Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee, Appunti di Sociologia

Riassunto completo del libro di Ritzer

Tipologia: Appunti

2018/2019
In offerta
30 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 21/11/2019

Federaica8
Federaica8 🇮🇹

4.3

(44)

18 documenti

1 / 16

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
TEORIA SOCIOLOGICA Radici classiche e sfide contemporanee- George Ritzer
Capitolo 1 Introduzione alla teoria sociologica
I teorici sociali:
- elaborano e sviluppano teorie riguardanti le realtà sociali e le relazioni sociali;
- di solito propongono le proprie teorizzazioni sulla base del lavoro dei pensatori sociali che li hanno preceduti;
- si appoggiano a dati raccolti personalmente o da altri;
-pubblicano le proprie teorie che, generalmente, comprendono un’ampia varietà di problematiche;
- scelgono argomenti che sono di grande interesse personale e sono frequentemente derivati da questioni di grande
peso nelle proprie vite private.
Qualsiasi aspetto del mondo sociale, dai più bizzarri ai più ordinari, può diventare oggetto di una teoria sociale. Ogni
particolare atto o relazione può servire per cogliere il senso del mondo sociale nella sua interezza.
Una teoria sociologica è un insieme di idee interconnesse tra loro, che permette la sistematizzazione della conoscenza
sul mondo sociale, la spiegazione di tale mondo e la predizione del suo futuro. Essa è influenzata da un’ampia varietà
di fattori politici (orientamento politico, gruppo di appartenenza ecc…).
Queer theory: teoria critica che evidenzia il silenzio della teoria sociologica classica sulla sessualità in generale e sulla
omosessualità in particolare (solo nel 1970 giunsero i primi lavori di Foucault a riguardo).
Teoria multiculturale:
- rifiuto delle teorie che tendono a sostenere chi detiene il potere;
- inclusiva, parla di molti gruppi sociali privi di potere;
- riferimento a valori;
- oltre il mondo sociale, è messo in discussione anche quello intellettuale;
- sfumatura critica;
- è definita entro i contesti storici, sociali e culturali nei quali ci si trova a vivere.
Capitolo 2 Teorie classiche
Mirano ad una descrizione della società coeva che, pur segnata dal progresso, appare intrisa di problemi.
Vengono, quindi, offerte delle idee su come risolvere tali problemi e dare vita a una società migliore.
Emile DURKHEIM (1858-1917)
Ai suoi tempi considerato un liberale, assunse un ruolo attivo nella difesa di Alfred Dreyfus (capitano ebreo
dell’esercito francese condannato alla corte marziale per alto tradimento sulla base di ragioni dettate da sentimenti
antisemiti). Secondo Durkheim quando la società è sofferente, sente come il bisogno di individuare qualcuno a cui
possano essere addossate le responsabilità di tale malattia, e i naturali candidati per questo ruolo appaiono coloro che
sono già discriminati dall’opinione pubblica. Suggerisce di reprimere coloro che incitano l’odio verso l’altro.
Due tipi di solidarietà
Durkheim riflette sulla trasformazione storica da società meccaniche più primitive a società organiche più moderne,
distinte dalla fonte della loro solidarietà, ovvero di ciò che le rende coese. Solidarietà meccanica: tutti i suoi membri
svolgono gli stessi compiti; sono società primitive caratterizzate da una minima divisione del lavoro. È caratterizzata
da leggi repressive; i colpevoli vengono puniti severamente sulla base della legge del taglione.
Solidarietà organica: caratterizzata dalla divisione del lavoro, i suoi membri svolgono un numero crescente di attività
specializzate. È caratterizzata da leggi restitutive; i colpevoli devono semplicemente conformarsi alla legge oppure
rimborsare le vittime. La collettività può prendere le distanze dalla procedura legale, sapendo che se ne stia occupando
qualcuno che è stato appositamente pagato o eletto a tal scopo (pubblici ufficiali come la polizia e i pubblici
ministeri).
Durkheim immagina una progressiva trasformazione storica dalla solidarietà meccanica a quella organica (idea di
mutamento materiale diversa dal modello comtiano di mutamento, espresso in termini di cambiamento delle idee, dei
modi in cui le persone cercano di dare un significato al mondo).
La trasformazione della solidarietà è dovuta ad un aumento nella densità dinamica, definita da due elementi: -
dal numero dei componenti di una società, che non è sufficiente a spiegare il mutamento; -dall’aumento nelle
interazioni tra un numero sempre maggiore di membri della società. Un incremento della densità dinamica porta ad un
diverso assetto nella divisione del lavoro, in quanto una società composta da più persone porta a una maggiore
competizione. Se tutti sono in competizione su tutto, si crea disordine e conflitto; ma la divisione del lavoro darà
luogo a minori conflitti e a maggiore armonia. Una maggiore specializzazione porta a una maggiore efficienza e a un
aumento di produttività. Il risultato finale della divisione del lavoro è dato da livelli di pace e prosperità più elevati.
Questa transizione è accompagnata da un mutamento della coscienza collettiva, ovvero delle idee condivise dai
membri di un gruppo, di una tribù o di una società. Solo la collettività nel suo insieme è in grado di conoscerle. –In
società piccole (solidarietà meccanica) la coscienza collettiva esercita un effetto significativo su tutti i membri del
gruppo; si tratta di idee rigide, spesso associate a precetti religiosi, che esigono obbedienza e rispetto. –Nelle più
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee e più Appunti in PDF di Sociologia solo su Docsity!

TEORIA SOCIOLOGICA Radici classiche e sfide contemporanee- George Ritzer

Capitolo 1 Introduzione alla teoria sociologica

I teorici sociali:

  • elaborano e sviluppano teorie riguardanti le realtà sociali e le relazioni sociali;
  • di solito propongono le proprie teorizzazioni sulla base del lavoro dei pensatori sociali che li hanno preceduti;
  • si appoggiano a dati raccolti personalmente o da altri; -pubblicano le proprie teorie che, generalmente, comprendono un’ampia varietà di problematiche;
  • scelgono argomenti che sono di grande interesse personale e sono frequentemente derivati da questioni di grande peso nelle proprie vite private. Qualsiasi aspetto del mondo sociale, dai più bizzarri ai più ordinari, può diventare oggetto di una teoria sociale. Ogni particolare atto o relazione può servire per cogliere il senso del mondo sociale nella sua interezza. Una teoria sociologica è un insieme di idee interconnesse tra loro, che permette la sistematizzazione della conoscenza sul mondo sociale, la spiegazione di tale mondo e la predizione del suo futuro. Essa è influenzata da un’ampia varietà di fattori politici (orientamento politico, gruppo di appartenenza ecc…). Queer theory: teoria critica che evidenzia il silenzio della teoria sociologica classica sulla sessualità in generale e sulla omosessualità in particolare (solo nel 1970 giunsero i primi lavori di Foucault a riguardo). Teoria multiculturale:
  • rifiuto delle teorie che tendono a sostenere chi detiene il potere;
  • inclusiva, parla di molti gruppi sociali privi di potere;
  • riferimento a valori;
  • oltre il mondo sociale, è messo in discussione anche quello intellettuale;
  • sfumatura critica;
  • è definita entro i contesti storici, sociali e culturali nei quali ci si trova a vivere.

Capitolo 2 Teorie classiche

▲ Mirano ad una descrizione della società coeva che, pur segnata dal progresso, appare intrisa di problemi.

Vengono, quindi, offerte delle idee su come risolvere tali problemi e dare vita a una società migliore.

