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Storia dell’arte dell’India e dell’Asia centrale - Appunti delle lezioni della professoressa Pieruccini (2019/2020), Appunti di Storia dell'India

Appunti approfonditi delle lezioni, integrati con immagini e schede dei volumi proposti dalla professoressa: “Storia dell’Arte dell’India, dalle origini ai grandi templi medievali” e “Storia dell’Arte dell’India, dagli esordi indo-islamici all’indipendenza” edizione 2020

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 19/10/2020

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STORIA DELL’ARTE DELL’INDIA E DELL’ASIA ORIENTALE
-Non abbiamo fonti scritte per quanto riguarda la storiografia dell’India antica —> si procede per
periodi approssimativi
-L’ARTE INDIANA SI STUDIA PER PERIODI E DINASTIE, NON PER ARTISTI —> anonimi
-L’ARTE PERVENUTA AD OGGI È RELIGIOSA —> massime risorse sulla produzione e il mantenimento
(arte privata non patrocinata, principalmente produzione lignea) —> HINDUISMO E BUDDHISMO
-1200 —> nord dell’India conquistato da popoli mussulmani —> DA TEMPLI, A MOSCHEE —> ARTE INDO-
ISLAMICA
-L’India moderna (1947) è più piccola dell’India storica
Lotte del partito del congresso —> indipendenza dalla corona inglese.
Nascono:
- India indipendente
- Pakistan occ. e orien.
1971 —> Pakistan orien. diventa Bangladesh
_ “repubblica indiana” —> BHÃRAT GANARÃJYA
_ territorio 11 volte l’Italia, secondo alla Cina per popolazione
_ diviso in 29 stati (ognuno con parlamento) e 7 territori dell’Unione
_ Delhi, capitale, città molto antica
_ New Delhi, quartiere neoclassico fondato dagli inglesi a inizio 900
_ Grandi megalopoli di fondazione britannica, cambiano il nome, avvicinandolo ad una dizione in diana
-Ampia variazione climatica:
_ Nord —> Himalaya, chiudono e proteggono dalle invasioni
_ Ovest —> catene del Karakora e Kush
_ Pianura Indo-gangetica, cuore della civiltà più antica —> PanJab, “terra dei 5
fiumi”: Indo e affluenti (tra cui Gange e Yamuna) fiumi indiani sempre femminili (tolto Indo e
Bramaputra), rappresentati come dee —> in forma ANTROPOMORFA
_ Sud —> altopiano del Dekkan, penisola con montagne più basse ed antiche
_ Cuspide meridionale —> zona tropicale
-Il CLIMA condiziona l’architettura —> Vario (clima di montagna ma più caldo,
clima continentale molto caldo in pianura, monsoni)
-STAGIONI: - invernale, sett—>genn —> secco, clima moderato
- estiva, mar—>giu —> troppo caldo
- piogge, giu—>sett —> molto calda e piovosa (fondamentale per l’economia agricola—> forte dipendenza dalle piogge—>
SIMBOLI DI BUON AUSPICIO IN AMBITO RELIGIOSO)
-LINGUA: 22 lingue ufficiali, divise in famiglie linguistiche —> L’INDIA NON HA UNA LINGUA
NAZIONALE, ma quella legata al luogo è l’hindi
-Lingue indoarie, nord, legate alle lingue europee
-Lingue dravidiche, sud
WILLIAM JHONES —> funzionario inglese “della 1° ondata” —> scopre che il sanscrito (“latino dell’India”) è apparentato con le lingue dell’Europa —> origine linguistica comune. Si
ipotizza una grande invasione del II millennio a.C., che andò verso Europa, Iran ed India sett, sovrapponendo la propria cultura a quella del luogo —> LINGUE INDO-EUROPEE
(non abbiamo tracce archeologiche, manufatti o reperti)
TESTIMONIANZA: LETTERATURA VEDA (“veda” —> scienza, vedere e sapere) —> composta in una fase antica di sanscrito (1550-1300 a.C.) —> letteratura religiosa degli invasori
dell’India, che hanno portato lingua ed ideologie. Letteratura tramandata oralmente per secoli —> ANCORA OGGI BASE SACRA DELL’INDUISMO.
Popoli che si chiamano ARYA (nobili) —> INDOARI
LUNGO PERIODO DI SILENZIO ARTISTICO —> no resti di città, la religione veda non prevede templi, ma altari sacrificali temporanei e le divinità non erano rappresentabili.
-1921 —> Ritrovati i resti della civiltà della valle dell’indo, lungo le sponde dei fiumi: città di HARAPPA
e MOHENJO-DARO poi altre decine. Culmine della civiltà tra 2600 e 1900 —> civiltà più antica dei
Veda, ci lascia manufatti e si estende oltre la valle dell’Indo —> RESTI ARCHEOLOGICI
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STORIA DELL’ARTE DELL’INDIA E DELL’ASIA ORIENTALE

