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Studio di Funzione: Guida Completa all'Analisi Matematica, Schemi e mappe concettuali di Matematica

Una guida dettagliata sullo studio di funzione, partendo dalla definizione di funzione e dalle sue proprietà (iniettiva, suriettiva, biunivoca, pari, dispari). Esplora le diverse tipologie di funzioni, come quelle algebriche (razionali intere e fratte, irrazionali intere e fratte) e trascendenti (trigonometriche, logaritmiche, esponenziali). Approfondisce il concetto di dominio, segno, limiti (finiti e infiniti) e continuità di una funzione, fornendo esempi e teoremi utili per la risoluzione di esercizi. Infine, tratta le discontinuità, le derivate (prodotto, quoziente, funzione composta) e i teoremi delle funzioni derivabili (rolle, lagrange), offrendo un quadro completo per l'analisi matematica.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

In vendita dal 11/06/2025

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LO STUDIO DI UNA FUNZIONE
LE FUNZIONI
Si definisce funzione, dati due insiemi A e B, la relazione che lega A e B tale che ad
elementi X di A corrispondono elementi Y di B.
La relazione è indicata con ƒ: A → B, dove x → y = ƒ(x).
X è la variabile indipendente, mentre y è la variabile dipendente perché il suo valore dipende
da quello di x, e si dice che “y è in funzione di x”.
L'insieme A, quello di partenza, è detto "dominio", mentre l'insieme B, di arrivo, si chiama
"codominio".
PROPRIETA’ DELLE FUNZIONI
iniettiva
suriettiva
biunivoca
pari
dispari
Funzione iniettiva
Dati due insiemi
ƒ: A → B
una funzione è iniettiva se ad elementi distinti di A corrispondono elementi distinti di B.
x1, x2 A, 𝑥1 𝑥2𝑓𝑥1
𝑓𝑥2
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pfa
pfd
pfe
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Scarica Studio di Funzione: Guida Completa all'Analisi Matematica e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Matematica solo su Docsity!

LO STUDIO DI UNA FUNZIONE
LE FUNZIONI

Si definisce funzione, dati due insiemi A e B, la relazione che lega A e B tale che ad elementi X di A corrispondono elementi Y di B.

La relazione è indicata con ƒ: A → B , dove x → y = ƒ(x).

X è la variabile indipendente, mentre y è la variabile dipendente perché il suo valore dipende da quello di x, e si dice che “y è in funzione di x”.

L'insieme A, quello di partenza, è detto "dominio", mentre l'insieme B, di arrivo, si chiama "codominio".

PROPRIETA’ DELLE FUNZIONI

● iniettiva ● suriettiva ● biunivoca ● pari ● dispari

Funzione iniettiva

Dati due insiemi

ƒ: A → B

una funzione è iniettiva se ad elementi distinti di A corrispondono elementi distinti di B.

⩝ x 1 , x 2 ∊A, 𝑥 1 ≠ 𝑥 2 →𝑓𝑥 1

2

Funzione non iniettiva

Dati due insiemi

ƒ: A → B

una funzione non è iniettiva se ad elementi distinti di A NON corrispondono elementi distinti di B.

𝑓 =ℜ −−> ℜ

Funzione suriettiva

Dati due insiemi

ƒ: A → B

una funzione è suriettiva quando ad ogni elemento y di B corrisponde almeno un elemento x di A.

ƒ: A → B

ƒ: B → A y → x

Funzione dispari

Una funzione dispari è simmetrica rispetto all’origine degli assi.

Una funzione dispari è espressa dalla relazione ƒ(-x) = -ƒ(x).

Questo significa che, sostituendo "-x" ad x, ottengo la funzione di partenza ma preceduta dal segno opposto.

CLASSIFICAZIONE FUNZIONI

Le funzioni matematiche si dividono in due gruppi principali:

  1. le funzioni algebriche , caratterizzate dalla presenza di sole operazioni algebriche elementari.