Emile DURKHEIM (1858-1917) Ai suoi tempi considerato un liberale, assunse un ruolo attivo nella difesa di Alfred Dreyfus (capitano ebreo dell’esercito francese condannato alla corte marziale per alto tradimento sulla base di ragioni dettate da sentimenti antisemiti). Secondo Durkheim quando la società è sofferente, sente come il bisogno di individuare qualcuno a cui possano essere addossate le responsabilità di tale malattia, e i naturali candidati per questo ruolo appaiono coloro che sono già discriminati dall’opinione pubblica. Suggerisce di reprimere coloro che incitano l’odio verso l’altro. Due tipi di solidarietà Durkheim riflette sulla trasformazione storica da società meccaniche più primitive a società organiche più moderne, distinte dalla fonte della loro solidarietà, ovvero di ciò che le rende coese. Solidarietà meccanica : tutti i suoi membri svolgono gli stessi compiti; sono società primitive caratterizzate da una minima divisione del lavoro. È caratterizzata da leggi repressive ; i colpevoli vengono puniti severamente sulla base della legge del taglione. Solidarietà organica : caratterizzata dalla divisione del lavoro, i suoi membri svolgono un numero crescente di attività specializzate. È caratterizzata da leggi restitutive ; i colpevoli devono semplicemente conformarsi alla legge oppure rimborsare le vittime. La collettività può prendere le distanze dalla procedura legale, sapendo che se ne stia occupando qualcuno che è stato appositamente pagato o eletto a tal scopo (pubblici ufficiali come la polizia e i pubblici ministeri). Durkheim immagina una progressiva trasformazione storica dalla solidarietà meccanica a quella organica (idea di mutamento materiale diversa dal modello comtiano di mutamento, espresso in termini di cambiamento delle idee, dei modi in cui le persone cercano di dare un significato al mondo). La trasformazione della solidarietà è dovuta ad un aumento nella densità dinamica, definita da due elementi: - dal numero dei componenti di una società, che non è sufficiente a spiegare il mutamento; -dall’aumento nelle interazioni tra un numero sempre maggiore di membri della società. Un incremento della densità dinamica porta ad un diverso assetto nella divisione del lavoro, in quanto una società composta da più persone porta a una maggiore competizione. Se tutti sono in competizione su tutto, si crea disordine e conflitto; ma la divisione del lavoro darà luogo a minori conflitti e a maggiore armonia. Una maggiore specializzazione porta a una maggiore efficienza e a un aumento di produttività. Il risultato finale della divisione del lavoro è dato da livelli di pace e prosperità più elevati. Questa transizione è accompagnata da un mutamento della coscienza collettiva , ovvero delle idee condivise dai membri di un gruppo, di una tribù o di una società. Solo la collettività nel suo insieme è in grado di conoscerle. –In società piccole (solidarietà meccanica) la coscienza collettiva esercita un effetto significativo su tutti i membri del gruppo; si tratta di idee rigide, spesso associate a precetti religiosi, che esigono obbedienza e rispetto. –Nelle più

ampie società (solidarietà organica) è più probabile che alcuni soggetti riescano parzialmente o totalmente a evadere da queste prescrizioni; la coscienza collettiva è più debole, meno in grado di esercitare il controllo sui membri della società, è più flessibile e più adattabile. Dall’esigenza di separare la sociologia da altri campi del sapere come la psicologia e la filosofia, nasce il concetto di fatto sociale. I fatti sociali sono esterni agli individui, esercitano una azione coercitiva su di loro (≠ psicologia) e si riferisce a tematiche concrete (≠ filosofia).

  • I fatti sociali materiali sono materializzati nel mondo sociale esterno all’individuo;
  • I fatti sociali non materiali sono immateriali come le norme e i valori che costituiscono un patrimonio condiviso della collettività e che sono interiorizzate durante il processo di socializzazione. Durkheim appare particolarmente preoccupato dalle difficoltà associate alla solidarietà organica; vede l’ anomia come una patologia che può e deve essere curata. L’anomia, definita come il sentimento che prova l’individuo che non sa cosa ci si aspetti da lui, è rintracciabile nel declino della coscienza collettiva nella solidarietà organica. Quando le persone devono fare fronte a delle situazioni, non sanno come comportarsi; sono alla deriva della società e sono privi di ormeggi stabili e sicuri. Il suicidio (opera): è più probabile che una persona commetta il suicidio se non sa cosa gli altri si aspettano da lei. La folle ricerca di ottenere tutto e subito, si risolve con un senso di frustrazione. 1. suicidio anomico : è causato da sconvolgimenti sociali sia positivi che negativi, che portano a una diminuita abilità della collettività di esercitare un controllo sugli individui, che non sanno comportarsi in un ambiente che il cambiamento ha reso sempre più estraneo; 2. suicidio egoistico : gli individui non sono ben integrati nella collettività e provano un senso di futilità, di mancanza di significato della loro esistenza; 3. suicidio altruistico : individui fin troppo integrati nella collettività; 4. suicidio fatalistico : in situazioni di eccessiva regolamentazione, gli individui sono addolorati e depressi dalla loro mancanza di libertà.

Karl MARX (1818-1883) Molte persone lo ritraggono come un radicale le cui idee hanno portato molte nazioni a consegnarsi a disastrosi regimi comunisti, per questo viene molto criticato. Di fatto ciò che ad alcune società è capitato ha ben poco in comune con quello che Marx avrebbe voluto che fosse una società comunista. Il punto di partenza della teoria marxiana riguarda il potenziale che ha un individuo o un popolo nelle corrette circostanze storiche e sociali ( potenziale umano ). La società capitalistica , oppressiva e basata sullo sfruttamento, rende impossibile anche solo minimamente avvicinarsi alla realizzazione del proprio potenziale. Le persone si concentrano, piuttosto, sul possesso di beni e sul guadagno di denaro per acquisire altri beni. Sotto il comunismo le persone sarebbero liberate dal mero desiderio di possedere cose e sarebbero state piuttosto in grado di esprimere a pieno il proprio potenziale. Per Marx gli individui sono dotati di coscienza e della capacità di collegare la propria capacità creativa all’azione. Il lavoro è quel processo positivo in cui le persone esprimono in attività produttive le proprie capacità creative. Nel momento in cui le persone raggiungono il proprio potenziale umano, si assiste a una naturale interconnessione tra le persone e le loro attività produttive, i prodotti che producono e i colleghi di lavoro con cui producono beni. L’ alienazione è la rottura di queste naturali interconnessioni. Sotto il capitalismo, il lavoro non permette alle persone di esprimere il proprio potenziale umano; gli individui subiscono le scelte dei padroni, accettano di svolgere le attività nel modo che è stato deciso dal capitalista. I lavoratori sono separati dal lavoro svolto e sono incapaci di esprimersi in esso: le attività produttive sono controllate, persino possedute dal capitalista; i capitalisti possiedono i beni prodotti, i lavoratori non scelgono cosa produrre; è facile che i lavoratori perdano il senso del loro contributo alla produzione del prodotto finale; i lavoratori sono separati dai loro colleghi e eseguono i loro compiti ripetitivi in solitudine (addirittura a volte il capitalista aizza i lavoratori gli uni contro gli altri per vedere chi riesce a produrre di più con la paga più bassa). Il capitalismo, per natura, porta allo sfruttamento. Plusvalore : differenza tra il valore di un prodotto alla vendita e il valore degli elementi necessari per produrlo. Il capitalista possiede il plusvalore e lo trattiene, utilizzandolo ai propri fini. In questo sistema, i proletari diventano sempre più poveri, mentre il capitalista diventa immensamente ricco. Il capitalismo è un sistema a due classi: i capitalisti, che possiedono i mezzi di produzione (tutto quanto è necessario per consentire il processo di produzione dei beni come attrezzi, macchinari, materie prime e fabbriche) e i lavoratori, che possiedono la forza lavoro. I capitalisti pagano ai lavoratori quello che Marx chiama reddito di sussistenza, giusto quanto basta per sopravvivere e avere una famiglia. Teoria del lavoro come valore. Il valore deriva dal lavoro, il proletario lavora, il capitalista invece no. Secondo Marx ciò che può fare il capitalista (organizzare, investire, pianificare… ) non è lavoro, perché non prevede la produzione di beni a partire da materie prime. Poiché il proletario lavora e il capitalista no, il proletario merita di ottenere qualsiasi cosa, il capitalista non merita nulla. Né il capitalista né il lavoratore sono consapevoli di questo sfruttamento: sono entrambe vittime della falsa coscienza. Tuttavia, mentre i capitalisti sono impegnati ad accumulare ricchezze e, quindi, non possono avvicinarsi, i proletari sono in grado di raggiungere la coscienza di classe , ovvero la comprensione della loro situazione di sfruttamento e povertà. La coscienza di classe è il prerequisito per una rivoluzione : i capitalisti diventano sempre più competitivi e un numero sempre cresce di capitalisti è costretto ad abbandonare la propria impresa; così cresce la classe proletaria e quando raggiungerà la coscienza di classe e deciderà di agire, attraverso azioni concrete, i capitalisti verranno semplicemente messi da parte.

