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Teoria sociologica: radici classiche e sfide contemporanee RITZER, Sintesi del corso di Sociologia

Riassunto per l'esame di Sociologia generale

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 20/12/2019

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sara-vignoli-1 🇮🇹

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TEORIA SOCIOLOGICA :radici classiche e sfide contemporanee
G. RITZER
EMILE DURKHEIM ( 1858-1917 ): dalla solidarietà meccanica alla solidarietà organica
prende spunto dalle teorie di Compte e tutt’oggi è considerato uno dei più influenti teorici della storia della
sociologia.
Ciò che differenzia i due tipi di società è la fonte della loro solidarietà, ovvero di ciò che le rende coese.
L’elemento principale intorno alla quale ruota questa teoria è rappresentato dalla divisione del lavoro.
La solidarietà meccanica è tenuta insieme dal fatto che le persone praticano tutte più o meno il solito
compito quali raccogliere la frutta, la verdura, coltivare campi.. in altre parole la divisione del lavoro è
minima.
Nel caso della solidarietà organica ovvero che si è venuta a sviluppare dopo la rivoluzione industriale, vi è
una sostanziale divisione del lavoro e le persone sono chiamate a svolgere un numero crescente di attività
specializzate( fornaio, calzolaio , barbiere… ) .
In questo caso di solidarietà le persone per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro .
D. affronta i mutamenti del mondo materiale e in particolare del modo in cui viene diviso e svolto il lavoro.
1.1 Mutamenti nella densità dinamica
Secondo D. questa trasformazione è dovuta all’aumento della densità dinamica della società che è definita
da due elementi :
1. Numero dei componenti di una società , cioè ciascun individuo può continuare a svolgere gran parte
delle attività necessarie alla propria sopravvivenza
2. Aumento nelle interazioni tra un numero sempre maggiore di membri della società.
Quando un numero grande di individui interagisce con maggiore frequenza gli uni con gli altri , la densità
dinamica tende a crescere fino al punto di comportare un mutamento dalla solidarietà meccanica a quella
organica. Cioè una società composta da molte persone crea una sorta di competizione su tutto e si crea di
conseguenza disordine e conflitto. Là dove una popolazione in espansione introdurrà la divisione del lavoro
ci sarà più di tutto per tutti. Secondo D. il risultato finale della divisione del lavoro è dato da livelli di pace e
prosperità più elevati.
1.2 Coscienza collettiva
La transizione dalla solidarietà meccanica a quella in organica è accompagnata da un mutamento
sostanziale detto ‘’ coscienza collettiva ‘’ ovvero idee condivise dai membri di un gruppo , di una tribù o di
una società. Viene definita ‘’collettiva ‘’ perché nessun individuo conosce o possiede contemporaneamente
in se stesso questi pensieri; solo la collettività è in grado di conoscerli e definirli nella loro totalità.
Dove prevale la solidarietà meccanica , la coscienza collettiva esercita un effetto significativi su tutti i
membri del gruppo. Si tratta di idee rigide ,spesso associate a precetti religiosi che esigono obbedienza e
rispetto da parte dei membri della società.
Nelle società primitive (con solidarietà meccanica ) la popolazione si sentiva fortemente coinvolta nelle
attività tribali, se un membro non partecipava a una messa le conseguenze sarebbero state difficoltose .
Invece oggi , nelle società moderne ( con solidarietà organica ) la partecipazione politica non è altrettanto
forte, se un cittadino non si presenta votare passerebbe inosservato al resto della società stessa.
1.3 La legge : repressiva e restitutiva
Secondo D. per capire questa transizione di solidarietà bisogna far riferimento al sistema normativo che ha
avuto una forte trasformazione.
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TEORIA SOCIOLOGICA :radici classiche e sfide contemporanee G. RITZER EMILE DURKHEIM ( 1858-1917 ): dalla solidarietà meccanica alla solidarietà organica prende spunto dalle teorie di Compte e tutt’oggi è considerato uno dei più influenti teorici della storia della sociologia. Ciò che differenzia i due tipi di società è la fonte della loro solidarietà, ovvero di ciò che le rende coese. L’elemento principale intorno alla quale ruota questa teoria è rappresentato dalla divisione del lavoro. La solidarietà meccanica è tenuta insieme dal fatto che le persone praticano tutte più o meno il solito compito quali raccogliere la frutta, la verdura, coltivare campi.. in altre parole la divisione del lavoro è minima. Nel caso della solidarietà organica ovvero che si è venuta a sviluppare dopo la rivoluzione industriale, vi è una sostanziale divisione del lavoro e le persone sono chiamate a svolgere un numero crescente di attività specializzate( fornaio, calzolaio , barbiere… ). In questo caso di solidarietà le persone per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro. D. affronta i mutamenti del mondo materiale e in particolare del modo in cui viene diviso e svolto il lavoro. 1.1 Mutamenti nella densità dinamica Secondo D. questa trasformazione è dovuta all’aumento della densità dinamica della società che è definita da due elementi :