A loro volta, le funzioni algebriche si dividono in:

● razionali intere (funzioni polinomiali) ● razionali fratte (con l’incognita al denominatore) ● irrazionali intere (con i radicali) ● irrazionali fratte (radicali fratti con l'incognita al denominatore)

  1. le funzioni trascendenti , ulteriormente classificabili in:

● funzioni trigonometriche (Seno, coseno, tangente ecc) ● funzioni logaritmiche ● funzioni esponenziali

DOMINIO

Il dominio di una funzione, detto anche campo di esistenza, è l’insieme di tutti quei valori reali assegnabili a x per i quali la funzione y = ƒ(x) è definita. Dunque è l’insieme di verificabilità della funzione.

  • per una funzione ALGEBRICA RAZIONALE INTERA, il Dominio corrisponde a ℜ (insieme dei numeri reali)

𝐷 = ℜ

  • per una funzione ALGEBRICA RAZIONALE FRATTA, dobbiamo imporre il denominatore diverso da zero; il Dominio quindi è ℜeccetto il punto o i punti esclusi dal denominatore

𝐷 = ℜ − {... } oppure𝐷 = {𝑥 ∈ ℜ : 𝑥 ≠ ...}

  • per una funzione ALGEBRICA IRRAZIONALE INTERA E FRATTA distinguiamo in due casi:

● quando l’indice di radice è dispari , il dominio corrisponde ad ℜ, in quanto il radicando può essere sia positivo che negativo.

Quindi 𝐷 = ℜ

Se l’indice è dispari ma presenta l’incognita al denominatore, bisogna imporre il denominatore diverso da zero: il Dominio quindi è ℜeccetto il punto o i punti esclusi dal denominatore

Quindi 𝐷 = ℜ − {... }

ORIZZONTALE

È una retta parallela all'asse delle ascisse e si trova quando questa condizione è rispettata:

(Per X che tende ad infinito, se il limite è uguale ad un numero finito l allora la retta y = l è un asintoto orizzontale)

OBLIQUO

Qualora non si trovi l'asintoto orizzontale, si va alla ricerca dell'asintoto obliquo, ovvero una retta che non è parallela né all'asse delle ascisse, né all'asse delle ordinate. Per trovare tale retta (y= mx + q) dobbiamo individuare il valore di m e q.

L'asintoto obliquo è valido se m risulta essere finito e diverso da zero, e q risulta essere un numero finito.

TEORIA LIMITI (IN FUNZIONE DEGLI ASINTOTI)
I LIMITI

Il limite di una funzione è un'operazione che permette di studiare il comportamento di una funzione nell'intorno di un punto, e grazie al quale possiamo stabilire a quale valore tende la funzione man mano che i valori della variabile indipendente si approssimano a quel punto.

INTORNO

Completo: si definisce intorno completo di un punto 𝑥 0 un qualsiasi intervallo contenente il

punto 𝑥 0 stesso.

L'ampiezza dell'intorno viene indicata con δ ( δ 1 + δ 2 ), cioè la distanza tra il punto e uno dei

due estremi. Quando coincidono, allora l'intorno si dirà circolare: La distanza tra il punto e l'estremo sinistro è uguale a quella tra il punto e l'estremo destro.

Sinistro: un intervallo che ha come estremo destro il punto 𝑥 0.

𝐼(𝑥0)−^ = (𝑥 0 − δ; 𝑥 0 )

Destro: un intervallo che ha come estremo sinistro il punto 𝑥 0.

