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Una guida dettagliata sullo studio di funzione, partendo dalla definizione di funzione e dalle sue proprietà (iniettiva, suriettiva, biunivoca, pari, dispari). Esplora le diverse tipologie di funzioni, come quelle algebriche (razionali intere e fratte, irrazionali intere e fratte) e trascendenti (trigonometriche, logaritmiche, esponenziali). Approfondisce il concetto di dominio, segno, limiti (finiti e infiniti) e continuità di una funzione, fornendo esempi e teoremi utili per la risoluzione di esercizi. Infine, tratta le discontinuità, le derivate (prodotto, quoziente, funzione composta) e i teoremi delle funzioni derivabili (rolle, lagrange), offrendo un quadro completo per l'analisi matematica.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Si definisce funzione, dati due insiemi A e B, la relazione che lega A e B tale che ad elementi X di A corrispondono elementi Y di B.
La relazione è indicata con ƒ: A → B , dove x → y = ƒ(x).
X è la variabile indipendente, mentre y è la variabile dipendente perché il suo valore dipende da quello di x, e si dice che “y è in funzione di x”.
L'insieme A, quello di partenza, è detto "dominio", mentre l'insieme B, di arrivo, si chiama "codominio".
PROPRIETA’ DELLE FUNZIONI
● iniettiva ● suriettiva ● biunivoca ● pari ● dispari
Funzione iniettiva
Dati due insiemi
ƒ: A → B
una funzione è iniettiva se ad elementi distinti di A corrispondono elementi distinti di B.
⩝ x 1 , x 2 ∊A, 𝑥 1 ≠ 𝑥 2 →𝑓𝑥 1
2
Funzione non iniettiva
Dati due insiemi
ƒ: A → B
una funzione non è iniettiva se ad elementi distinti di A NON corrispondono elementi distinti di B.
𝑓 =ℜ −−> ℜ
Funzione suriettiva
Dati due insiemi
ƒ: A → B
una funzione è suriettiva quando ad ogni elemento y di B corrisponde almeno un elemento x di A.
ƒ: A → B
ƒ: B → A y → x
Funzione dispari
Una funzione dispari è simmetrica rispetto all’origine degli assi.
Una funzione dispari è espressa dalla relazione ƒ(-x) = -ƒ(x).
Questo significa che, sostituendo "-x" ad x, ottengo la funzione di partenza ma preceduta dal segno opposto.
Le funzioni matematiche si dividono in due gruppi principali:
A loro volta, le funzioni algebriche si dividono in:
● razionali intere (funzioni polinomiali) ● razionali fratte (con l’incognita al denominatore) ● irrazionali intere (con i radicali) ● irrazionali fratte (radicali fratti con l'incognita al denominatore)
● funzioni trigonometriche (Seno, coseno, tangente ecc) ● funzioni logaritmiche ● funzioni esponenziali
Il dominio di una funzione, detto anche campo di esistenza, è l’insieme di tutti quei valori reali assegnabili a x per i quali la funzione y = ƒ(x) è definita. Dunque è l’insieme di verificabilità della funzione.
𝐷 = ℜ
𝐷 = ℜ − {... } oppure𝐷 = {𝑥 ∈ ℜ : 𝑥 ≠ ...}
● quando l’indice di radice è dispari , il dominio corrisponde ad ℜ, in quanto il radicando può essere sia positivo che negativo.
Quindi 𝐷 = ℜ
Se l’indice è dispari ma presenta l’incognita al denominatore, bisogna imporre il denominatore diverso da zero: il Dominio quindi è ℜeccetto il punto o i punti esclusi dal denominatore
Quindi 𝐷 = ℜ − {... }
È una retta parallela all'asse delle ascisse e si trova quando questa condizione è rispettata:
(Per X che tende ad infinito, se il limite è uguale ad un numero finito l allora la retta y = l è un asintoto orizzontale)
Qualora non si trovi l'asintoto orizzontale, si va alla ricerca dell'asintoto obliquo, ovvero una retta che non è parallela né all'asse delle ascisse, né all'asse delle ordinate. Per trovare tale retta (y= mx + q) dobbiamo individuare il valore di m e q.
L'asintoto obliquo è valido se m risulta essere finito e diverso da zero, e q risulta essere un numero finito.
Il limite di una funzione è un'operazione che permette di studiare il comportamento di una funzione nell'intorno di un punto, e grazie al quale possiamo stabilire a quale valore tende la funzione man mano che i valori della variabile indipendente si approssimano a quel punto.
INTORNO
Completo: si definisce intorno completo di un punto 𝑥 0 un qualsiasi intervallo contenente il
punto 𝑥 0 stesso.
L'ampiezza dell'intorno viene indicata con δ ( δ 1 + δ 2 ), cioè la distanza tra il punto e uno dei
due estremi. Quando coincidono, allora l'intorno si dirà circolare: La distanza tra il punto e l'estremo sinistro è uguale a quella tra il punto e l'estremo destro.
Sinistro: un intervallo che ha come estremo destro il punto 𝑥 0.
𝐼(𝑥0)−^ = (𝑥 0 − δ; 𝑥 0 )
Destro: un intervallo che ha come estremo sinistro il punto 𝑥 0.
