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Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee. di Ritzer, Sintesi del corso di Sociologia

Riassunto completo e integrato con gli appunti a lezione del libro "Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee" di George Ritzer

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020
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Caricato il 02/05/2020

Silvia.L.
Silvia.L. 🇮🇹

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TEORIA DELLE SCIENZE SOCIALI
Cos’è la sociologia?
La sociologia è lo studio scientifico della società.
È l’insieme delle ricerche di coloro che vengono riconosciuti (da una comunità scientifica) come sociologi.
Sociologo = “è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori”
-SCIENZA
-SOCIETA’ insieme di varie relazioni storicamente situate, più o meno organizzate in un tutt’uno che nel
tempo vincola le sue differenti.
Il campo di analisi nella sociologia è molto esteso. Nella condizione umana vi sono aspetti sociologici quasi
ovunque.
Ma chi ha inventato il termine sociologia?
Auguste COMTE
Era un filosofo di formazione, ma noi lo studiamo come sociologo.
Agli inizi dell’800 riflettendo sul metodo scientifico e sul ruolo delle scienze sociali, sviluppa l’idea dello
studio della società con delle caratteristiche proprie del suo tempo, i quali sono fondamenti del
positivismo.
Lui si inserisce in questa corrente, nella quale nasce la sociologia (nel positivismo).
Il positivismo ha una matrice di Bacone (esaltatore della conoscenza empirica basata sull’esperienza
quotidiana- corrente aristotelica) e Cartesio ( razionalismo- corrente platonica).
La matrice positivista ha 4 elementi
1. Le scienze naturali e le scienze sociali devono condividere gli stessi strumenti e impostazioni;
2. Rifiuto della metafisica e della filosofia riconosciuta come parassitaria rispetto alla scienza;
3. Distinzione tra fatti e valori (compito delle scienze sociali è studiare i fatti sociali – Durkheim.
Però sui valori non possiamo dare un giudizio di valore, possiamo studiarli ma non possiamo
permetterci di dire se quei valori siano positivi o negativi);
4. Formulare leggi universali.
Compito della sociologia è formulare delle leggi sociali universali. L’idea dei primi sociologi era formulare
una disciplina che sia quanto più simile alla fisica.
COMTE arriverà a dare una gerarchia, che va dal particolare all’universale. Immaginiamo una piramide,
dove alla base c’è la matematica, perché tutto si basa su di essa. Al vertice di questa piramide lui mette la
sociologia: la quale ha il compito di fornire una visione completa, in quanto lui definisce “la sociologia è la
regina delle scienze”.
La sociologia nasce con questa base: fondare una scienza con un metodo scientifico rigido, fondamento con
la quotidianità, leggi universali, leggi empiriche del quotidiano. Infatti, tutti i sociologi partono da quello che
vedono tutti i giorni.
(positivismo è qualcosa che si basa sull’esmpirismo, il quale studi cose concrete – durkheim fatti sociali).
I fatti sociali hanno delle cause. Durkheim dirà che queste cause devono essere per forza sociali.
ÉMILE DURKHEIM
Insieme a Marx e Weber sono i padri della sociologia.
<<La società non è una semplice somma di individui, al contrario rappresenta una realtà specifica dotata di
caratteri propri. Indubbiamente nulla di collettivo può prodursi se non sono date le coscienze particolari,
ma questa condizione necessaria non è sufficiente. Occorre pure che queste coscienze siano associate e
combinate in una certa maniera, da questa combinazione risulta la vita sociale.
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Scarica Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee. di Ritzer e più Sintesi del corso in PDF di Sociologia solo su Docsity!

TEORIA DELLE SCIENZE SOCIALI

Cos’è la sociologia?

La sociologia è lo studio scientifico della società.

È l’insieme delle ricerche di coloro che vengono riconosciuti (da una comunità scientifica) come sociologi.

Sociologo = “è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori”

-SCIENZA

-SOCIETA’ insieme di varie relazioni storicamente situate, più o meno organizzate in un tutt’uno che nel

tempo vincola le sue differenti.

Il campo di analisi nella sociologia è molto esteso. Nella condizione umana vi sono aspetti sociologici quasi

ovunque.

Ma chi ha inventato il termine sociologia?

Auguste COMTE

Era un filosofo di formazione, ma noi lo studiamo come sociologo.

Agli inizi dell’800 riflettendo sul metodo scientifico e sul ruolo delle scienze sociali, sviluppa l’idea dello

studio della società con delle caratteristiche proprie del suo tempo, i quali sono fondamenti del

positivismo.

Lui si inserisce in questa corrente, nella quale nasce la sociologia (nel positivismo).

Il positivismo ha una matrice di Bacone (esaltatore della conoscenza empirica basata sull’esperienza

quotidiana- corrente aristotelica) e Cartesio ( razionalismo- corrente platonica).

La matrice positivista ha 4 elementi

  1. Le scienze naturali e le scienze sociali devono condividere gli stessi strumenti e impostazioni;
  2. Rifiuto della metafisica e della filosofia riconosciuta come parassitaria rispetto alla scienza;
  3. Distinzione tra fatti e valori (compito delle scienze sociali è studiare i fatti sociali – Durkheim.