Verstehen (=comprendere): metodo sistematico e rigoroso per studiare i pensieri e le azioni attraverso la comprensione dei processi mentali dell’attore che agisce, le motivazioni e i significati che attribuisce all’azione, nonché i fattori che conducono all’azione. Weber utilizzava il Verstehen come metodo per mettersi al posto dei singoli calvinisti e comprendere il contesto culturale in cui vivevano e che li portava a comportarsi secondo schemi capitalistici. Idealtipo : esagerazione di un punto di vista in particolare, un metro di misura (non esiste mai per intero). Uno degli idealtipi più famosi descritti da Weber è rappresentato dalla burocrazia (un insieme di funzioni ufficiali codificato da regole in cui ogni carica ha una specifica competenza; è un sistema gerarchico; ciò che avviene è fatto per iscritto ecc…). Il ricercatore utilizza l’idealtipo per individuare in che cosa l’organizzazione analizzata differisca dalle altre, e tentare di spiegare queste differenze. Autorità : chi esercita legittimamente il potere. Può essere:

1. Autorità tradizionale : è basata sulla credenza da parte dei seguaci che certi individui abbiano esercitato l’autorità da tempo immemorabile. Le regole dell’esercizio del potere hanno un’aura di santità che deriva dal carisma del tempo. Il ruolo del leader viene assegnato in modo ereditario. È una forma di potere sempre meno diffusa, oggi è quasi scomparsa; 2. Autorità carismatica : è legittimata dalla credenza dei seguaci nell’eccezionale santità, nelle virtù eroiche o nel carattere esemplare del leader carismatico. Non è razionale e di conseguenza si adatta malamente al compito di amministrare le richieste che una società avanza. Routinizzazione del carisma: i seguaci del leader cercano di sfruttare le capacità straordinarie del regime per renderlo in grado di gestire anche i compiti più mondani, anche alla luce del fatto che prima o poi il capo carismatico sarà costretto a lasciare la scena. È una forza rivoluzionaria, ma che quando finisce mette il sistema sulla buona strada per trasformarsi in un altro tipo di autorità. 3. Autorità legale-razionale : la legittimazione del leder deriva dal fatto che esistono una serie di norme codificate e regolamenti. La razionalizzazione cambia gli individui partendo da condizioni a loro esterne. Ne è un esempio la moderna burocrazia, secondo Weber molto potente e che esercita un forte controllo. Oltre a numerosi vantaggi, porta con sé problemi. Per spiegarli Weber utilizza la metafora della razionalizzazione come una gabbia d’acciaio dalla quale è impossibile fuggire. Nonostante porti benefici, ne deriva anche un crescente controllo esercitato sulle persone. Non solo imprigiona gli individui, ma è sempre più resistente agli attacchi esterni. Nel mondo moderno l’autorità carismatica, come quella tradizionale, diventa sempre più inadeguata a rispondere ai bisogni di una società moderna ed è sempre più improbabile che riesca ad ottenere il potere.

Capitolo 3 Teorie classiche II

Georg SIMMEL (1858-1918) La sua fama è spesso associata alla sua teoria della vita quotidiana ; Simmel era attratto da tutti quei comportamenti o episodi quotidiani che potrebbero apparire banali o privi di senso. Egli studia le forme di associazione che servono a costruire legami tra gli individui; queste vengono continuamente create, elaborate e sostituite da altre forme di associazione. Simmel definisce la sociologia come lo studio della vita quotidiana: la società non è altro che la somma delle interazioni individuali che la compongono. Simmel propone un’importante distinzione tra forme di interazione e tipi di attori che interagiscono, essendo gli individui continuamente portati a confrontarsi con una gamma impressionante di interazioni e di attori. Per poter far fronte a questo caos, gli individui riducono il loro mondo sociale a un numero limitato di forme di interazione e di tipi di attori, così da essere in grado di comprenderle meglio e affrontarle nel modo più adeguato. Secondo Simmel noi abbiamo a disposizione un insieme di tipi di riferimento e la nostra decisione iniziale sarà di assegnare un individuo in particolare a uno di questi tipi per categorizzarla. Non possiamo fare a meno di utilizzare questi tipi come prime approssimazioni per decidere se iniziare o evitare un’interazione. Gli individui si impegnano nell’azione seguendo un processo consapevole : nelle interazioni ciascun partecipante è portatore di diverse motivazioni, obiettivi e interessi. Gli individui possono acquisire gli stimoli esterni, valutarli, tentare diversi corsi d’azione e decidere cosa fare. In questo modo, finiscono con il creare i vincoli che li limitano: attraverso i processi mentali possono liberarsi, imprigionarsi o subire una combinazione di entrambe le cose. Segretezza : condizione in cui un individuo ha intenzione di nascondere qualcosa mentre un altro aspira a rivelare quanto viene nascosto. Non conosceremo mai completamente gli altri, essendo che gli individui hanno la capacità di rivelare intenzionalmente la verità su sé stessi oppure di mentire e celare questa informazione. Ogni persona seleziona le informazioni che offre agli altri rendendoli partecipi solo di frammenti delle nostre vite. In tutte le relazioni riveliamo solo una parte di noi stessi. La menzogna è una forma di interazione in cui un individuo intenzionalmente nasconde agli altri la verità. La presenza di una distanza tra le relazioni sociali è dovuta dal fatto che ogni comunicazione quotidiana combina elementi conosciuti da entrambi le parti con elementi conosciuti da uno solo. Persino le relazioni più intime implicano vicinanza e distanza. La segretezza è parte integrale di tutte le relazioni sociali. Solo chi possiede enormi depositi di talenti può permettersi numerose rivelazioni, tutti gli altri risulterebbero denudati da un eccesso di autorivelazione, rendendosi sempre meno interessanti. Per quanto riguarda l’aspetto dei gruppi , Simmel riscontra una differenza cruciale proprio tra i gruppi formati da due (diade) e da tre persone (triade). Diade : non ha alcun significato se non quello attribuitole dai partecipanti; non emerge alcuna struttura di gruppo indipendente; ciascuno dei due individui mantiene un altro livello di individualità,

poiché il gruppo non è separabile. Triade : rende possibile l’emergere di una struttura di gruppo indipendente; esiste la possibilità di una minaccia di gruppo nei confronti dell’individualità, e la creazione di nuovi ruoli sociali che erano impossibili in una diade; può emergere un sistema di autorità e stratificazione che non può esistere nella diade. Simmel ha sostenuto che la libertà dell’individuo aumenta al crescere dell’ampiezza del gruppo di cui è parte. È più facile che un piccolo gruppo eserciti un controllo maggiore sull’individuo rispetto a un grande gruppo in cui l’individuo ha maggiori possibilità di nascondersi. Simmel si è interessato allo studio sulla distanza. Lo straniero è definito, secondo questo concetto, come colui che non è né troppo vicino né troppo lontano. La forma di distanza/vicinanza tra un gruppo e uno straniero porta a forme inusuali di interazione: lo straniero può essere più oggettivo nella sua interazione coi membri del gruppo, e questi possono paradossalmente sentirsi più a proprio agio nel fargli le loro confidenze. Teoria dello spazio : sottolinea l’importanza dei confini, specialmente quando questi appaiono indefiniti, ovvero quando i gruppi non si limitano ai propri confini politici. Uno spazio è indistinto quando lo stesso spazio risulta non definito a un gruppo. Simmel sosteneva che il valore delle cose fosse una funzione della loro distanza da noi: quello che troviamo a portata di mano, o che è facile da raggiungere, non ha un grande valore. Analogamente, le cose troppo distanti da noi, o troppo difficili da ottenere, non hanno un grande valore. Cultura oggettiva : comprende tutto quanto viene prodotto da una società (la scienza, la filosofia…). Cultura soggettiva : si riferisce alle capacità di un individuo di produrre, assorbire e controllare gli elementi della cultura oggettiva. La tragedia della cultura deriva dal fatto che nel tempo la cultura oggettiva cresce esponenzialmente mentre la cultura soggettiva e l’abilità del singolo di produrre cultura oggettiva crescono solo marginalmente. I diversi elementi della cultura oggettiva diventano sempre più numerosi. La tragedia della cultura è data dal fatto che le nostre scarne risorse individuali non riescono a tenere il passo con i nostri stessi prodotti culturali: siamo dannati a capire sempre meno il mondo che abbiamo creato e ad essere sempre più controllati da quel mondo (es: internet). Un fattore determinante è la crescita della divisione del lavoro : un’accresciuta specializzazione porta a una maggiore abilità di produrre componenti del mondo oggettivo sempre più sofisticati, ma l’individuo altamente specializzato perde il senso della cultura nel suo totale e l’abilità di controllarla. Mano a mano che la cultura oggettiva cresce, la cultura individuale si atrofizza. Non c’è fine a questo processo e siamo destinati a essere sempre più insignificanti in confronto alla cultura oggettiva, e a essere sempre più controllati da essa.

