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la storia greca dalle origini.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Per essere utilizzata un’informazione, deve essere valida anche la critica delle fonti. PREMESSA= distinzione importante tra fonti primarie e fonti secondarie: le prime sono materiali come iscrizioni, monete, testi letterari, reperti archeologici prodotti nella stessa epoca dell’evento narrato o di un’età poco distante; le seconde, invece, prevedono la stessa costruzione, con le stesse fonti, però con una datazione molto più lontana rispetto all’epoca narrata. Il compito della ricerca storica è quello di valutare, come la fonte che abbiamo a disposizione, la fonte anche primaria, abbia avuto conoscenza del dato che ci sta riferendo e anche come lo riferisce questo dato; molte notizie, anche quelle importanti, ci giungono da fonti secondarie, derivate da altre anteriori, che spesso sono andate perdute, per cui non possiamo di nuovo confrontarle. Per esempio, la figura di Lisandro è tratteggiata da Plutarco, che viene diverso tempo dopo. La Grecia è una penisola che si protende a sud sul Mar Mediterraneo, è bagnata ad ovest dal Mar Ionio e ad est dal Mar Egeo. I greci non definivano la loto terra Grecia, bensì ELLADE (ELLAS era la GRECIA, in lingua greca). Invece, sono i Romani che la chiamavano Grecia e il popolo greci. Vediamo ora la morfologia di questa regione: ha una costa molto frastagliata, ci sono golfi, porti che insieme alle tante isole e arcipelaghi che la circondano, fanno già presagire la tipicità della civiltà che si svilupperà in questa regione. Anche la superficie interna è particolare e molto varia: ci sono catene montuose che attraversano la regione, si staccano e si riannodano e in qualche modo dividono la regione in una miriade di piccoli territori. La Grecia è estesa per poco più di 60.000 km e la maggior parte è montuosa. Anche se il clima era ed è mite, è poco fertile e questo costringeva gli abitanti a delle dure fatiche per procacciarsi i mezzi di sostentamento. Il fatto che la conformazione geografica abbia influenzato il paese, ci porta a parlare di FRAZIONAMENTO GEOGRAFICO, il quale ha portato ad un FRAZIONAMENTO POLITICO; questo, quindi, ha dato origine, fin dall’età più antica, a piccoli stati separati gli uni dagli altri, caratterizzati da forme di vita sociale, politica, economica totalmente autonomi, indipendenti tra loro. Con questo, comunque, le poleis rimangono sempre divise tra di loro, difficilmente si uniscono anche per combattere un nemico comune. E i greci? Non riescono a fare fronte comune per salvare la Grecia, pur sentendosi greci, ellenici, non riescono ad unirsi contro un pericolo che incombe su tutti, ad eccezione dell’evento delle guerre Persiane. Solo con Filippo si uniranno in un unico regno contro il fronte comune persiano. La Grecia si divide in Settentrionale, Centrale e Meridionale. Grecia settentrionale -> le regioni principali la Tessaglia ad Oriente (est) ed Epiro ad Occidente (ovest), separate dalla catena montuosa del Pindo. Queste terre sono più aride rispetto alla zona centrale. Epiro è aspra e montuosa, è rimasta sempre molto barbara e fino a tempi molto tardi, ha avuto poca importanza nella storia greca. La città importante dell’Epiro era Dodòna, dove fu costruito il tempio di Giove (Zeus) famoso per i suoi oracoli, il più grande di tutti (santuario dove si consultava l’oracolo, anche riguardo la colonizzazione). La Tessaglia era una fertile pianura che produceva abbondante grano e famosa per gli allevamenti di cavalli. Qui troviamo l’Olimpo, antica sede gli dei e nel settentrione, a nord, ci sono i monti Cambuni: questi segnano il confine tra la Tessaglia