Però sui valori non possiamo dare un giudizio di valore, possiamo studiarli ma non possiamo

permetterci di dire se quei valori siano positivi o negativi);

  1. Formulare leggi universali.

Compito della sociologia è formulare delle leggi sociali universali. L’idea dei primi sociologi era formulare

una disciplina che sia quanto più simile alla fisica.

COMTE arriverà a dare una gerarchia, che va dal particolare all’universale. Immaginiamo una piramide,

dove alla base c’è la matematica, perché tutto si basa su di essa. Al vertice di questa piramide lui mette la

sociologia: la quale ha il compito di fornire una visione completa, in quanto lui definisce “la sociologia è la

regina delle scienze”.

La sociologia nasce con questa base: fondare una scienza con un metodo scientifico rigido, fondamento con

la quotidianità, leggi universali, leggi empiriche del quotidiano. Infatti, tutti i sociologi partono da quello che

vedono tutti i giorni.

(positivismo è qualcosa che si basa sull’esmpirismo, il quale studi cose concrete – durkheim fatti sociali).

I fatti sociali hanno delle cause. Durkheim dirà che queste cause devono essere per forza sociali.

ÉMILE DURKHEIM

Insieme a Marx e Weber sono i padri della sociologia.

<<La società non è una semplice somma di individui, al contrario rappresenta una realtà specifica dotata di

caratteri propri. Indubbiamente nulla di collettivo può prodursi se non sono date le coscienze particolari,

ma questa condizione necessaria non è sufficiente. Occorre pure che queste coscienze siano associate e

combinate in una certa maniera, da questa combinazione risulta la vita sociale.

Aggregandosi, penetrandosi, fondendosi le anime individuali danno vita ad un essere che però costituisce

un’individualità psichica di nuovo genere>>

Durkheim studia i fatti sociali, ma cosa sono?

FATTO SOCIALE è qualcosa di concreto, tangibile. È una cosa esterna agli individui, obbligano l’individuo a

comportarsi in un certo modo - norme non solo scritte e valori religiosi e morali.

Tutte queste sono vincolate al contesto storico e geografico: norme e valori di una volta sono diversi

rispetto a quelli di oggigiorno.

Come sono fatte le società? Come fanno a stare insieme le società?

Cosa permette l’ordine sociale?

Secondo Durkheim esistono 2 tipi diversi di società (divisione anche di tipo storico):

  1. Società meccaniche – sono le cosiddette primitive= solidarietà meccanica
  2. Società organiche – moderne = solidarietà organica

Cosa differenzia i 2 tipi di società? È la forma di SOLIDARIETÀ che le governa.

A determinare il tipo di solidarietà è la divisione del lavoro.

Ma cosa induce il mutamento da solidarietà meccanica a solidarietà organica? La DENSITA’ DINAMICA

La quale è composta da 2 elementi:

 numero di componenti;

 numero di interazione tra questi.

La transazione da solidarietà meccanica a solidarietà organica è accompagnata anche dal mutamento della

COSCIENZA COLLETTIVA = è composta dalle idee, dalle convinzioni e dai sentimenti condivisi dai membri di

una società.

Società meccanica = +coscienza collettiva

Società organica = - coscienza collettiva

Coscienza collettiva e devianza

Il diritto (es. penale) non crea coscienza collettiva, ma ne è il prodotto.

Non esiste qualcosa che è criminale a livello universale, è criminale un atto che va a toccare quei sentimenti

e idee che noi abbiamo condiviso. Per questo la società lo punisce.

Criticità della solidarietà organica

In Durkheim c’è una critica alla modernità.

ANOMIA = è il senso di spaesamento, di smarrimento. Il sentimento che provano gli individui in una società

complessa. In questa complessità l’individuo può smarrirsi e perdersi non capendo più quali sono i valori

che la società vuole da lui.

L’anomia viene inserita anche nel suicidio.

IL SUICIDIO

Secondo Durkheim è un fatto sociale il suicidio e per dimostrarlo fa uno studio:

-Come prima cosa elimina tutti i suicidi facenti parte di malattie psicologiche e quindi individuale.

-Per dargli una valenza sociologica, parla di tasso sociale di suicidi.

Lui ragiona sulla percentuale di suicidi su 10 mila abitanti, questo gli permette un confronto fra società

diverse.

Durkheim individua 3 (4) suicidi:

L’idea di fondo che Marx osserva è che la società capitalista : è una società profondamente iniqua e

ineguale.

Chi ha tempo e abilità riceve ciò che Marx chiama reddito di sussistenza.

Questo per Marx si traduce in SFRUTTAMENTO. Il capitalista sfrutta i proletari.

Siamo in una società dove la ricchezza non è equamente distribuita e si regge sullo sfruttamento, il quale

produce negli operai (proletari) un senso di ALIENAZIONE che ha un duplice significato:

Dove nasce la differenza tra capitalista e proletario?

