Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


FALASCHI- LETT PER L'INFANZIA, Dispense di Letteratura latina

Per sostenere esame lett. per l'infanzia con la professoressa Falaschi, SFP PISA

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 14/01/2026

Memiddu
Memiddu 🇮🇹

22 documenti

1 / 47

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
La pedagogia della lettura nella seconda infanzia:
corporeità e sensorialità
Elena Falaschi
Università di Pisa
6 novembre 2023
Donna che legge
Fabian Perez (Buenos Aires, 1967 - )
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f

Anteprima parziale del testo

Scarica FALASCHI- LETT PER L'INFANZIA e più Dispense in PDF di Letteratura latina solo su Docsity!

corporeità e sensorialità

Elena Falaschi

Università di Pisa 6 novembre 2023 Donna che legge Fabian Perez (Buenos Aires, 1967 - )

corporeità e sensorialità

1. Perché una riflessione sulla corporeità nell’ambito della pedagogia

della lettura?

2. La prospettiva dell’« embodiment».

3. Il disciplinamento dei corpi e la «microfisica» del potere.

4. L’educazione sensoriale.

5. La metamorfosi del corpo nelle fiabe classiche.

corporeità e sensorialità

Dialogo con una ragazza della classe seconda della scuola secondaria 1 ° grado.

Io: Mi hai raccontato che durante la scuola primaria hai letto diversi libri, perché adesso leggi

così poco?

M.: Non mi viene voglia di cominciare … è come quando devi fare la doccia … non c’ho mai voglia

di andare. Poi lo so che quando ci sono mi piace tantissimo e non vorrei uscire più. E così coi

libri, il problema è cominciare!

Io: Però la doccia poi la fai …

M.: E certo! Altrimenti si vede … e magari gli altri lo sentono (ride).

Io: Invece se non leggi non si vede e non si sente?

M.: No! Oddio … forse sì … vabbè sì, se uno racconta qualcosa, si sente se è uno che legge o no e

si vede anche, da come racconta le cose.

  1. Perché una riflessione sulla corporeità nell’ambito della pedagogia della lettura?

corporeità e sensorialità

Dialogo con un bambino della classe quarta della scuola primaria.

Io: Mi dicono che non leggi molto, che non ti piace leggere, per quale motivo?

D.: Perché devo stare fermo.

Io: Fermo? In che senso?

D.: Fermo! Seduto per tanto tempo, mi viene a noia e non ci so stare. La mi’ mamma mi dice

sempre che c’ho l’argento vivo addosso.

  1. Perché una riflessione sulla corporeità nell’ambito della pedagogia della lettura?

corporeità e sensorialità

1. Perché una riflessione sulla corporeità nell’ambito della pedagogia

della lettura?

2. La prospettiva dell’« embodiment».

3. Il disciplinamento dei corpi e la «microfisica» del potere.

4. L’educazione sensoriale.

5. La metamorfosi del corpo nelle fiabe classiche.

corporeità e sensorialità Recuperando l’interpretazione filosofica di Edmund Husserl e Martin Heidegger, possiamo affermare che noi

non abbiamo/possediamo un corpo, ma siamo un corpo. Infatti “la mente, i pensieri, le emozioni e i sentimenti

non sarebbero neppure pensabili se privati o disincarnati da un corpo che li contenga e risponda ai loro bisogni”.

Molti autori hanno studiato il corpo fisico-organico ( Körper) e il corpo vivo ( Leib) come fondamento

esistenziale della comunicazione poiché con esso e per mezzo di esso (dei suoi sensi, delle sue funzioni) si possono incontrare gli altri, toccarli, guardarli, ascoltarli, entrarne in contatto. E. Falaschi, Embodiment touching. Il riconoscimento della corporeità nella “distante prossimità” della comunicazione aptica, “Studi sulla Formazione”, 1 / 2018 , pp. 107 - 125. M. Gallerani, Prossimità inattuale. Un contributo alla filosofía problematicista, Angeli, Milano, 2012 , p. 95.

2. La prospettiva dell’« embodiment».

corporeità e sensorialità

La prospettiva dell’ embodiment pone il problema della relazione mente-corpo. Oggi si possiede un maggior

numero di evidenze empiriche in ordine ad un legame tra l’emozione e l’ embodiment che dimostrano come,

a livello cerebrale, l’ immaginazione non sia separata dalla percezione e dall’ azione.

Secondo questa prospettiva, le teorie della Embodied cognition sostengono che i processi cognitivi ed

emozionali coinvolgono parziali riattivazioni dei sistemi sensorio-motori. Durante la lettura, enfatizzando il

ruolo dell’interazione tra gli ambienti narrativi e i loro personaggi, si realizza quell’“accoppiamento

strutturale”, inteso come danza creativa, come co-creazione fra mente, corpo e ambiente.