  1. Numero dei componenti di una società , cioè ciascun individuo può continuare a svolgere gran parte delle attività necessarie alla propria sopravvivenza
  2. Aumento nelle interazioni tra un numero sempre maggiore di membri della società. Quando un numero grande di individui interagisce con maggiore frequenza gli uni con gli altri , la densità dinamica tende a crescere fino al punto di comportare un mutamento dalla solidarietà meccanica a quella organica. Cioè una società composta da molte persone crea una sorta di competizione su tutto e si crea di conseguenza disordine e conflitto. Là dove una popolazione in espansione introdurrà la divisione del lavoro ci sarà più di tutto per tutti. Secondo D. il risultato finale della divisione del lavoro è dato da livelli di pace e prosperità più elevati. 1.2 Coscienza collettiva La transizione dalla solidarietà meccanica a quella in organica è accompagnata da un mutamento sostanziale detto ‘’ coscienza collettiva ‘’ ovvero idee condivise dai membri di un gruppo , di una tribù o di una società. Viene definita ‘’collettiva ‘’ perché nessun individuo conosce o possiede contemporaneamente in se stesso questi pensieri; solo la collettività è in grado di conoscerli e definirli nella loro totalità. Dove prevale la solidarietà meccanica , la coscienza collettiva esercita un effetto significativi su tutti i membri del gruppo. Si tratta di idee rigide ,spesso associate a precetti religiosi che esigono obbedienza e rispetto da parte dei membri della società. Nelle società primitive (con solidarietà meccanica ) la popolazione si sentiva fortemente coinvolta nelle attività tribali, se un membro non partecipava a una messa le conseguenze sarebbero state difficoltose. Invece oggi , nelle società moderne ( con solidarietà organica ) la partecipazione politica non è altrettanto forte, se un cittadino non si presenta votare passerebbe inosservato al resto della società stessa. 1.3 La legge : repressiva e restitutiva Secondo D. per capire questa transizione di solidarietà bisogna far riferimento al sistema normativo che ha avuto una forte trasformazione.

La solidarietà meccanica è caratterizzata da leggi repressive. ( legge del Taglione : mi rubi un maiale , al colpevole vengono tagliate le mani ). Queste reazioni sono un indicatore della presenza di leggi repressive che rappresentano il riflesso concreto di una coscienza collettiva forte e di una società tenuta insieme dalla solidarietà meccanica. Con il tempo la solidarietà meccanica lascia posto alla solidarietà organica e a un progressivo indebolirsi della coscienza collettiva. Con la solidarietà organica le leggi sono di tipo restituivo, cioè anziché essere puniti per crimini in maniera rapida contro la moralità collettiva, gli individui devono semplicemente confrontarsi con la legge e rimborsare le vittime .Questa è una reazione ben più blanda rispetto all’applicazione legge del Taglione e la ragione è che la collettività non viene emotivamente ferita nella moralità collettiva. La collettività può cioè prendere le distanze dall’intera procedura legale, forte della coscienza che se ne stia occupando qualcuno che è stato appositamente pagato o eletto per tale scopo. Concetto chiave : IL FATTO SOCIALE E’ un cruciale per comprendere il pensiero di D. e il suo sviluppo nella società moderna. D. sostiene che i fatti sociali sono esterni agli individui ed esercitano un’azione coercitiva su di loro. E’ possibile distinguere due fatti :

