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Seconda lezione sulle tecniche di restauro dal medioevo ad oggi
Tipologia: Appunti
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LA BATTALIA DI ISSO: 100 a.c. Museo archeologico nazionale di Napoli. Risultato di uno spoglio proveniente dall'Oriente Forse sezionato e staccato e con tracce di restauro da parte di un mosaicista romano, non era destinato alla Villa di Pompei dove venne trovato. In seguito un mosaicista borbonico lo staccò e lo portò al museo all'inizio del 1800. ARCO DI COSTANTINO: IV sec. a.C. Roma. caso di modifica delle opere d'arte successive alla loro creazione, parliamo quindi di riuso. il fregio orientale, che rappresenta l'ingresso di costantino a Roma con l'esercito, nel IV troviamo il cambio di concezione di opera d'arte e di gusto stilistico. Troviamo riutilizzazioni di parti di età Flavia, dove la testa di Adriano viene sostituita con quello di Costantino. Una stridente contraddizione dal punto di vista stilistico tra le diverse parti del monumentpo. Il riuso risemantizza l'opera, si riconosce un pregio ad determinati episodi stilistici e li si salva per il rimpiego. il Riuso viene sempre accompagnato da un cambiamento del significato dell'opera. Il primo caso nel Medioevo interessante: partire dal sesto secolo sono attestati interventi diretti su opere d'arte di epoca precedente finalizzati ad un nuovo uso per un nuovo gusto o nuove esigenze. Ad esempio a Ravenna, al Sant'Apollinaire sullo sfondo vuoto oltre le tente troviamo delle figure che vengono coperte da delle tessere atte a fare da sfondo, rmangono solo le mani sosoese nel vuoto. Modifica dovuta a motivazioni di ordine politico. Cambia lo scenario politico di riferimneto e l'iconografia deve cambiare. Epoca di Teodorico. Altro esempio è il crocifisso di guglielmo di Sarzana del 1138. Ha un'iscrzione che riporta la data di esecuzione e il nome del pittore, appartenente alla scuola lucchese, pochi esempi di pittura su tavola del dodicesimo secolo. Nel secolo successivo isolo la figura del cristo venne ridipinta, per quale motivo? Realizzato su un supporto in legno di castagno, tipicp della zona prima dell'impiego del pioppo. La parte pittorica presenta caratteristiche simili alle pitture coeve di miniatura come alcuni trattati d'arte altomedievali. Poco dopo esere stata dipinta, viene appunto ridipinta, la pittura originale verrà poi identificata, non è chiaro ancora oggi a cosa sia stata dovuta la ridipintura, forse per motivi di carattere conservativo o per aggiornamento stilistico. La croce di Lotario:esempio di riuso e risemantizzazione. Tesoro di aquisgrana, siamo nell-anno mille, esempio di oreficeria. Se ci avviciniamo troviamo al centro del crocifisso il cameo di augusto, di primo secolo, che non corrisponde minimamente al contesto in cui [ inserito. Motivo di continuità tra gli imperi dell'alto medioevo e l'impero romano. Alcune linee che giusitficano le trasformazioni delle opere d'arte nel medioevo troviamo tre casi principali (^) riparazione di danni: ammettiamo che effettivamente il volto del cristo fosse stato danneggiato (^) aggiornamento stilistico (^) cambiamento dell'iconografia: sant'apollinaire. Icona di santa maria nova, proveniente dalla chiesa di San Francesco romano a Roma, sottoposta a numerosi rifacimenti e restauri fin dal medioevo. Un restauro recente e discutibile che ha rimosso tutti i rifacimenti per mostrare alla luce lo strato più antico proveniente dal V-VI secolo. Sappiamo che questa opea viene rinfrescata più volte, troviamo quindi una stratificazione molto importante. Si decide quindi di riportare alla luce il mito dell'archetipo, il risultato è una larva. Ciatti critica molto questa operazione in quanto viene cancellata la storia della devoziione del dipinto. Il risultato quindi è discutibile in quanto l'unità potenziale dell'opera, non necessariamente l'archetipo, non viene rispettata. Il tipo di intervento è di carattere conservativo. Crocifisso, museo Bandini, Fiesole, XIII secolo. dipinto copertda una ridipintura del 700', il restauro porta alla luce il dipinto del 200 ma anche ciò che essa nascondeva sotto. Era infatti una ridipintura di un danno. Ora troviamo entrambe le versioni dopo il restauro del 200. Maestà di Guido da Siena, Siena, San domenico. in questo caso, il volto della madonna viene ridipinto da un artista allievo di Duccio de Boninsegna. L'intervento è fatto da una necessità di svolta stilistica. Guido era ancora legato alla tradizione bizantina.
Guido da Siena. Madonna con bambino e santi, 1270. Duccio, Maestà, 1308, Museo dell'opera metropolitana del Duomo. Esempio della pittura di Duccio. Simone Martini, maestà, affresco 1312-1315. Palazzo Pubblico a Siena. Martini interviene a più riprese sull'opera magistrale, nel 15 e nel 21. Compendio di due motivazioni che nel corso del med. guidano gli interventi delle opere. modifica una sua stessa opera per motivi stilistici e iconografici. La madonna è il risultato di un cambiamento stilistico di ordine più gotico mentre i cambiamenti iconografici sono di carattere politico: si passa da popolare ad aristocratico e infatti vengono rimossi dei cartigli con santi. vedendo la maestà di Lippo di San Gimignano troviamo un confronto con ciò che sarebbe dovuta essere l'opera prima del rimaneggiamento in quanto Lippo la copia quansi fedelmente. Ambrogio Lorenzetti all'oratorio di montesiepi, restauratu nel 1300 da nicolò di segna che modifica l'iconografia con motivi più devozionali tipici dello stile post peste. L'intervento di un'opera danneggiata implica un aggiornamento sul piano iconografico. Nel corso del '400, parlando di croci dipinte, il vecchio tipo di croce viene sostituito da croci sagomate e non più con pannelli regolari. Le croci più antiche vengono quindi riadattate alla nuova tendenza. Sempre in questo caso ricade la quadratura dei polittici. come il caso del polittico di Giotto restaurato nel 1958 che tolse le aggiunte tadogotiche della cornice, aggiunte nel 400'. Questo attegiamento deriva dalla tendenza di togliere le cornici non originali dai dipinti tipico degli anni '60 in italia. Volontà di fruire dei dipinti nel migliore dei modi dal punto di vista formale. Giotto, polittico Baroncelli, 1334, Santa croce a firenze: viene riquadrato alla fine del 400' forse da domenico ghirlandaio, viene lasciato così. Da un unto di vista del gusto giotto nel rinascimento non piace ma gli si riconosce una grande importanza, viene rispettato come colui che fa rinascere la pittura italiana ma non perchè esteticamente venga apprezzato durante il rinascimento. Per questo viene anche mutilato di alcune parti e incorportato da una cornice nobilitante per l'epoca. Mantenerlo così ignifica far convivere le due istanze dell'opera: storica ed estetica. Pala di perugia del Beato angelico del 1438 in confronto con il polittico di San domenico a fiesole del 1424 rimaneggiato da Lorenzo di Credi nel 1501 che elimina il gfondo oro per una prospettiva aerea e toglie le cornici che delimitavano i personaggi creando una composizione unitaria.