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Teorema di Lagrange, spiegazione, Appunti di Matematica

Questo documento contiene la spiegazione del teorema, compresi la dimostrazione e il significato geometrico dell'enunciato.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 25/05/2021

silvia-foschi
silvia-foschi 🇮🇹

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Teorema di Lagrange
Il teorema di Lagrange, anche noto come teorema del valor medio o dell’incremento finito,
è uno dei più importanti risultati a cui è giunta l’analisi matematica. Si applica alle funzioni
di variabile reale (ossia che si presenta come definita sul dominio R o un suo sottoinsieme
e a valori sempre reali) e afferma, dal punto di vista geometrico, che dato il grafico di una
funzione tra due estremi, esiste almeno un punto in cui la tangente al grafico è parallela
alla secante passate per gli estremi.
Cenni su Joseph-Louis Lagrange
Joseph-Louis Lagrange, nato Giuseppe Luigi Lagrangia (Torino, 25 gennaio 1736 – Parigi,
10 aprile 1813), è stato un matematico e astronomo italiano attivo, nella sua maturità
scientifica, per ventuno anni a Berlino e per ventisei a Parigi. Viene unanimemente
considerato tra i maggiori e più influenti matematici europei del XVIII secolo. La sua più
importante opera è la Mécanique analytique, pubblicata nel 1788, con cui nasce
convenzionalmente la meccanica razionale. In matematica, è ricordato per i contributi dati
alla teoria dei numeri, per essere tra i fondatori del calcolo delle variazioni, deducendolo
nella "Mecánique", per aver delineato i fondamenti della meccanica razionale, nella
formulazione nota come meccanica lagrangiana, per i risultati nel campo delle equazioni
differenziali e per essere stato uno dei pionieri della teoria dei gruppi. Nel settore della
meccanica celeste condusse ricerche sul fenomeno della librazione lunare e, in seguito,
sui movimenti dei satelliti del pianeta Giove; indagò con il rigore del calcolo matematico il
problema dei tre corpi e del loro equilibrio dinamico.
Enunciato
Sia
f
(
x
)
una funzione continua nell’intervallo chiuso
[
a ; b
]
e derivabile nell’intervallo aperto
(
a ; b
)
. Esiste almeno un punto
c
(
a ; b
)
in cui risulta:
f
'
(
c
)
=f
(
b
)
f(a)
ba
Le ipotesi sono:
f(x)
continua in
[a ; b]
f(x)
derivabile in
La tesi è:
c
(
a; b
)
f
'
(
c
)
=f
(
b
)
f(a)
ba
1.
f
(
b
)
f(a)
è l’incremento che la funzione subisce quando si passa dall’estremo
sinistro dell’intervallo all’estremo destro;
2. al denominatore abbiamo
ba
che è l’incremento della variabile indipendente,
ossia l’ampiezza dell’intervallo
(
a ; b
)
Questo rapporto rappresenta l’incremento medio che la funzione subisce nell’intervallo
[a ; b]
, per questo motivo il teorema di Lagrange lo chiamiamo anche teorema del valore
medio.
Dimostrazione
Per dimostrare il teorema di Lagrange si usa il teorema di Rolle, che richiede un ipotesi
non presente nel teorema di Lagrange, cioè l’uguaglianza dei valori della funzione agli
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Teorema di Lagrange

Il teorema di Lagrange, anche noto come teorema del valor medio o dell’incremento finito,

è uno dei più importanti risultati a cui è giunta l’analisi matematica. Si applica alle funzioni

di variabile reale (ossia che si presenta come definita sul dominio R o un suo sottoinsieme

e a valori sempre reali) e afferma, dal punto di vista geometrico, che dato il grafico di una

funzione tra due estremi, esiste almeno un punto in cui la tangente al grafico è parallela

alla secante passate per gli estremi.

Cenni su Joseph-Louis Lagrange

Joseph-Louis Lagrange, nato Giuseppe Luigi Lagrangia (Torino, 25 gennaio 1736 – Parigi,

10 aprile 1813), è stato un matematico e astronomo italiano attivo, nella sua maturità

scientifica, per ventuno anni a Berlino e per ventisei a Parigi. Viene unanimemente

considerato tra i maggiori e più influenti matematici europei del XVIII secolo. La sua più

importante opera è la Mécanique analytique , pubblicata nel 1788, con cui nasce

convenzionalmente la meccanica razionale. In matematica, è ricordato per i contributi dati

alla teoria dei numeri, per essere tra i fondatori del calcolo delle variazioni, deducendolo

nella "Mecánique", per aver delineato i fondamenti della meccanica razionale, nella

formulazione nota come meccanica lagrangiana, per i risultati nel campo delle equazioni

differenziali e per essere stato uno dei pionieri della teoria dei gruppi. Nel settore della

meccanica celeste condusse ricerche sul fenomeno della librazione lunare e, in seguito,

sui movimenti dei satelliti del pianeta Giove; indagò con il rigore del calcolo matematico il

problema dei tre corpi e del loro equilibrio dinamico.

