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Riassunto completo e integrato con gli appunti a lezione del libro "Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee" di George Ritzer
Tipologia: Sintesi del corso
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Cos’è la sociologia?
La sociologia è lo studio scientifico della società.
È l’insieme delle ricerche di coloro che vengono riconosciuti (da una comunità scientifica) come sociologi.
Sociologo = “è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori”
-SOCIETA’ insieme di varie relazioni storicamente situate, più o meno organizzate in un tutt’uno che nel
tempo vincola le sue differenti.
Il campo di analisi nella sociologia è molto esteso. Nella condizione umana vi sono aspetti sociologici quasi
ovunque.
Ma chi ha inventato il termine sociologia?
Era un filosofo di formazione, ma noi lo studiamo come sociologo.
Agli inizi dell’800 riflettendo sul metodo scientifico e sul ruolo delle scienze sociali, sviluppa l’idea dello
studio della società con delle caratteristiche proprie del suo tempo, i quali sono fondamenti del
positivismo.
Lui si inserisce in questa corrente, nella quale nasce la sociologia (nel positivismo).
Il positivismo ha una matrice di Bacone (esaltatore della conoscenza empirica basata sull’esperienza
quotidiana- corrente aristotelica) e Cartesio ( razionalismo- corrente platonica).
La matrice positivista ha 4 elementi
Però sui valori non possiamo dare un giudizio di valore, possiamo studiarli ma non possiamo
permetterci di dire se quei valori siano positivi o negativi);
Compito della sociologia è formulare delle leggi sociali universali. L’idea dei primi sociologi era formulare
una disciplina che sia quanto più simile alla fisica.
COMTE arriverà a dare una gerarchia, che va dal particolare all’universale. Immaginiamo una piramide,
dove alla base c’è la matematica, perché tutto si basa su di essa. Al vertice di questa piramide lui mette la
sociologia: la quale ha il compito di fornire una visione completa, in quanto lui definisce “la sociologia è la
regina delle scienze”.
La sociologia nasce con questa base: fondare una scienza con un metodo scientifico rigido, fondamento con
la quotidianità, leggi universali, leggi empiriche del quotidiano. Infatti, tutti i sociologi partono da quello che
vedono tutti i giorni.
(positivismo è qualcosa che si basa sull’esmpirismo, il quale studi cose concrete – durkheim fatti sociali).
I fatti sociali hanno delle cause. Durkheim dirà che queste cause devono essere per forza sociali.
Insieme a Marx e Weber sono i padri della sociologia.
<<La società non è una semplice somma di individui, al contrario rappresenta una realtà specifica dotata di
caratteri propri. Indubbiamente nulla di collettivo può prodursi se non sono date le coscienze particolari,
ma questa condizione necessaria non è sufficiente. Occorre pure che queste coscienze siano associate e
combinate in una certa maniera, da questa combinazione risulta la vita sociale.
Aggregandosi, penetrandosi, fondendosi le anime individuali danno vita ad un essere che però costituisce
un’individualità psichica di nuovo genere>>
Durkheim studia i fatti sociali, ma cosa sono?
FATTO SOCIALE è qualcosa di concreto, tangibile. È una cosa esterna agli individui, obbligano l’individuo a
comportarsi in un certo modo - norme non solo scritte e valori religiosi e morali.
Tutte queste sono vincolate al contesto storico e geografico: norme e valori di una volta sono diversi
rispetto a quelli di oggigiorno.
Come sono fatte le società? Come fanno a stare insieme le società?
Cosa permette l’ordine sociale?
Secondo Durkheim esistono 2 tipi diversi di società (divisione anche di tipo storico):
Cosa differenzia i 2 tipi di società? È la forma di SOLIDARIETÀ che le governa.
A determinare il tipo di solidarietà è la divisione del lavoro.
Ma cosa induce il mutamento da solidarietà meccanica a solidarietà organica? La DENSITA’ DINAMICA
La quale è composta da 2 elementi:
numero di componenti;
numero di interazione tra questi.
La transazione da solidarietà meccanica a solidarietà organica è accompagnata anche dal mutamento della
COSCIENZA COLLETTIVA = è composta dalle idee, dalle convinzioni e dai sentimenti condivisi dai membri di
una società.
Società meccanica = +coscienza collettiva
Società organica = - coscienza collettiva
Coscienza collettiva e devianza
Il diritto (es. penale) non crea coscienza collettiva, ma ne è il prodotto.