  • Non abbiamo fonti scritte per quanto riguarda la storiografia dell’India antica —> si procede per periodi approssimativi
  • L’ARTE INDIANA SI STUDIA PER PERIODI E DINASTIE, NON PER ARTISTI —> anonimi
  • L’ARTE PERVENUTA AD OGGI È RELIGIOSA —> massime risorse sulla produzione e il mantenimento (arte privata non patrocinata, principalmente produzione lignea) —> HINDUISMO E BUDDHISMO
  • 1200 —> nord dell’India conquistato da popoli mussulmani —> DA TEMPLI, A MOSCHEE —> ARTE INDO- ISLAMICA
  • L’India moderna (1947) è più piccola dell’India storica Lotte del partito del congresso —> indipendenza dalla corona inglese. Nascono:
  • India indipendente
  • Pakistan occ. e orien. 1971 —> Pakistan orien. diventa Bangladesh _ “repubblica indiana” —> BHÃRAT GANARÃJYA _ territorio 11 volte l’Italia, secondo alla Cina per popolazione _ diviso in 29 stati (ognuno con parlamento) e 7 territori dell’Unione _ Delhi, capitale, città molto antica _ New Delhi, quartiere neoclassico fondato dagli inglesi a inizio 900 _ Grandi megalopoli di fondazione britannica, cambiano il nome, avvicinandolo ad una dizione indiana
  • Ampia variazione climatica: _ Nord —> Himalaya, chiudono e proteggono dalle invasioni _ Ovest —> catene del Karakora e Kush _ Pianura Indo-gangetica, cuore della civiltà più antica —> PanJab, “terra dei 5 fiumi”: Indo e affluenti (tra cui Gange e Yamuna) fiumi indiani sempre femminili (tolto Indo e Bramaputra), rappresentati come dee —> in forma ANTROPOMORFA _ Sud —> altopiano del Dekkan, penisola con montagne più basse ed antiche _ Cuspide meridionale —> zona tropicale
  • Il CLIMA condiziona l’architettura —> Vario (clima di montagna ma più caldo, clima continentale molto caldo in pianura, monsoni)
  • STAGIONI: - invernale, sett—>genn —> secco, clima moderato
  • estiva, mar—>giu —> troppo caldo
  • piogge, giu—>sett —> molto calda e piovosa (fondamentale per l’economia agricola—> forte dipendenza dalle piogge—> SIMBOLI DI BUON AUSPICIO IN AMBITO RELIGIOSO)
  • LINGUA: 22 lingue ufficiali, divise in famiglie linguistiche —> L’INDIA NON HA UNA LINGUA NAZIONALE, ma quella legata al luogo è l’hindi
  • (^) Lingue indoarie, nord, legate alle lingue europee
  • (^) Lingue dravidiche, sud WILLIAM JHONES —> funzionario inglese “della 1° ondata” —> scopre che il sanscrito (“latino dell’India”) è apparentato con le lingue dell’Europa —> origine linguistica comune. Si ipotizza una grande invasione del II millennio a.C., che andò verso Europa, Iran ed India sett, sovrapponendo la propria cultura a quella del luogo —> LINGUE INDO-EUROPEE (non abbiamo tracce archeologiche, manufatti o reperti) TESTIMONIANZA: LETTERATURA VEDA (“veda” —> scienza, vedere e sapere) —> composta in una fase antica di sanscrito (1550-1300 a.C.) —> letteratura religiosa degli invasori dell’India, che hanno portato lingua ed ideologie. Letteratura tramandata oralmente per secoli —> ANCORA OGGI BASE SACRA DELL’INDUISMO. Popoli che si chiamano ARYA (nobili) —> INDOARI LUNGO PERIODO DI SILENZIO ARTISTICO —> no resti di città, la religione veda non prevede templi, ma altari sacrificali temporanei e le divinità non erano rappresentabili.
  • 1921 —> Ritrovati i resti della civiltà della valle dell’indo, lungo le sponde dei fiumi: città di HARAPPA e MOHENJO-DARO poi altre decine. Culmine della civiltà tra 2600 e 1900 —> civiltà più antica dei Veda, ci lascia manufatti e si estende oltre la valle dell’Indo —> RESTI ARCHEOLOGICI

CIVILTÀ DELLA VALLE DELL’INDO 2600-1900 a.C.

  • Rovine di città, molto ordinate (planimetria segue i punti cardinali + fognature + strade a griglia + bagni) , in mattoni cotti di alta qualità —> città principali MEHINJO-DARI e HARAPPA
  • No templi
  • Resti di oggettistica di piccole dimensioni
  • Conoscevano la scrittura, sotto forma di grafemi (circa 300), ma non ne abbiamo resti in letteratura: alfabeto non decifrato, presente solo su piccoli oggetti
  • Prime civiltà e manifestazioni artistiche, EPOCA PROTOSTORICA
  • Pochi luoghi legati alla sfera religiosa —> altari per fuochi
  • SIGILLI —> quadrati o rettangolari, tra i 3 e i 6 cm, sorta di timbri probabilmente usati per firmare le merci. Rappresentati animali e divinità. Non ci è possibile decifrare la scrittura. Molti con bovini naturalistici e dettagliati (il toro è molto diffuso, uno degli animali sacri —> vahana, veicolo) (BOVINO: tori,vacche, zebù e buoi. Il bufalo è il veicolo del dio dei morti) Nell’arte indiana gli animali vengono rappresentati in modo molto naturalistico —> grande amore, vicinanza quotidiana con essi —>amore per la raffigurazione di animali, anche ibridi, rispecchia la credenza nel ciclo delle incarnazioni —> SAMSARA “scorrimento” —> ciclo delle rinascite, in base a meriti e demeriti accumulati (rinascita anche in animali) Altro animale spesso raffigurato, bovino strano, con un solo corno —> sigilli dell’unicorno. Sempre realizzato davanti ad un braciere o altare

SIGILLO DI SHIVA PASHUPATI (signore

degli animali) —> stampo scavato

- interpretato dal 1° grande archeologo della valle dell’Indo, Jhon Marshall, come la 1° immagine del dio Shiva (Shiva, dio seduto, in posizione dello yoga) - Circondato da una serie di animali indigeni - Nella testa, sono stati visti 3 volti —> antenato di Shiva? Lo Shiva storico, ha 3 volti: - centrale meditativo - sx terribile - dx femmineo - in vita Shiva Pashupati ha, secondo Marshall il fallo eretto (dio dell’ascesi e dalla grande potenza erotica —> nei templi Shivaiti troviamo il LINGA) - (^) A Shiva sarà sacro il toro, nel sigillo sono presenti corna di bufalo LINGA —> oggetto che raffigura Shiva nella cella dei templi, fallo di Shiva che esce dalla vulva della sua parte femminile. “Segno di genere”, simboleggia la sua totalità.

ROVINE DI MOHENJO-DARO —> falsate dalla

presenza di una “collina”, edificio buddhista, 1° vero grande edificio d’arte indiana in ambito buddhista.