Marx lo individua in quello che definisce PLUSVALORE.

Il costo della merce che compriamo comprende il costo della materia prima, l’ammortamento dei beni che

il capitalista ha acquistato per trasformare quelle materie prime, lo stipendio dell’operaio, ma c’è una parte

non giustificata.  Cos’è? È quello che Marx chiama PLUSVALORE = è il valore in + che la merce assume,

grazie al lavoro dei proletari. Questa parte serve per arricchire il capitalista e per mantenere il sistema di

sfruttamento, quindi è il guadagno del capitalista.

Cos’è il lavoro? L=FxS

Il lavoro è come in fisica la forza per lo spostamento. Qualcuno che quindi materialmente plasmi un

materiale che si trova in natura per farlo diventare merce.

Marx:<<Il lavoro è l’attività attraverso la quale l’uomo modifica la materia in modo da poterla utilizzare per i

suoi scopi o “in modo da appropriarsi della natura”>>.

Dunque, tutto rimarrà così: chi è sfruttato, rimane tale e chi comanda continua a comandare.

Ma perché? Tutto ciò avviene perché nessuno delle due classi è cosciente di quello che accade : il

proletario non si rende conto di essere sfruttato e Marx chiarisce che nemmeno il capitalista si rende conto

di sfruttare.

C’è però una differenza tra le 2 classi sociali:

Solo i proletari hanno la possibilità di assumere una COSCIENZA DI CLASSE.

Il fatto che io concedo al capitalista la

mia forza lavoro, in cambio del

reddito di sussistenza (=è lo stipendio)

Non sapere a cosa si sta prendendo parte

Elemento fondamentale perché secondo

Marx nella società capitalista non c’era

l’ascesa sociale : non si poteva passare da

una classe all’altra (se sono capitalista, mio

figlio sarà capitalista).

Ma perché di sussistenza?

Perché Marx dice che lo stipendio che il

capitalista offre al proletario è il minimo

sussistente per garantire la sua sopravvivenza.

è un requisito

fondamentale alla

rivoluzione, che darà

origine ad una

SOCIETÀ COMUNISTA.

A differenza dei capitalisti, i quali non

assumeranno MAI una coscienza di

classe, anche perché non gli interessa.

Ad un certo punto chi è in

una posizione subalterna

si rende conto di essere

sfruttato.

Marx però non chiarisce

come potrà essere tale

società comunista

sono solo IDEALTIPI di azione sociale.

IDEALTIPO (o tipo ideale)

Sono delle categorie che io devo avere in mente “ex-ante”, cioè prima di condurre un’indagine storica, che

mi serviranno per studiare il fenomeno che io intendo analizzare.

Gli idealtipi sono in qualche modo degli “stereotipi, pregiudizi, delle idee che io ho”.

Non esistono nella realtà, ma servono a noi che studiamo il fenomeno per individuare delle categorie, dei

tipi ideali. Ogni azione è combinata di uno o più idealtipi. L’idealtipo è un’astrazione che ci permette di

orientarci.

Per Weber diventa proprio un aspetto metodologico -> per condurre un’analisi sociologica, noi non

possiamo prescindere prima da un’analisi storica

Ma cosa interessa a Weber?

Weber è interessato alla razionalizzazione.

4 forme di razionalità:

 PRATICA = si mette in pratica ogni giorno. Non posso raggiungere un luogo, cambio strada e penso in

maniera razionale a come raggiungere l’obiettivo. Tutti i membri di qualsiasi società mettono in campo

questo tipo di razionalità. (non caratterizza le società occidentali).

 TEORICA = riflessioni per comprendere il mondo.

 SOSTANZIALE = dettata dai valori e non è razionale.

FORMALE = sono le norme e le regole uguali per tutti.

Quella che interessa a Weber è quella formale, la quale caratterizza la società moderna (occidentale).

Egli individua il fulcro di una società moderna: la BUROCRAZIA.

Per Weber la BUROCRAZIA è ORGANIZZAZIONE , è frutto di una RAZIONALIZZAZIONE.

Le caratteristiche di burocrazia per Weber sono:

-la divisone dei doveri e poteri di uffici secondo norme previste.

-La burocrazia weberiana prevede che i funzionari di tale sistema vengano selezionati in base a concorsi che

accertano determinate conoscenze.

-Rigida gerarchia di uffici

-Il funzionario non è proprietario degli strumenti del suo lavoro né della sua carica

-si riceve uno stipendio

-esiste un percorso di carriera

-il funzionario è soggetto ad un controllo e ad un sistema disciplinare

-gli atti, le decisioni e le regole vanno fissate per iscritto.

Tutto ciò che è stabilito da un sistema burocratico avviene tramite regole scritte.

È uno strumento analitico elaborato da

Weber nell’opera “Il metodo delle scienze

storico-sociali” (1922).

Sono una categorizzazione e astrazione di un

determinato fenomeno sociale e servono al

sociologo per analizzare un fenomeno.

