TECNICHE DELL’ARGOMENTAZIONE
STRUMENTI PER RAGIONARE
CAPITOLO 6 – LOGICA, DIALETTICA E RETORICA
La parola tecnica deriva dal greco techne ed indica l’arte del saper fare, per essere
esercitata richiede esperienza e ripetizione, però il risultato che si ottiene non è
assicurato. I codici attraverso cui si impara la tecnica sono linguistici.
L’argomentazione invece, è un ragionamento studiato, che consiste nell’inferire, da
enunciati che fanno da premessa, un enunciato che costituisce una conclusione,
facendo spesso uso di procedimenti logici. È situato perché si argomenta solo entro un
determinato contesto costruito da interlocutori, saperi, premesse esplicite o implicite,
credenze accettate o comunque riconosciute.
Si argomenta per coinvolgere a livello intellettivo o emozionale l’uditorio.
Il ragionamento può essere:
1) Dimostrativo o apodittico
2) Argomentativo o anapodittico
RAGIONAMENTO DIMOSTRATIVO (APODITTICO)
È caratterizzato da un sistema chiuso poiché niente può essere messo in discussione,
ne le premesse del ragionamento, ne le regole inferenziali, ne tanto meno la
conclusione che ha carattere necessitante. Chi accetta le premesse, accetta
necessariamente la conclusione, quindi essendo un sistema chiuso, o lo si accetta o lo
si rifiuta.
RAGIONAMENTO ARGOMENTATIVO (ANAPODITTICO)
È caratterizzato da un sistema aperto, tutto può e deve essere sottoposto a
discussione, sia le premesse, sia le inferenze sono suscettibili di discussione.
Per quanto riguarda la conclusione, essa non è ne univoca, ne necessaria.
// Pur essendoci delle differenze tra i due ragionamenti, l’argomentazione è un
supporto fondamentale del ragionamento dimostrativo, spesso vi si fa ricorso per
rafforzare le premesse della dimostrazione come ha fatto lo stesso Aristotele, nel
momento in cui prende in esame i principi logici di ogni dimostrazione, ossia il
principio di non contraddizione e quello del terzo escluso.
La logica di Aristotele è detta logica classica. Egli ha formulato tre principi:
Principio di identità afferma che ogni cosa è uguale a se stessa (A = A) ,
ossia una stessa cosa non può essere nello stesso tempo A e non A.
Principio di non contraddizione non è possibile affermare di una cosa la
sua realtà e il suo contrario, dire di una stessa cosa che è e che non è, nel qui
ed ora, è inammissibile. (Esempio: Socrate non può essere vivo e non vivo allo
stesso tempo).
Principio del terzo escluso è necessario affermare o negare circa
qualcosa. Una cosa o è A, oppure è non A, o è si o è no, non c’è un’altra
possibilità.