Thorstein VEBLEN (^) (1857-1929) Si è occupato principalmente del rapporto conflittuale tra l’ azienda e l’ industria , fra cui individua un forte contrasto: mentre lo sviluppo dell’industria porta a una produzione sempre maggiore, gli interessi dell’impresa spingono a limitare la produzione per mantenere alti i prezzi e i profitti. Teoria del consumo : la vera motivazione che ci spinge a consumare una varietà di beni non è la sopravvivenza, ma la creazione di distinzioni tra gruppi di persone. Il possedere beni rari porta a un innalzamento nello status di chi li possiede. La classe agiata si dedica a un consumo vistoso , mentre le persone delle altre classi sociali finiscono con l’emulare il comportamento della classe agiata. Anche il tempo libero rappresenta un primo modo per creare distinzione tra le persone: le persone sprecano in modo vistoso il proprio tempo in attività non produttive per poter così accrescere il proprio prestigio sociale. Nel mondo moderno è più probabile che le èlite si dedichino al consumo vistoso che non al tempo libero perché il primo è più visibile, e la visibilità è cruciale al fine di aumentare il proprio prestigio e suscitare invidia da parte degli altri. L’impresa : i primi leader contribuivano in modo diretto alla produzione, oggi invece i capitani d’impresa sono occupati a gestire problemi di natura finanziaria, non guadagnano più il proprio reddito in senso proprio, perché la finanza non dà un contributo diretto all’impresa. L’interesse prevalente è il denaro, l’obiettivo dell’impresa è orientato al profitto. I capitani dell’industria hanno un orientamento all’impresa non produttivo, ma parassitico e basato sullo sfruttamento. Si concentrano su traffici audaci, sulla monopolizzazione dei mercati e sul tener salde le proprie posizioni. Stimolano la crescita della capacità produttiva, ma al tempo stesso possono rallentarla. L’industria : ha a che vedere con l’utilizzo di procedure meccaniche. Un orientamento industriale è associato a coloro che si occupano della produzione e della lavorazione, ovvero le classi operaie. L’interesse principale di questi leader è di limitare la produzione impedendo che il sistema produttivo operi liberamente, autoregolandosi, in modo tale da mantenere i prezzi più alti possibile. Il loro compito è quello di ostruire, ritardare, sabotare il funzionamento del sistema industriale. Senza queste interferenze, la straordinaria produttività del sistema industriale abbasserebbe progressivamente i prezzi e i profitti. Tuttavia, ciò che ne segue è un impoverimento della comunità, dovuto alla disoccupazione, alla stagnazione e allo spreco di risorse. I leader sono i primi responsabili delle depressioni economiche. Reddito libero: rendimenti addizionali derivati dal divario tra i guadagni offerti dal sistema produttivo e i costi per garantire un utile ragionevole ai proprietari e agli investitori. Spetta ai leader e non ai lavoratori.

Herbert MEAD (^) (1863-1931) Sottolinea l’importanza di iniziare la riflessione sociologica partendo dai gruppi , ovvero dal “sociale”, per poi scendere verso il singolo. Il pensiero, l’azione e le interazioni individuali devono essere spiegati in riferimento al gruppo, mentre non ha senso spiegare il gruppo attraverso le azioni dei singoli. Ha trovato difficoltà nel distinguere il suo approccio dal comportamentismo psicologico: egli accettava l’esistenza dii un meccanismo di stimolo e risposta,

1. l’adeguata collocazione all’interno della società è un problema per tre ragioni:

  • alcune posizioni sono più piacevoli da occupare di altre;
  • per quanto sia importante far sì che tutte le posizioni vengano occupate, lo è ancora di più che vengano occupate le posizioni principali;
  • posizioni diverse richiedono talenti diversi e abilità diverse. 2. una volta che gli individui vengono a trovarsi nella posizione giusta, la società deve instillare in loro il desiderio di adempiere alle funzioni previste per quella posizione. Le posizioni di maggiore valore sono quelle che vengono ritenute meno piacevoli da occupare, che richiedono le maggiori abilità e i maggiori talenti; di conseguenza la società deve assegnare a queste posizioni le maggiori ricompense e al tempo stesso assicurarsi che chi occuperà queste posizioni lavori diligentemente per ottenere tali ricompense (ragionamento che implica anche l’opposto). Davis e Moore ritenevano che la stratificazione fosse un meccanismo che evolve in maniera non pianificata e non pianificabile, e che fosse uno strumento che tutte le società devono sviluppare per poter sopravvivere. Critiche 1. Questo approccio non fa altro che giustificare e perpetuare i privilegi di coloro che si trovano già in una posizione di potere, di prestigio o di ricchezza; 2. In modo semplicistico assume che, poiché una struttura sociale stratificata è esistita in passato e continua a esistere nel presente, deve necessariamente continuare a esistere anche nel futuro; 3. È difficile sostenere che l’idea che esistano posizioni funzionali che variano a seconda dell’importanza che esse rivestono per la società; a ricompense maggiori non necessariamente corrispondono posizioni più importanti; 4. A molti individui viene sistematicamente impedito di intraprendere il percorso formativo che li porterebbe a raggiungere posizioni di prestigio; coloro che si trovano in posizione sovraordinata hanno tutto l’interesse a limitare il numero di persone che appartengono all’élite, così da mantenere elevati il proprio reddito e il proprio potere; 5. Non è necessario offrire potere, prestigio e ricchezza per convincere gli individui a occupare posizioni di alto livello nel sistema sociale.

Talcott PARSONS (1902-1979) Schema AGIL : quattro funzioni sono imperative, ovvero sono caratteristiche di tutti i sistemi e indispensabili per la loro esistenza. Tutti i sistemi devono impegnarsi in 4 sistemi di attività mirate a soddisfare i bisogni del sistema stesso:

1. L’adattamento (A, adaptation): un sistema deve conformarsi all’ambiente che lo circonda e adattare l’ambiente ai propri bisogni; 2. Il perseguimento dei fini (G, goal attainment): riguarda il bisogno di un sistema sociale di definire e raggiungere i suoi scopi primari. L’obiettivo finale è di riuscire a sopravvivere nel futuro, ma anche di crescere ed espandersi. Esistono anche obiettivi più specifici, per esempio quello universitario è un sistema che ha lo scopo di formare gli studenti e di permettere ai docenti di svolgere la ricerca di base necessaria al progresso della conoscenza; 3. L’integrazione (I, integration): tentativo di regolare le interrelazioni delle parti che compongono un sistema, assicurandosi che a ciascuna attività vengano allocati tempo, energie, personale e risorse sufficienti; 4. La latenza (L, latency): si riferisce alla necessità che ha il sistema di dare, mantenere e rinnovare i modelli culturali che creano e sostengono la motivazione individuale (mantenimento del modello). Al fine di mantenere il sistema di stratificazione sociale è necessario creare norme e valori che supportino questo sistema. Norme e valori non sono statici e devono costantemente cambiare per riflettere le nuove realtà sociali. Parsons ha pensato questo modello affinché potesse essere utilizzato a tutti i livelli del suo sistema teorico, inclusa la concezione più generale dei 4 sistemi d’azione : 1. L’organismo comportamentale : sistema d’azione che si occupa della funzione di adattamento; 2. Il sistema della personalità : svolge la funzione di perseguimento dei fini definendo gli obiettivi del sistema; 3. Il sistema sociale : riguarda la funzione di integrazione, controllando le parti che lo compongono; 4. Il sistema culturale : svolge la funzione di latenza. Vi è una struttura chiaramente gerarchica nel sistema d’azione di Parsons, dove ciascuno dei livelli inferiori procura le condizioni e l’energia necessaria ai livelli superiori, e i livelli più elevati controllano quelli a essi inferiori. Al livello più basso di colloca l’ambiente fisico e organico. Il livello più elevato riguarda la tendenza universale di tutte le società di far fronte simbolicamente alle difficoltà con l’esistenza umana (l’incertezza, la tragedia… ). Problema dell’ordine :

  • i sistemi sono caratterizzati dalla proprietà dell’ordine;
  • i sistemi tendono a un ordine che si auto-conserva, tendono all’equilibrio;
  • il sistema può essere statico o interessato da un processo ordinato di cambiamento;
  • la natura di una parte del sistema ha un impatto sulla forma che le altre parti possono assumere;
  • i sistemi mantengono dei confini con i loro ambienti;
  • l’allocazione delle risorse e l’integrazione tra le parti cono necessari a garantire l’equilibrio;
  • i sistemi tendono ad auto-conservarsi attraverso il mantenimento dei confini e delle relazioni.
  1. Organismo comportamentale : sebbene sia basato sulla costituzione genetica, la sua organizzazione è soggetta ai processi di condizionamento e di apprendimento che avvengono durante la vita dell’individuo;
  2. Sistema di personalità : è controllato dal sistema culturale ma anche dal sistema sociale. Tuttavia, conserva un certo grado di indipendenza per la sua unicità nelle esperienze di vita di individui unici. Assume un ruolo secondario o di dipendenza rispetto agli altri sistemi. Personalità: sistema organizzato di orientamento e di motivazione all’azione di un attore. L’aspetto più importante della motivazione all’azione è la disposizione ai bisogni (need-disposition). La disposizione ai bisogni sono impulsi, cioè tendenze innate, modellati dal contesto sociale. Essa stimola gli attori ad accettare o a rifiutare gli oggetti presenti nell’ambiente. 3 tipi fondamentali di disposizioni ai bisogni: 1 il primo stimola gli attori a cercare nelle loro relazioni sociali amore e approvazione; 2 il secondo include i valori interiorizzati che portano gli attori a osservare diversi standard culturali; 3 infine, le aspettative di ruolo spingono gli attori a dare e ottenere risposte appropriate. Dall’opera di Parsons emerge una complessiva debolezza del sistema di personalità. Esiste un collegamento tra sistema di personalità e sistema sociale che suggerisce l’integrazione: gli attori devono imparare a vedersi in modo coerente con le posizioni che essi occupano; esistono aspettative associate a ciascuno dei ruoli e gli attori devono conformarsi a queste. A riflettere la passività del sistema di personalità, è l’interiorizzazione come espressione del processo di socializzazione che è più legato al sistema di personalità.
  3. Sistema sociale : insieme di attori che interagiscono gli uni con gli altri entro un determinato contesto fisico o ambientale. Gli attori cercano di massimizzare la propria gratificazione mentre le loro relazioni vengono definite e mediate da simboli culturali condivisi. La combinazione tra status e ruolo rappresenta la componente strutturale del sistema sociale. Status: posizione strutturale che viene assunta dall’individuo nel sistema sociale; ruolo: rappresenta ciò che l’attore fa in quella posizione, nel contesto del suo significato funzionale. L’attore è visto come un intreccio di status e di ruoli. Prerequisiti funzionali del sistema sociale:
  • devono essere strutturati in modo tale da operare in modo compatibile con altri sistemi;
  • devono ottenere sostegno dagli altri sistemi;
  • deve soddisfare i bisogni dei suoi attori;
  • deve stimolare partecipazione da parte dei suoi membri;
  • deve avere un minimo di controllo sui comportamenti potenzialmente distruttivi;
  • se deflagra il conflitto, questo deve essere controllato;
  • per sopravvivere richiede l’utilizzo di un linguaggio. L’obiettivo di Parsons è rivolto principalmente ai sistemi di larga scala alle loro relazioni reciproche. Per quanto riguarda le relazioni tra gli attori e le strutture sociali, individua come fondamentali i processi di interiorizzazione e di socializzazione. Il processo di socializzazione risulta efficace quando norme e valori vengono interiorizzati. Di conseguenza, nel perseguire i propri interessi, gli attori stanno perseguendo gli interessi del sistema. Gli attori sono riceventi passivi nel processo di socializzazione. È un processo conservativo in cui le disposizioni al bisogno legano gli individui al sistema sociale, che mette a disposizione quei mezzi attraverso i quali gli impulsi possono essere soddisfatti (la creatività ha ben poco spazio). È un processo che dura tutta la vita. Nonostante il conformismo indotto dalla socializzazione, esiste un’ampia varietà di variazioni individuali nel sistema. Secondo Parsons, il controllo sociale rappresenta una linea di difesa secondaria. Un sistema funziona molto meglio quando il controllo sociale è utilizzato con parsimonia. Inoltre, il sistema deve essere in grado di tollerare alcune variazioni. Un sistema sociale flessibile è più forte di uno che non accetta alcun ripiego. Infine, un sistema sociale deve essere in grado di offrire un ampio spettro di opportunità di svolgere ruoli diversi. Socializzazione e controllo sociale sono i principali meccanismi che consentono al sistema di mantenere il suo equilibrio. Società : collettività relativamente autosufficiente in cui si distinguono 4 strutture diverse:
  1. Il sottosistema economico : svolge per la società la funzione di adattamento all’ambiente. Attraverso il lavoro, l’economia adatta l’ambiente ai bisogni della società e aiuta la società ad adattarsi e ad adeguarsi alla realtà esterna;
  2. Il sottosistema politico : svolge la funzione di perseguimento dei fini prefiggendosi obiettivi di ordine sociale e mobilitando attori e risorse per poterli conseguire;
  3. Comunità societaria : svolge la funzione di integrazione coordinando le diverse componenti di una società (per esempio la legge);
  4. Il sottosistema fiduciario : si occupa del mantenimento del modello e della funzione di latenza trasmettendo cultura (norme e valori) agli attori e assicurandosi che questa venga interiorizzata (individuabile nelle scuole e nelle famiglie). Il sistema culturale risulta, per Parsons, il più importante.
  5. Sistema culturale : la cultura rappresenta la forza più potente in grado di tenere legati i diversi elementi del mondo sociale. La cultura media l’interazione tra gli attori e il sistema sociale integra il sistema di personalità e il sistema sociale. La cultura ha la peculiarità di diventare una componente di altri sistemi. La cultura è vista come un sistema ordinato di simboli ricorrenti che sono gli oggetti dell’orientamento degli attori, aspetti interiorizzati del sistema di personalità, e modelli istituzionalizzati nel sistema sociale. La cultura può spostarsi da un sistema sociale a un altro tramite la diffusione e da un sistema di personalità all’altro attraverso l’apprendimento e la socializzazione. Essa ha l’abilità di controllare gli altri sistemi d’azione dello schema parsoniano.