e la Macedonia. Il Golfo di Terme (di Salonicco oggi) divide la Tessaglia dalla Penisola Calcidica (importante per una serie di eventi bellici, come le guerre persiane e la guerra del Peloponneso), che presenta tre prolungamenti sul mare Egeo: Acte, Sithonia e Pallene. L'unica via per entrare nella Tessaglia, dal nord, è la valle di Tempe, delimitata a nord dal Monte Olimpo, a sud dal Monte Ossa ed è attraversata dal fiume Peneo -> acqua potabile. Città importanti della Tessaglia: Larissa, Fere, Farsàlo. La Tessaglia è separata dalla Grecia centrale dal gruppo dei monti dell’Otrìde e dell’Eta (catene montuose), tra questi due gruppi si trova il passaggio delle Termopili (sede della celebre battaglia
del 480 a.C., combattuta da un’allenza di poleis greche a capo del re di Sparta Leonida I contro l’impero persiano governato da Serse I). Grecia Centrale -> le regioni che costituiscono il mondo greco, da ovest ad est troviamo: la Acarnania, l’Etolia, la Locride Ozolia ad ovest, la Doride, la Focide, la Locride Opunzia a est, la Beozia e l’Attica. L’Archeloo è il fiume che segna il confine tra l’Arcanania e l’Etolia che sono le regioni rimaste più barbare per i Greci. Della Locride Ozolia è importante la città di Naupatto, mentre della Focide la città di Delfi, santuario di Apollo pitico, poi il Monte Parnasso, sede delle Muse; nella Beozia abbiamo il fiume Asopo, con il monte Elicona, luogo della sorgente sacra e cara alle Muse (dove Esiodo incontra le Muse, quando era giovane ed intento a pascolare le greggi; furono proprio le Muse a ispirargli la Teogonia e iniziò a cantare le origini degli dei. Poi, la tradizione vuole che sull’Elicona si trovasse proprio la fonte in cui si specchiò Narciso, rimanendo colpito dalla propria bellezza). La città più importante della Beozia è Tebe, vicino abbiamo Orcòmeno (è una delle più ricche città della Grecia eroica, situata sul lago Copaide e fu fondata dal figlio del re Minia, Orcòmeno--> ricordiamo anche la battaglia di Orcòmeno dell’86 a.C.), Leùttra, con la famosa battaglia del 371 a.C., Platèa, ricordiamo le guerre persiane, con la vittoria di Pausania. Scendiamo e andiamo verso l'Attica, dove sorgerà Atene, è separata dalla Beozia dai gruppi del Citeròne e del Parnète. Famosi in Attica sono il monte Pentèlico, Imètto e il Làurio, a sud, tra Torico e Capo Sunio, insomma presso l’estremità meridionale della regione. Tutti e tre sono fondamentali per ragioni diverse e perché le ricchezze di Atene dipendono da queste zone rispettivamente il Pentèlico per le cave di marmo bianco, Imètto per la produzione del miele, Làurio per le miniere di argento. Quest’ultimo è importante perché per le miniere d’argento che si trovano, Atene riuscirà a costruire la sua prima flotta, fatta realizzare da Temistocle; comunque, ebbero importanza perché assicurarono ad Atene la prosperità. Fiumi Cefiso e Illisso vicini ad Atene, e porto del Pireo. Grecia Meridionale -> si identifica con il Peloponneso (isola di Pèlope, antico re del Peloponneso). Veniva definita isola, ma in realtà fino alla fine del 19esimo secolo, non era un’isola, ma una penisola attaccata alla Grecia grazie all’Istmo di Corinto. Alla fine del 19esimo secolo c’è stato lo scavo di un canale che ha legato attraverso l’Istmo il mare Egeo e il mar Ionio, allora il Peloponneso è diventato effettivamente un’isola. C’è da dire che l'Istmo non rappresentava un problema per la navigazione dei Greci, perché essi avevano trovato il modo di trasportare, attraverso l’Istmo, le navi da un mare all’altro via terra, così evitavano di circumnavigare il Peloponneso, le cui punte estreme Capo Malèa e Capo Tènaro erano molto temute dai naviganti. Sull'Istmo la città più importante