Permette di evidenziare le

caratteristiche tipiche di un

fenomeno storico-sociale.

Non nasce dall’indagine empirica, ed è

una concettualizzazione che contiene

regolarità storiche e costringenti (i suoi

“tratti essenziali”) di un fenomeno, utile

per studiare comparativamente dei casi

storici concreti

Lo ricavo da un’indagine

storica (l’idealtipo è il

risultato di questa ricerca)

che serve per estrarre la

peculiarità e le ricorrenze di

un determinato fenomeno.

LE OPERE

“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1905), è il testo più importante di Weber.

La razionalizzazione nel SISTEMA ECONOMICO  Anche Weber decide di occuparsi di economia.

Cosa ha spinto gli uomini a dare origine alla società capitalista? Come e perché è nato il capitalismo?

Weber lo individua nella RELIGIONE.

Giovedi 10 ottobre

Weber si interessa al capitalismo, perché? Perché secondo lui il capitalismo è un sistema economico

estremamente razionale, ovvero ci spinge a produrre, consumare e ad accumulare capitale.

Weber non vuole capire quali sono le conseguenze del capitalismo, ma perché è nato?

Weber fa una ricostruzione storica, di carattere storico dello sviluppo del capitalismo.

Weber fa un’analisi non solo sociologica, ma storico-comparativa, fa un’analisi del sistema economico e tra

paesi. Arrivando a dire che il capitalismo nasce nei Paesi con etica protestante.

Il capitalismo nasce nei Paese del Nord-Europa (Germania, Paesi Bassi, Danimarca), perché c’è una

particolare forma di cristianesimo cioè il protestantesimo.

Questa religione ha plasmato il modo di vivere di chi la professa e questo contesto culturale ha forgiato lo

spirito del capitalismo.

I protestanti non hanno una guida spirituale, anzi devono leggersi la Bibbia e cercare di comprendere qual è

la volontà di Dio. Arrivata la morte, ci sarà un giudizio divino.

Per loro il successo sulla vita terrena, è indicatore del fatto che si comportano bene e che Dio li premierà.

A smuoverli è la volontà di Dio, questa è una motivazione molto forte che li spinge a perseguire in maniera

costante e determinata questi ideali.

Quindi puntano al successo e ad accumulare ricchezza -> questo Weber lo intende come una cosa molto

razionale : PERSEGUIMENTO SISTEMATICO DEL PROFITTO.

Quindi qual è il fattore che Weber indica come causa e motore del capitalismo moderno?

Il protestantesimo.

Altra cosa che interessa a Weber è il POTERE. Tema del potere inteso come qualcuno che detiene potere.

Ma il suo obiettivo è comprendere

come si è giunti all’attuale sistema

economico capitalista.

La sua idea non è quella di

criticare la società economica

moderna, il sistema economico.

MARX era interessato alla struttura economica

del capitalismo moderno. Infatti, l’analisi più

accurata del capitalismo l’ha fatta lui stesso.

DURKHEIM era interessato all’ORDINE SOCIALE

  • come fanno le società a rimanere coese?

WEBER è interessato alla

RAZIONALIZZAZIONE – esempio: burocrazia.

GEORG SIMMEL (1858-1918)

È berlinese. Nella sociologia Simmel non entrò mai nel panorama accademico tedesco.

Per Durkheim la società era qualcosa di esterno

all’individuo, a differenza di Simmel, lui è molto più simile

all’impostazione data da Weber.

Così Simmel si focalizza sull’attenzione degli aspetti della

vita quotidiana, si interessa a un po’ di tutto (all’economia,

alla trasformazione urbana – metropoli). È interessato soprattutto alle relazioni tra gli individui nella vita

quotidiana, anche quando siamo a tavola a mangiare.

Se Weber aveva distinto le 4 forme di interazione sociale, Simmel distingue le interazioni in:

-tipi e forme (non hanno una differenza vera e propria).

Entrambe queste etichette servono per indicare il modo che ha l’individuo di organizzare il mondo in cui

vive e le proprie interazioni sociali. Ogni azione la possiamo collocare in caselle diverse che ci aiutano ad

orientarci nelle nostre relazioni. Ogni volta ascriviamo in una determinata interazione, un tipo e una forma.

Tipi e forme sono sostanzialmente bussole che ci servono per orientarci.

I comportamenti umani e sociali Simmel li considera frutto di CONSAPEVOLEZZA.

C’è un aspetto delle nostre interazioni quotidiane che Simmel prende in considerazione ed è la

SEGRETEZZA , cioè il fatto che noi mostriamo solo una parte di noi stessi, e una parte rimane sempre una

parte segreta.

Secondo lui deve essere giusta e moderata la segretezza, se è troppa non va bene, ma non va bene

nemmeno se è troppo poca.

(Il tema della segretezza lo ritroveremo anche in Goffman, il quale dirà che etimologicamente

persona = significa maschera e che tutti noi nella vita quotidiana indossiamo una maschera e cambia in base

alle persone con cui ci relazioniamo. Goffman parlerà di backstage – retroscena cioè tutti quei

comportamenti che noi decidiamo di non esporre in pubblico.)