Robert K. MERTON (1910-2003)

Diverse posizioni all’interno della società godono di una diversa dotazione di autorità, che risiede non negli individui, ma nelle posizioni che essi vanno ad occupare. L’origine strutturale dei conflitti è rintracciabile nella relazione tra le posizioni che possiedono autorità e quelle che sono soggette a quella stessa autorità. Funzioni del conflitto sociale :

1. Il conflitto può contribuire a solidificare un gruppo debolmente strutturato: in una società che appare disintegrarsi, il conflitto con un’altra società può restituire integrazione interna; 2. Il conflitto con un gruppo può servire a produrre coesione portando ad alleanze con altri gruppi; 3. Il conflitto può portare alcuni individui, che sarebbero abitualmente isolati, a svolgere un ruolo attivo; 4. Come conseguenza del conflitto vengono chiarite le posizioni e i confini tra i gruppi (funzione comunicativa); 5. il conflitto consente ai partiti di rendersi conto delle rispettive forze e può quindi aumentare la possibilità di riconciliazione, o di accomodamento pacifico delle divergenze. È dunque possibile coniugare i l funzionalismo e la teoria del conflitto guardando alle funzioni del conflitto sociale. Comunque, bisogna sempre tenere in considerazione che il conflitto porta inevitabilmente con sé anche delle disfunzioni. L’ autorità implica sempre sovraordinazione e subordinazione: coloro che occupano posizioni di autorità esercitano il dominio a causa delle aspettative di chi li circonda. Queste aspettative sono legate alle posizioni, non agli individui. L’autorità non è costante: una persona che all’interno di un determinato contesto gode di autorità, non necessariamente occuperà una posizione altrettanto autorevole in un contesto diverso. Analogamente una persona che si torva in una posizione subordinata in un gruppo può trovarsi in una posizione sovraordinata in un altro. Associazioni imperativamente coordinate : associazioni di individui controllati da una gerarchia o da posizioni di autorità, di cui è composta la società. Grazie a questa caratteristica un individuo può occupare una posizione di autorità in una associazione e una posizione subordinata in un’altra. All’interno di ciascuna associazione possono crearsi due gruppi di conflitto, per la differenza di interessi tra chi si trova tra una posizione autorevole e tra chi occupa posizioni subordinate. Interessi : sono legati alle posizioni sociali e non alle caratteristiche psicologiche degli individui. Conflitto d’interesse : coloro che si trovano in posizione dominante cercano di mantenere lo status quo mentre coloro che si trovano in posizioni subordinate aspirano al mutamento. Gli individui si adattano ai loro ruoli quando entrano nel conflitto tra sovraordinati e subordinati (interessi latenti). Gli interessi manifesti sono interessi latenti di cui gli individui sono diventati consapevoli. Tipi di gruppi : 1. Quasi gruppo : insieme di individui che occupano posizioni che hanno simili interessi di ruolo; 2. Gruppo di interesse : possiedono interessi in comune ma anche una struttura, un fine e del personale, e hanno la capacità di prendere parte ai conflitti di gruppo; 3. Gruppi di conflitto : gruppi che effettivamente prendono parte al conflitto. Se il reclutamento nei quasi gruppi è casuale, allora è improbabile che ne emerga un gruppo di interesse o un gruppo di conflitto. Il conflitto porta al cambiamento e allo sviluppo. Una volta che emergono i gruppi di conflitto, essi prendono parte ad azioni che portano al mutamento nella struttura sociale. Qualunque sia la natura del conflitto, i sociologi devono entrare in sintonia con la relazione esistente tra conflitto e cambiamento, così come con la relazione tra conflitto e status quo.

Teoria generale dei sistemi

Niklas LUHMANN (1927-1998) Propose un approccio che combinava elementi dello struttural-funzionalismo parsoniano con altri derivanti dalla teoria generale dei sistemi. Tuttavia, Luhmann riconosceva che la teoria parsoniana risultava inficiata da due problemi: non prevedeva l’auto-referenzialità (principio per cui ci si basa esclusivamente su ciò che ci riguarda, non curandosi dei rapporti con altre realtà), e non riconosceva la contingenza, cioè non immaginava che la società potesse anche presentarsi in maniera diversa. Per comprendere Luhmann è importante distinguere il sistema dal suo ambiente. Il sistema è sempre meno complesso del suo ambiente. Tuttavia, questa complessità viene rappresentata in forma molto semplificata all’interno del sistema. Questo implica essere costretti a selezionare, che a sua volta implica la contingenza, poiché in ogni caso si sarebbe potuto optare per un’alternativa. Un sistema non può essere tanto complesso quanto il suo ambiente: i sistemi sono utili nella misura in cui sono in grado di ridurre la complessità dell’esistente. Sebbene non possano mai essere complessi quanto i loro ambienti, i sistemi sviluppano nuovi sottosistemi e stabiliscono con questi diverse relazioni in modo tale da essere in grado di interfacciarsi con il proprio ambiente. Se così non facessero, verrebbero sopraffatti dalla complessità dell’ambiente. Paradossalmente, è solo aumentando la complessità del sistema che è possibile ridurla. Luhmann utilizza l’autopoiesi per riferirsi a sistemi come l’economia, il sistema politico, il sistema legale, il sistema scientifico e le burocrazie. I sistemi autopoietici hanno le seguenti caratteristiche:

1. Producono gli elementi di base che li compongono. Ad esempio il sistema economico ha come elemento di base il denaro, ma allo stesso tempo è il sistema economico ad attribuire n significato al denaro; il sistema e la sua forma base dipendono l’uno dall’altro; 2. Si auto-organizzano in due modi: stabiliscono i propri confini, distinguendo tra cosa appartiene al sistema e cosa invece è parte dell’ambiente, e coordinano le proprie strutture interne. Ciò che si trova all’interno o all’esterno di un sistema autopoietico è determinato dall’auto-organizzazione e non, come sostengono i struttural-funzionalisti, dalle

necessità funzionali del sistema. Ad esempio leggi che tentano di mantenere un bene o un servizio al di fuori del sistema economico non ottengono altri che un effetto sul prezzo a cui questi beni o servizi vengono commercializzati all’interno del sistema economico. All’interno dei propri confini, questo sistema produce le proprie strutture (se l’economia fosse basata sul baratto, anziché sul denaro, non esisterebbero le banche);