- presente una vasca (piscina) in mattoni impermeabili, per raccogliere l’acqua —> GRANDE BAGNO DI MOHENJO- DARO (vasche diffuse ancora oggi, presso i templi, raccolta di acqua piovana —> bagno per purificazione —> acqua non accessibile a tutte le caste, gerarchia ne regola l’accesso) - Non sappiamo se questa vasca avesse già funzione di purificazione

INDIA STORICA —> nella cultura indiana, non vi è una cesura dell’antichità —> CONTINUITÀ CULTURALE Vi è una prima fase priva di monumenti —> la civiltà indiana, nasce molto prima del III sec a.C., età alla quale risalgono i primi monumenti.

1500- 1300 a.C. —> Popoli parlanti lingue indoeuropee, noti per la loro letteratura (sporadici e

problematici rinvenimenti archeologici) passano dall’Iran e si sovrappongono ad una popolazione indigena dell’India settentrionale, di cui non abbiamo più nulla.

Letteratura VEDA (parola indoeuropea, “vedere come so”) —> grosso corpus di testi che si

tramanda e sviluppa nel tempo, per circa 1 millennio. Fase più antica, corpus di inni —> RIGVEDA , più di mille inni raccolti in un unico volume. Testi che si conoscono da sempre, “colti dall’aria” da alcuni saggi che li hanno trascritti —> SHRUTI (“rivelazione”, “ascoltare”). Si tratta di testi composti in successione, in SANSCRITO —> religiosità molto antica, che parla di divinità molto arcaiche (Indra, re degli dei, guerriero, armato di fulmine). Non vi sono però ancora manifestate alcune caratteristiche tipiche:

- Ciclo della reincarnazione, samsara - Gruppo di azioni buone o cattive che compio, karman - Raffigurazioni delle divinità, statue - Templi (da un certo momento in poi, diverrà l’unico monumento realizzato in pietra), culto ancora fondato sul sacrificio animale o vegetale, offerti nel fuoco. Vi erano piccoli sacrifici, fatti dai capi famiglia; o grandi sacrifici solenni su ALTARI IN MATTONI - NON ESISTEVA ANCORA L’ARTE (in india strettamente legata al mondo religioso) Veda scritti in una lingua arcaica che oggi nessuno conosce, ma resteranno sacri per sempre, nonostante le grandi differenze di credo. LE ANTICHE DIVINITÀ SACRE NON SONO STATE ELIMINATE, MA RAPPRESENTATE COME DIVINITÀ SUSSIDIARIE: non contano nulla, ma restano parte del Pantheon. Troviamo in un inno tardo del Rigveda, una suddivisione gerarchica della società: hanno colori simbolici, presenti 4 livelli —> piramide: - Brãhmana, hanno il potere della parola sacra (potere spirituale) —> maneggiano la letteratura - Ksatriya, guerrieri e regnanti, classe politica (potere materiale) - Vaiśya, allevatori e mercanti, legati alla produttività - Sūdra, simil classe operaia, servi di tutti gli altri Suddivisione ideale, presente ancora oggi. Si rientra per nascita nei varna —> Caste, si dice anche Jati, “nascita” I primi 3, si definiscono “ARYA”, nobili; degli sūdra, fa parte quella popolazione che gli arya trovano in India quando la invadono. LA LETTERATURA VEDA E LA CONNESSA RELIGIONE, APPARTENGONO ALLA MINORANZA ARRIVATA ON INDIA; della religione degli sūdra, non abbiamo più nulla, non scrivevano Vi sono inoltre dei colori simbolici: - bianco, purezza - Rosso, violenza - Giallo/marrone, terra - Nero, tenebra/gravità UNA ULTERIORE SUDDIVISIONE ALL’INTERNO DEI VARNA, IDENTIFICA I GRUPPI SU BASE PROFESSIONALE. Esistono però anche gli intoccabili, o fuoricasta, DALIT “oppressi/schiacciati" —> avarna, fuori dai varna. Aboliti nell’India moderna.

Intorno alla metà del 1° millennio, vi è un cambiamento nell’impostazione religiosa —> NASCONO NUOVE RELIGIONI, CAMBIA LA LETTERATURA VEDA, IN RELAZIONE A NUOVI TESTI —> UPANISHAD —> ultima fase della letteratura vedica, tra 600 e 500 a.C. Nuove idee:

- il sacrificio non è importante - Fondamentali meditazione ed ascesi —> l’uomo deve raggiungere beatitudine ed ascesi, liberandosi dal ciclo della reincarnazione IL SISTEMA ELABORATO NELLA TARDA RELIGIONE VEDICA, HA COME OBIETTIVO L’ENTRARE IN UNO STADIO DI FELICITÀ E BEATITUDINE SUPREMA —> UPANISAD - Tessuto dell’universo intriso del brahman —> tutto l’esistente è unificato da una sola sostanza invisibile e onnipermanente, presente anche nel cuore dell’uomo —> ATMAN, "anima", nella cavità del cuore Tra V e VI sec, vi è chi dice che i veda non sono sacri, e che tutto vada riformato —> BUDDHA —> personaggio storico, che vive tra 565 e 485 a.C. —> principe di cui è possibile ripercorrere la vita, attraverso opere buddhiste dal I, al III/IV sec a.C. —> CON IL BUDDHISMO NASCE L’ARTE INDIANA.