DIADE E TRIADE

Diade = 2 individui, che secondo Simmel non è una piccola società perché non riesce ad avere un’influenza

sugli individui che la compongono.

Quello che fa la differenza è essere in 3 = triade.

Quando si è in 3 si iniziano a instaurare delle relazioni che in qualche modo superano l’individualità , non

c’è più un rapporto paritario per questo Simmel ritiene che la triade sia sostanzialmente la forma più

primitiva di società, è quella relazione di individui che racchiude in sé le caratteristiche che se noi le

estendessimo, le riscontreremmo anche a livello sociale.

In qualche modo, Simmel dice che in un gruppo di 3 persone ha anche la capacità attrattiva che è svincolata

dalla relazione individuale.

Il modo di procedere di Simmel è abbastanza un sistema di ragionamento geometrico.

Simmel utilizza anche un altro concetto che è la distanza, per riflettere attorno a un altro tema che lo

appassiona: quello dello STRANIERO. Secondo lui, è una persona che è rispetto alla nostra società

vicina e lontana. È vicina perché arriva in una triade, ma allo stesso tempo è lontana e non fa parte della

triade.

L’ingresso in società di uno straniero altera l’ordine sociale

ovviamente.

Nonostante Simmel sia dell’800-900 (epoca dei grandi

totalitarismi) , individua nella figura dello straniero, una

figura positiva.

Secondo Simmel la società = è il risultato

delle relazioni, interazioni e associazioni

(lui così le chiama) reciproche tra individui.

La figura dello straniero per Simmel è molto

utile, perché è nella giusta posizione per

osservare le criticità di una società in cui

entra, ha quindi il giusto distacco per poter

mettere in luce le nostre contraddizioni.

Simmel ha toccato tutti i temi senza approfondirne uno, non li analizza mai fino in fondo, quindi è un autore

molto complicato. Una delle sue caratteristiche è il non essere un autore organico.

DENARO Filosofia del denaro (1900).

Cosa dice sul denaro che non hanno detto Marx e Weber?

Secondo Simmel il denaro nella società moderna è un simbolo.

Una volta, il denaro era vincolato a delle riserve auree che avevano i Paesi, lo Stato possedeva un

equivalente in oro. Oggi non è più così. Ma come all’ora il denaro era un simbolo, oggi lo è ancora di più.

Denaro  oltre a non avere un valore intrinseco, permette dei rapporti impersonali.

Questa riduzione dei rapporti sociali -> è una delle caratteristiche che Simmel individua nella società

moderna.

Venerdì 11 ottobre

Simmel fa una differenza tra cultura oggettiva e quella soggettiva:

Cultura oggettiva : sono gli oggetti prodotto della cultura di una società, sono gli artefatti che noi

produciamo.

-cresce in termini assoluti (la scienza);

-cresce il numero degli elementi che la compongono (internet);

-gli elementi diventano sempre più numerosi e potenti, tanto da generare incomprensione anche in chi li ha

creati.

Cultura soggettiva : è la capacità degli individui in una determinata società di riuscire a controllare gli

oggetti che quella stessa società ha prodotto, è la capacità di controllare questi artefatti. (in una società

primitiva questo era intuitivo, una società complessa come quella moderna mette in discussione questa

cosa). Sostanzialmente è la capacità dell’individuo di produrre e controllare gli elementi della cultura

oggettiva.

Il fatto che gli individui non riescono più a controllare il mondo che ci circonda, produce quella che Simmel

chiama “TRAGEDIA DELLA CULTURA”: ovvero del mondo che ci circonda capiamo sempre meno, ma siamo

destinati a essere sempre più controllati da esso (non riusciamo più a controllarlo e ne siamo sempre più

dipendenti).

Sono soprattutto gli sviluppi tecnologici a metterci in crisi, anche perché la tecnologia porta con sé

tantissimi aspetti sociali. Nessuna innovazione tecnologia è totalmente nuova (esempio la tastiera è nata da

una macchina da scrivere). I sistemi esperti modificano e necessitano in un determinato contesto sociale

che è in grado di accoglierli e capirli.

METROPOLI

Simmel si interessa di un fenomeno attorno a lui, cioè l’espansione urbana. Nella quale lui vede uno

smarrimento e in qualche modo un impoverimento delle facoltà individuali.

In una metropoli si è immersi in una quantità costante di stimoli, questo non ci

“La metropoli e la vita dello spirito (1900)”

Atteggiamento blasè = per sopravvivere in una quantità tale di stimoli, sostanzialmente impariamo a

fregarcene, ci interessiamo solo a ciò che ci interessa tutto il resto lo tralasciamo.

Questo atteggiamento è emblema di una perdita di potenzialità degli individui nel passaggio da una società

primitiva a una società moderna.

MODA

La moda secondo Simmel risponde a 2 bisogni:

1 BISOGNO DI CONFORMITÀ , crea comunità.

2 BISOGNO DI DISTINGUERSI , crea individualità (risponde ad un bisogno individuale).

TEOREMA DI THOMAS = una situazione è considerata reale o è reale nei suoi effetti se gli individui la

considerano tale, reale.