𝐼(𝑥0)+^ =(𝑥 0 ; 𝑥 0 + δ)

(Se unisco l'intorno sinistro e l'intorno destro ottengo l'intorno completo)

Intorno di meno infinito: un qualsiasi intervallo illimitato aperto inferiormente, del tipo: 𝐼 (^) (−∞) = (− ∞; 𝑎)

Intorno di più infinito: un qualsiasi intervallo illimitato aperto superiormente del tipo: 𝐼 (^) (+∞) = (𝑎; + ∞)

(Se unisco l'intorno di meno infinito e l'intorno di più infinito ottengo tutto ℜ)

TIPI DI LIMITI Esistono quattro tipi di limiti: -Limite finito per X che tende a un numero finito (=NO ASINTOTI)

0

-Limite finito per X che tende ad infinito (=ASINTOTO ORIZZONTALE)

-Limite infinito per X che tende a un numero finito (=ASINTOTO VERTICALE)

0

-Limite infinito per X che tende a infinito (=NO ASINTOTI)

VERIFICA DEI SEGUENTI LIMITI:
  1. Limite finito per X che tende a un numero finito (=NO ASINTOTI)

0

  1. Limite finito per X che tende ad infinito (=ASINTOTO ORIZZONTALE)
  1. Esiste finito il valore di 𝑓(𝑥0); questo significa che, sostituendo nella funzione il valore

di 𝑥 0 , questo sarà un numero finito.

  1. Esiste finito il limite 𝑙𝑖𝑚𝑥−>𝑥 0

𝑓(𝑥)= 𝑙

  1. Il valore di 𝑓(𝑥0) e 𝑙 coincidono, quindi 𝑓(𝑥0) =𝑙𝑖𝑚𝑥−>𝑥 0

𝑓(𝑥)

(Quando il dominio è tutto ℜ, la funzione è sempre continua) Quando almeno 1/3 di queste condizioni decade, la funzione è definita discontinua. La funzione è continua quando i due limiti destro e sinistro esistono finiti ed hanno lo stesso valore.

FUNZIONE DEFINITA PER PARTI

Una funzione definita per parti è una funzione definita mediante espressioni diverse, su intervalli diversi. Più precisamente, essa è definita da varie sottofunzioni, ciascuna delle quali è definita su un certo sottodominio, cioè su un sottoinsieme del dominio della funzione definita a tratti. Dati una funzione 𝑓(𝑥)e i sottodomini A e B, la funzione definita per parti si rappresenterà in

questo modo:

Come si risolvono gli esercizi? Per verificare la continuità di una funzione per parti bisogna verificare che il limite destro e il limite sinistro della funzione coincidano. Per farlo, è necessario studiare la continuità nel punto di raccordo tra i due sottodomini. Es. in questo caso, studieremo la continuità nel punto 1, che è il punto di raccordo tra i due

sottodomini. In altre parole, devo verificare se il limite che tende a 1 +da destra sia uguale al

limite che tende a 1 −da sinistra. Se il valore dei limiti risulta uguale, la funzione è continua. Se i valori dei limiti sono diversi, la funzione sarà discontinua nel punto 1.

Quindi:

-devo verificare che 𝑙𝑖𝑚𝑥−>1+ 𝑓(𝑥)= 𝑙𝑖𝑚𝑥−>1− 𝑓(𝑥)

  • la funzione, però, risulta essere diversa per 𝑥 ≥ 1 𝑒 𝑥< 1. Quindi risolvo i due limiti separatamente con la rispettiva funzione.
  • sostituisco 1 nella prima e nella seconda funzione e trovo i rispettivi limiti.
  • se coincidono, la funzione è continua, altrimenti, la funzione è discontinua nel punto 1. Nell’esercizio svolto in classe la Mirabile ci ha anche fatto fare la verifica dei due limiti. Quindi:

-verifichiamo il limite di 1 +trovando l’intorno DX (quando andiamo a fare i calcoli, a sinistra togliamo quello che c’è e mettiamo 1)

  • verifichiamo il limite di 1 −trovando l’intorno SX (quando andiamo a fare i calcoli, a destra togliamo quello che c’è e mettiamo 1) In questo modo troviamo i due intorni destro e sinistro della funzione

0

[^ 𝑓 (𝑥) · 𝑔(𝑥)] 𝑙𝑖𝑚 𝑓(𝑥) · 𝑙𝑖𝑚 𝑔(𝑥)

3° TEOREMA: LIMITE DEL QUOZIENTE DI FUNZIONI

Il limite del quoziente di due funzioni è uguale al quoziente dei limiti.