Non esiste qualcosa che è criminale a livello universale, è criminale un atto che va a toccare quei sentimenti
e idee che noi abbiamo condiviso. Per questo la società lo punisce.
Criticità della solidarietà organica
In Durkheim c’è una critica alla modernità.
ANOMIA = è il senso di spaesamento, di smarrimento. Il sentimento che provano gli individui in una società
complessa. In questa complessità l’individuo può smarrirsi e perdersi non capendo più quali sono i valori
che la società vuole da lui.
L’anomia viene inserita anche nel suicidio.
Secondo Durkheim è un fatto sociale il suicidio e per dimostrarlo fa uno studio:
-Come prima cosa elimina tutti i suicidi facenti parte di malattie psicologiche e quindi individuale.
-Per dargli una valenza sociologica, parla di tasso sociale di suicidi.
Lui ragiona sulla percentuale di suicidi su 10 mila abitanti, questo gli permette un confronto fra società
diverse.
Durkheim individua 3 (4) suicidi:
L’idea di fondo che Marx osserva è che la società capitalista : è una società profondamente iniqua e
ineguale.
Chi ha tempo e abilità riceve ciò che Marx chiama reddito di sussistenza.
Questo per Marx si traduce in SFRUTTAMENTO. Il capitalista sfrutta i proletari.
Siamo in una società dove la ricchezza non è equamente distribuita e si regge sullo sfruttamento, il quale
produce negli operai (proletari) un senso di ALIENAZIONE che ha un duplice significato:
Dove nasce la differenza tra capitalista e proletario?
Marx lo individua in quello che definisce PLUSVALORE.
Il costo della merce che compriamo comprende il costo della materia prima, l’ammortamento dei beni che
il capitalista ha acquistato per trasformare quelle materie prime, lo stipendio dell’operaio, ma c’è una parte
non giustificata. Cos’è? È quello che Marx chiama PLUSVALORE = è il valore in + che la merce assume,
grazie al lavoro dei proletari. Questa parte serve per arricchire il capitalista e per mantenere il sistema di
sfruttamento, quindi è il guadagno del capitalista.
Cos’è il lavoro? L=FxS
Il lavoro è come in fisica la forza per lo spostamento. Qualcuno che quindi materialmente plasmi un
materiale che si trova in natura per farlo diventare merce.
Marx:<<Il lavoro è l’attività attraverso la quale l’uomo modifica la materia in modo da poterla utilizzare per i
suoi scopi o “in modo da appropriarsi della natura”>>.
Dunque, tutto rimarrà così: chi è sfruttato, rimane tale e chi comanda continua a comandare.
Ma perché? Tutto ciò avviene perché nessuno delle due classi è cosciente di quello che accade : il
proletario non si rende conto di essere sfruttato e Marx chiarisce che nemmeno il capitalista si rende conto
di sfruttare.
C’è però una differenza tra le 2 classi sociali:
Solo i proletari hanno la possibilità di assumere una COSCIENZA DI CLASSE.
Il fatto che io concedo al capitalista la
mia forza lavoro, in cambio del
reddito di sussistenza (=è lo stipendio)
Non sapere a cosa si sta prendendo parte
Elemento fondamentale perché secondo
Marx nella società capitalista non c’era
l’ascesa sociale : non si poteva passare da
una classe all’altra (se sono capitalista, mio
figlio sarà capitalista).
Ma perché di sussistenza?
Perché Marx dice che lo stipendio che il
capitalista offre al proletario è il minimo
sussistente per garantire la sua sopravvivenza.
è un requisito
fondamentale alla
rivoluzione, che darà
origine ad una
A differenza dei capitalisti, i quali non
assumeranno MAI una coscienza di
classe, anche perché non gli interessa.
Ad un certo punto chi è in
una posizione subalterna
si rende conto di essere
sfruttato.
Marx però non chiarisce
come potrà essere tale
società comunista
sono solo IDEALTIPI di azione sociale.
IDEALTIPO (o tipo ideale)
Sono delle categorie che io devo avere in mente “ex-ante”, cioè prima di condurre un’indagine storica, che
mi serviranno per studiare il fenomeno che io intendo analizzare.
Gli idealtipi sono in qualche modo degli “stereotipi, pregiudizi, delle idee che io ho”.