  • Concepimento del Buddha su una cancellata —> Famiglia reale di un piccolo regno dell’India sett, ai confini con il Nepal, vorrebbe un erede. La madre del Buddha, sogna che un elefante bianco le entra nel fianco —> Re e regina si rivolgono ad astrologhi, sogno di buon auspicio (elefante, cavalcatura dei sovrani) —> "tuo figlio sarà un grande sovrano del mondo o dello spirito degli umani" (il re ha paura che il figlio diventi un asceta)
  • Nascita miracolosa del Buddha —> nasce dal fianco destro della madre, che partorisce in piedi, aggrappata ad un albero (postura delle ninfe degli alberi). Nasce e viene chiamato SIDDHĀRTHA —> colui che ha raggiunto Siddha, il proprio scopo —> SIDDHĀRTHA GAUTAMA SAKYAMUNI (muni= asceta —> asceta deglia Shakia, clan in cui nasce)
  • Intervento degli dei —> il padre ha paura della profezia e rinchiude il figlio in una stanza del palazzo, gli da una moglie e gli impedisce di uscire. A 29 anni, vuole uscire e andare in un parco della città, ottiene il permesso, ma il padre fa sgomberare le strade. Vi è un intervento degli dei (veda rielaborati), che manifestano per strada, un vecchio, un malato e un morto —> siddharta chiede informazioni all’auriga: è sconcertato, ha vissuto in un palazzo dei piaceri. Infine incontra un asceta —> SE IL DOLORE É INERENTE ALLA VITA, LUI VUOLE TROVARE UN MODO PER SUPERARE IL DOLORE, ATTRAVERSO UNA VIA ALTERNATIVA. La grande partenza —> in alto vi è siddharta con la moglie che ha partorito e in basso la fuga a cavallo del principe, di notte —> semidei tengono gli zoccoli per non far rumore: è un predestinato.
  • Digiuno —> intraprende una ricerca spirituale, che lo porta a vanificare il corpo, sopprime la fisicità — > lunghissimo digiuno per cercare lo spirito, contro la carne. Anatomia non fedele al corpo umano, fantasiosa

DINASTIA MAURYA —> 320-185 a.C.

  • il sovrano più importante, sarà il re AŚOKA “senza dolore” 269-232 (ne abbiamo date certe, perchè egli scriverà editti, nei quali nomina altri sovrani, di cui conosciamo una datazione certa). Secondo la tradizione buddhista, è un re convertitosi al buddhismo, e che lo diffonde, fino in Srilanka. Il suo fu un regno enorme per dimensione, con capitale Pataliputra, oggi Patna. AŚOKA LASCIA UNA SERIE DI ISCRIZIONI su rocce o colonne monumentali —> PRIMA TESTIMONIANZA DI SCRITTURA BRAHMI (scrittura sillabica, dalla quale derivano tutte le scritture indiane) —> EDITTI IN PRACTICO. —> colonne monumentali, prime opere d’arte indiana, non sorreggono nulla, colonne con capitelli e animali in cima.

CAPITELLO SU COLONNA ISCRITTA , posta a

SARNATH, con iscrizione di Ashoka —> simbolo dell’India moderna, scelto perchè il re fu l’imperatore patrono di tutte le religioni. Colonna in situ, capitello al museo di Sarnath.

  • Capitello con 4 leoni addossati, guardano ai 4 punti cardinali.
  • Leone, simbolo di sovranità (stilizzati, non naturalistici, nel sud dell’India questo animale non è mai esistito —> nel meridione si trasforma quindi in una sorta di mostro irrealistico, quasi fantastico)
  • Sopra e sotto i leoni vi era una ruota raggiata, simbolo del Dharma, legge buddhista, vedico-bramanica. Legge inerente al mondo, a cui l’uomo deve adeguarsi. Nonostante sia frazionata, l’India ha l’idea del sovrano universale —> CHAKKRAVARTIN “colui che mette in moto la ruota del carro” (guerra, conquista) —> l’imperatore ideale, che regna su tutto il mondo conosciuto.
  • Sul tamburo, tra le due ruote, vi sono degli animali: toro, elefante, cavallo e leone, raffigurati in senso orario, senso del buon auspicio. Animali probabilmente simboleggianti le virtù
  • Sotto al tamburo, vi è una sorta di campana —> fiore di loto rovesciato, Fiore nazionale dell’indi, purezza e fertilità
  • Realizzata in arenaria, dalle cave dell’India settentrionale, lucidata.

YAKSHI DIDARGANJI —> YAKSHI, divinità pre buddhiste del culto popolare, legate alla

fertilità. Fatte proprie dal buddhismo, parte del pantheon, rendono omaggio al Buddha

  • In arenaria lucidata (per questo attribuita all’epoca dei maurya)
  • A dimensioni reali
  • Statua a tuttotondo e non di divinità —> è un uniqum, in questo periodo, vi erano solo sculture su stele —> scultura indiana realizzata quasi unicamente per ornare monumenti
  • Emersa dal Gange (da qui il nome)
  • Non si tratta di una divinità: ha in mano un flabello (scacciamosche), fatto con i peli della coda dello yacht —> elemento spesso presente nei rilievi, come attributo alla sovranità (il regale ha al suo fianco un portatore di flabello)
  • Probabilmente parte di un gruppo e stava in una casa privata, come ornamento
  • Poteva trattarsi di una cortigiana, parte di un arem del sovrano (prostitute molto colte)
  • Indossa un drappo di stoffa, raccolto con pieghe da una cintura, avvolto attorno ai fianchi
  • Non tutti sono certi risalga all’epoca maury, alla quale è stata legata per il luogo del ritrovamento e per il fatto che l’arenaria sia stata lucidata TIPICA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO FEMMINILE:
  • Corpo ornato ed ingioiellato, gioielli rispecchianti la moda dell’epoca (diadema, orecchini, collane, bracciali,...)
  • Acconciatura, capelli raccolti in un nodo molto elaborato —> bellezza femminile legata a capelli molto lunghi, sempre acconciati e raccolti, non sciolti (femminilità pericolosa in letteratura —> deponesse, KALI, dea terribile dell’induismo)
  • Collo con 3 pieghe (in letteratura, paragonato ad una conchiglia)
  • Seni "come giare d’acqua” (o paragonati ad uccelli, che stanno sempre insieme) —> alti, sodi, uniti
  • Vita molto sottile e stretta (tipica della donna che non ha avuto figli) —> vita che 2 mani maschili possono cingere —> grande erotismo, mai pornografico
  • 3 pieghe sul ventre, simbolo di bellezza e prosperità
  • Fianchi larghi, come le ruote di un carro, tondi e larghi (si intende le natiche)
  • Gambe visibili sotto alla sari, piene (come i fusti dei banani) e dritte
  • Fianchi e gambe danno alla donna l’incidente di un elefante —> camminata lenta, piena e flessuosa
  • Non è segno di bellezza avere ossa, giunture, vene o prominenze sporgenti e visibili —> ideale è il corpo morbido, senza angoli e muscolatura