(Esempio: giocando a calcio un attaccante tira in porta e la palla rimbalza sulla linea di porta, il giocatore è

convinto di aver fatto goal ed esulta, mentre il portiere continua a giocare perché secondo lui la palla non è

entrata in porta. Questo è un classico esempio di situazione interpretata in maniera diversa da i due attori,

ma che ha conseguenze reali per entrambi).

L’interazione costruisce significato.

MENTE SÉ E SOCIETA’

Il testo più famoso da cui deriva poi tutta la teorizzazione di Mead. S’intitola “ Mente sé e società ” (Mead),

esce postumo( = a differenza di tutti gli altri autori che abbiamo visto fin ora, i quali hanno avuto un

discreto successo anche quando erano in vita, Mead invece viene ricordato solo dopo la sua morte).

Cos’è la mente presente nel titolo?

Il simbolo significativo per eccellenza di Mead, è il linguaggio.

Il linguaggio è il mezzo attraverso il quale noi pensiamo , quindi più parole conosciamo e più complessi

sono i nostri pensieri.

La mente , quindi secondo Mead è quell’aspetto dell’individuo che gli permette di formulare un pensiero

attraverso il linguaggio.

Cos’è il “sé” presente nel titolo?

Il sé invece si forma nell’infanzia.  Mead riconosce un ruolo prevalente nel gioco.

Il gioco si divide in:

gioco spontaneo (play): è quando il bambino impersonifica qualcun altro, assume cioè il ruolo di qualcun

altro (es. un bambino fa Batman).

gioco organizzato (game): ognuno ha un suo ruolo (es. gioco di squadra).

Quindi ci si deve immaginare cosa gli altri si aspettano da noi – questo presuppone una visione d’insieme.

Cioè avere maggior consapevolezza di sé e anche a riuscire a calarsi in una realtà organizzata.

La capacità di sapere cosa gli altri si aspettano da noi nasce con lo sviluppo dell’ALTRO GENERALIZZATO

= Secondo Mead, è il maggiore strumento di controllo sociale , cioè è quel meccanismo attraverso cui la

comunità ottiene il controllo sulla condotta dei singoli individui.

Cos’è la società nel titolo?

È frutto dell’interazione tra gli individui. (vedi libro).

STRUTTURAL-FUNZIONALISMO

Il termine deriva da Durkheim.

Gli struttural funzionalisti si interessano delle strutture sociali e delle funzioni delle strutture sociali.

sono sostanzialmente sociologi americani , i principali sono Talcott Parsons e Robert K. Merton.

In particolare, si occupano di studiare:

 le grandi strutture sociali, le strutture sociali ampia scala;

 le istituzioni;

 le interazioni fra le strutture;

 i vincoli che esse impongono agli individui.

Agli struttural-funzionalisti interessa soprattutto:

-il funzionamento delle istituzioni;

-e di come le diverse strutture sociali interagiscono tra loro.

(es. sistema educativo e sistema economico).

Qual è la relazione tra sistema educativo e sistema economico?

L’impostazione degli struttural-funzionalisti è che le strutture sociali, assolvono delle funzioni che sono

indispensabili al mantenimento dell’ordine sociale.

Quindi c’è qualcosa che lega questi due sistemi : l’ idea del self made man.

Il sistema educativo per gli struttural funzionalisti  è funzionale a fornire competenze, ma anche a

permettere l’ascensione sociale e quindi a introdurre in un sistema sociale una quantità di innovazione

necessaria a far funzionare un sistema economico a stampo capitalistico.

Le strutture sociali ci impongono dei limiti, dei vincoli? Sì!

Un sistema educativo, è un’istituzione.

(es. posso studiare tutti i libri di medicina alla pari di un universitario, ma posso andare a fare il medico? No.

Solo l’istituzione universitaria è delegata a fornirci un riconoscimento che ci permette di andare a fare il

medico. Senza istituzione noi questa cosa non possiamo farla).

Questo a livello sociologico ci fa capire come  la realtà sia un costrutto sociale.

Non si può fare nulla e non esiste nulla che sia estraneo ad un accordo costituito a livello sociale.

I sociologi dicono anche che determinati oggetti esistono solo a livello sociale.

Quindi il contesto sociale definisce e plasma un concetto.

TALCOTT PARSONS (1902-1979)

Va a studiare per il suo dottorato in Germania, e da questa porta in America tutti gli autori classici (quindi

Durkheim, Weber e Marx), in particolare si appassiona a Durkheim. Perché proprio a lui?

Perché egli si interessava dell’ordine sociale, gli americani sono ossessionati dall’ordine sociale e in

particolare i sociologi americani.

Per Parsons tutto è razionale , perché mosso da valori.

L’approccio di Parsons è un approccio di tipo sistemico , per l’importanza che dà al concetto stesso di

sistema.