Non esistono nella realtà, ma servono a noi che studiamo il fenomeno per individuare delle categorie, dei
tipi ideali. Ogni azione è combinata di uno o più idealtipi. L’idealtipo è un’astrazione che ci permette di
orientarci.
Per Weber diventa proprio un aspetto metodologico -> per condurre un’analisi sociologica, noi non
possiamo prescindere prima da un’analisi storica
Ma cosa interessa a Weber?
Weber è interessato alla razionalizzazione.
4 forme di razionalità:
PRATICA = si mette in pratica ogni giorno. Non posso raggiungere un luogo, cambio strada e penso in
maniera razionale a come raggiungere l’obiettivo. Tutti i membri di qualsiasi società mettono in campo
questo tipo di razionalità. (non caratterizza le società occidentali).
TEORICA = riflessioni per comprendere il mondo.
SOSTANZIALE = dettata dai valori e non è razionale.
FORMALE = sono le norme e le regole uguali per tutti.
Quella che interessa a Weber è quella formale, la quale caratterizza la società moderna (occidentale).
Egli individua il fulcro di una società moderna: la BUROCRAZIA.
Per Weber la BUROCRAZIA è ORGANIZZAZIONE , è frutto di una RAZIONALIZZAZIONE.
Le caratteristiche di burocrazia per Weber sono:
-la divisone dei doveri e poteri di uffici secondo norme previste.
-La burocrazia weberiana prevede che i funzionari di tale sistema vengano selezionati in base a concorsi che
accertano determinate conoscenze.
-Rigida gerarchia di uffici
-Il funzionario non è proprietario degli strumenti del suo lavoro né della sua carica
-si riceve uno stipendio
-esiste un percorso di carriera
-il funzionario è soggetto ad un controllo e ad un sistema disciplinare
-gli atti, le decisioni e le regole vanno fissate per iscritto.
Tutto ciò che è stabilito da un sistema burocratico avviene tramite regole scritte.
È uno strumento analitico elaborato da
Weber nell’opera “Il metodo delle scienze
storico-sociali” (1922).
Sono una categorizzazione e astrazione di un
determinato fenomeno sociale e servono al
sociologo per analizzare un fenomeno.
Permette di evidenziare le
caratteristiche tipiche di un
fenomeno storico-sociale.
Non nasce dall’indagine empirica, ed è
una concettualizzazione che contiene
regolarità storiche e costringenti (i suoi
“tratti essenziali”) di un fenomeno, utile
per studiare comparativamente dei casi
storici concreti
Lo ricavo da un’indagine
storica (l’idealtipo è il
risultato di questa ricerca)
che serve per estrarre la
peculiarità e le ricorrenze di
un determinato fenomeno.
“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1905), è il testo più importante di Weber.
La razionalizzazione nel SISTEMA ECONOMICO Anche Weber decide di occuparsi di economia.
Cosa ha spinto gli uomini a dare origine alla società capitalista? Come e perché è nato il capitalismo?
Weber lo individua nella RELIGIONE.
Giovedi 10 ottobre
Weber si interessa al capitalismo, perché? Perché secondo lui il capitalismo è un sistema economico
estremamente razionale, ovvero ci spinge a produrre, consumare e ad accumulare capitale.
Weber non vuole capire quali sono le conseguenze del capitalismo, ma perché è nato?
Weber fa una ricostruzione storica, di carattere storico dello sviluppo del capitalismo.
Weber fa un’analisi non solo sociologica, ma storico-comparativa, fa un’analisi del sistema economico e tra
paesi. Arrivando a dire che il capitalismo nasce nei Paesi con etica protestante.
Il capitalismo nasce nei Paese del Nord-Europa (Germania, Paesi Bassi, Danimarca), perché c’è una
particolare forma di cristianesimo cioè il protestantesimo.
Questa religione ha plasmato il modo di vivere di chi la professa e questo contesto culturale ha forgiato lo
spirito del capitalismo.
I protestanti non hanno una guida spirituale, anzi devono leggersi la Bibbia e cercare di comprendere qual è
la volontà di Dio. Arrivata la morte, ci sarà un giudizio divino.
Per loro il successo sulla vita terrena, è indicatore del fatto che si comportano bene e che Dio li premierà.
A smuoverli è la volontà di Dio, questa è una motivazione molto forte che li spinge a perseguire in maniera
costante e determinata questi ideali.
Quindi puntano al successo e ad accumulare ricchezza -> questo Weber lo intende come una cosa molto
razionale : PERSEGUIMENTO SISTEMATICO DEL PROFITTO.