Da aggiungere al quoziente:

  • 𝑙 1 = ∞, 𝑙 2 = 0 →∞
  • 𝑙 1 ≠ 0, 𝑙 2 = ∞→ 0
COME RISOLVERE LE INDETERMINAZIONI:

Abbiamo 4 casi:

    • ∞ - ∞
  • 0/0 (per le funzioni algebriche razionali fratte, in cui x tende a 𝑥 0 )
  • (per le funzioni algebriche razionali fratte in cui x tende a )
  1. Per risolvere + ∞ - ∞, devo mettere in evidenza l'incognita con l'esponente maggiore. In questo modo, alcuni dei termini dentro la parentesi verranno uguali a zero (perché un numero finito fratto infinito fa zero)
  2. Se x tende a 𝑥 0 e si verifica una forma indeterminata di tipo 0/0, bisogna scomporre numeratore e denominatore.
  3. Se x tende ad infinito e si verifica una forma indeterminata di tipo , devo, sia al

numeratore che al denominatore, mettere in evidenza la x con l'esponente maggiore (come nel punto 1).

INFINITI E INFINITESIMI

1.INFINITI

CONFRONTO TRA DUE INFINITI: serve per determinare quale delle tue funzioni tende ad infinito più rapidamente

… X che tende a C

CONFRONTO TRA INFINITESIMI

● Il confronto tra infinitesimi permette di capire quale delle due funzioni tende più velocemente a 0

DISCONTINUITA’ DI UNA FUNZIONE
  1. DI PRIMA SPECIE (o ‘A SALTO’): se esistono finiti il limite destro e sinistro ma sono diversi (spia: c’è il valore assoluto)

Tali limiti assumono valori reali, o sono numeri reali l 1 e l 2. La loro differenza posta in valore assoluto dà origine ad un salto della funzione in tale punto.

  1. DI SECONDA SPECIE: se almeno uno dei due limiti, destro o sinistro, è infinito o non esiste.

  2. DI TERZA SPECIE: se il limite destro e quello sinistro esistono finiti e sono uguali tra di loro ma non coincidono con la valutazione della funzione nel punto X0.

spia: c’è la forma indeterminata, che deve essere sciolta

Dunque data una funzione y = f (x), si definisce derivata prima della funzione nel punto x0 il limite del rapporto incrementale.

Essa si indica con y’ oppure f(x)’ e geometricamente corrisponde al coefficiente angolare della retta tangente la funzione.

Nel calcolo delle derivate, ci sono alcuni teoremi e alcune derivate fondamentali. Per ricavarle, basta applicare la definizione.

TEOREMI
- SOMMA ALGEBRICA

La derivata della somma di due funzioni è uguale alla somma delle derivate.

- PRODOTTO

La derivata del prodotto di due funzioni è uguale al prodotto tra la derivata della prima funzione per la seconda funzione non derivata, più il prodotto tra la prima funzione non derivata e la derivata della seconda funzione.

Tuttavia c'è un caso particolare: quando una delle due funzioni corrisponde ad un termine noto (costante), la derivata sarà equivalente al prodotto tra il termine noto e la derivata dell’altra funzione.

- QUOZIENTE

La derivata del quoziente di due funzioni è uguale al prodotto tra la derivata della prima e la seconda non derivata, meno il prodotto tra la prima non derivata per la derivata della seconda, tutto fratto la seconda funzione al quadrato.

Derivata della funzione reciproca:

- FUNZIONE DI FUNZIONE

Il teorema della derivata della funzione composta, detto anche chain-rule, stabilisce che la derivata di una funzione composta si calcola come prodotto tra la derivata della funzione esterna e la derivata della funzione interna; nel caso in cui ci siano più funzioni le une interne alle altre, si inizia dalla più esterna fino alla più interna.