monumento

  • Facciata interna degli architravi del turana nord:
  • Ben conservata
  • Visibile dal corridoio superiore
  • Inizi dell’arte indiana, sembra già molto elaborata e di altissima qualità, affinata nella forma e nel contenuto (sicuramente preceduto da altre fasi di formazione, con materiali non giunti a noi —> fase precedente e contemporanea, lignea)
  • Ricchissimo di iscrizioni, circa 630, dalle quali ricaviamo i committenti —> le singole parti, sono donazioni di individui: monaci e laici —> monumento che nasce dallo sforzo della comunità buddhista, per rendere onore al Buddha —

frutto di uno sforzo comunitario

  • Rilievi sulla parte centrale degli architravi del turana nord:
  • Su pilastri ed architravi
  • In alto, al centro —> frammento della raffigurazione del Darma, legge buddhista —> ruota raggiata
  • Ai lati —> raffigurazione del triratua, i 3 gioielli (gemme) del credo buddhista, elementi fondamentali: Buddha, karma, comunità
  • Sugli architravi, vi è molto spazio per la narrazione —> episodi della vita del Buddha e dei giattaka (nascite, vita precedenti)
    • Architrave superiore del turana nord:
      • Gruppo di elefanti di varie età, che convergono verso un albero di ficus, con radici ricadenti, posto al centro —> scena nella foresta —> gruppo di elefanti felici
      • La scena richiama il giattaka ciaddanta (con 6 zanne), in Bali —> elefante con il branco, la moglie si ingelosisce, muore e ottiene di rinascere come regina di Denare e vuole vendicarsi —> manda un cacciatore per uccidere l’elefante, chiedendo di riportargli le zanne —> Ciaddanta gli dona le zanne e muore, la regina si pente e muore.
  • Vi è rappresentata solo una scena della storia, ma l’osservazione deve ricordarsi tutta la storia che vi è dietro —> STORIA MONOSCENICA, rappresentativa dell’intera vicenda
  • Parte mediana dell’architrave centrale del portale nord:
  • Episodio della vita del Buddha, momento immediatamente precedente alla sua illuminazione
  • Il Buddha non è rappresentato in forma antropomorfa, ma mediante segni, o simboli (oggetti che segnano la sua presenza: impronte dei piedi, parasole sorretto su qualcuno che non c’è, stupa, trono dell’illuminazione vuoto) —> presente il trono dell’illuminazione vuoto, sotto all’albero di ficus, con parasole, nell’estremità sinistra del rilievo
  • Esseri celesti volteggiano sopra all’albero
  • Accanto vi è una piccola figura femminile, con brocca per l’acqua è piatto nella mano sinistra—> giovane sbugiarda che offre al Buddha un piatto di riso
  • Prima dell’illuminazione, il Buddha è tentato dal demone Mara, seduto su un trono al centro del rilievo —> cerca di distogliere il Buddha dalla meditazione (manda le figlie per sedurlo e i suoi eserciti per spaventarlo)
  • Narrazione in scene, non in ordine, ma come se fossero tutte vissute contemporaneamente —> NARRAZIONE SINOPTICA
  • Architrave inferiore del portale nord
  • Narra l’ultima vita del Buddha, prima di incarnarsi in Siddartha —> INCARNAZIONE NEL PRINCIPE VESSANTARA (principe incarnazione della perfetta generosità; il suo regno possiede un magnifico elefante bianco, portafortuna che garantisce la prosperità del regno: pioggia e fertilità della terra. Arrivano gli emissari di un regno vicino, che in grave crisi a causa di una siccità, chiedono in dono al principe l’elefante —> essendo generoso, dona loro l’elefante, grande malcontento del nel regno —> il padre esilia Vessantara nella foresta —> parte con la moglie e dopo una serie di vicissitudini, egli donerà tutto a chi gliene fa richiesta: cavalli, carro, figli, moglie,... Gli dei salvano la sposa e le cose si risolvono, si riconosce la nobiltà d’animo del ragazzo)
  • Rilievo raffigurante la 2° parte della storia (la 1° è sulla facciata esterna dell’architrave) —> va vista da destra, verso sinistra:
  • Vessantara e moglie nella foresta
  • Dono dei figli
  • Richiesta della moglie in dono
  • Ritorno dei figli I protagonisti sono ripetuti più volte —> episodi diversi , senza linee di demarcazione —> NARRAZIONE CONTINUA, viaggia al contrario
  • Particolari:
  • animali raffigurati con grande amore ed attenzione, raffigurati anche animali fantastici e strani
  • Animali compositi: coppia di cavalieri uomini, a cavalcioni di animali ibridi —> muso e zampe da leone, ali e corna di cervo —

momento di grande libertà degli artisti, solitamente vincolati ad esigenze dottrinali —> LIBERTÀ ESPRESSIVA