è Mègara, città molto ambita per fini commerciali. Il Peloponneso era diviso in sette regioni: l’Acaia a nord, la polis più importante è Sicione, un po’ più a sud L’Elide (sebbene piccola questa regione, possedeva Olimpia, maggior centro religioso della Grecia; è qui che hanno inizio i giochi olimpici nel 776 a.C., ogni anno, quelle gare che coinvolgono tutto il mondo greco e che portano a delle tregue di guerre importanti pur di far partecipare tutti alle gare), poi l’Arcadia (troviamo città importanti come Mantinea e Tegea, in seguito Megalopoli), poi l’Argolide (con Corinto, Argo, Micene, Tirinto, Epidauro presso cui si trova un celebre santuario dedicato al dio delle medicina, Asclepio), a sud-ovest la Messenia con la città di Messene (la Messenia è importante perché con la conquista spartana di questa regione, Sparta cambierà la sua costituzione pur di imporre il proprio stile di vita ai suoi cittadini. Sparta era sempre attenta a sorvegliare la Messenia che forniva gli ILOTI, degli schiavi fondamentali per Sparta, perché essa si dedicava solo all’arte militare e non poteva sopravvivere senza gli iloti che procuravano da mangiare, coltivando i campi), a sud-est la Laconia la regione più pianeggiante del Peloponneso, separata dalla Messenia dalla catena del Taigèto; è bagnata dal fiume Eurota, che attraversa la Laconia ed è il fiume dove sorgerà la città egemone di Sparta. Una serie fitta di isole, che circondano la Grecia:
Eoli, spingono gli Ioni verso l’Attica (chiamata infatti regione ionica); gli Eoli si stanziano in Tessaglia e Beozia, e gli Achei scendono giù nel Peloponneso. Questi tre gruppi etnici, Ioni, Eoli e Achei sono affini per lingua, cultura, ma non si sviluppano nello stesso modo. Gli Achei spiccano, emergono tra gli altri e vengono definiti anche Micenei, dalla città di Micene, in Argolide (nel Peloponneso) e sono proprio loro che danno vita alla civiltà micenea verso la metà del secondo millennio, nel 15esimo-14esimo secolo a.C.. Stabiliscono anche contatti con i cretesi, questo perché siamo sicuramente nell’età del bronzo e lo dimostra la lavorazione dei metalli, che sono in bronzo. L’età del bronzo in Grecia prende il nome di ELLADICO, perché Ellas è il nome della Grecia, e si divide in: Antico, Medio, Tardo Elladico (questi a loro volta si suddividono in altri tre periodi che si riferiscono al luogo di origine e sono: ELLADICO, CICLADICO e MINOICO). Difficile dire quale sia stato il contributo che tale civiltà ha fornito alla Grecia, dato che il popolo pre-greco non era molto vasto. Secondo questa ipotesi, anche la caduta improvvisa della civiltà dei Micenei sarebbe dovuta all’immigrazione dei Dori (1100 a.C.), che nel XII-VIII secolo giungono in Grecia. L’arrivo dei Dori pone fine alla civiltà micenea e da questo momento si comincerà a parlare di dark-ages, secoli oscuri o secoli bui. Sono quattro , perché dal XII al IX sec (che seguono la sparizione della civiltà micenea) sono secoli considerati non ben conosciuti, oscuri: sparisce la scrittura, declinano i centri più sviluppati e potenti, si combattono diverse guerre, si registrano continui spostamenti della popolazione greca. I Dori, introducono il ferro, arrivano in Tessaglia, e raggiungono la Grecia centrale, in particolare la Doride, dove si stanzia un primo gruppo. Da qui il gruppo più consistente procede per la Beozia e, superato il canale di Corinto, scende nel Peloponneso, dove occupa l’Arcadia, la Messenia e la Laconia; un altro gruppo si sposta verso l’Argolide, dove si stabilisce e fonda le città di Argo e Micene. Rimangono indenni dalle invasioni doriche l’Attica e l’Eubea, dove troviamo sempre gli Ioni. L’età del bronzo, inizia intorno al 3000 a.C. e