  1. Il fatto sociale materiale: ovvero fatti sociali materializzati nel mondo sociale esterno all’individuo. Es. aula in cui uno fa lezione; puoi toccare le pareti , percepire i muri , i banchi .. ed è una realtà materiale , è esterna a te ed esercita su di te un potere coercitivo.
  2. Fatto sociale non materiale : si tratta di fatti ce sono esterni e coercitivi rispetto all’individuo ma che non assumono una forma materiale ovvero sono immateriali. Es. norme e valori. 1.4 L’anomia Tra tutti i problemi che ha comportato il passaggio alla solidarietà organica, l’anomia è quello più preoccupante. D. vede l’anomia come una patologia che può e deve essere curata. L’anomia può essere definita come il sentimento che prova l’individuo che non sa cosa ci si aspetti da lui. Questa condizione è rintracciabile nel declino della coscienza collettiva nella solidarietà organica. Quando le persone devono far fronte a una serie di situazioni semplicemente non sanno come comportarsi ; gli individui sono alla deriva nella società e sono privi di ormeggi stabili e sicuri. Nella società meccanica, nella quale a tutti è ben evidente cosa credere e come comportarsi in ciascuna data situazione: gli individui hanno ormeggi stabili e sicuri , non soffrono di anomia. Per quanto riguarda il suicidio D. ne individua alcuni tipi :
  3. SUICIDIO EGOISTICO : avviene quando gli individui non sono ben integrati nella collettività e sono lasciati a se stessi provando una senso di futilità e mancanza di significato e senso di non appartenenza 2.SUICIDIO ALTRUISTICO : gli individui sono fin troppo integrati nella società e si uccidono in misura maggiore perché il gruppo li porta a commettere suicidio 3.SUICIDIO FATALISTICO: avviene in situazioni di eccessiva regolamentazione quando gli individui sono talmente addolorati e depressi dalla loro mancanza di libertà da farla finita molto più spesso di quanto non farebbero altrimenti.
  4. SUICIDIO ANOMICO: in questo caso l’individuo è poco regolato e molto libero di trasgredire. La folle ricerca di ottenere tutto e subito si risolve con un senso di frustrazione che porta la persona a compiere il suicidio. Quindi D. offre un’ampia teoria sul suicidio basata sul grado in cui gli individui sono regolati o integrati nella collettività. KARL MARX (1818-1883) : dal capitalismo al comunismo

quotidiana. Esso osserva le situazioni in cui a uno stimolo segue una risposta in modo quasi meccanico senza che il soggetto stia a pensarci ( es. mano vicino al fuoco, la levo subito senza pensarci perché sento bruciore). Weber però era più interessato all’intervento del pensiero stimolo e risposta; ovvero al significato che le persone attribuiscono a quello che fanno. Weber definisce la sociologia come lo studio dell’azione in termini dei suoi significati soggettivamente intesi, in poche parole l’interpretazione soggettiva conta di più della spiegazione oggettiva. Weber era interessato alle azioni di un singolo individuo ma lo era ancora di più all’azione della collettività. 3.2 TIPI DI AZIONE Weber introduce quattro tipi di azione :