  • Raffigurazioni di città, richieste dal contesto narrativo
  • Architrave mediana, portale est:
  • Teoria di animali convergente verso l’albero dell’illuminazione con trono, ornato con ghirlande e sormontato da un parasole —> illuminazione del Buddha —> FASE ANICONICA, non antropomorfo
  • Ai lati, destra e sinistra, presenti scene di adorazione di uno stupa: interpretato come il Buddha stesso
  • Presenti animali in parte realistici ed in parte fantasiosi, alcuni hanno volto umano —> possibile alludano al samsara: fluire degli esseri da uno stato, all’altro dell’esistenza
  • Spesso presente una figura femminile, seduta su un fiore di loto e sovrastata da una coppia di elefanti, con vasi nelle proboscidi —> versano acqua sulla testa della signora —> figura divina, poi nota come la dea della fortuna e della fertilità, espressa da loti ed elefanti
  • Portale est:
  • su uno dei pilastri del torana, presente un tralcio di loto, fiore importantissimo —> immagine di rigoglio, pianta invasiva, che riempie velocemente gli stagni —> prosperità + legame con il sole, che fa aprire le corolle, che si chiudono alla sera. Intrinseca purezza, simbolo di trascendenza: sedile per Buddha e le divinità —> pianta che nasce dal fango, attraversa l’acqua e sale verso il sole, durante tutto
  • Scene popolari
  • Medaglioni decorativi —> ex:
    • (^) Medaglione con figura femminile, con testa equina —> yakshi assamuky (“dal volto di cavallo”)—> personaggio di uno jattaka più narrazione parte di un repertorio popolare —> categoria di divinità pre-buddhiste, vestigia di una religiosità popolare è assorbita dal buddhismo: divinità tutelari e protettrici della fede buddhista
    • (^) Medaglione con fiore di loto
    • (^) Medaglione con pavone, animale molto amato
  • Raffigurazioni di animali
  • Gli ingressi, come nel grande stupa, non sono diretti, ma angolari
  • Presente un pilastro in stile totalmente diverso: più simile allo stile dei rilievi del grande stupa SITO DI BHARHUT —> scoperto negli 1873 da Alexander Cunningum, già completamente distrutto Sul luogo non resta più nulla: raccolto ciò che rimaneva della cancellata e dell’unico torana rimasto, tutto raccolto nell’indian museum di Colcata —> ricostruzione

STUPA DI BHARUT

- Diametro di circa 20m - Legato all’epoca shunga (185-75 a.C.) —> dinastia di regnanti che controlla l’India centro-nord ed orientale, dopo i Maurya (il fatto di etichettare un periodo con una dinastia, non implica che il monumento sia stato patrocinato dal sovrano stesso) - Simile al grande stupa - Decorazione orna tutta la cancellata, non solo i torana - Ornamenti su lastre, riproducono probabilmente la forma originale dello stupa —> lastra ritrovata a Bharhut - Rilievi della cancellata risalenti al 100 a.C. —> ciò che rimane è ricchissimo di illustrazioni: episodi della vita del Buddha e jattaka identificabili da iscrizioni: - Scena del concepimento del futuro Buddha —> sogno della madre Maya - Medaglione con episodio della vita del Buddha: è un illuminato, ha un grande seguito di fedeli —> fuori dalla città di Savatti, gli viene donato un parco, nel quale costruisce il primo monastero —> parco del Jetavana —> monastero del Jetavana: bosco di Jeta (“principe”) —> parco donato da un fedele laico, che lo compra dal principe per una cifra mastodontica (rappresentati i blocchi d’oro serviti per comprarlo) - Jattaka su un medaglione —> Mahakapi jattaka —> “jattaka della grande scimmia” —> futuro Buddha, che regna su un grande gruppo di scimmie nella foresta (origine come racconto popolare, poi rielaborato è piegato per offrire un’esemplificazione di virtù buddhiste) —> la grande scimmia Mahakapi è estremamente generosa: il re di Manares, attratto dalla dolcezza dei frutti del bosco, vuole conquistare il bosco: Mahakapi fa da ponte su un fiume, in modo che le compagne scimmie possano salvarsi —> si spezza la schiena e muore —> il re riconosce le sue grandi virtù e gli tributa grandi onori

- (^) Sono presenti una serie di grandi figure scolpite sui pilastri d’angolo —> figure maschili e femminili, identificate con iscrizioni: Devatha (divinità), Yakki (femminili) e Yakka (maschili). Ridipingono le divinità pre-buddhiste, non rigettate. Alcune figure femminili, ritratte nella postura shalabhanjika “donna abbracciata all’albero” —> ninfe e divinità minori legate alla fertilità: in piedi su altre creature (elefante, ibrido o mostriciattolo) —> veicoli delle divinità —> la figura maschile, dall’iscrizione, è identificata come kubera, re del nord e protettore delle ricchezze poste sotto le montagne del nord

STUPA DI AMARAVATI “immortale”

  • Nel 1845 un ufficiale dell’east India company, decide di spedire a Londra una porzione della cancellata e delle lastre —

oggi custodita nel british museum —> ricostruzione di una porzione dello stupa. Altre porzioni si trovano a Chennay e nel museo locale di Amaravati - Dimensioni immense, diametro di circa 50m - Ospitava una colonna di Asoka: primo nucleo risalente alla sua epoca, ingrandito ed abbellito, fino al II-III sec d.C. - Lo stupa non esiste più, è stato rinvenuto in rovina - Stupa in calcare bianco, monumento grandioso e scintillante, ornato all’inverosimile - Cancellata ornata con medaglioni che ospitano le immagini del loto a 1000 petali —> trasfigurazione immaginaria, ma d’impatto, della corolla del fiore - Vi sono numerose lastre figurate, sul basamento tondo: - Lastra con riproduzione dello stupa di Amaravati—> stava sullo stupa stesso, rende l’idea della ricchissima decorazione —> BUDDHA ANTROPOMORFO. La lastra è scolpita sull’altro lato: chiaro segno di riuso —> rovesciata e riscolpita. Vi è una prima fase aniconica di decorazione di questo stupa - Vi sono due rilievi rappresentanti lo stesso episodio, in due modi totalmente diversi —> “grande partenza” fuga di Siddhartha dalla casa paterna, verso un percorso di ricerca spirituale —> scena canonica, fuga notturna a cavallo, accompagnato dal fedele compagno: - Arte aniconica: cavallo, accompagnatore con parasole sopra al cavallo (sotto non vi è nessuno, si immagina la presenza del Buddha), sullo sfondo un torana - Arte II-III sec a.C.: scena affollatissima,Buddha raffigurato, divinità sorreggono le zampe del cavallo per non svegliare la reggia