In accordo con tale paradigma, il modello della Hot Cognition, di integrazione forte e “calda” tra emozione e

cognizione, è facile comprendere l’influenza positiva dell’approccio precoce all’ascolto e alla lettura di

storie, sia dal punto di vista cognitivo (come sollecitazione costante dei processi linguistici, inferenziali,

logico-causali, critici e creativi) che da quello emozionale (come opportunità di sperimentazione di una

molteplicità di stati emotivi e affettivi). A. Damasio, Emozione e coscienza, Adelphi, Milano, 1999. M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Bompiani, Milano, 2003. D. Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano, 1997.

2. La prospettiva dell’« embodiment».

corporeità e sensorialità

I molteplici studi a sostegno di una prospettiva embodied oriented ci invitano a riflettere sul contributo che

anche la letteratura per l’infanzia può offrire per affermarne il valore formativo.

Presentando alcuni spunti esemplificativi, possiamo evidenziare la relazione tra mente e corpo nella fiaba I

vestiti nuovi dell’imperatore di H. C. Andersen, in cui il dispositivo corporeo sottolinea il “confine” tra la vanità (il

corpo dell’imperatore sontuosamente agghindato) e la verità (la nudità dello stesso corpo).

Giovannin senza paura di I. Calvino ma anche – in epoca più recente – La passeggiata di un distratto e Il naso

che scappa di G. Rodari richiamano “confini” corporei, attraverso i quali le singole parti del corpo (braccia,

gambe, mani, naso) che i personaggi perdono, più o meno volontariamente, sono intimamente connesse a specifiche emozioni o tratti di personalità (la paura, la distrazione, il disgusto).

Biancaneve e La bella addormentata, nelle versioni di J. e W. Grimm, rimandano alla “caduta” del corpo nel

sonno, ad un “confine” di alleanza che il corpo addormentato stabilisce tra la presenza fisica e l’assenza

psichica. Il sonno, inteso come un “ nihil tra le cose, gli esseri, le sostanze o i soggetti, le posizioni, i luoghi, i

tempi” che temporaneamente apre alla libertà rispetto all’evolversi degli eventi, almeno fino al suo risveglio. J.-L. Nancy, Cascare dal sonno, Raffaello Cortina, Milano, 2009 , p. 13.

2. La prospettiva dell’« embodiment».

corporeità e sensorialità La metafora L’uso di aforismi, aneddoti, storie e metafore è una modalità di comunicazione che minimizza la resistenza della persona, in quanto non la sottopone ad alcuna richiesta diretta. Il messaggio giunge quindi velato e sotto forma di metafora, trasmettendo forti suggestioni che arrivano direttamente all’emisfero cerebrale destro poiché creano immagini mentali. Vengono così bypassati i processi logici e razionali. Il mito del carro e dell’auriga « Si raffiguri l'anima come la potenza d'insieme di una pariglia alata e di un auriga. Ora tutti i corsieri degli dèi e i loro aurighi sono buoni e di buona razza, ma quelli degli altri esseri sono un po' sì e un po' no. Innanzitutto, per noi uomini, l'auriga conduce la pariglia; poi dei due corsieri uno è nobile e buono, e di buona razza, mentre l'altro è tutto il contrario ed è di razza opposta. Di qui consegue che, nel nostro caso, il compito di tal guida è davvero difficile e penoso» (Platone, Fedro, 246 ).

2. La prospettiva dell’« embodiment».

corporeità e sensorialità

Le metafore e i modi di dire sul corpo

  1. L’alluvione ha messo in ginocchio l’intero paese.

Significa che ......................................................................................................

  1. Ascolta il mio consiglio, ti sto parlando con il cuore in mano.

Significa che ......................................................................................................

  1. Ho preparato una cenetta squisita; ho deciso di prenderti per la gola!

Significa che ......................................................................................................

  1. La tua azione è stata lodevole: sei una persona davvero in gamba!

Significa che ......................................................................................................

  1. Quel pianista è molto bravo, riesce a suonare a orecchio.

Significa che ......................................................................................................

  1. Mi dai una mano? Non riesco a risolvere questo problema.

Significa che ......................................................................................................

  1. Come mai non hai più soldi? Hai proprio le mani bucate!

Significa che ......................................................................................................

2. La prospettiva dell’« embodiment».

corporeità e sensorialità

Massimo Recalcati ci presenta un’immagine della realtà degli attuali “ corpi in disagio ”

dei giovani e dei loro inquietanti messaggi: “Il disagio dei corpi dei giovani – il corpo iperattivo, il

corpo sbandato, il corpo annoiato, il corpo anoressico o obeso, il corpo depresso, il corpo

intossicato, il corpo distratto – ha preso il posto della parola critica [ … ]. La protesta, la rivolta, la

critica passano attraverso il disagio e la sofferenza muta dei corpi”.

Per accendere il desiderio basta sollecitare quegli aspetti da cui i ragazzi, da sempre, sono attratti

e frenati: l’avventura e la corporeità.

