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I Principi del Restauro: Storia, Metodi e Interdisciplinarità - Prof. Tomasella, Appunti di Restauro

Storia dell'approccio alla tecnica del restauro dal medioevo fino all'età contemporanea

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 08/01/2023

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marta-omodei 🇮🇹

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Questione della duplice istanza, un punto molto importante perchè si deve continuamente avere a che fare
con la necessità di considerare sia l'istanza estetica che quella storica.
Cesare Brandi, su questa base, definisce il restauro come momento metodologico del riconoscimento
dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice natura estetica.
importantissima però è anche la materia in cui l'espressione artistica è calata. il supporto e l'immagine
coesistono. l'incontro dei due aspetti rappresenta la dialettica del restauro come preciso momento
metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte in quanto tale.
si può quindi affermare il secondo principio del restauro: esso mira a trasmettere l'unicità potenziale
dell'opera d'arte, purchè ciò sia possibile senza commettere falsificazioni artistiche o storiche e senza
cancellare ogni traccia del passaggio dell'opera d'arte del tempo.
intervento imitativo atto a ristabilire l'uniformità dell'opera. che però compromette "l'originalità
dell'opera". Uno de criteri più noti e tradizionali è quello del tratteggio, agisco sulla lacuna con un
intervento che rispetta la cromia ma consente a chi guarda di vedere l'intervento del restauratore.
Tecnica molto frequente.
Per lungo tempo il restauro è stato inteso come imitazione a ciò che era stato intervento dell'artista ma ciò
ci porta molto vicino alla falsificazione e che naturalmente ha avuto delle motivazioni molto chiare
nell'ambito del mercato artistico.
I PRINCIPI GENERALI DEL RESTAURO
rilevabilità
reversibilità
documentazione
compatibilità
il minimo intervento
interdisciplinarità
questi principi sono condivisi a livello europeo con alcune variazioni.
Istituto centrale per il restauro: fondato nel 1939 su suggerimento di Giulio Carlo Argan e diretto fin
dall'inizio da Cesare Brandi fino al 1961. La sua unicità sta nella presenza di diverse attività all'interno dello
stesso ente: attività di ricerca, sperimentazione e formazione continua. Al suo interno convivono storici,
architetti, fisici, chimici ecc... la consapevolezza dell'interdisciplinarietà come cardine di una corretta attività
di restauro è stato cardine del suo lavoro.
L'istituto ha inoltre creato un sistema informativo territoriale della carta del rischio del patrimonio
monumentale, un insieme di banche dati che documenta la vulnerabilità del patrimonio monumentale e
archeologico.
l'altro grande oranismo è l'opificio delle pietre dure OPD ed è dotato di un'autonomia speciale del
Ministero della Cultura
Oggi è diretto da Ciatti ed un punto di svolta importante anche se tragico fu l'alluvione del 66' dove
vengono fusi in un'unica entità l'antico opificio mediceo e il laboratorio della sopraintendenza.
Viollet-le-duc nel suo dizionario ragionato da una definizione della parola restauro.
IL CONTESTO STORICO
la storia della conservazione delle opere è fondamentale per
conoscere le opere d'arte: fare riferimento alle fonti che ne parlano
i primi esempi di restauro che rispettano il valore dell'opera come documento risalgono al 1700, ma prima?
nel mondo antico: restauratio est renovata creatio, il restauro è una nuova creazione. Rifacimento,
ricostruzione e ricreazione. Ci si rese conto però che se alcuni edifici potevano essere sostiuiti da altrti una
volta fatiscenti, altri venivano preservati perchè caricati di simbologia storico artistica. Era diffusa la pratica
di procurarsi il matriale necessario per i nuovi edifici rimovendo colonne e blocchi di pietra da edifici in