può essere suddivisa in: -ANTICO ELLADICO: diviso in altre fasi e comprende un periodo che va dal 3000 a.C. al 2000 a.C. circa (3100 al 2000 a.C); -MEDIO ELLADICO: anch’esso diviso in altre fasi e va dal 2000 a.C. al 1650 (1680) a.C.; -TARDO ELLADICO: periodo che va dal 1650 a.C. al 1000 (1070) a.C. circa e viene spesso definito anche MICENEO, proprio perché in questo periodo si sviluppa questa civiltà, che val dal 1650 al 1100 a.C. circa. La fase successiva è quella del SUBMICENEO, dal 1070 al 1000 a.C. ed è corrispondente all’età del ferro. A Creta, invece, dove si sviluppa la civiltà minoica (che stabilisce contatti con quella micenea), l’antica età del bronzo viene suddivisa in: -ANTICO MINOICO: periodo che va dal 3100 a.C. al 2000 a.C. e non prevede la costruzione di grandi palazzi; -MEDIO MINOICO: tra il 2000 e il 1600 (1650) a.C., qui la civiltà si arricchisce, perché influenzata dalle zone circostanti. E’ qui che iniziano le costruzioni dei primi palazzi; -TARDO MINOICO: ultimo periodo che va dal 1600 (1650) al 1000 (1100) a.C., questo periodo è di VITALE importanza, perché ci sono dei cambiamenti: con gli influssi la colonizzazione dei greci e l’intervento dei micenei sul mondo cretese. Questa età coincide con il SUBMINOICO che va dal 1100-1000 al 975 a.C. Già nel medio minoico abbiamo le grandi città di Festo, Cnosso; nel tardo assistiamo al dominio acheo su Creta (i Micenei dominano sui Cretesi). Tuttavia, diversi storici si sono espressi in termini diversi a questo proposito. Alcuni sostengono che queste popolazioni provenissero dall’Europa centro-orientale, altri da territori all’interno della Grecia stessa (seconda ipotesi). La varietà delle ipotesi è dovuta all’assenza di fonti certe. Nelle fonti letterarie si legge che i Greci erano coloro che avevano il diritto di partecipare ai giochi olimpici, i quali prevedevano anche le interruzioni delle guerre, affinché tutti vi partecipassero. Tenendo presente Erodoto, egli scrive che i Greci erano coloro che condividevano lo stesso sangue e la stessa lingua nonostante i diversi dialetti, gli stessi
santuari, la stessa religione, i sacrifici e gli usi. I Greci sentivano di far parte di un’unica comunità, nonostante fossero lontani tra loro. L’Hellenikòn, la grecità, era dunque sentita in modo molto forte. I Greci sono coloro che, nel corso dei secoli, partendo da una lingua comune, erano riusciti a condividere tanto altro, usi costumi abitudini e credenze religiose. Di fatto i greci sono coloro che hanno una base linguistica comune e hanno condiviso tutto ciò che li riguarda. Tramite ritrovamenti si possono fissare i limiti che riguardano l’origine, quindi l’inizio e la fine della storia greca. Il limite alto è dato dal VIII secolo, considerando le fonti letterarie, con Omero il quale era di primaria importanza per l’età classica. Grazie all’archeologia, la quale ritrovava vari manufatti micenei, contenenti la LINEARE A e B, si è in grado di stabilire che il greco veniva parlato già da tempo e che quindi si può ampliare ciò che viene definita storia greca. In realtà si può parlare di greco anche per la civiltà precedente, ovvero quella MINOICA. La lineare B è una scrittura trovata incisa su delle tavolette di argilla rinvenute presso l’isola di Creta, dove sappiamo essersi sviluppata la civiltà minoica. L’archeologo Evans nella prima metà del 900 realizzò degli scavi archeologici proprio presso l’isola di Creta (1900) e rinvenne tavolette d’argilla con delle incisioni in una scrittura, che definì lineare B per distinguerla dalla lineare A, sempre ritrovata a Creta, ma tutt’ora indecifrata e da un’altra scrittura cretese geroglifica, anch’essa indecifrata. La lineare B viene decifrata nel 1952 