3. Sono auto-referenziali. Per esempio, il sistema legale presenta leggi che si riferiscono al funzionamento del sistema legale stesso; 4. Sono sistemi chiusi. Non esiste alcuna connessione diretta tra un sistema e il suo ambiente. Piuttosto, un sistema ha a che fare con le rappresentazioni del suo ambiente. Ad esempio, l’Agenzia delle Entrate non tratta mai con i contribuenti, ma con le loro rappresentazioni, cioè con i modelli di dichiarazione dei redditi. È necessario che all’ambiente venga consentito di interferire con le sue rappresentazioni interne al sistema. Senza, il sistema rischierebbe di venire distrutto dalle forze ambientali. Ad esempio, nella crisi del 1929 il sistema entrò in crisi perché il valore nominale delle azioni non aveva più alcuna relazione con il valore reale delle società quotate. Per funzionare correttamente, il mercato azionario deve essere periodicamente disturbato dalla condizione reale delle società che sono parte del suo ambiente. L’individuo è parte dell’ambiente, e, nel pieno della sua identità, viene descritto dalla burocrazia come un’interferenza alla rappresentazione che essa ne dà. Differenziazione : rappresenta lo sforzo a riprodurre all’interno del sistema la differenza che viene a crearsi fra il sistema stesso e il suo ambiente. La caratteristica principale della società moderna è rappresentata dal processo di progressiva e costante differenziazione sistemica che interviene come mezzo per far fronte alla crescente complessità del sistema. È un modo per affrontare i cambiamenti dell’ambiente. All’interno di un sistema differenziato esistono due tipi di ambiente: uno condiviso da tutti i sottosistemi, e un ambiente interno per ciascun sottosistema. Il processo di differenziazione è un modo per aumentare la complessità del sistema, poiché ogni sottosistema può stringere legami con gli altri sottosistemi, e consente più variabilità all’interno del sistema al fine di rispondere efficacemente alla variabilità del suo ambiente. esso garantisce un’evoluzione più veloce. Evoluzione : processo di selezione indotto dalla variazione; tanto maggiore è la variabilità disponibile, tanto migliore sarà la selezione. Forme di differenziazione interna: 1. Differenziazione segmentaria : consente la suddivisione di un sistema in parti sulla base della necessità di adempiere ripetutamente a funzioni identiche. Per esempio, una casa produttrice di automobili ha fabbriche funzionalmente simili per la produzione di auto, collocate in sedi diverse; 2. Differenziazione attraverso stratificazione : è un’articolazione verticale secondo l’ordine e lo status, in un sistema gerarchico, in cui ogni livello adempie a una funzione distinta e particolare. La disuguaglianza è essenziale per il sistema (nella diff. segmentaria la disuguaglianza deriva da variazioni accidentali dell’ambiente). Questo sistema si preoccupa maggiormente del benessere di coloro che occupano gli strati superiori. Il sistema può sopravvivere solo a condizione che tutti i livelli, inclusi quelli più bassi, realizzino con successo le proprie funzioni; 3. Differenziazione centro-periferia : rappresenta una strategia intermedia tra la diff. segmentaria e quella attraverso stratificazione. Per esempio, alcune industrie hanno fabbriche in paesi stranieri, ciononostante il quartier generale della società rimane al centro, controllando le attività delle altre fabbriche che adempiono alle stesse funzioni; 4. Differenziazione funzionale dei sistemi : è la più complessa e quella dominante nella società moderna. Ogni funzione all’interno di un sistema è ascrivibile a un’unità in particolare. È più flessibile, ma se un sistema fallisce nell’adempimento del proprio compito, l’intero sistema sarà in grave difficoltà nella sopravvivenza. Tuttavia, fino a che ciascuna unità esegue la propria funzione, le diverse unità possono raggiungere un elevato grado di indipendenza. Da una parte l’aumento di complessità aumenta le capacità di un sistema di trattare con il proprio ambiente, ma dall’altra la complessità aumenta il rischio che un sistema collassi se una funzione non viene adeguatamente eseguita. In questi sistemi le diverse relazioni si moltiplicano. Non escludono forme di differenziazione meno complesse, anzi, potrebbero aver bisogno della presenza di queste. Codice : modo di distinguere gli elementi di un sistema dagli elementi che non gli appartengono. È il linguaggio base di un sistema funzionale (la verità per il sistema scientifico, il pagamento per il sistema economico, la legalità per il sistema legale). Un codice è utile per limitare il numero di comunicazioni possibili: ogni comunicazione che non utilizza il codice appropriato non appartiene al sistema in considerazione. Nessun sistema utilizza né comprende i codici di un altro sistema.

Capitolo 6 Teorie contemporanee della vita quotidiana

obiettivo orientato verso una varietà di fenomeni di piccola scala associati alla vita quotidiana

Interazionismo simbolico : l’attenzione è concentrata sull’interazione e sui simboli legati a essa.

1. Gli individui agiscono nei confronti delle cose sulle basi dei significati che essi attribuiscono a queste cose (esempio: azioni svolte nei confronti della bandiera statunitense). Questo implica che altri possono agire diversamente nei confronti dello stesso oggetto; 2. Questi significati derivano dall’interazione che abbiamo con le altre persone;

  1. Gli individui non si limitano a interiorizzare i significati che apprendono attraverso l’interazione sociale, ma sono anche in grado di modificarli attraverso un processo interpretativo;

rappresentazione. Anche se questo inganno venisse scoperto, il pubblico stesso cercherebbe di gestire la dissimulazione per evitare il senso di frustrazione derivante dall’immagine idealizzata che il pubblico ha dell’attore. Gli attori tentano di trasmettere l’idea che ci sia qualcosa di unico in quella particolare performance. Anche il pubblico, da parte sua, vuole sentire di essere il destinatario di una performance irripetibile. Gli attori cercano di fare in modo che tutte le parti di ogni rappresentazione si fondano tra loro in modo armonico. Stigma : scarto tra ciò che una persona dovrebbe essere (identità sociale potenziale) e ciò che una persona realmente è (identità sociale reale). Goffman si concentra sull’interazione drammaturgica tra le persone stigmatizzate e le persone cosiddette normali. Nel caso dello stigma del discriminato l’attore ritiene che i membri del pubblico conoscano le differenze dello stigmatizzato rispetto alle persone normali. Nel caso di uno stigma del discriminabile le differenze non sono conosciute al pubblico o no sono facilmente percepibili. Il problema drammaturgico, per questi, è gestire le informazioni in modo tale che lo stigma rimanga sconosciuto al pubblico. Goffman ritiene che tutti veniamo stigmatizzati prima o poi, in un contesto o nell’altro. Mistificazione : tecnica utilizzata dagli attori che riducono i contatti con il pubblico; non vogliono che chi assiste alla rappresentazione noti tutte le cose banali e ordinarie che permettono ad arrivare alla performance, generando una distanza sociale tra sé e pubblico e producendo in quest’ultimo un senso di meraviglia. Il pubblico partecipa attivamente a questo processo e cerca di mantenere la credibilità della performance mantenendo una certa distanza dall’attore. Squadra : un qualsiasi insieme di individui che cooperano fra loro nel mettere in atto una specifica routine. Ogni membro ha fiducia negli altri perché ciascuno può rovinare la performance e tutti quanti sono consapevoli che sta andando in scena un’azione. Retroscena : luogo dove possono ricomparire una serie di fatti soppressi dal palcoscenico e dove hanno luogo diversi tipi di azioni informali. Gli attori si affidano alla certezza che nessun membro del pubblico entrerà a curiosare su quello che accade nel retroscena. Esterno : ciò che non si trova né sul palcoscenico né sul retroscena. Non vi è mai alcuna zona che costituisca sempre uno solo di questi ambiti. Inoltre, è possibile che una cerca zona occupi tutti e tre questi ambiti in tempi diversi. La gestione delle impressioni serve a metterci a riparo dalle conseguenze di una serie di azioni inaspettate. Modalità di gestione di queste problematiche:

1. incentivando le alleanze interne al gruppo, impedendo ai membri del gruppo di identificarsi con chi si trova all’esterno della performance, o anche cambiando di sovente il pubblico, così che questo non abbia mai un’eccessiva dimestichezza con gli attori; 2. forme di autodisciplina drammaturgica servono a evitare strafalcioni, mantenere il controllo, gestire le espressioni facciali e il tono verbale della performance; 3. modalità di cautela drammaturgica servono a determinare in anticipo in quale direzione debba muoversi l’attore, pianificare cosa fare in caso di emergenza, selezionare i compagni di squadra ideali, scegliere un buon pubblico, essere coinvolti in squadre piccole, fare apparizioni brevi e approntare un’agenda dettagliata. Anche il pubblico ha un suo interesse nel far sì che l’attore gestisca con successo le impressioni; infatti, agisce in modo tale da salvare lo spettacolo ad esempio mostrando grande interesse e attenzione e trascurando eventuali strafalcioni. Secondo Goffman, gli attori manipolano cinicamente le proprie performance, al fine di raggiungere i propri obiettivi.