Quindi qual è il fattore che Weber indica come causa e motore del capitalismo moderno?
Il protestantesimo.
Altra cosa che interessa a Weber è il POTERE. Tema del potere inteso come qualcuno che detiene potere.
Ma il suo obiettivo è comprendere
come si è giunti all’attuale sistema
economico capitalista.
La sua idea non è quella di
criticare la società economica
moderna, il sistema economico.
MARX era interessato alla struttura economica
del capitalismo moderno. Infatti, l’analisi più
accurata del capitalismo l’ha fatta lui stesso.
DURKHEIM era interessato all’ORDINE SOCIALE
WEBER è interessato alla
RAZIONALIZZAZIONE – esempio: burocrazia.
GEORG SIMMEL (1858-1918)
È berlinese. Nella sociologia Simmel non entrò mai nel panorama accademico tedesco.
Per Durkheim la società era qualcosa di esterno
all’individuo, a differenza di Simmel, lui è molto più simile
all’impostazione data da Weber.
Così Simmel si focalizza sull’attenzione degli aspetti della
vita quotidiana, si interessa a un po’ di tutto (all’economia,
alla trasformazione urbana – metropoli). È interessato soprattutto alle relazioni tra gli individui nella vita
quotidiana, anche quando siamo a tavola a mangiare.
Se Weber aveva distinto le 4 forme di interazione sociale, Simmel distingue le interazioni in:
-tipi e forme (non hanno una differenza vera e propria).
Entrambe queste etichette servono per indicare il modo che ha l’individuo di organizzare il mondo in cui
vive e le proprie interazioni sociali. Ogni azione la possiamo collocare in caselle diverse che ci aiutano ad
orientarci nelle nostre relazioni. Ogni volta ascriviamo in una determinata interazione, un tipo e una forma.
Tipi e forme sono sostanzialmente bussole che ci servono per orientarci.
I comportamenti umani e sociali Simmel li considera frutto di CONSAPEVOLEZZA.
C’è un aspetto delle nostre interazioni quotidiane che Simmel prende in considerazione ed è la
SEGRETEZZA , cioè il fatto che noi mostriamo solo una parte di noi stessi, e una parte rimane sempre una
parte segreta.
Secondo lui deve essere giusta e moderata la segretezza, se è troppa non va bene, ma non va bene
nemmeno se è troppo poca.
(Il tema della segretezza lo ritroveremo anche in Goffman, il quale dirà che etimologicamente
persona = significa maschera e che tutti noi nella vita quotidiana indossiamo una maschera e cambia in base
alle persone con cui ci relazioniamo. Goffman parlerà di backstage – retroscena cioè tutti quei
comportamenti che noi decidiamo di non esporre in pubblico.)
Diade = 2 individui, che secondo Simmel non è una piccola società perché non riesce ad avere un’influenza
sugli individui che la compongono.
Quello che fa la differenza è essere in 3 = triade.
Quando si è in 3 si iniziano a instaurare delle relazioni che in qualche modo superano l’individualità , non
c’è più un rapporto paritario per questo Simmel ritiene che la triade sia sostanzialmente la forma più
primitiva di società, è quella relazione di individui che racchiude in sé le caratteristiche che se noi le
estendessimo, le riscontreremmo anche a livello sociale.
In qualche modo, Simmel dice che in un gruppo di 3 persone ha anche la capacità attrattiva che è svincolata
dalla relazione individuale.
Il modo di procedere di Simmel è abbastanza un sistema di ragionamento geometrico.
Simmel utilizza anche un altro concetto che è la distanza, per riflettere attorno a un altro tema che lo
appassiona: quello dello STRANIERO. Secondo lui, è una persona che è rispetto alla nostra società
vicina e lontana. È vicina perché arriva in una triade, ma allo stesso tempo è lontana e non fa parte della
triade.
L’ingresso in società di uno straniero altera l’ordine sociale
ovviamente.
Nonostante Simmel sia dell’800-900 (epoca dei grandi
totalitarismi) , individua nella figura dello straniero, una
figura positiva.
Secondo Simmel la società = è il risultato
delle relazioni, interazioni e associazioni
(lui così le chiama) reciproche tra individui.
La figura dello straniero per Simmel è molto
utile, perché è nella giusta posizione per
osservare le criticità di una società in cui
entra, ha quindi il giusto distacco per poter
mettere in luce le nostre contraddizioni.