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Questione della duplice istanza, un punto molto importante perchè si deve continuamente avere a che fare con la necessità di considerare sia l'istanza estetica che quella storica. Cesare Brandi, su questa base, definisce il restauro come momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice natura estetica. importantissima però è anche la materia in cui l'espressione artistica è calata. il supporto e l'immagine coesistono. l'incontro dei due aspetti rappresenta la dialettica del restauro come preciso momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte in quanto tale. si può quindi affermare il secondo principio del restauro: esso mira a trasmettere l'unicità potenziale dell'opera d'arte, purchè ciò sia possibile senza commettere falsificazioni artistiche o storiche e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell'opera d'arte del tempo.  (^) intervento imitativo atto a ristabilire l'uniformità dell'opera. che però compromette "l'originalità dell'opera". Uno de criteri più noti e tradizionali è quello del tratteggio, agisco sulla lacuna con un intervento che rispetta la cromia ma consente a chi guarda di vedere l'intervento del restauratore. Tecnica molto frequente. Per lungo tempo il restauro è stato inteso come imitazione a ciò che era stato intervento dell'artista ma ciò ci porta molto vicino alla falsificazione e che naturalmente ha avuto delle motivazioni molto chiare nell'ambito del mercato artistico. I PRINCIPI GENERALI DEL RESTAURO  (^) rilevabilità  (^) reversibilità  (^) documentazione  (^) compatibilità  (^) il minimo intervento  (^) interdisciplinarità questi principi sono condivisi a livello europeo con alcune variazioni. Istituto centrale per il restauro: fondato nel 1939 su suggerimento di Giulio Carlo Argan e diretto fin dall'inizio da Cesare Brandi fino al 1961. La sua unicità sta nella presenza di diverse attività all'interno dello stesso ente: attività di ricerca, sperimentazione e formazione continua. Al suo interno convivono storici, architetti, fisici, chimici ecc... la consapevolezza dell'interdisciplinarietà come cardine di una corretta attività di restauro è stato cardine del suo lavoro. L'istituto ha inoltre creato un sistema informativo territoriale della carta del rischio del patrimonio monumentale, un insieme di banche dati che documenta la vulnerabilità del patrimonio monumentale e archeologico. l'altro grande oranismo è l'opificio delle pietre dure OPD ed è dotato di un'autonomia speciale del Ministero della Cultura Oggi è diretto da Ciatti ed un punto di svolta importante anche se tragico fu l'alluvione del 66' dove vengono fusi in un'unica entità l'antico opificio mediceo e il laboratorio della sopraintendenza. Viollet-le-duc nel suo dizionario ragionato da una definizione della parola restauro. IL CONTESTO STORICO la storia della conservazione delle opere è fondamentale per  (^) conoscere le opere d'arte: fare riferimento alle fonti che ne parlano i primi esempi di restauro che rispettano il valore dell'opera come documento risalgono al 1700, ma prima? nel mondo antico: restauratio est renovata creatio, il restauro è una nuova creazione. Rifacimento, ricostruzione e ricreazione. Ci si rese conto però che se alcuni edifici potevano essere sostiuiti da altrti una volta fatiscenti, altri venivano preservati perchè caricati di simbologia storico artistica. Era diffusa la pratica di procurarsi il matriale necessario per i nuovi edifici rimovendo colonne e blocchi di pietra da edifici in

disuso, che venivano trasformati in veri e propri depositi di pietra. sopratutto nel III e IV secolo, quando l'organizzazione politica rimana attraversò un periodo di profonda crisi economica. cosa fanno gli imperatori quando si rendono conto che c'è una situazione di abbandono grave? Emanano degli editti per garantirne la conservazione, concedono esenzioni fiscali alle città che si impegnino a consevare gli edifici e impongono il divieto di costruire nuovi edifici. Per esempio le prime attestazioni di restauro noi le abbiamo nel II sec. a.C restaurò lo zeus di Olimpia di Fidia riapplicando lo svalzo in ebano al supporto ligneo da cui si era staccato e rifece le lastre oin oro dell'Atena sempre di Fidia dopo che erano state rubate.