  • AZIONE AFFETTIVA : è il risultato non razionale delle emozioni individuali. Es. una madre presa dalla rabbia da una sberla al proprio bambino. -AZIONE TRADIZIONALE :secondo cui ciò che si fa rispecchia l’abitudine di compiere gesti in un certo modo. Farsi segno della croce in chiesa ad esempio è un azione tradizionale. -AZIONE RAZIONALE RISPETTO AL VALORE : è possibile quando la scelta dei mezzi migliori per ottenere uno scopo è effettuata sulla base del più ampio sistema di credenze dell’attore che compie la scelta. Questo tipo di azione sarà razionale dal punto di vista del sistema di valori legati al culto. ( RAZIONALE) -AZIONE RAZIONALE RISPETTO ALLO SCOPO : riguarda il perseguimento di fini che l’attore ha scelto per conto proprio ; l’azione non è guidata da valori pur essendo influenzata dall’ambiente in cui l’individuo si trova. Questo significa che l’attore deve prendere in considerazione i fattori che appartengono allo stesso ambiente e alla natura della situazione. Questi quattro tipi di azione sono idealtipi, ovvero che nessuna di queste azioni sarà mai soltanto affettiva, tradizionale .. ogni azione viene combinata con un’altra. 3.3 L’ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO Weber era principalmente interessato all’ etica protestante tipica del calvinismo. I calvinisti credono alla predestinazione ovvero al paradiso e all’inferno e che il destino dell’uomo sia predestinato dal valore divino. Di conseguenza i calvinisti erano molto inclini ad assicurarsi il successo economico , a costruire imprese più grandi e a ottenere un profitto sempre maggiore. Risparmiavano, investivano puntando tutto sul guadagno. Gli imprenditori calvinisti non dovevano struggersi dai sensi di colpa nel confrontare la loro vita con quella dei lavoratori più poveri perché tanto il destino di tutti era predestinato. Tutte queste credenze del calvinismo e di altre sette si sono fuse nell’etica protestante a cui Weber collega lo sviluppo di un altro insieme di idee: lo spirito del capitalismo. E’ proprio questo sistema ad aver favorito la nascita e lo sviluppo del sistema economico capitalistico. La ricerca del profitto viene così svincolata dalla smania del successo tipica dell’avidità, e diventa uno stile di vita, spirituale e moralmente lecito che caratterizza i predestinati alla salvezza eterna. Lo spirito del capitalismo è appagato dalla sfera dell’ambizione personale per diventare cioè un imperativo etico generale. 3.4 STRUTTURE DI AUTORITA’ E RAZIONALIZZAZIONE Con il termina di autorità intendiamo chi esercita il potere legittimamente il dominio. Weber individua l’autorità tradizionale che è basata sulla credenza da parte dei seguaci che certi individui abbiamo esercitato l’autorità da tempo immemorabile. I capi sostengono che le regole e l’esercizio del potere abbiano un’aura di sanità che deriva dal crisma del tempo, e i seguaci concordano. Secondo Weber il feudalismo è un esempio di autorità tradizionale. C’è poi l’autorità carismatica che è legittimata dalla credenza dei seguaci nell’eccezionale santità del leader carismatico. Quest’idea coinvolge il carisma. Per Weber il carisma è un’importantissima forza rivoluzionaria.

Attraverso il corso della storia i leader carismatici si sono fatti avanti scardinando e rovesciando le strutture di autorità tradizionali. NON è razionale. Weber definisce routinizzazione del carisma il processo mediante il quale i seguaci del leader cercano di sfruttare le capacità rivoluzionarie del regime per renderlo in grado di gestire anche i compiti mondani alla luce del fatto che prima o poi il capo carismatico che ha guidato il cambiamento sarà costretto a lasciare la scena. Il carisma cambia le opinioni delle persone agendo dall’interno mentre la razionalizzazione cambia le persone partendo dalle condizioni a loro esterne alterando le strutture in cui esse vivono. La struttura chiave associata con l’autorità legale-razionale è la moderna burocrazia che è per Weber, il modello del processo di razionalizzazione occidentale. E’ vista non solo come una struttura razionale potente che esercita un grande controllo su tutti coloro che lavorano al suo interno ma è anche una ‘’gabbia d’acciaio’’ che altera il modo in cui le persone pensano ed agiscono. Weber apprezzava il processo di razionalizzazione per i suoi benefici , dall’altra parte disprezzava il crescente controllo che questa esercitava sulle persone. Quella gabbia non solo imprigiona gli individui, ma è sempre più resistente agli attacchi esterni. Ne segue che nel mondo moderno l’autorità carismatica , così come l’autorità tradizionale, diventa sempre più inadeguata a rispondere ai bsiogni di una società moderna ed è sempre più improbabile che riesce ad ottenere il potere. L’autorità legale- tradizionale , la razionalizzazione e la gabbia d’acciaio della razionalità alla fine trionfano. GEORG SIMMEL (1858-1918) : la crescente tragedia della cultura E’ un importante teorico sociale tedesco. La sua riflessione ruota intorno a quella che egli definiva ‘’la tragedia della cultura’’. 4.1 FORME E TIPI Simmel ha proposto una importante distinzione tra forme di azione e tipi di attori che interagiscono tra e con loro e questo genera sconcerto e confusione. Per far fronte a questo caos gli individui riducono il loro mondo sociale a un numero limitato di forme di interazione e di tipi di attori. Simmel riteneva che gli individui sviluppano automaticamente forme e tipi per poter venire a capo delle proprie interazioni quotidiani ma anche il sociologo può compiere la solita operazione. Per questo Simmel ha prodotto numerosi saggi che trattano le forme di interazione. 4.2 CULTURA SOGGETTIVA E OGGETTIVA La tragedia della cultura si basa sulla distinzione tra cultura individuale e cultura collettiva. La cultura oggettiva comprende tutto quanto viene prodotto da una società (artefatti, scienza, filosofia.. ) ; la cultura individuale si riferisce alla capacità di un individuo di produrre , assorbire e controllare gli elementi della cultura oggettiva. La tragedia della cultura deriva dal fatto che nel tempo la cultura oggettiva cresce di continuo mentre quella soggettiva e l’abilità del singolo di produrre cultura oggettiva invece diminuisce. In secondo luogo cresce a dismisura il numero dei diversi componenti della cultura oggettiva : per esempio fino a qualche anno fa internet non esisteva, ma oggi questo strumento è sempre più parte della cultura oggettiva. Infine i diversi elementi della cultura oggettiva diventano più numerosi e interconnessi e potenti. La tragedia della cultura è data dal fatto che le nostre scarne risorse individuali non riescono a tenere il passo con i nostri prodotti culturali. Per esempio,internet esercita un enorme controllo sulle nostre vite e questo controllo è destinato a crescere mano a mano che questo strumento diventa più importante e più complesso. GEORGE HERBERT MEAD (1863-1931) : il comportamentismo sociale insegnante nell’università di Chicago , è stato una figura centrale nello sviluppo di un importantissima teoria sociologica contemporanea : l’interazionismo simbolico