dall’architetto inglese Michael Ventris e dal glottologo John Chadwick. La lineare B risulta essere una scrittura di tipo idrografico, quindi è formata da segni che si ritrovano incisi soprattutto sui sigilli reali e riproducono oggetti tipici di quella civiltà. Ognuno di questi segni aveva però un suo significato. La lineare A non decifrata è stata trovata a Creta ed è risalente al MINOICO MEDIO. E’ un sistema di segni stilizzati, 180. La lineare B è invece risalente al TARDO MINOICO e si trova non solo a Creta, ma anche in Grecia, nelle città dove si è sviluppata la società micenea, come PILO, MICENE, TEBE, ELEUSI. E’ un dialetto greco precedente di tanti secoli, quel dialetto delle iscrizioni greche del VII secolo. Quindi, è un dialetto greco, ma sillabico. Se il limite alto era identificato con le opere di Omero, grazie ai ritrovamenti archeologici, possiamo anticipare quel limite con cui si stabiliva cronologicamente l’inizio della storia greca, permettendo di integrare in essa anche il popolo miceneo. Le influenze reciproche e anche la vicinanza geografica permisero di affermare che la precedente civiltà minoica sia sempre una civiltà greca. Il limite basso -> grazie alle nuove scoperte, la fine della storia greca: prima si credeva finita in concomitanza con la battaglia di Cheronea (338 a.C.) con la caduta delle poleis e fine della loro libertà e autonomia; quindi, la fine della storia greca, viene fatta corrispondere dagli storici come il periodo in cui le poleis greche perdono la loro libertà. Si basavano infatti su due principi: AUTONOMIA ed ELEUTHERIA (libertà). Quindi gli storici moderati hanno pensato che la fine dell’autonomia e della libertà fosse la fine della storia del mondo greco. Questa fine potrebbe essere collocata nel 338 a.C., che è anche l’anno in cui Filippo di Macedonia sconfigge Atene e Tebe e annette lo stato greco nel Regno Macedone. Tale sviluppo degli eventi è dovuto all’astuzia di Filippo di capire che la debolezza della Grecia stava proprio nella divisione forzata che esse imponevano. Di fatto, non essendo unite hanno permesso all’invasore, non solo di appropriarsi dei territori, ma di far cadere in ginocchio un’intera civiltà, alla mercé degli stranieri. Tuttavia, non tutti gli studiosi condividono questa teoria: De Sanctis, per esempio, studioso del secolo scorso, pensava che la fine della storia greca si potesse porre nel 399 a.C., quando Socrate viene processato e termina il periodo glorioso di Atene, dunque la fine di tutto il mondo greco. Però, il 399 a.C., è una data ancora troppo alta per essere quella della fine della storia greca. Infatti, Droysen, studioso dell’800, con i suoi scritti ha permesso di valorizzare sempre di più l’ellenismo, che De Sanctis non teneva in conto. L’ellenismo porta alla nascita di quegli stati successivi, anche alle conquiste di Alessandro Magno, di matrice greca o greco-macedone. Tenendo conto delle
greca, non possono però essere considerati delle fonti storiche a tutti gli effetti, fonti cioè che descrivono fedelmente delle vicende della società. Dunque, non possiamo utilizzare la tradizione orale per ricostruire il passato. Dobbiamo basarci sull’archeologia che ci ha permesso di rinvenire oggetti dell’età del bronzo, che rimasero in circolazione anche in periodi più tardi, rispetto all’età del bronzo (sigilli di pietra intagliati, la poderosa struttura muraria del mondo miceneo, le facciate dei palazzi micenei, i condotti idraulici). Molti reperti, sia sulle mura che sui palazzi, sono rimasti visibili anche dopo la scomparsa di questa civiltà, una scomparsa misteriosa, che secondo alcune teorie avvenne a causa della discesa dei Dori. I greci dell’età arcaica e dell’età