovvero ben lontana dalla vittoria e liberazione dai comunisti.
C. La pubblicazione dei pentagon papers fu il colpo di grazia: queste carte rivelarono che la guerra del Vietnam andava veramente male, checché ne dicesse il Governo. Venne avviato un processo al NY Times per questa pubblicazione, ma nel mentre li passò al Washington Post: alla fine la corte suprema decise che il pubblico aveva il diritto dell’informazione, e autorizzò la pubblicazione.
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La democrazia della stampa
Gli anni ’70 come già citato sono anni di grande travagli, di rivolte, di attentati (Piazza Fontana), di terrorismo politico, definiti poi anni di piombo; sono anche però anni di crescita, di grande progresso civile e trasformazione. L’Italia degli anni ’80 è differente dagli anni ’50 grazie a questi vent’anni; anche il giornalismo ebbe una grande crescita e trasformazione sotto moltissimi aspetti.
trasmissioni sul territorio, e si arrivò a una conclusione aggiungendo che fossero legittime a livello locale. Successivamente arrivò la trasmissione via etere che aprì a tutti le porte dei canali da ogni dove.
Berlusconi
Grande immobiliarista, fu un grande costruttore arrivando a costruire Milano 2, un quartiere concepito quasi come una città a parte per le classi più abbienti; assieme vi era offerta una televisione con un canale a sé stante.
La riforma del ’75 portò alla creazione di un terzo canale, in cui vennero piazzati due organi di informazioni: il tgr e il tg3, dedicando questa rete a interpretare due esigenze: dare voce alla sinistra italiana e alle notizie sia regionali che nazionali. Una commissione parlamentare di vigilanza venne istituita sulla RAI, facendo passare l’idea di una lottizzazione della RAI (ogni partito aveva una fetta della RAI invece che collaborare per renderla indipendente), e ogni singolo telegiornale aveva il proprio orientamento politico.
Alla fine degli anni ’70 la famiglia Crespi dovette scegliere di vendere il Corriere: inizialmente ad un triumvirato con la famiglia Agnelli, in seguito alla casa editrice Rizzoli; lo comprò con il beneplacito delle destre italiane e un giornale in grave difficoltà, e indotto dalla politica venne indotto a comprare altre testate in difficoltà vicine alla Democrazia Cristiana. La Rizzoli cercò di lanciare un quotidiano stile tabloid, l’Occhio, che durò pochi mesi fallendo miseramente, aggravando le finanze della casa editrice; prese un prestito dal P2, una loggia massonica segreta diretta da Licio Gelli. La Propaganda 2 affermava che il potere era nei media: composta da poco meno di mille persone, con dentro tra giornalisti, generali della guardia di finanza, ministri, politici, tra cui Berlusconi, Maurizio Costanzo, Angelo Rizzoli… Questi soldi vennero presi anche dal Banco Ambrosiano il cui direttore venne trovato misteriosamente impiccato sotto ad un ponte a Londra; il Corriere della Sera aveva un grande potere mediatico, e avrebbe permesso alla P2 di prendere maggior potere e lasciar passare leggi a loro favorevoli.
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Internet è stata una rivoluzione che sta cambiando radicalmente la struttura dei news media, la loro dinamica e diffusione. Per la prima volta il giornalismo è veramente minacciato da Internet, in quando per la prima volta un mezzo tecnologico rischia di far morire il giornalismo così come lo conosciamo oggi.
L’informazione su Internet permette di collegarci a innumerevoli siti che contengono informazioni giornalistiche e ne esistono vari tipi:
♦ Siti che derivano dai media tradizionali(www.ilpost.it, www.larepubblica.it, ecc…). Uno dei primi fu il Chicago Tribune, che mise online la propria edizione cartacea nel ’93, e pian piano anche le altre testate cominciarono a imitarlo, in Itali nel ’94 il primo fu L’Unione Sarda. Piano piano si trasformarono in siti con anche contenuti aggiuntivi e poteva essere aggiornato continuamente; man mano anche chi si occupava del sito aumentò in proporzione ai giornalisti “cartacei”, fino a che pochi anni fa il NY Times unì i due reparti, organizzando e fondendo le due cose.