essere orientato dagli atteggiamenti comuni a tutta la comunità. Mead infine, chiarisce che ogni Sé è assolutamente unico: ciascun Sé sviluppa nel contesto di esperienze biografiche specifiche e non esiste un solo altro generalizzato ma molti altri generalizzati perché esistono molti gruppi diversi all’interno della società. 5.3 IO E ME Secondo Mead il Sé è composto da due fasi : l’Io e il me. Mead le pensa come processi che a loro volta sono parte di quel più grande processo che è il Sé. L’ IO è la risposta immediata del Sé verso gli altri. E’ l’aspetto più imprevedibile, più inaspettato del Sé. Nessuno sa in anticipo come agirà o cosa farà. Non abbiamo mai la consapevolezza del nostro io e di conseguenza ogni tanto ci sorprendiamo delle nostre stesse azioni. Mead sottolinea l’importanza dell’io per quattro ragioni :

  1. L’ io è la principale fonte di novità nel mondo sociale
  2. E’ nell’ io che albergano i nostri valori più importanti
  3. L io costituisce la realizzazione del Sé
  4. Grazie all’ io ognuno sviluppa una personalità unica. L’io reagisce contro il me all’interno del Sé. Il me è fondamentalmente rappresentato dalla percezione e dall’adozione dell’altro generalizzato. A differenza dell’ io , gli individui sono molto consapevoli del me. Hanno ben chiaro cosa la comunità si aspetta che essi facciano e tutti quanti abbiamo un me significativo ma i conformisti sono totalmente dominati. Il me consente agli individui di sentirsi a proprio agio nel mondo sociale mentre l’ io rende possibile in cambiamento della società. Sia individui che società funzionano meglio con la presenza di IO e ME. STRUTTURAL- FUNZIONALISMO Si concentra sulle strutture della società e sul loro significato funzionale, ovvero sulle conseguenze positive e negative, per altre strutture. Lo struttural- funzionalismo è caratterizzato dall’attenzione delle strutture e le funzioni. Il funzionalismo sociale è l’approccio dominante tra gli struttural- funzionalisti e il loro interesse primario è orientato sullo studio delle strutture sociali di larga scala e dalle istituzioni della società, delle loro interazioni e devi vincoli che queste impongono agli attori sociali. Uno struttural- funzionalista si occupa delle relazioni tra grandi strutture della società come per esempio il sistema educativo e il sistema economico. L’attenzione è rivolta alle funzioni che ciascuna di queste struttre svolge per l’altra. 6.1 LA TEORIA FUNZIONALE DELLA STRATIFICAZIONE E I SUOI CRITICI Teoria articolata nel 1945 articolata da Davis e Moore: la stratificazione sociale è universale e necessaria. Secondo questi due autori non esiste alcuna società non straliciata o totalmente priva di classi. E’ dal loro punto di vista, una necessità funzionale. Tutte le società hanno bisogno di un sistema di questo tipo e questo bisogno spinge lo sviluppo della stratificazione. Davis e Moore presentano il sistema di stratificazione come una struttura che si pone sul livello della società , sottolineando che si riferisce alle posizione che ricoprono gli individui che compongono questo tipo di sistema e come arrivano a esse. 6.2 LA TEORIA L’adeguata collocazione all’interno della società è un problema per tre ragioni:
  5. Alcune occupazioni sono più piacevoli da occupare rispetto ad altre 2.Alcune posizioni sono più importanti per la sopravvivenza della società di altre 3.Posizioni diverse richiedono talenti diversi e abilità diverse. Il problema è far sì che gli individui giusti trovino la propria strada verso la posizione giusta.