Simmel ha toccato tutti i temi senza approfondirne uno, non li analizza mai fino in fondo, quindi è un autore
molto complicato. Una delle sue caratteristiche è il non essere un autore organico.
DENARO Filosofia del denaro (1900).
Cosa dice sul denaro che non hanno detto Marx e Weber?
Secondo Simmel il denaro nella società moderna è un simbolo.
Una volta, il denaro era vincolato a delle riserve auree che avevano i Paesi, lo Stato possedeva un
equivalente in oro. Oggi non è più così. Ma come all’ora il denaro era un simbolo, oggi lo è ancora di più.
Denaro oltre a non avere un valore intrinseco, permette dei rapporti impersonali.
Questa riduzione dei rapporti sociali -> è una delle caratteristiche che Simmel individua nella società
moderna.
Venerdì 11 ottobre
Simmel fa una differenza tra cultura oggettiva e quella soggettiva:
Cultura oggettiva : sono gli oggetti prodotto della cultura di una società, sono gli artefatti che noi
produciamo.
-cresce in termini assoluti (la scienza);
-cresce il numero degli elementi che la compongono (internet);
-gli elementi diventano sempre più numerosi e potenti, tanto da generare incomprensione anche in chi li ha
creati.
Cultura soggettiva : è la capacità degli individui in una determinata società di riuscire a controllare gli
oggetti che quella stessa società ha prodotto, è la capacità di controllare questi artefatti. (in una società
primitiva questo era intuitivo, una società complessa come quella moderna mette in discussione questa
cosa). Sostanzialmente è la capacità dell’individuo di produrre e controllare gli elementi della cultura
oggettiva.
Il fatto che gli individui non riescono più a controllare il mondo che ci circonda, produce quella che Simmel
chiama “TRAGEDIA DELLA CULTURA”: ovvero del mondo che ci circonda capiamo sempre meno, ma siamo
destinati a essere sempre più controllati da esso (non riusciamo più a controllarlo e ne siamo sempre più
dipendenti).
Sono soprattutto gli sviluppi tecnologici a metterci in crisi, anche perché la tecnologia porta con sé
tantissimi aspetti sociali. Nessuna innovazione tecnologia è totalmente nuova (esempio la tastiera è nata da
una macchina da scrivere). I sistemi esperti modificano e necessitano in un determinato contesto sociale
che è in grado di accoglierli e capirli.
Simmel si interessa di un fenomeno attorno a lui, cioè l’espansione urbana. Nella quale lui vede uno
smarrimento e in qualche modo un impoverimento delle facoltà individuali.
In una metropoli si è immersi in una quantità costante di stimoli, questo non ci
“La metropoli e la vita dello spirito (1900)”
Atteggiamento blasè = per sopravvivere in una quantità tale di stimoli, sostanzialmente impariamo a
fregarcene, ci interessiamo solo a ciò che ci interessa tutto il resto lo tralasciamo.
Questo atteggiamento è emblema di una perdita di potenzialità degli individui nel passaggio da una società
primitiva a una società moderna.
La moda secondo Simmel risponde a 2 bisogni:
1 BISOGNO DI CONFORMITÀ , crea comunità.
2 BISOGNO DI DISTINGUERSI , crea individualità (risponde ad un bisogno individuale).
TEOREMA DI THOMAS = una situazione è considerata reale o è reale nei suoi effetti se gli individui la
considerano tale, reale.
(Esempio: giocando a calcio un attaccante tira in porta e la palla rimbalza sulla linea di porta, il giocatore è
convinto di aver fatto goal ed esulta, mentre il portiere continua a giocare perché secondo lui la palla non è
entrata in porta. Questo è un classico esempio di situazione interpretata in maniera diversa da i due attori,
ma che ha conseguenze reali per entrambi).
L’interazione costruisce significato.
Il testo più famoso da cui deriva poi tutta la teorizzazione di Mead. S’intitola “ Mente sé e società ” (Mead),
esce postumo( = a differenza di tutti gli altri autori che abbiamo visto fin ora, i quali hanno avuto un
discreto successo anche quando erano in vita, Mead invece viene ricordato solo dopo la sua morte).
Cos’è la mente presente nel titolo?
Il simbolo significativo per eccellenza di Mead, è il linguaggio.
Il linguaggio è il mezzo attraverso il quale noi pensiamo , quindi più parole conosciamo e più complessi
sono i nostri pensieri.