𝐼(𝑥0)+^ =(𝑥 0 ; 𝑥 0 + δ)
(Se unisco l'intorno sinistro e l'intorno destro ottengo l'intorno completo)
Intorno di meno infinito: un qualsiasi intervallo illimitato aperto inferiormente, del tipo: 𝐼 (^) (−∞) = (− ∞; 𝑎)
Intorno di più infinito: un qualsiasi intervallo illimitato aperto superiormente del tipo: 𝐼 (^) (+∞) = (𝑎; + ∞)
(Se unisco l'intorno di meno infinito e l'intorno di più infinito ottengo tutto ℜ)
TIPI DI LIMITI Esistono quattro tipi di limiti: -Limite finito per X che tende a un numero finito (=NO ASINTOTI)
0
-Limite finito per X che tende ad infinito (=ASINTOTO ORIZZONTALE)
-Limite infinito per X che tende a un numero finito (=ASINTOTO VERTICALE)
0
-Limite infinito per X che tende a infinito (=NO ASINTOTI)
0
di 𝑥 0 , questo sarà un numero finito.
𝑓(𝑥)= 𝑙
𝑓(𝑥)
(Quando il dominio è tutto ℜ, la funzione è sempre continua) Quando almeno 1/3 di queste condizioni decade, la funzione è definita discontinua. La funzione è continua quando i due limiti destro e sinistro esistono finiti ed hanno lo stesso valore.
Una funzione definita per parti è una funzione definita mediante espressioni diverse, su intervalli diversi. Più precisamente, essa è definita da varie sottofunzioni, ciascuna delle quali è definita su un certo sottodominio, cioè su un sottoinsieme del dominio della funzione definita a tratti. Dati una funzione 𝑓(𝑥)e i sottodomini A e B, la funzione definita per parti si rappresenterà in
questo modo:
Come si risolvono gli esercizi? Per verificare la continuità di una funzione per parti bisogna verificare che il limite destro e il limite sinistro della funzione coincidano. Per farlo, è necessario studiare la continuità nel punto di raccordo tra i due sottodomini. Es. in questo caso, studieremo la continuità nel punto 1, che è il punto di raccordo tra i due
sottodomini. In altre parole, devo verificare se il limite che tende a 1 +da destra sia uguale al
limite che tende a 1 −da sinistra. Se il valore dei limiti risulta uguale, la funzione è continua. Se i valori dei limiti sono diversi, la funzione sarà discontinua nel punto 1.
Quindi:
-verifichiamo il limite di 1 +trovando l’intorno DX (quando andiamo a fare i calcoli, a sinistra togliamo quello che c’è e mettiamo 1)
0
Il limite del quoziente di due funzioni è uguale al quoziente dei limiti.
Da aggiungere al quoziente:
Abbiamo 4 casi:
numeratore che al denominatore, mettere in evidenza la x con l'esponente maggiore (come nel punto 1).
INFINITI E INFINITESIMI
1.INFINITI
CONFRONTO TRA DUE INFINITI: serve per determinare quale delle tue funzioni tende ad infinito più rapidamente
… X che tende a C
● Il confronto tra infinitesimi permette di capire quale delle due funzioni tende più velocemente a 0
Tali limiti assumono valori reali, o sono numeri reali l 1 e l 2. La loro differenza posta in valore assoluto dà origine ad un salto della funzione in tale punto.
DI SECONDA SPECIE: se almeno uno dei due limiti, destro o sinistro, è infinito o non esiste.
DI TERZA SPECIE: se il limite destro e quello sinistro esistono finiti e sono uguali tra di loro ma non coincidono con la valutazione della funzione nel punto X0.
spia: c’è la forma indeterminata, che deve essere sciolta
Dunque data una funzione y = f (x), si definisce derivata prima della funzione nel punto x0 il limite del rapporto incrementale.
Essa si indica con y’ oppure f(x)’ e geometricamente corrisponde al coefficiente angolare della retta tangente la funzione.
Nel calcolo delle derivate, ci sono alcuni teoremi e alcune derivate fondamentali. Per ricavarle, basta applicare la definizione.
La derivata della somma di due funzioni è uguale alla somma delle derivate.
La derivata del prodotto di due funzioni è uguale al prodotto tra la derivata della prima funzione per la seconda funzione non derivata, più il prodotto tra la prima funzione non derivata e la derivata della seconda funzione.
Tuttavia c'è un caso particolare: quando una delle due funzioni corrisponde ad un termine noto (costante), la derivata sarà equivalente al prodotto tra il termine noto e la derivata dell’altra funzione.
La derivata del quoziente di due funzioni è uguale al prodotto tra la derivata della prima e la seconda non derivata, meno il prodotto tra la prima non derivata per la derivata della seconda, tutto fratto la seconda funzione al quadrato.
Il teorema della derivata della funzione composta, detto anche chain-rule, stabilisce che la derivata di una funzione composta si calcola come prodotto tra la derivata della funzione esterna e la derivata della funzione interna; nel caso in cui ci siano più funzioni le une interne alle altre, si inizia dalla più esterna fino alla più interna.