Nuove invasioni e dominazioni, interessano il Gandhara tra I a.C. E I d.C. —> Regione conquistata da gente iranica (Sciacca) e successivamente dai Parti, infine dai fondatori del grande regno Kushana —> dopo i Kushana, la regione entra nell’orbita sassanide. —> ultimi secoli del V sec, nuova invasione per mano degli Ftaliti (popolo nomade centro-asiatico) —> INDUISMO RAGGIUNGE QUESTE ZONE —> caduta dell’Impero sassanide, per mano degli arabi, nel 244 —> regione, governata dai turchi shaka (indù), resiste al dilagare dei mussulmani —> IX sec Gandhara e la sua arte, oramai estinti MATURA E PUSHANA —> la città di Matura si trova a circa 145 km a sud-est di Deli; oggi luogo per eccellenza della devozione al dio Krishna, il cui mito è indissolubilmente legato a questa località e ai suoi dintorni. KRISHNA si forma come cultura agli albori dell’induismo, ma la città di Matura, come centro devozionale dedicato l dio Krishna, si è consolidata in secoli relativamente recenti. L’esistenza di Matura, è documentata già nel V secolo a.C. —> vede la conquista degli indù-greci, poi governata da sovrani shatrapa Il sito inizia a prendere consistenza, intorno al III a.C., dalla metà del II a.C., si moltiplicano i reperti statuari. Con Kushana, Matura diventa un grande centro di potere e una straordinaria officina d’arte, ma NESSUN EDIFICIO SACRO ANTICO SI È CONSERVATO —> frammenti di sculture e architetture. DINASTIA KUSHANA:

  • Tra le più importanti, non è di origine indiana. Crearono un immenso impero, di cui Matura è solo una delle numerosissime capitali: Taxila, Deshavra, Bedra. A settentrione, si estende a vasti territori centro-asiatici.
  • Popolazioni nomadi, 5 clan unificati sotto uno unico, i Kushana
  • L’imperatore inizia l’espansione verso l’India
  • Grandi incertezze sulla loro cultura, popolo di tradizioni iraniche
  • Problemi legati alla cronologia, forse 127, salita al trono dell’imperatore.

ARTE DEL GANDHARA E MATURA —> nasce l’immagine antropomorfa del Buddha,

intorno al I sec d.C., simultaneamente tra gandhara a matura

Vi sono varie risposte a questa trasformazione,ricavate da analisi di vari studiosi:

  • arte indiana e concezione della divinità, passano da un aniconismo, ad una rappresentazione iconica —> RAPPRESENTAZIONE ANTROPOMORFA DELL’ESSERE SUPERIORE
  • Diffusione del concetto di devozione: dal buddhismo theravada ( —> dottrina degli anziani, fase più antica e severa in cui i massimi scopi religiosi erano raggiungibili soltanto in un’ottica monastica) Il buddhismo si evolve in una nuova grande corrente —> MAHAIANA, più aperta alla devozione dell’uomo comune —> apre anche al laico la possibilità di raggiungere i massimi scopi —> RAPPORTO DEVOZIONALE CON IL BUDDHA —> i Buddha si moltiplicano, si inizia a credere che siano esistiti diversi Buddha, in tutto il mondo, nel corso del tempo —> interazione anche con i “sattava”, esseri perfettissimi, vicini al diventare Buddha —> compaiono come il Buddha nel nirvana, per interagire con i fedeli. INIZIA A SENTIRSI LA NECESSITÀ DI CREARE IMMAGINI, con le quali il fedele può interagire ed esplicitare la sua richiesta di aiuto. L’IMMAGINE ANTROPOMORFA DEL BUDDHA, SI CREA SIMULTANEAMENTE TRA GANDHARA E MATURA —> esempi di due opere del II d.C.
  • Dove è stata creata l’immagine antropomorfa del Buddha? —> numerosi studi :
    • Ipotesi di nascita nel GANDHARA, attribuita ad uno studioso, un genio greco: legame tra Buddha e l’Occidente —> i greci hanno regnato in queste zone del nord-ovest —> IMMAGINE ATTRIBUITA AD INFLUSSI GRECI
    • Ipotesi di nascita a MATURA, immagine tutta indiana. Uno studioso indiano, Kumara Swamy, sostiene che l’immagine sia derivata dalla precedente immagine degli Yaksha, esseri divini della

religiosità popolare indigena indiana; raffigurati in alcune statue —> gli yaksha perdono importanza e donano la loro fisicità agli esseri divini. (L’india in questo periodo sta riscoprendo la propria arte, con un’alta valutazione —> ricerca di un’arte nazionale, di un’identità e continuità artistica, si sta rendendo indipendente dai coloni inglesi

  • Fine anni ‘70, Johanna Angelbert propende per UN’ORIGINE INDIANA A MATURA. NOI PROPENDIAMO PER UNA NASCITA QUASI SIMULTANEA TRA I DUE LUOGHI: vuole servire ai medesimi scopi —> ORIENTAMENTO DEVOZIONALE Due esempi: —> 2 sculture in forma di stele (poggiate al muro), diversissime stilisticamente, ma rappresentanti iconograficamente lo stesso personaggio: capo e volto con le medesime caratteristiche, lobi allungati, assenza di ornamenti, veste monastica, ma trattamenti diversi, posizioni delle mani diverse, in posizione Yoghichan, composta, formale e meditativa:
  1. GANDHARA —> in scisto grigio, panneggio molto ricco
  2. MATURA —> in arenaria rossa, screziata di giallo, veste molto leggera e trasparente

ICONOGRAFIA DEL BUDDHA: egli nasce con dei lakshana, 32 segni identificativi

  • AUREOLA —> lo identifica come uomo superiore ed illuminato
  • USHNISHA —> “turbante”, indica una protuberanza cranica, con cui il Buddha nasce (nel Gandhara, diventa una sorta di chignon, coperta dai capelli)
  • URNA —> segno in mezzo alla fronte, tra le sopracciglia —> “ciuffo di peli”
  • LOBI ALLUNGATI —> con buchi molto prominenti, legati ad una leggenda buddhista: il Buddha è un principe, e in quanto tale, indossa una lunga messe di gioielli, quando parte dalla casa paterna, si libera dei gioielli, ma gli rimarranno i lobi molto lunghi
  • MUDRA —> posizione delle mani: “sigillo”, modo per sigillare ciò che si vuole essere, posizioni parlanti delle mani:
    • Mano dx, alzata, con palmo verso lo spettatore —> abhaya mudra “non paura”: non temete, io vi dono la sicurezza
    • Mano dx chiusa contro il torace e mano sx chiusa sotto —> vagira mudra, mudra del diamante “perfezione della conoscenza”, lucentezza e luminosità
  • OMBELICO—> chakra