La mente , quindi secondo Mead è quell’aspetto dell’individuo che gli permette di formulare un pensiero
attraverso il linguaggio.
Cos’è il “sé” presente nel titolo?
Il sé invece si forma nell’infanzia. Mead riconosce un ruolo prevalente nel gioco.
Il gioco si divide in:
gioco spontaneo (play): è quando il bambino impersonifica qualcun altro, assume cioè il ruolo di qualcun
altro (es. un bambino fa Batman).
gioco organizzato (game): ognuno ha un suo ruolo (es. gioco di squadra).
Quindi ci si deve immaginare cosa gli altri si aspettano da noi – questo presuppone una visione d’insieme.
Cioè avere maggior consapevolezza di sé e anche a riuscire a calarsi in una realtà organizzata.
La capacità di sapere cosa gli altri si aspettano da noi nasce con lo sviluppo dell’ALTRO GENERALIZZATO
= Secondo Mead, è il maggiore strumento di controllo sociale , cioè è quel meccanismo attraverso cui la
comunità ottiene il controllo sulla condotta dei singoli individui.
Cos’è la società nel titolo?
È frutto dell’interazione tra gli individui. (vedi libro).
Il termine deriva da Durkheim.
Gli struttural funzionalisti si interessano delle strutture sociali e delle funzioni delle strutture sociali.
sono sostanzialmente sociologi americani , i principali sono Talcott Parsons e Robert K. Merton.
In particolare, si occupano di studiare:
le grandi strutture sociali, le strutture sociali ampia scala;
le istituzioni;
le interazioni fra le strutture;
i vincoli che esse impongono agli individui.
Agli struttural-funzionalisti interessa soprattutto:
-il funzionamento delle istituzioni;
-e di come le diverse strutture sociali interagiscono tra loro.
(es. sistema educativo e sistema economico).
Qual è la relazione tra sistema educativo e sistema economico?
L’impostazione degli struttural-funzionalisti è che le strutture sociali, assolvono delle funzioni che sono
indispensabili al mantenimento dell’ordine sociale.
Quindi c’è qualcosa che lega questi due sistemi : l’ idea del self made man.
Il sistema educativo per gli struttural funzionalisti è funzionale a fornire competenze, ma anche a
permettere l’ascensione sociale e quindi a introdurre in un sistema sociale una quantità di innovazione
necessaria a far funzionare un sistema economico a stampo capitalistico.
Le strutture sociali ci impongono dei limiti, dei vincoli? Sì!
Un sistema educativo, è un’istituzione.
(es. posso studiare tutti i libri di medicina alla pari di un universitario, ma posso andare a fare il medico? No.
Solo l’istituzione universitaria è delegata a fornirci un riconoscimento che ci permette di andare a fare il
medico. Senza istituzione noi questa cosa non possiamo farla).
Questo a livello sociologico ci fa capire come la realtà sia un costrutto sociale.
Non si può fare nulla e non esiste nulla che sia estraneo ad un accordo costituito a livello sociale.
I sociologi dicono anche che determinati oggetti esistono solo a livello sociale.
Quindi il contesto sociale definisce e plasma un concetto.
Va a studiare per il suo dottorato in Germania, e da questa porta in America tutti gli autori classici (quindi
Durkheim, Weber e Marx), in particolare si appassiona a Durkheim. Perché proprio a lui?
Perché egli si interessava dell’ordine sociale, gli americani sono ossessionati dall’ordine sociale e in
particolare i sociologi americani.
Per Parsons tutto è razionale , perché mosso da valori.
L’approccio di Parsons è un approccio di tipo sistemico , per l’importanza che dà al concetto stesso di
sistema.
La sua opera si intitola “il sistema sociale” definisce l’azione o l’atto come l’unità elementare di cui si
occupa la sociologia.
Ogni azione presuppone:
-un attore (qualcuno che compie questa azione);
-un fine (ogni azione ha un fine);
-una situazione (in una determinata cornice sociale, in una particolare situazione);
= è il processo attraverso il quale la società permette la trasmissione e l’interiorizzazione delle norme e dei
valori ai nuovi membri della comunità.
Coloro che partecipano a questo processo si chiamano AGENTI DI SOCIALIZZAZIONE.
Parsons ha in mente però il suo stereotipo di famiglia, cioè:
-bianca
-agiata (ceto medio)
-statunitense
La famiglia perfetta, ma non esiste.