La sua opera si intitola “il sistema sociale” definisce l’azione o l’atto come l’unità elementare di cui si

occupa la sociologia.

Ogni azione presuppone:

-un attore (qualcuno che compie questa azione);

-un fine (ogni azione ha un fine);

-una situazione (in una determinata cornice sociale, in una particolare situazione);

= è il processo attraverso il quale la società permette la trasmissione e l’interiorizzazione delle norme e dei

valori ai nuovi membri della comunità.

Coloro che partecipano a questo processo si chiamano  AGENTI DI SOCIALIZZAZIONE.

Parsons ha in mente però il suo stereotipo di famiglia, cioè:

-bianca

-agiata (ceto medio)

-statunitense

La famiglia perfetta, ma non esiste.

La socializzazione si divide in:

socializzazione primaria = quella data dalla famiglia;

socializzazione secondaria = avviene soprattutto a scuola o nel gruppo dei pari.

processo di risocializzazione = cioè vengono insegnati nuove regole e nuovi valori (es. detenuti).

processo di socializzazione anticipatoria = tipica dei migranti, vengono dall’estero e sanno già l’italiano.

processo di anticipazione rovesciata = avviene quando i giovani spiegano ai nonni alcune regole o

innovazioni (es. come si fa ad usare il cellulare).

La socializzazione è un processo che dura da quando nasciamo fino alla vecchiaia. Non è qualcosa che inizia

e si conclude dopo un determinato periodo di tempo.

La socializzazione trasmette anche i RUOLI. A scuola si impara questa condivisione di ruoli, (es. il bambino

deve ascoltare la maestra).

Il processo di socializzazione secondo Parsons, serve per trasmettere:

-il RUOLO = sono tutte quelle azioni e prescrizioni a cui devo sottostare a causa del mio status. È la

conseguenza dello status, sul piano normativo.

-lo STATUS = è la posizione che ricopro, ricoperta dall’attore all’interno del sistema sociale. (il livello nella

scala gerarchica).

Nel gergo comune sono sinonimi, invece in sociologia NON SONO SINONIMI.

(Es. o nasco erede al trono, o non lo sarò mai).

(Differenza tra sesso e genere:

-il primo è secondo l’anatomia

-il genere invece va in base alla trasmissione culturale.)

La teorizzazione più completa di come funziona un sistema sociale è definita da Parsons, dallo

Il principale agente

di socializzazione è

la famiglia.

SCHEMA AGIL = funzioni che lui attribuisce ad ogni sistema sociale:

A livello di sistema sociale le 4 funzioni dell’AGIL, sono rappresentate:

  1. reperimento delle risorse  dal sistema economico
  2. a prendere decisioni viene delegata  la politica
  3. a trasmettere i valori attraverso il processo di socializzazione  la scuola, la famiglia e la religione
  4. infine, per rispondere al bisogno di regolare il rapporto tra gli individui  il sistema legale.

Queste funzioni secondo Parsons, rispondono a dei bisogni che ogni sistema si trova ad affrontare.

Lo schema AGIL per Parsons è funzionale a qualsiasi sistema funzionale, a qualsiasi sistema noi vogliamo

analizzare.

Riassumendo:

-Quali sono i presupposti dell’impostazione Parsonsiana?

Nello struttural funzionalismo di Parson  le istituzioni, le strutture sociali svolgono una funzione

necessaria e indispensabile per il mantenimento dell’intero sistema. Le parti (specie le istituzioni) svolgono

una funzione utile per il tutto.

-Qual è la domanda dalla quale parte?

Dalla questione dell’ordine sociale. Da Durkheim - dal problema dell’ordine sociale, come problema

centrale della sociologia.

-Qual è il risultato atteso di una teoria sociale secondo Parsons?

La sociologia deve fornire una teoria in senso kantiano (cioè onnicomprensiva) del funzionamento della

società in modo universale, nella sua totalità. Il fondamento della sociologia deve essere una teoria

generale e sistematica.

Per Parsons se una persona formula una teoria sociale, questa teoria deve essere in grado di spiegare tutto.

Parsons è quello che tende la linea all’interno america

In sociologia non esiste una teoria giusta o una teoria sbagliata, o l’approccio corretto e quello non corretto,

ma dipende dalla sensibilità del sociologo.

A = funzione di ADATTAMENTO

(ad un ambiente)

Istituzione: ECONOMIA

Bisogno: reperire risorse

G = funzione di PERSEGUIMENTO DEI FINI,

RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI

Istituzione: POLITICA

Bisogno: prendere decisioni

I = funzione di INTEGRAZIONE

Istituzione: SISTEMA LEGALE

Bisogno: regolare il rapporto tra gli individui

L = funzione di LATENZA o di

MANTENIMENTO

Istituzioni: SCUOLA, FAMIGLIA e

RELIGIONE

Bisogno: trasmettere valori

Secondo Merton quella che prima era una sensazione per il fatto stesso di essere stata ipotizzata, si

realizza.

Ecco perché secondo Merton, l’ individuo non ha un ruolo passivo , a differenza di Parsons.

