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meaga schema tragedia greca dalle origini
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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ICARIA 535 a.C.
1) 4 titoli: Giochi per Pelia o Phorba, (Ἆθλα Πελίου ἢ Φόρβας), Sacerdoti (Ἱερεῖς), Giovinetti (ᾘθεοι), Pènteo, (Πενθεύς) 2) alcune opere probabilmente spurie
Nulla
1) 7 tragedie intere: Persiani, Sette contro Tebe, Supplici, Promèteo incatenato, Orestea (trilogia composta da Agamennone, Coefore, Eumenidi)
1) 92 titoli 2) 17 tragedie intere: Alcesti, Medea, Eraclidi, Ippolito, Andromaca, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Ifigenia taurica, Elettra, Elena, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti 3) un dramma satiresco, Ciclope
1) pochi titoli e scarsi frammenti
Della sua ampia produzione tragica (46 o 64 tragedie secondo Tzetzes, 20 titoli nella Suda) rimangono pochi versi
ATENE 530 a.c.
ATTICA (demo di Eleusi) nasce tra il 525 e il 524 a.C.
ATTICA (demo di Colono) nasce tra il 497 e il 496
ATTICA (demo di Flia) nasce tra il 485 e il 484 a.C.
ATENE V sec. a.C.
CALCIDE IV sec. a.C.
TESPI
FRINICO
ESCHILO
EURIPIDE
AGATONE
LICOFRONE
1) 92 drammi
1) fra le 70 e le 90 tragedie 2) drammi satireschi
1) Conquista di Mileto, Fenicie, Egizi, Danaidi, Alcesti (Ἄλκηστις), Antèo o i Libî, Atteone, Donne di Pleurone, Tantalo
1) tragedie
1) Aèrope (Ἀερόπη), Alcmeone (Ἀλκμέων), Misii (Μυσοί), Telefo (Τήλεφος), Tieste (Θυέστης)
1) 20 drammi 2) Ἀλεξάνδρα
1) 7 tragedie intere: Aiace, Antigone, Trachinie, Èdipo re, Elettra, Filottète, Èdipo a Colono 2) gran parte di un dramma satiresco, I cercatori di orme
SOFOCLE 1) un centinaio di tragedie
TESPI -> è considerato l’inventore della tragedia, il mitico vincitore del primo agone tragico. Secondo alcuni infatti sarebbe stato lui a introdurre la figura dell’attore da affiancare al coro, e per questo gli si attribuiva l’invenzione del genere.
FRINICO -> scrive tragedie storiche e mitiche.
ESCHILO -> mette in scena il conflitto continuo tra necessità divina (ἀνάγκη) e volontà umana, che comporta sempre rischio e sofferenza ma di cui l’uomo non è vittima impotente, paga e soffre in quanto colpevole di un atto volontario ed empio, ὕβριϛ, frutto di un accecamento, ἄτη. Zeus è garante di giustizia e chi è colpe- vole paga la sua colpa; la sofferenza però non è mai inutile, in quanto causa di conoscenza: «πάθει μάθος», «chi agisce patisce». Eschilo nutre piena fiducia nella polis democratica. Ha uno stile solenne e grandioso, a cui si accordano la metrica e la musica. Il lessico risulta elevato, ricco di parole composte, neologismi e frequenti metafore.
SOFOCLE -> pone al centro l’uomo e la sua condizione di perenne condanna alla sofferenza, senza poter comprendere il disegno di dèi sempre più lontani. La conoscenza è causa di sofferenza, poiché porta l’uomo all’amara consapevolezza del male e la espone ai continui rovesciamenti della sorte, a cui è condannato im- potente, senza meriti né colpe. È la legge dell’ἀλλαγὰ βίου, esasperata dal meccanismo dell’ironia tragica: l’eroe sofocleo si illude di scongiurare i mali ma al contrario se li procura, in una totale solitudine ed emargin- azione a cui è condannato per aver sfidato la comunità di appartenenza.
Lo stile di Soffocle sfrutta la polisemia delle parole, ricorre a un lessico misurato, lontano dalla turgi- dezza dello stile eschileo e non è privo di colloquialismi.
EURIPIDE -> la sua è una critica impietosa dei valori e dei modelli culturali tradizionali che, all’insegna del razionalismo, evidenzia le contraddizioni della realtà e del mito. La τύχη è il principio che governa l’esistenza e il mondo non è retto altro che dal caso. I suoi personaggi sono umili e subalterni, come le donne protagoniste delle sue tragedie. Con Euripide si accentuano l’attenzione alla psicologia dei personaggi e la denuncia del disagio esistenziale dell’uomo. I principali nuclei tematici delle sue opere sono: 1) le grandi eroine; 2) la guerra; 3) le tragedie d’intrigo; 4) la religione e il mito. La sintassi di Euripide rispecchia i sentimenti del personaggio che parla; si serve di un lessico quo- tidiano e impregnato di realismo descrittivo, con un potenziamento delle parti cantate.
AGATONE -> è un innovatore radicale sia nella struttura della tragedia che nella parte musicale. Svincola il coro dal ruolo tradizionale e introduce nella tragedia le innovazioni musicali del ditirambo nuovo. La sua raffinatezza letteraria e il suo virtuosismo tradiscono l’influsso della retorica di Gorgia.
LICOFRONE DI CALCIDE -> fa un ampio uso di metafore, di enigmi e dell'iperbole descrittiva. Emerge la sua conoscenza approfondita della mitologia, tipicamente ellenistica, che sfocia in ricercatezza stilistica, nell’invenzione letteraria e negli effetti tesi a impressionare il suo pubblico.
La tragedia è l’espressione letteraria più significativa del V secolo : possedeva infatti forti valenze identitarie, sociali, etico-politiche. Ancora dibattuta è la questione della sua origine.
1) L‘ipotesi più accreditata, fondata sulla testimonianza di Aristotele, è che la tra- gedia nasca come derivazione ed evoluzione del ditirambo, componimento corale in onore di Dioniso.
2) Secondo gli Alessandrini la tragedia sarebbe invece da connettersi a riti attici legati al culto di Dioniso, (e la traduzione di τραγῳδία andrebbe allora intesa come «canto per il sacrificio del capro» o «canto per il capro», ritenendo l'animale premio di una gara).
3) Secondo alcune ipotesi moderne la tragedia deriverebbe da danze in onore degli eroi defunti o da riti e sacrifici in onore di Dioniso.
La tradizione attribuisce l'invenzione del dramma satiresco a Pratina di Fliunte, che avrebbe introdotto i satiri sulle scene negli spettacoli ufficiali di Atene (500 a.C. circa). I caratteri tradizionali sono: semplicità dell'azione drammatica, coro di satiri, scarsa importanza dell'elemento lirico, toni scherzosi e a volte parodici.