classica, erano consapevoli dell’esistenza di un passato glorioso dei loro antenati greci, perché avevano degli oggetti che dimostravano l’esistenza di quel passato (ad esempio, costruzioni monumentali). Inoltre, erano importanti per i greci le storie eroiche, quelle tramandate però oralmente che risalgono al II millennio a.C. Secondo le teorie di coloro che insistono sullo sviluppo della storia e delle civiltà greca, senza considerare le differenze tra Ioni, Eoli, Achei e Dori, i greci subirono l’influenza dei popoli vicini, per esempio il vicino Oriente. Nel vicino Oriente, durante l’età del bronzo si erano sviluppate già delle civiltà urbane molto ricche, come quella in Egitto (la civiltà più antica), in Mesopotamia, in Siria, in Palestina, in Anatolia (in Asia Minore).Organizzazioni statali si erano formate in queste zone già a partire dal III millennio e avevano dato origine a contatti, influenze, relazioni, alleanze che includevano la zona del Mediterraneo, dove sorgeva la civiltà greca. (Nel II millennio la Grecia era invasa dalle steppe indoeuropee. Di fatto, i greci hanno definito se stessi prima ACHEI e poi ELLENI, non si può individuare il momento preciso in cui un gruppo esterno sia entrato in Grecia).Dal II millennio di questo sistema che vede il vicino Oriente svilupparsi, entrarono a far parte prima Creta, dove si svilupperà la civiltà minoica e poi Micene, dove si svilupperà la civiltà micenea. Quindi Creta e la Grecia nel II millennio rappresentano i limiti estremi occidentali di quel sistema economico e culturale che si è sviluppato nel corso del II millennio nel vicino Oriente. DA QUI FACCIAMO INIZIARE LA STORIA GRECA. Chi sono questi popoli che si trovano a vivere nel mondo greco? Come si sviluppano dopo la scomparsa della civiltà minoica e micenea? L’archeologia ci dice che non ci sono più le tracce dei grandi palazzi, tipici del mondo miceneo, ma troviamo costruzioni con pietre piccole e mattoni di fango; le mura vengono utilizzate, invece, per altre costruzioni dai popoli che si sviluppano a partire dal 1100. In questo periodo delle Dark Ages, la più importante innovazione è quella del ferro, ma è anche il periodo della SCRITTURA SILLABICA che scompare. Viene infatti sostituita con un altro tipo di scrittura: noi sappiamo che la scrittura sillabica era usata dai micenei, ma subito dopo, con la fine della civiltà micenea, viene usato un nuovo sistema, NON sillabico, ma FONETICO, ispirato alla cultura fenicia. Il dialetto greco, infatti è derivato dalla scrittura fenicia e presentava un segno grafico per ciascun segno consonantico. A questo sistema, i greci aggiunsero poi delle vocali fino ad arrivare a 24 lettere. Si trattava di una scrittura semplice, che era lo specchio della civiltà che si stava formando e per questo era molto importante: ci permette di conoscere la civiltà di quel popolo. Come già detto, si trattava di una scrittura semplice e l’enorme varietà di testi sopravvissuti che presentano questa scrittura, dimostra che questo alfabeto viene adottato da tutte le civiltà greche e non fu una prerogativa solo delle classi superiori. Il dialetto greco, quando i greci inizieranno ad estendere il loro territorio, si diffonderà in tutto il mondo conosciuto. Sebbene esistessero dialetti diversi, questi avevano un sostrato comune, quindi i greci che vivevano sul territorio della Tessaglia, per esempio, riuscivano a comprendere i greci che vivevano, invece, in Asia Minore. Tutti gli altri erano barbari, che non parlavano il greco, ma era un BALBETTIO, cioè i greci indicavano con barbari gli stranieri, letteralmente balbuzienti. E come il dialetto, anche la civiltà, la società degli altri popoli era ritenuta inferiori dai greci.