Enunciato

Sia

f ( x )

una funzione continua nell’intervallo chiuso [ a ; b ] e derivabile nell’intervallo aperto

( a ;b ). Esiste almeno un punto c ( a ; b ) in cui risulta: f

'

c

f ( b)−f (a)

b−a

Le ipotesi sono:

f ( x)

continua in [a ; b]

f ( x)

derivabile in (a ; b)

La tesi è:

c

a; b

∨f

'

c

f ( b)−f ( a)

b−a

  1. f ( b )−f (a) è l’incremento che la funzione subisce quando si passa dall’estremo

sinistro dell’intervallo all’estremo destro;

  1. al denominatore abbiamo b−a che è l’incremento della variabile indipendente,

ossia l’ampiezza dell’intervallo

( a ;b )

Questo rapporto rappresenta l’incremento medio che la funzione subisce nell’intervallo

[a ; b], per questo motivo il teorema di Lagrange lo chiamiamo anche teorema del valore

medio.

Dimostrazione

Per dimostrare il teorema di Lagrange si usa il teorema di Rolle, che richiede un ipotesi

non presente nel teorema di Lagrange, cioè l’uguaglianza dei valori della funzione agli

estremi dell’intervallo: in generale nel teorema di Lagrange non è detto che

f (a) e

f (b)

coincidano tra loro, altrimenti la differenza tra le due farebbe 0 (e quindi anche f ’ (c )

sarebbe =0).

Per dimostrare il teorema di Lagrange costruiamo una funzione ausiliaria dipendente da

f ( x) alla quale sia applicabile il teorema di Rolle: φ (x)

φ ( x )=f ( x )−k ∙ x

Dal momento che

k ∙ x è un monomio, la funzione

k ∙ x è sicuramente continua e derivabile

per qualsiasi valore di x; dal momento che la funzione f ( x ) è continua in [ a ; b ] ed è

derivabile (a ; b), anche la funzione φ ( x )mantiene le stesse caratteristiche di continuità e

variabilità della funzione f ( x ).

Scegliendo il valore della costante

k possiamo fare in modo che

φ ( a )=φ (b) in modo da far

valere anche la terza ipotesi del teorema di Rolle, che possiamo così applicare alla

funzione

φ ( x) .

Per avere l’uguaglianza φ ( a )=φ (b) calcoliamo separatamente φ ( a )=f ( a)−ka e

φ ( b )=f ( b)−k b quindi f ( a)−k (a)=f ( b)−k ( b)

Isoliamo k, variabile dell’equazione, e otteniamo kb−ka=f ( b)−f (a). Mettiamo la variabile a

fattor comune e otteniamo k ( b−a )=f ( b )−f (a).

Dividiamo e otteniamo k =

f ( b) −f (a)

b−a

che è proprio il rapporto che compare nella tesi del

teorema di Lagrange.

Adesso sostituiamo k nella funzione φ ( x), quindi φ ( x )=f ( x )−

f ( b) −f ( a )

b−a

∙ x

In questo modo la funzione

φ ( x ) soddisfa le tre ipotesi del teorema di Rolle, quindi

possiamo applicarlo ad essa. Il teorema di Rolle assicura che c (a ; b)∨φ

'

c

tesi

del teorema di Rolle.

φ

'

x

=f

'

x

−D( k ∙ x)

Visto che k è una costante D ( k ∙ x )=k ∙ 1 perché D ( x )= 1 e D ( k )=k, quindi

φ

'

( x )=f

'

( x )−k =f

'

( x )−

f ( b )−f ( a)

b−a

Mettendo il valore

c che annulla la funzione

φ ( x) otteniamo che

0 =f

'

( c )−

f ( b )−f ( a)

b−a

Portiamo f ' (c ) a sinistra, cambiamo segno e otteniamo la tesi del teorema di Lagrange

f

'

c

f ( b)−f (a)

b−a

Significato geometrico della tesi

Il teorema di Lagrange afferma che esiste almeno un punto c (a , b), tale che la tangente

al grafico di

f nel punto (c , f ( c)) abbia la stessa pendenza della retta passante per i punti

(a ; f (a))e (b ; f (b)).