USHNISHA e URNA sono due lakshana collocati in prossimità dei 2 chakra superiori, punti di energia, centri di potere da risvegliare per ottenere l’illuminazione (perforato l’ultimo chakra, quello sulla testa, si ottiene l’illuminazione) GRANDE GANDHARA —> area di religione buddhista, ma con grande commistione artistica con zone che vengono dall’Occidente. Area multietnica: per molti anni, vi sono stati passaggi ed insediamenti di diversi popoli (dai greci, fino ai Kushana). Il gandhara è ricchissimo di siti, mostranti numerosi insediamenti monastici: residenze per monaci e stupa.

  • Chattra moltiplicati, fino a formare un pinnacolo
  • Gran parte delle superfici, coperte da rilievi su lastre di pietra —> giunti a noi frammentarie, ma numerosissime ARTE DEL GANDHARA:
  • Si tratta di un’arte abbondantissima, producente pezzi unici e numerosissimi
  • Perdono importanza i Jattaka, poco utilizzati e limitati a zone di poca importanza
  • Nasce un avere propria produzione in serie, migliaia di pezzi distribuiti i musei di tutto il mondo in collezioni private —> Arte particolarmente apprezzata per la sua somiglianza con l’arte del Mediterraneo
  • Di molti pezzi non conosciamo la provenienza e la datazione precisa —> non sono legati a scopi scientifici.
  • Produzione artistica tende ad essere molto ripetitiva

BUDDHA, conservato al museo di Tokyo

II-III d.C.

  • Provenienza sconosciuta
  • Introspezione —> elemento tipico ellenistico
  • Pettinatura —> ushnisha risolta in modo naturalistico: capelli a chignon
  • Volumi naturalistici (a differenza di Matura)
  • Fattezze naturalistiche del volto
  • Veste con panneggio pesante, simile ad una toga romana (nell’arte indiana la veste è solitamente leggera, quasi trasparente)
  • Mano in abhaya mudra (palmo verso lo spettatore, dita verso l’alto)

BODHISATTVA MAITREYA —> Buddha del futuro

  • Personaggi intermedi, tra i Buddha e gli uomini comuni. Fanno da tramite: fanno voto per un tempo indefinito, a rinunciare a scomparire nel nirvana, per aiutare i fedeli
  • Riconosciuto i cono graficamente dalla pettinatura con un nodo sulla testa
  • Nella mano destra, spezzata, regge un’ampolla
  • Raffigurato come principe (secondo l’abbigliamento dei principi del tempo): —> abbigliamento terreno e principesco, principi dello spirito
  • Capelli lunghi
  • Gioielli
  • Ricche vesti
  • Sandali **RILIEVI CON EPISODI DELLA VITA DEL BUDDHA SHAKYAMUNI:
  • RILIEVO CON NASCITA DEL BUDDHA**

-Washington-

  • Maya se ne va dalla capitale, per partorire alla casa materna, ma si ferma a partorire in un parco fiorito
  • Maya ha le tipiche fattezze, vesti e acconciatura romane (come le donne che la circondano)
  • Piccolo siddharta esce dal fianco destro, come da tradizione
  • Arte da subito iconica —> Buddha in forma umana, con auregia
  • Indra accoglie con un panno il neonato - RILIEVO CON GRANDE PARTENZA DEL BUDDHA

-Mao, Torino-

  • Su 2 registri
  • Registro superiore: siddharta in posizione volitiva su un letto, con la sposa che gli ha dato il figlio maschio (ha già deciso di partire, sulla sinistra vi è il cavallo pronto e lo scudiero ad attenderlo)
  • Registro inferiore: partenza dalla reggia paterna. Zoccoli del cavallo sorretti da esseri celesti. Vi è inoltro un cavaliere con vesti non indiane
  • Sfalsamento prospettico - STELE CON BUDDHA IN DIGIUNO ASCETICO -Pakistan-
  • Dopo essere fuggito della casa del padre, incontra degli asceti e si sottopone a digiuno e mortificazione della carne —> poi rifiuterà la pratica, votando per la meditazione
  • Futuro Buddha emaciato all’estremo
  • Tipica acconciatura gandharica
  • Corpo stremato, privo di un’anatomia naturalistica —> la rielabora, per rendere al meglio l’idea di un corpo scheletrito
  • Mani in Diana mudra, mudra della meditazione - LASTRA CON BUDDHA NEL MOMENTO

DELL’ILLUMINAZIONE -Washington-

  • Buddha sotto l’albero di pipar, seduto sul trono
  • Mani in bhumisparsa mudra, “che tocca la terra” —> Mentre medita per 49 giorni, sotto l’albero, il Buddha viene attaccato dal demole Mara, che vuoi distrarlo (figlie e truppe demoniache). Con questa mudra, chiama a testimonianza la terra, del fatto che mai lui si è lasciato distrarre durante la meditazione
  • Serie di soldati sotto al trono, in abbigliamento partico, shittico (centro asiatico) —> popoli iranici - LASTA CON PREDICAZIONE DEL BUDDHA A SARNATH

-Washington-

  • Nel parco delle gazzelle o dei cervi
  • Buddha in trono
  • Sulla base del trono, vi è la ruota del darma e due cervi
  • Mano in abhaya mudra “non temere”
  • Buddha circondato da ascoltatori: monaci con tunsura e in alto a destra una donna dalle fattezze mediterranee
  • Vi è anche un bodysatva “colui che ha in mano il viaggerà” —> oggetto simil fulmine, “diamante” —> arma —> figura tutelare con fattezze mediterranee