La socializzazione si divide in:
socializzazione primaria = quella data dalla famiglia;
socializzazione secondaria = avviene soprattutto a scuola o nel gruppo dei pari.
processo di risocializzazione = cioè vengono insegnati nuove regole e nuovi valori (es. detenuti).
processo di socializzazione anticipatoria = tipica dei migranti, vengono dall’estero e sanno già l’italiano.
processo di anticipazione rovesciata = avviene quando i giovani spiegano ai nonni alcune regole o
innovazioni (es. come si fa ad usare il cellulare).
La socializzazione è un processo che dura da quando nasciamo fino alla vecchiaia. Non è qualcosa che inizia
e si conclude dopo un determinato periodo di tempo.
La socializzazione trasmette anche i RUOLI. A scuola si impara questa condivisione di ruoli, (es. il bambino
deve ascoltare la maestra).
Il processo di socializzazione secondo Parsons, serve per trasmettere:
-il RUOLO = sono tutte quelle azioni e prescrizioni a cui devo sottostare a causa del mio status. È la
conseguenza dello status, sul piano normativo.
-lo STATUS = è la posizione che ricopro, ricoperta dall’attore all’interno del sistema sociale. (il livello nella
scala gerarchica).
Nel gergo comune sono sinonimi, invece in sociologia NON SONO SINONIMI.
(Es. o nasco erede al trono, o non lo sarò mai).
(Differenza tra sesso e genere:
-il primo è secondo l’anatomia
-il genere invece va in base alla trasmissione culturale.)
La teorizzazione più completa di come funziona un sistema sociale è definita da Parsons, dallo
Il principale agente
di socializzazione è
la famiglia.
SCHEMA AGIL = funzioni che lui attribuisce ad ogni sistema sociale:
A livello di sistema sociale le 4 funzioni dell’AGIL, sono rappresentate:
Queste funzioni secondo Parsons, rispondono a dei bisogni che ogni sistema si trova ad affrontare.
Lo schema AGIL per Parsons è funzionale a qualsiasi sistema funzionale, a qualsiasi sistema noi vogliamo
analizzare.
Riassumendo:
-Quali sono i presupposti dell’impostazione Parsonsiana?
Nello struttural funzionalismo di Parson le istituzioni, le strutture sociali svolgono una funzione
necessaria e indispensabile per il mantenimento dell’intero sistema. Le parti (specie le istituzioni) svolgono
una funzione utile per il tutto.
-Qual è la domanda dalla quale parte?
Dalla questione dell’ordine sociale. Da Durkheim - dal problema dell’ordine sociale, come problema
centrale della sociologia.
-Qual è il risultato atteso di una teoria sociale secondo Parsons?
La sociologia deve fornire una teoria in senso kantiano (cioè onnicomprensiva) del funzionamento della
società in modo universale, nella sua totalità. Il fondamento della sociologia deve essere una teoria
generale e sistematica.
Per Parsons se una persona formula una teoria sociale, questa teoria deve essere in grado di spiegare tutto.
Parsons è quello che tende la linea all’interno america
In sociologia non esiste una teoria giusta o una teoria sbagliata, o l’approccio corretto e quello non corretto,
ma dipende dalla sensibilità del sociologo.
A = funzione di ADATTAMENTO
(ad un ambiente)
Istituzione: ECONOMIA
Bisogno: reperire risorse
G = funzione di PERSEGUIMENTO DEI FINI,
Istituzione: POLITICA
Bisogno: prendere decisioni
I = funzione di INTEGRAZIONE
Istituzione: SISTEMA LEGALE
Bisogno: regolare il rapporto tra gli individui
L = funzione di LATENZA o di
Istituzioni: SCUOLA, FAMIGLIA e
Bisogno: trasmettere valori
Secondo Merton quella che prima era una sensazione per il fatto stesso di essere stata ipotizzata, si
realizza.
Ecco perché secondo Merton, l’ individuo non ha un ruolo passivo , a differenza di Parsons.
È vero che il sistema sociale trasmette norme e valori, quindi influenza il comportamento individuale, ma è
anche vero il suo contrario: ovvero che il comportamento di tali individui determina la realtà sociale che li
circonda.
Ma non è solo un essere razionale che apprende dal sistema sociale come orientare le proprie azioni, anzi
in alcuni casi contribuisce attivamente alla costruzione della realtà sociale.