È vero che il sistema sociale trasmette norme e valori, quindi influenza il comportamento individuale, ma è

anche vero il suo contrario: ovvero che il comportamento di tali individui determina la realtà sociale che li

circonda.

Ma non è solo un essere razionale che apprende dal sistema sociale come orientare le proprie azioni, anzi

in alcuni casi contribuisce attivamente alla costruzione della realtà sociale.

Per dimostrare ancora di più questa ipotesi, Merton fa riferimento al concetto di ANOMIA

Per spiegare questo concetto, all’interno della sua teoria sociale, Merton fa la distinzione tra:

  • cultura = è quel sistema che trasmette i valori;
  • struttura = è l’insieme organizzato di relazioni sociali, in cui sono coinvolti i membri del gruppo.

Quando struttura e cultura non coincidono, si realizza → l’ ANOMIA.

Per spiegarlo in termini schematici, Merton affronta il tema della DEVIANZA :

Mete culturali

(successo economico)

Accettare i valori

Mezzi istituzionalizzanti

(mezzi per perseguire gli

obiettivi, i valori)

Accettare le norme

Metodi di adattamento Cosa significa?

Accettazione + Accettazione+ = CONFORMISMO*

Secondo Merton,

questo individuo è

perfettamente integrato

nella società

Accettazione + Rifiuto - = INNOVATORE SOCIALE Questa figura in Parsons

non esiste

Rifiuto – Accettazione + = RITUALISMO

Rifiuto – Rifiuto - = RINUNCIA

Esempio è l’eremita:

non gli interessano né i

valori, né i mezzi per

raggiungerli

Accettazione +/

Rifiuto –

contemporaneamente

Accettazione +/

Rifiuto –

contemporaneamente

= RIBELLIONE Esempio sono gli

adolescenti

*Se un individuo di una determinata società accetta il valore della meta culturale quindi della ricchezza e

accetta anche i mezzi per raggiungerlo, per perseguire quegli obiettivi → caso di CONFORMISMO.

deriva dal rapporto tra cultura e struttura deriva da Durkheim

La differenza di fondo tra Parsons e Merton è che quest’ultimo introduce degli elementi per spiegare il

mutamento sociale , le società non sono statiche, ma cambiano ed evolvono.

Inoltre, la socializzazione svolge un ruolo primario anche per Merton, ma non è quel processo dove

qualcuno ci insegna le regole e noi le apprendiamo e basta, ma è quel processo nel quale si trasmettono

norme e valori e l’individuo può decidere se accettarli o rifiutarli. (es. quando un bambino ti dice che “non è

giusto”).

Merton è importante anche per un altro motivo → è il fondatore della SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA.

Nel 1936 discute la sua tesi, che ha per titolo “Scienza, tecnologia e società nel XVII secolo (dell’Inghilterra)”

Nella quale pone in relazione lo sviluppo tecnologico e scientifico con la struttura sociale dell’Inghilterra

dell’epoca. La sua tesi di dottorato verrà pubblicata e diventerà un libro.

Questo farà sì che il suo campo di interesse determinerà anche tutta la sua visione teorica.

Quindi la differenza principale con Parsons è che Merton introduce gli elementi che spiegano il mutamento

sociale, questo deriva dall’aver guardato a come procede la scienza e la tecnologia, che hanno forti

caratteristiche innovative.

Per cui Merton non poteva accettare l’impostazione statica Parsonsiana.

Emergono 2 concetti studiando la comunità della scienza, degli scienziati → perché Merton studia

soprattutto il sistema sociale della scienza, cioè come si comportano gli scienziati.

Da qui lui crea:

EFFETTO SAN MATTEO = deriva da quello che Merton osserva studiando le biografie degli scienziati più

famosi. Egli si accorge che gli scienziati si dividono in 2 categorie:

-quelli che riescono ad accumulare una quantità di premi e di scoperte;

-chi non ha nulla di tutto ciò.

Questo è un fenomeno tipicamente sociale dice Merton, perché se vinci un premio è facile che le

istituzioni ti cerchino.

SERENDIPITY = sostanzialmente è trovare qualcosa mentre si cerca qualcos’altro.

La storia della scienza è piena di casi della “Serendipity”.

Qual è la relazione tra SCIENZA, TECNOLOGIA e SOCIETA’?

L’intuizione di Merton è quella di introdurre l’idea che la scienza e la società non sono 2 entità distinte,

questo perché gli scienziati non operano in un contesto privo di influenze sociali, ma gli sviluppi scientifici e

tecnologici sono influenzati anche da delle esigenze culturali, da sensibilità sociali che indirizzano e

determinano lo sviluppo scientifico e tecnologico.

Ripasso:

Parsons è un struttural-funzionalista ortodosso → quindi applica i presupposti dello struttural-

funzionalismo derivanti dall’approccio di Durkheim, alla sua teoria sociale.

Merton ha un approccio più critico che deriva anche dal fatto di voler tenere assieme la sua elaborazione

teorica e la possibilità di fare ricerca empirica.