♦ (^) Siti con linea editoriale simile a quella dei grandi quotidiani ma nati online, ad esempio Il Post.it o L’Inkiesta.it, ma il primo fu nel ’99 il Nuovo.it: hanno una redazione giornalistica ma tutto avviene solo online, il più famoso è l’Huffington Post.
Queste due categorie riassumono la stragrande maggioranza dei siti di informazioni; esistono anche altri come i blog, un sito personale o più persone che creano una piattaforma online in cui ha la sua pubblicazione su internet in cui riporta commenti, o analisi, o da notizie. Per esempio LaVoce.info, oppure il Drudgereport, il blog di Matt Drudge che fece lo scoop della relazione tra Lewinsky e Clinton per primo. Un blog famoso fu anche TheRiverbend, una testimonianza della vita a Baghdad da parte di una ragazza ventenne irachena durante l’insorgere delle violenze durante la guerra; anche dei soldati americani avevano dei blog in cui venivano pubblicate anche delle foto compromettenti, portando l’esercito a vietarli.
Un'altra tipologia è il sito delle associazioni varie: se vado sul sito di Medici Senza Frontiere posso trovare informazioni sulle loro operazioni e sul loro movimento, non nascono per fare informazione ma per dare informazioni su di loro.
Social Network
Sono delle reti a connessione orizzontale che si scambiano informazioni, con potenzialità di diffusione enorme. Non sono dei news media, sono strumenti di comunicazione usati da cittadini comuni: sono diventati l’accesso ad Internet per eccellenza, e quindi sono diventati deliberatamente presi da mira da chi produce informazioni; ciò significa che vi sono dei collegamenti tra le testate che pubblicano articoli o link di articoli che a loro volta vengono condivisi dagli utenti aumentando il raggio di informazione diffusa.
Aggregatori di notizie
Programmi, applicazioni fornite dai grandi motori di ricerca che consentono di scaricare sui dei dispositivi dei programmi che tramite un algoritmo aggregano notizie su una certa tipologia di argomento.
È un bene Internet?
♦ La gratuità
♦ Vastità dell’offerta e aggiornabilità;
♦ È ipertestuale, con dirette in streaming, foto, video, registrazioni.
♦ L’accessibilità, qualunque dispositivo con internet mi permette di collegarmi.
♦ L’interattività: io posso interagire con l’informazione, grazie all’area di commento.
Interagibilità con i contenuti porta a permettermi di generare contenuti: user generated content. Esistono anche dei siti come YouReport che sono totalmente composti da video e foto e testimonianze degli utenti.
♦ Misurabilità precisa: posso sapere, almeno in teoria, esattamente quanto una certa informazione viene vista, letta o meno.
L’utente decide in autonomia cosa vedere e a cosa dare la sua preferenza, che determinerà cosa verrà pubblicato: diventa anche una schiavitù in quanto questo potere di condizionamento dominerà l’informazione.
Internet ha portato innovazioni assolute, sovrastando il monopolio della voce giornalistica di pochi, aumentando gli utenti con i loro pensieri.
Un grandissimo vantaggio potenziale di internet è derivato dal fattore economico-tecnologico dell’alta accessibilità ad internet, questo sta a significare:
Economicamente abbattere i costi rispetto ad un giornale cartaceo e ancora di più ai canali televisivi; questo basso costo economico di accessibilità si combina con la libertà tecnologica. In potenza, internet è più difficile da censurare e bloccare il diffondersi delle notizie, mentre per esempio la televisione basta disattivare le antenne di trasmissione e il canale è oscurato.
▲ Affidabilità: chi mi garantisce che ciò che leggo sia veramente quello che dice di essere? Non si hanno garanzie come in un giornale; certi contenuti sono dati da utenti singoli e privati che non hanno una deontologia a cui dover fare riferimento.