Per dimostrare ancora di più questa ipotesi, Merton fa riferimento al concetto di ANOMIA
Per spiegare questo concetto, all’interno della sua teoria sociale, Merton fa la distinzione tra:
Quando struttura e cultura non coincidono, si realizza → l’ ANOMIA.
Per spiegarlo in termini schematici, Merton affronta il tema della DEVIANZA :
Mete culturali
(successo economico)
Accettare i valori
Mezzi istituzionalizzanti
(mezzi per perseguire gli
obiettivi, i valori)
Accettare le norme
Metodi di adattamento Cosa significa?
Accettazione + Accettazione+ = CONFORMISMO*
Secondo Merton,
questo individuo è
perfettamente integrato
nella società
Accettazione + Rifiuto - = INNOVATORE SOCIALE Questa figura in Parsons
non esiste
Rifiuto – Accettazione + = RITUALISMO
Rifiuto – Rifiuto - = RINUNCIA
Esempio è l’eremita:
non gli interessano né i
valori, né i mezzi per
raggiungerli
Accettazione +/
Rifiuto –
contemporaneamente
Accettazione +/
Rifiuto –
contemporaneamente
= RIBELLIONE Esempio sono gli
adolescenti
*Se un individuo di una determinata società accetta il valore della meta culturale quindi della ricchezza e
accetta anche i mezzi per raggiungerlo, per perseguire quegli obiettivi → caso di CONFORMISMO.
deriva dal rapporto tra cultura e struttura deriva da Durkheim
La differenza di fondo tra Parsons e Merton è che quest’ultimo introduce degli elementi per spiegare il
mutamento sociale , le società non sono statiche, ma cambiano ed evolvono.
Inoltre, la socializzazione svolge un ruolo primario anche per Merton, ma non è quel processo dove
qualcuno ci insegna le regole e noi le apprendiamo e basta, ma è quel processo nel quale si trasmettono
norme e valori e l’individuo può decidere se accettarli o rifiutarli. (es. quando un bambino ti dice che “non è
giusto”).
Merton è importante anche per un altro motivo → è il fondatore della SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA.
Nel 1936 discute la sua tesi, che ha per titolo “Scienza, tecnologia e società nel XVII secolo (dell’Inghilterra)”
Nella quale pone in relazione lo sviluppo tecnologico e scientifico con la struttura sociale dell’Inghilterra
dell’epoca. La sua tesi di dottorato verrà pubblicata e diventerà un libro.
Questo farà sì che il suo campo di interesse determinerà anche tutta la sua visione teorica.
Quindi la differenza principale con Parsons è che Merton introduce gli elementi che spiegano il mutamento
sociale, questo deriva dall’aver guardato a come procede la scienza e la tecnologia, che hanno forti
caratteristiche innovative.
Per cui Merton non poteva accettare l’impostazione statica Parsonsiana.
Emergono 2 concetti studiando la comunità della scienza, degli scienziati → perché Merton studia
soprattutto il sistema sociale della scienza, cioè come si comportano gli scienziati.
Da qui lui crea:
EFFETTO SAN MATTEO = deriva da quello che Merton osserva studiando le biografie degli scienziati più
famosi. Egli si accorge che gli scienziati si dividono in 2 categorie:
-quelli che riescono ad accumulare una quantità di premi e di scoperte;
-chi non ha nulla di tutto ciò.
Questo è un fenomeno tipicamente sociale dice Merton, perché se vinci un premio è facile che le
istituzioni ti cerchino.
SERENDIPITY = sostanzialmente è trovare qualcosa mentre si cerca qualcos’altro.
La storia della scienza è piena di casi della “Serendipity”.
Qual è la relazione tra SCIENZA, TECNOLOGIA e SOCIETA’?
L’intuizione di Merton è quella di introdurre l’idea che la scienza e la società non sono 2 entità distinte,
questo perché gli scienziati non operano in un contesto privo di influenze sociali, ma gli sviluppi scientifici e
tecnologici sono influenzati anche da delle esigenze culturali, da sensibilità sociali che indirizzano e
determinano lo sviluppo scientifico e tecnologico.
Ripasso:
Parsons è un struttural-funzionalista ortodosso → quindi applica i presupposti dello struttural-
funzionalismo derivanti dall’approccio di Durkheim, alla sua teoria sociale.
Merton ha un approccio più critico che deriva anche dal fatto di voler tenere assieme la sua elaborazione
teorica e la possibilità di fare ricerca empirica.