Harold GARFINKEL (^) (1917-2011) Etnometodologia : studio dei membri di una società nelle situazioni quotidiane e dei modi in cui essi utilizzano conoscenze, procedure e considerazioni di senso comune per comprendere, affrontare o gestire queste situazioni. Letteralmente, sono le tecniche che le persone utilizzano giorno dopo giorno per mandare avanti la propria ita quotidiana. Secondo questa prospettiva, gli individui sono visti come esseri razionali, ma che nello svolgimento dei compiti della vita di tutti i giorni utilizzano un ragionamento di tipo pratico, non logica formale. Il suo fondatore Garfinkel ritiene, come Durkheim, che i fatti sociali siano fenomeni sociologici fondamentali. Tuttavia, i fatti sociali di Garfinkel sono molto diversi da quelli di Durkheim. Per Durkheim questi sono esterni agli individui ad esercitano un potere imperativo e coercitivo nei suoi confronti. L’etnometodologia tratta l’oggettività dei fatti sociali come il risultato delle azioni della vita quotidiana e delle attività metodologiche dei suoi membri. Non si concentra tanto sugli individui, quanto sui membri della società come insieme di attività o di abili pratiche attraverso le quali producono ciò che per loro sono sia le strutture di più larga scala (burocrazia, società), sia le attività di vita quotidiana. Gli etnometodologi non si occupano né delle microstrutture, né delle macrostrutture, ma sono interessati piuttosto alle pratiche che producono il significato che gli individui attribuiscono a entrambi i tipi di strutture. Narrazioni (account): modi con cui gli attori spiegano situazioni specifiche. Narrare significa dare un senso al mondo. Gli etnometodologi dedicano molta attenzione ad analizzare le narrazioni individuali, ma anche a osservare i modi con cui queste vengono offerte e accettate, cioè le pratiche narrative. Essi adottano una sorta di indifferenza etnometodologica: non giudicano la natura delle narrazioni, ma le analizzano in termini di come queste vengono utilizzate nell’azione pratica. Le narrazioni sono riflessive nel senso che entrano a fare parte dello stato delle cose: quando offriamo una narrazione di una situazione entriamo a far parte del processo che stiamo descrivendo, alterando la natura della situazione stessa. Nello studiare e nell’offrire resoconti sulla vita sociale i sociologi, attraverso questo processo, cambiano ciò che studiano.

Esperimenti di rottura : la realtà sociale viene intenzionalmente violata per poter gettar luce sui metodi che le persone utilizzano per costruire la realtà sociale stessa. L’obiettivo è quello di disturbare le procedure normali così da rendere osservabili e studiabili i processi attraverso i quali viene continuamente costruito e ricostruito il mondo della vita quotidiana. Gli esperimenti di rottura vengono intrapresi per mostrare il modo in cui le persone ordinano la loro vita quotidiana. Questi esperimenti rivelano la resilienza della realtà sociale, poiché i soggetti si adoperano rapidamente a normalizzare la rottura, cioè a rendere la situazione comprensibile (e narrabile) secondo termini a loro familiari. Anche il modo in cui le persone reagiscono a queste rotture ci dà molte informazioni sul modo in cui essi gestiscono le loro vite quotidiane. Di solito non pensiamo che gli individui conseguano il proprio genere. In realtà, non siamo semplicemente uomini e donne perché nasciamo con certi caratteri fisici, ma anche perché impariamo a comportarci e a utilizzare abitualmente delle pratiche di senso comune. Anche una categoria come il genere, che si ritiene essere un carattere ascritto, può essere interpretato come il risultato di un insieme di pratiche situate.

George HOMANS (1910-1989) Essendo un sociologo behaviorista , Homans si occupa delle relazioni tra gli effetti che il comportamento di un attore ha sull’ambiente e l’impatto che questo ha sui comportamenti successivamente messi in atto dall’attore stesso. Questa relazione è fondamentale per il condizionamento operante, cioè quel processo di apprendimento attraverso il quale le conseguenze di un determinato comportamento contribuiscono a modificare il comportamento stesso. Se la relazione è stata gratificante per l’attore, è probabile che lo stesso comportamento venga ripetuto in futuro; se la relazione è stata punitiva, è meno probabile. Le conseguenze passate di un certo comportamento governano lo stato di cose attuale. Conoscendo cosa ha scatenato un certo comportamento nel passato, possiamo predire se un attore produrrà o meno lo stesso comportamento anche nel presente. Uno dei principali rappresentanti del behaviorismo psicologico è Skinner, famoso per lo studio sui piccioni. La curiosità di Homans è rivolta agli esseri umani: il piccione stabilisce una relazione di scambio unilaterale, mentre gli scambi tra esseri umani sono quanto meno bilaterali. Il piccione stabilisce nei confronti dello psicologo lo stesso tipo di relazione che stabilirebbe con l’ambiente fisico. Poiché non vi è alcuna reciprocità, Homans definisce questo comportamento come individuale e sembra relegare lo studio di questo tipo di condotta allo psicologo. Teoria dello scambio : il nucleo della teoria è influenzato dal behaviorismo. Le sue proposizioni si basano su principi psicologici e trattano di comportamenti individuali. In questo contesto Homans si definisce un riduzionista psicologico: dimostra che le proposizioni di una scienza (sociologia) sono derivate da proposizioni più generali di un’altra scienza (psicologia). Egli aspirava a spiegare il comportamento sociale attraverso principi di derivazione psicologica. Nella sua versione della teoria dello scambio ha cercato di spiegare il comportamento sociale elementare in termini di ricompense ricevute e costi sostenuti. Proposizioni fondamentali:

1. La proposizione del successo : afferma che tanto più spesso una persona viene ricompensata per una particolare azione, tanto maggiore sarà la probabilità che quella persona metta in atto l’azione che ha portato a ottenere una ricompensa. Include 3 momenti: l’azione, l’esito e la ripetizione dell’azione originale. Gratificazioni sempre più frequenti portano ad azioni sempre più frequenti; a un certo punto gli individui non possono più agire in quello stesso modo così frequentemente. Tanto più breve è l’intervallo che intercorre tra il comportamento e la ricompensa, tanto è più probabile che quella persona ripeta l’azione in oggetto; lunghi intervalli temporali tra il comportamento e la ricompensa riducono la probabilità che quella azione venga ripetuta. È più probabile che suscitassero la ripetizione di un comportamento le ricompense intermittenti piuttosto che quelle regolari, che portano alla noia; 2. La proposizione dello stimolo : se nel passato le azioni di una persona sono state ricompensate come risultato della risposta a un particolare stimolo, è più probabile che quella persona metta in atto la stessa azione quando le vengono somministrati stimoli simili a quelli ricevuti nel passato. Generalizzazione : tendenza a estendere un comportamento a circostanze simili. Discriminazione : un comportamento può essere tenuto solo se si verificano circostanze che si sono rivelate efficaci in passato; ma al tempo stesso se le condizioni nelle quali è arriso il successo fossero troppo complicate da realizzarsi, allora condizioni analoghe potrebbero non essere sufficienti a stimolare quel comportamento; 3. La proposizione del valore : tanto maggiore è il valore che le persone assegnano ai risultati delle proprie azioni, tanto è più probabile che in futuro ripetano quelle azioni. Le sanzioni (azioni con valori negativi) sono un mezzo non efficiente per costringere le persone a cambiare il proprio comportamento, perché gli individui possono reagire alle punizioni secondo modalità indesiderate; è preferibile, piuttosto, non ricompensare i comportamenti indesiderati, così che tali comportamenti col tempo cessino di avere luogo. Le gratificazioni (azioni con valori positivi) hanno il limite derivante dal fatto che potrebbero essere una scarsa risorsa; 4. La proposizione della deprivazione-sazietà : tanto più spesso nel recente passato le persone hanno ricevuto una determinata ricompensa, tanto meno rilevante sarà ritenuta, in futuro, una ricompensa dello stesso tipo. Il tempo costituisce un fattore cruciale: è meno probabile che gli individui si sentano saziati dalle ricompense se queste sono distribuite su un arco di tempo sufficientemente lungo affinché queste siano sempre apprezzate. Costo di ogni comportamento: l’insieme di ricompense andate perse nel perseguire linee d’azione alternative. Profitto nello scambio sociale: quantità di gratificazioni ottenuta in più rispetto ai costi sostenuti.; 5. Le proposizioni dell’aggressione-approvazione :

individuali a essere sovrane e i sistemi sociali devono essere valutati sulle basi di quando sono effettivamente in grado di servire gli interessi della sovranità individuale. Ci sono sempre stati attori collettivi, ma quelli tradizionali, come la famiglia, stanno venendo gradualmente rimpiazzati da nuove forme di attori collettivi, forme appositamente costruite, indipendenti. L’esistenza di questi nuovi attori collettivi solleva la questione di come assicurarsi che essi siano socialmente responsabili. Coleman ritiene che sia possibile attraverso l’attuazione di riforme interne o la modifica di strutture esterne (come le leggi e le agenzie). L’obiettivo ultimo dell’opera di Coleman è quello di creare una nuova struttura sociale che vada a sostituire quella tradizionale, dalla quale le persone ancora dipendono.