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Il documento riassume SOLO I CAPITOLI 4 E 5 del libro TALENTO E RESILIENZA della Professoressa Elena Falaschi. Anno: 2021 ISBN: 9788846760760 Casa editrice Edizione ETS Scienze della Formazione Primaria - Unipi - Corso di letteratura per l'infanzia.
Tipologia: Sintesi del corso
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RESILIENZA : Complesso costrutto che de nisce un processo basato sull’interazione di fattori biologici, neurologici, evolutivi, ambientali e culturali
→ La ricerca inoltre dimostra che l’abilità cognitiva rappresenta un requisito sia per la costruzione di comportamenti resilienti che per quelli di supporto. Parallelamente però emerge che non è possibile “insegnare” la resilienza tramite canali cognitivi. A questo proposito risultano molto utili letture di bibliogra e di modelli resilienti come ad esempio quella di Stephen Hawking.
Il ricorso ad immagini, analogie e metafore sembra particolarmente utile per cogliere la vera essenza del concetto di resilienza, cercando di superare il livello super ciale e “banalizzante” con cui spesso viene utilizzata e, soprattutto, sostenere il valore e l’importanza pedagogica. A partire dal suo signi cato originario, il termine resilienza è stato utilizzato come metafora dalle più diverse discipline. In generale, nell’ambito dei sistemi complessi, la resilienza si caratterizza come una forma di omeostasi, di ricerca di un costante equilibrio che permette a un sistema di ritrovare le condizioni di partenza in un ambiente dinamico o mutevole, all’interno del quale interagiscono un numero importante di forze e di variabili.
Immanuel Kant rivela la connessione tra umorismo e talento: “Mettendosi volontariamente in quella disposizione d’animo che consente di giudicare qualcosa in modo del tutto diverso dall’ordinario, l’umorismo implica improvvisi salti tra tipi logici e insieme la discriminazione di quei salti”. I bambini dotati in particolare, grazie al loro spiccato senso dell’umorismo, riescono a fare giochi di parole, osservazioni ironiche ecc agendo il pensiero divergente e cogliendo aspetti umoristici in situazioni critiche e disagevoli. Colui che ha una forma mentis ironica e umoristica si pone al di sopra delle situazioni problematiche della vita, non evitandole ma dominandole dall’alto con uno sguardo intelligente e disincantato. Nell’ironia, e attraverso la stessa riesce a sviluppare e far propria la resilienza. Un concetto proprio della psicologia è infatti che non sono i fatti in sé a fare male, quanto il modo in cui noi li percepiamo. In quest’ottica l’ironia è un’àncora di salvezza; per questo motivo va coltivata soprattutto nei luoghi di formazione, attraverso un approccio meno metodico e più euristico. Inserire nei programmi scolastici argomenti e metodi inusuali e “rischiosi”, basati sull’intuitività, sull’umorismo ecc signi ca aiutare i talenti ad esprimere al meglio loro stessi. (Lavorare sull’intuito inoltre aiuta a rendere il pensiero uido, essibile, originale ecc.) All’umorismo inoltre vengono attribuite diverse funzioni sociali:
L'essere umano vive quotidianamente la tensione tra "avere un corpo" ed "essere un corpo". La risposta più corretta è che siamo un corpo. Infatti «la mente, i pensieri, le emozioni e i sentimenti non sarebbero neppure pensabili se privati o disincarnati da un corpo che li contenga e risponda ai loro bisogni».. Molti Autori hanno studiato il corpo sico-organico ( Körper ) e il corpo vivo ( Leib ), che vengono a costituirsi come intrecciati in un'unica giunzione ontologica. Nello speci co, il Leib rappresenta il fondamento esistenziale della comunicazione, poiché con esso e per mezzo di esso (dei suoi sensi, delle sue funzioni) si possono incontrare gli altri, toccarli, guardarli, ascoltarli, entrare in contatto. A tal proposito lo sport risulta essere un contesto privilegiato nell’ottica pedagogica, sia in quanto orienta verso la ricerca del benessere che perché permette di sviluppare comportamenti resilienti. Le attività sportive consentono infatti di sentirsi coinvolti e di vivere un atteggiamento attivo, sperimentando attraverso il corpo impegnato negli allenamenti, l’”ottimismo appreso”, ovvero la capacità data da ripetute esperienze di e cacia personale e di controllo, che confermano alle persone che i loro sforzi potranno essere premiati. L’attività sportiva infatti si propone come palestra di vita, per allenare la propria personalità sottoponendosi: il vigore comportamentale, la validità dell’impegno, la sperimentazione della vittoria, ma anche quella della scon tta, degli insuccessi, delle frustrazioni ecc. Nel caso degli sportivi la resilienza si manifesta tramite una maggiore tolleranza alle frustrazioni, un miglior senso di controllo e una speciale attitudine alla speranza. In ambito sportivo, la possibilità di trasformare un evento critico in un motore di ricerca personale, è ciò che permette al singolo individuo o alla squadra di utilizzare tutte le possibili risorse come fattori di protezione e di supporto per riorganizzare positivamente l’evento. Il Körper però può costituire o essere vissuto già di per sé come un trauma, rappresentando un “ostacolo” in ambito sportivo. Congiuntamente in questi casi il Leib può intervenire, sia come strumento di compensazione, che soprattutto come risposta resiliente per il riscatto personale (o
sociale). Ne è esempio la relazione tra sport e “genere”. A tal proposito l’esclusivo apprezzamento del risultato nale, risulta quindi dipendente dalla di erenza di performance tra corpo femminile e maschile. Ancora oggi questo è un “tasto dolente” in ambito sportivo e olimpico, nonostante le numerose conquiste da parte delle donne. (Di seguito il libro riporta gli esempi dettagliati delle vite di Kathrine Switzer e Tommie Smith) Emerge esemplare il binomio talento-resilienza in presenza di alcune speci che tipologie di disabilità (es. motorie-sensoriali) che rimandano ad una disgiunzione innaturale tra il Körper e il Leib , ovvero tra un corpo sico-organico dis-abile e un corpo vivo perfettamente abile. É in queste speci che situazioni di scissione che viene chiamata maggiormente in causa l’importanza di costruire una forte volontà resiliente. “Disabilità e talento non è un ossimoro il talento si costruisce come dono in relazione o valore in prospettiva o capitale umano connaturato all'essere persona di tutte le persone” Perciò la mancata scoperta e valorizzazione del talento è un problema degli educatori degli allenatori degli insegnanti non uno stato ontologico dell'allievo o dell'atleta. Lo sport è un mezzo curativo e terapeutico ha un valore ricreativo e psicologico e un signi cato di integrazione e inclusione sociale. Le attività sportive dunque ricoprono sempre un aspetto fondamentale attraverso il quale si può allenare la ducia la collaborazione lo sviluppo dell'autostima la responsabilità verso se stessi e gli altri mettendosi costantemente in discussione per provare a superare quelle barriere e quegli ostacoli che siano sici o mentali che traslati nella vita possono rappresentare momenti di crisi l'educazione sportiva è sempre un'educazione alla resilienza perché riesce a far convivere vulnerabilità e forza scoraggiamento e determinazione senso dell'abbandono e orientamento alla riuscita fornendo strumenti a tutte le persone con o senza disabilità per costruirsi nuove realtà e scoprire nuovi funzionamenti