Davis e Moore sono interessati alle posizioni funzionalmente più importanti nel sistema di stratificazione della società: le posizioni di maggior valore nel sistema di stratificazione sono quelle che vengono ritenute meno piacevoli da occupare ma sono le più importanti per la sopravvivenza della società e quelle che richiedono le maggiori abilità e i maggiori talenti. Quindi, la stratificazione sociale è una struttura che implica una gerarchia di posizione e che la funzione di condurre gli individui che dispongono di abilità adeguate a svolgere il compito richiesto verso posizioni di alto livello. Davide e Moore non ritenevano che una società sviluppasse volontariamente un sistema di stratificazione con l’obbiettivo di assicurarsi che le posizioni di più alto livello venissero occupate da persone con le abilità e competenze adeguate. Secondo Davis e Moore al fine di assicurarsi che gli individui occupino le posizioni elevate della società deve far sì che questi ottengano ricompense adeguate. Suggeriscono che non possiamo aspettarci che gli individui si imbarchino in lunghi e costosi studi di formazione per la professione medica se non offriamo loro un compenso adeguato. 6.3 LO STRUTTURAL- FUNZIONALISMO DI TALCOTT PARSONS Lo struttural- funzionalismo di T. consiste in quattro imperativi funzionali comuni a tutti i sistemi di azione, secondo lo schema AGIL. Secondo P. se un sistema vuole sopravvivere deve impegnarsi in quattro insiemi di attività mirate a soddisfare i bisogni del sistema stesso. Queste attività sono -Adattamento (A) -Perseguimento dei fini (G) -Integrazione (I) -Latenza (L) In termini di adattamento un sistema deve conformarsi all’ambiente che lo circonda e adattarlo ai proprio bisogni. Il sistema può al tempo stesso cercare di adattare l’ambiente alle proprie necessità. Bisogna poi considerare i pericoli esterni e le contingenze a cui i sistemi devono adattarsi e adeguarsi. Il perseguimento dei fini riguarda il bisogno di un sistema sociale di definire e raggiungere i suoi scopi primari. L’obbiettivo finale di ciascun sistema è non solo di riuscire a sopravvivere ne lfuturo ma anche di crescere ed espandersi. E’ interessane osservare che anche il sistema universitario non può semplicemente definire i suoi obiettivi una volta per tutte e quindi dimenticarsi della faccenda. L’integrazione. Attraverso essa un sistema cerca di regolare le interrelazioni delle parti che lo compongono. E’ cruciale per la ricerca svolta dai docenti sia integrata nelle loro lezioni e che gli studenti partecipino ai progetti di ricerca. Queste interrelazioni permettono di superare il conflitto tra ricerca e didattica , rendendo le due attività sempre più integrate. L’integrazione riguarda anche la gestione delle relazioni tra gli altri tre imperativi funzionali (AGL). P. chiama il quarto imperativo funzionale latenza e si riferisce alla necessità che ha il sistema di dare,mantenere e rinnovare la motivazione degli individui. Il mantenimento del modello si riferisce più alla necessità di dare , mantere e rinnovare i modelli culturali che creano e sostengono la motivazione individuale. La latenza è radicata nella teoria funzionalista della stratificazione. Norme e valori non sono statici e devono costantemente cambiare per riflettere le nuove realtà sociali per esempio era norma che solo anni di impegno e fatica conducessero a posizioni più elevate all’interno del sistema di stratificazione ma al giorno d’oggi invece si pensa che il successo verrà raggiunto nella carriera dei giovani perché dotati di mentalità e capacità per avere successo nella nuova economia. P. ha pensato a questo modello affinchè potesse essere utilizzato a tutti i livelli del suo sistema teorico:

posizione strutturale che viene assunto dall’individuo nel sistema sociale, e il ruolo rappresenta ciò che l’attore fa in quella posizione,nel contesto del suo significato funzionale per il sistema più ampio. L’attore non è visto in termini di pensieri e azioni ma come niente più che un intreccio di status e di ruoli. P. si è anche occupato di componenti di larga scala del sistema sociale come le collettività, le norme e i valori. In questo senso P. ha delineato una serie di prerequisiti funzionale del sistema sociale più specifici dei 4 prerequisiti funzionali ce si applicano a tutti i sistemi d’azione:

  1. I sistemi sociali devono essere strutturati in modo tale da operare in modo compatibile con altri sistemi
  2. Per sopravvivere i sistemi sociali devono poter ottenere il sostegno richiesto agli altri sistemi 3.Il sistema deve soddisfare una quota significativa dei bisogni dei suoi attori
  3. Il sistema deve stimolare un livello adeguato di partecipazione da parte dei suoi membri 5.Deve avere almeno un minimo di controllo sui comportamenti potenzialmente distruttivi 6.Se deflagra il conflitto, questo deve essere controllato 7.Un sistema sociale per poter sopravvivere richiede l’esistenza e l’utilizzo di un linguaggio. In generale P. riteneva che gli attori fossero riceventi passivi nel processo di socializzazione .. quando il processo di socializzazione risulta efficace norme e valori vengono interiorizzati e diventano cioè parte delle coscienze degli attori , di conseguenza perseguendo gli interessi del sistema come tutto. Durante la socializzazione gli attori acquisiscono orientamenti di valore che in buona parte rispecchiano i valori dominanti e la struttura di ruoli iscritta nel sistema sociale. La socializzazione viene descritta come un processo conservativo in cui le disposizioni al bisogno legano i bambini al sistema sociale che mette a disposizione quei mezzi attraverso i quali gli impulsi possono essere soddisfatti. LA creatività non ha spazio o ne ha poco. P. vede la socializzazione come un processo che dura tutta la vita. Socializzazione e controllo sociale sono i principali meccanismi che consentono al sistema sociale di mantenere il suo equilibrio. Per quanto sia possibile accomodare una certa dose di individualità e di devianza sono necessarie forme di intervento ben più radicale per rimettere in equilibrio un sistema. SOCIETA’ è una collettività relativamente autosufficiente ; i suoi membri possono vivere interamente entro i confini della società che offre quanto basta a soddisfare i loro bisogni come individui singoli e come collettività. Come struttural- funzionalista, P. ha distinto quattro diverse strutture di una società ,sulla base delle funzioni da loro svolte. - Il sottosistema economico : svolge per la società funzione di adattamento all’ambiente. I proprietari , i manager.. devono adattarsi al loro ambiente ma devono anche adattare gli ambienti ai bisogni della società. -Il sottosistema politico : svolge la funzione di perseguimento dei fini prefiggendosi obiettivi di ordine sociale e mobilitando attori e risorse per poterli conseguire. -il sottoinsieme fiduciario : si occupa del mantenimento del modello e della funzione di latenza trasmettendo la cultura agli attori e assicurandosi che questa venga interiorizzata. -comunità societaria : svolge la funzione di integrazione che coordina le diverse componenti di una società. Le leggi che riguardano l’economia, la politica e il sottosistema fiduciario servono ad assicurarsi che ciascuna di queste componenti funzioni in modo adeguato e che al tempo stesso entri in relazione correttamente con le altre componenti. SISTEMA CULTURALE P. sosteneva che la cultura rappresentasse la forza più potente in grado di tenere legati i diversi elementi del mondo sociale ovvero, il sistema d’azione. P. ha definito il sistema culturale in termini della relazione in cui questo si pone verso gli altri sistemi