Lo studioso per eccellenza che ha studiato le forme, i modi e le conseguenze del “controllo” e del

“disciplinamento” del corpo è stato Michel Foucault, evidenziando quanto il corpo sia oggetto di

una vera e propria “ microfisica del potere ”, un potere che agisce in molti luoghi del sociale, in

forma capillare, appunto micrologica, e che penetra nelle coscienze attraverso i corpi, attraverso

il minuto controllo di gesti, di posizioni, di atteggiamenti fisici.

M. Foucault, Sorvegliare e punire, trad. it., Torino, Einaudi, 1976 , p. 165. M. Recalcati, L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento , Einaudi, Torino, 2014 , p. 33.

  1. Il disciplinamento dei corpi e la «microfisica» del potere.

corporeità e sensorialità Il trattamento dei corpi, tra il XVIII e il XIX secolo, contribuisce a ri-leggere la storia dell’educazione come una storia del «disciplinamento» dei corpi stessi. Per il filosofo di Poitiers, Michel Foucault, il corpo rappresenta lo spazio psico/fisico in cui il «potere» si manifesta. Il comportamento viene scomposto nei suoi elementi: la posizione del corpo, delle membra, delle articolazioni. In classe si insegna ad entrare in possesso di una postura e di un coordinamento degli arti e degli atti: attività motoria, posizione delle mani, del busto, delle gambe, etc.; anche la scrittura viene fatta corrispondere al movimento disciplinato di alcuni organi, alla posizione del corpo, all’uso di certi esercizi e di vere e proprie tecniche.

Da Sorvegliare e punire a Microfisica del potere fino alla

Storia della sessualità il modello foucaultiano analizza l’ investimento

disciplinare dei corpi attraverso la forma mista di assoggettamento e di oggettivazione. Accanto al disciplinamento del corpo, successivamente c’è stata anche la sua liberazione che, a partire dalla medicina igienistica, è esplosa con la cultura novecentesca (si pensi alla psicoanalisi, al nudismo, alla conquista della libertà sessuale femminile, etc.). M. Foucault, Sorvegliare e punire, trad. it., Torino, Einaudi, 1976 , p. 165.

  1. Il disciplinamento dei corpi e la «microfisica» del potere.

corporeità e sensorialità L’organizzazione dei movimenti. Generalmente la scuola dell’Ottocento è costituita da uno spazio chiuso nel quale centinaia di bambini possono evolversi/trasformarsi simultaneamente. Il metodo insegna ai maestri a controllare il potenziale “anarchico” dell’infanzia e a canalizzare quelle forze in un movimento collettivo della scuola stessa. La paura dei movimenti

infantili e dei disordini che essi possono provocare è sempre presente in quel tipo di scuola. Tuttavia, non si

tratta di produrre una repressione generalizzata delle singole forze, ma di “canalizzarle” nel gruppo rendendo i

corpi sempre più docili.

La gestione dello spazio. In primo luogo è attraverso l’utilità dei suoi locali che la scuola può stabilire il suo potere sull’infanzia. Nella scuola modello, il modo di organizzare gli spazi delinea un vero e proprio sistema pedagogico: le pareti e i mobili rappresentano degli “operatori” di classificazione e di ripartizione umana. Con l’effetto dei dispositivi architettonici (aule, banchi, refettori, etc.) lo spazio unico del contagio e del disordine lascia il posto a un luogo suddiviso in molteplici parti, organizzate e «controllabili».

  1. Il disciplinamento dei corpi e la «microfisica» del potere.

corporeità e sensorialità Corpo e gioco Il sociologo francese Roger Caillois ha pensato di fare una classificazione rispetto a quattro categorie:

1. Ilinx: deriva dal francese e significa vertigine, rappresenta la categoria che comprende i giochi che si basano di

fatti sulla ricerca della vertigine, ossia il tentativo di far subire alla coscienza lucida una sorta di panico inebriante.

2. Mimicry: è la parola inglese che indica il mimetismo degli animali ed è la categoria che comprende i giochi di

travestimento e di fantasia, in cui il soggetto gioca a credere o a far credere ad altri di essere qualcuno o qualcos’altro.

3. Alea: deriva dal latino e significa letteralmente “gioco dei dadi” ed è la categoria che comprende i giochi basati

sul caso. Qui il giocatore è totalmente passivo e completamente dipendente dalla fortuna. Si tratta di giochi come la tombola, alcuni giochi con le carte o i giochi d’azzardo.

4. Agon: deriva dal greco e significa “disputa”, “lotta” e comprende tutti i giochi di competizione dove viene creato

un contesto in cui tutti i giocatori hanno la stessa probabilità di vincita. L’ agon si presenta come la forma pura del

merito personale ed è la caratteristica principale degli sport, qualora si tratti di una sfida a carattere muscolare, ma anche degli scacchi e della dama qualora si faccia riferimento invece a sfide di carattere cerebrale. Caillois R., I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine, Milano, Bompiani, 2000.

  1. Il disciplinamento dei corpi e la «microfisica» del potere.