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Per sostenere esame lett. per l'infanzia con la professoressa Falaschi, SFP PISA
Tipologia: Dispense
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Università di Pisa 6 novembre 2023 Donna che legge Fabian Perez (Buenos Aires, 1967 - )
corporeità e sensorialità
corporeità e sensorialità
corporeità e sensorialità Recuperando l’interpretazione filosofica di Edmund Husserl e Martin Heidegger, possiamo affermare che noi
non sarebbero neppure pensabili se privati o disincarnati da un corpo che li contenga e risponda ai loro bisogni”.
esistenziale della comunicazione poiché con esso e per mezzo di esso (dei suoi sensi, delle sue funzioni) si possono incontrare gli altri, toccarli, guardarli, ascoltarli, entrarne in contatto. E. Falaschi, Embodiment touching. Il riconoscimento della corporeità nella “distante prossimità” della comunicazione aptica, “Studi sulla Formazione”, 1 / 2018 , pp. 107 - 125. M. Gallerani, Prossimità inattuale. Un contributo alla filosofía problematicista, Angeli, Milano, 2012 , p. 95.
2. La prospettiva dell’« embodiment».
corporeità e sensorialità
ruolo dell’interazione tra gli ambienti narrativi e i loro personaggi, si realizza quell’“accoppiamento
molteplicità di stati emotivi e affettivi). A. Damasio, Emozione e coscienza, Adelphi, Milano, 1999. M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Bompiani, Milano, 2003. D. Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano, 1997.
2. La prospettiva dell’« embodiment».
corporeità e sensorialità
anche la letteratura per l’infanzia può offrire per affermarne il valore formativo.
corpo dell’imperatore sontuosamente agghindato) e la verità (la nudità dello stesso corpo).
gambe, mani, naso) che i personaggi perdono, più o meno volontariamente, sono intimamente connesse a specifiche emozioni o tratti di personalità (la paura, la distrazione, il disgusto).
sonno, ad un “confine” di alleanza che il corpo addormentato stabilisce tra la presenza fisica e l’assenza
tempi” che temporaneamente apre alla libertà rispetto all’evolversi degli eventi, almeno fino al suo risveglio. J.-L. Nancy, Cascare dal sonno, Raffaello Cortina, Milano, 2009 , p. 13.
2. La prospettiva dell’« embodiment».
corporeità e sensorialità La metafora L’uso di aforismi, aneddoti, storie e metafore è una modalità di comunicazione che minimizza la resistenza della persona, in quanto non la sottopone ad alcuna richiesta diretta. Il messaggio giunge quindi velato e sotto forma di metafora, trasmettendo forti suggestioni che arrivano direttamente all’emisfero cerebrale destro poiché creano immagini mentali. Vengono così bypassati i processi logici e razionali. Il mito del carro e dell’auriga « Si raffiguri l'anima come la potenza d'insieme di una pariglia alata e di un auriga. Ora tutti i corsieri degli dèi e i loro aurighi sono buoni e di buona razza, ma quelli degli altri esseri sono un po' sì e un po' no. Innanzitutto, per noi uomini, l'auriga conduce la pariglia; poi dei due corsieri uno è nobile e buono, e di buona razza, mentre l'altro è tutto il contrario ed è di razza opposta. Di qui consegue che, nel nostro caso, il compito di tal guida è davvero difficile e penoso» (Platone, Fedro, 246 ).
2. La prospettiva dell’« embodiment».
corporeità e sensorialità
2. La prospettiva dell’« embodiment».
corporeità e sensorialità
M. Foucault, Sorvegliare e punire, trad. it., Torino, Einaudi, 1976 , p. 165. M. Recalcati, L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento , Einaudi, Torino, 2014 , p. 33.
corporeità e sensorialità Il trattamento dei corpi, tra il XVIII e il XIX secolo, contribuisce a ri-leggere la storia dell’educazione come una storia del «disciplinamento» dei corpi stessi. Per il filosofo di Poitiers, Michel Foucault, il corpo rappresenta lo spazio psico/fisico in cui il «potere» si manifesta. Il comportamento viene scomposto nei suoi elementi: la posizione del corpo, delle membra, delle articolazioni. In classe si insegna ad entrare in possesso di una postura e di un coordinamento degli arti e degli atti: attività motoria, posizione delle mani, del busto, delle gambe, etc.; anche la scrittura viene fatta corrispondere al movimento disciplinato di alcuni organi, alla posizione del corpo, all’uso di certi esercizi e di vere e proprie tecniche.
disciplinare dei corpi attraverso la forma mista di assoggettamento e di oggettivazione. Accanto al disciplinamento del corpo, successivamente c’è stata anche la sua liberazione che, a partire dalla medicina igienistica, è esplosa con la cultura novecentesca (si pensi alla psicoanalisi, al nudismo, alla conquista della libertà sessuale femminile, etc.). M. Foucault, Sorvegliare e punire, trad. it., Torino, Einaudi, 1976 , p. 165.
corporeità e sensorialità L’organizzazione dei movimenti. Generalmente la scuola dell’Ottocento è costituita da uno spazio chiuso nel quale centinaia di bambini possono evolversi/trasformarsi simultaneamente. Il metodo insegna ai maestri a controllare il potenziale “anarchico” dell’infanzia e a canalizzare quelle forze in un movimento collettivo della scuola stessa. La paura dei movimenti
tratta di produrre una repressione generalizzata delle singole forze, ma di “canalizzarle” nel gruppo rendendo i
La gestione dello spazio. In primo luogo è attraverso l’utilità dei suoi locali che la scuola può stabilire il suo potere sull’infanzia. Nella scuola modello, il modo di organizzare gli spazi delinea un vero e proprio sistema pedagogico: le pareti e i mobili rappresentano degli “operatori” di classificazione e di ripartizione umana. Con l’effetto dei dispositivi architettonici (aule, banchi, refettori, etc.) lo spazio unico del contagio e del disordine lascia il posto a un luogo suddiviso in molteplici parti, organizzate e «controllabili».
corporeità e sensorialità Corpo e gioco Il sociologo francese Roger Caillois ha pensato di fare una classificazione rispetto a quattro categorie:
fatti sulla ricerca della vertigine, ossia il tentativo di far subire alla coscienza lucida una sorta di panico inebriante.
travestimento e di fantasia, in cui il soggetto gioca a credere o a far credere ad altri di essere qualcuno o qualcos’altro.
sul caso. Qui il giocatore è totalmente passivo e completamente dipendente dalla fortuna. Si tratta di giochi come la tombola, alcuni giochi con le carte o i giochi d’azzardo.
merito personale ed è la caratteristica principale degli sport, qualora si tratti di una sfida a carattere muscolare, ma anche degli scacchi e della dama qualora si faccia riferimento invece a sfide di carattere cerebrale. Caillois R., I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine, Milano, Bompiani, 2000.