d’azione e di conseguenza la cultura è vista come un sistema ordinato di simboli ricorrenti che sono gli oggetti dell’orientamento degli attori , aspetti interiorizzati del sistema di personalità e modelli istituzionalizzati nel sistema sociale. LA cultura può spostarsi da un sistema sociale a un altro tramite la diffusione e da un sistema di personalità all’altro attraverso l’apprendimento e la socializzazione. SISTEMA DI PERSONALITA’ E’ controllato non solo dal sistema culturale ma anche dal sistema sociale. Per quanto debole, questo sistema non è insignificante nella teoria parsoniana che pure ne delinea un ruolo secondario o di dipendenza rispetto agli altri sistemi. La personalità viene definita come il sistema organizzato di orientamento e di motivazione all’azione di un attore individuale. La componente base della personalità e l’aspetto più importante della motivazione è la disposizione ai bisogni. La disposizione ai bisogni vanno differenziate dagli impulsi che sono tendenze innate: a causa dell’energia psicologica che questi richiedono, gli impulsi rendono possibile l’azione; in altre parole sono meglio descrivibili come parte dell’organismo biologico mentre le disposizioni ai bisogni sono definite come tendenze analoghe ma che risultano innate. P. distingue tre tipi fondamentali di disposizioni ai bisogni: 1. Stimola gli attori a cercare nelle loro relazioni sociali amore, approvazione e così via. 2.include valori interiorizzati che portano gli attori a osservare diversi standard culturali.

  1. Le aspettative di ruolo spingono gli attori a dare e ottenere risposte appropriate. Questo modo di vedere le cose offre un’immagine molto passiva degli attori che sembrano essere in balia degli impulsi,dominati dalla cultura , modellati da una combinazione di impulsi e cultura. Si può sostenere che nonostante l’analisi del sistema di personalità, p. non fosse relamente interessato a focalizzarsi su questo sistema. Secondo P. gli attori devono imparare a vedersi in modo coerente con le posizioni che essi occupano nella società, in secondo luogo esistono aspettative associate a ciascuno dei ruoli occupati da attori individuali e gli attori devono conformarsi a queste aspettative, se non completamente per lo meno in gran parte. Gli attori devono apprendere l’autodisciplina, interiorizzare orientamenti di valore e così via. ORGANISMO COMPORTAMENTALE Definisce l’organismo come uno dei quattro sistemi d’azione. La sua organizzazione è soggetta a processi di condizionamento e di apprendimento che avvengono durante la vita dell’individuo. La teoria di Robert Merton ( allievo di Parsons) è in contrasto con quella del suo insegnante. Merton ha criticato alcuni degli aspetti più estremi e indifendibili dello struttural – funzionalismo ma al tempo stesso le sue intuizioni innovative hanno permesso di continuare a dimostrare la propria utilità nella comprensione del mondo. Merton critica Parson dall’interno cioè secondo lui Parsons ha sottovalutato alcuni aspetti riguardanti l’esperienza empirica cioè Nella realtà tutto funziona come P. immagina.
  2. Le istituzioni possono essere funzionali x alcuni ma disfunzionali per altri. es. la schiavitù è un istituzione che sicuramente può essere funzionale per coloro che sono proprietari degli schiavi ma è disfunzionale per gli schiavi stessi quindi Merton dice non è detto che tutto ciò che esista sia funzionale. Le istituzioni non sono desiderabili e funzionali come dice Parsons.
  3. Esistono delle alternative funzionali ovvero una stessa funzione può essere svolta da istituzioni diverse. es. un tempo il re distribuiva denaro ,quando rimaneva a corto di risorse materiali , ne faceva beneficenza per continuare a incitare i sudditi. Quindi le istituzioni delle terre ha un’alternativa funzionale. es. Alcuni sostengono che la religione abbia come alternativa funzionale l’istruzione. Cioè l’educazione civica per la quale i valori della convivenza se uno non li impara dalla religione li impara dal diritto o dall’educazione civica
  4. La devianza non è una patologia di qualcuno che non è stato ben socializzato, ma è un problema sociale più ampio.