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Riassunto dei terremoti con immagini illustrative ideale per classi quinte
Tipologia: Appunti
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I fenomeni sismici Un terremoto o sisma , consiste in una serie di onde meccaniche che si generano all'interno della Terra e propagano energia attraverso le rocce. È la manifestazione dell'azione delle forze endogene sulla superficie terrestre. Quando una massa rocciosa è sottoposta a sforzi, si comporta in modo elastico: si deforma lentamente accumulando energia elastica. Continuando lo sforzo, viene superato il limite di deformazione e la massa rocciosa si frattura improvvisamente in blocchi, che slittano l'uno rispetto all'altro. Si forma così una faglia (si generano ipocentri). L'energia elastica, che si era accumulata nel tempo, si libera violentemente come energia meccanica e si propaga in tutte le direzioni sotto forma di onde sismiche. Questo modello di interpretazione dei fenomeni sismici è chiamato teoria del rimbalzo elastico (1911, sismologo americano Reid, basandosi su misure degli spostamenti causati da un sisma). Dopo la frattura e lo spostamento che hanno causato il terremoto, inizia ad accumularsi nuova energia. I terremoti sono fenomeni ciclici. Per una data regione può essere previsto un approssimativo periodo di ritorno dei terremoti, cioè il periodo di tempo che mediamente intercorre tra due eventi sismici. In generale, più ravvicinati nel tempo sono i terremoti, minore è l’energia accumulata nelle rocce e minore è l’entità delle scosse. Viceversa, più lungo è l’intervallo di tempo tra due eventi sismici, più violento e disastroso è il sisma che si produce, perché maggiore è l’energia elastica accumulata nelle rocce. Onde sismiche Lo strumento usato per studiare le onde sismiche è il sismografo. L'inerzia è la resistenza di un corpo a qualsiasi cambiamento del proprio stato di quiete o di moto. L'inerzia di un corpo dipende dalla sua massa. Il sismografo è costituito da un corpo sospeso di massa elevata, collegato a un pennino che lascia una traccia su un rullo di carta. Quando il terreno è scosso da un terremoto, il corpo tende a rimanere immobile per inerzia e non risente delle oscillazioni provocate dalle onde sismiche. Il rullo segue i movimenti del terreno con cui è solidale e il pennino collegato al corpo rimasto fermo lascia un segno sulla carta. Il tracciato del sismografo è chiamato sismogramma. Il sismogramma permette di individuare onde di tre tipi: le onde P , le prime ad essere registrate, le onde S , che arrivano per seconde e infine le onde superficiali , le più distruttive (figura 4.5 p69). Le onde sono perturbazioni che trasportano energia ma non materia. Le onde sismiche sono onde meccaniche, cioè si trasmettono grazie all'oscillazione delle particelle in cui si propagano. Il movimento di oscillazione può avvenire in due modi: longitudinalmente, rispetto alla direzione di propagazione dell’onda, oppure trasversalmente rispetto alla stessa direzione. Le onde P sono onde longitudinali, dette anche onde di compressione ; le onde S sono onde trasversali , dette anche onde di taglio. Le onde superficiali sono di due tipi le onde L, dette anche onde di Love e le onde R, dette onde di Rayleigh .Le onde P e le onde S sono onde di volume. Infatti queste onde si propagano attraverso il volume delle rocce in tutte le direzioni. La velocità di propagazione delle onde
sismiche di volume dipende dalle caratteristiche delle rocce attraversate. Maggiori sono la rigidità e l’elasticità delle rocce, maggiore è la velocità. A parità di condizioni, la propagazione delle onde longitudinali è più veloce di quella delle onde trasversali. Le onde P sono rilevate prima dal sismografo. Un’altra importante differenza tra i due tipi di onda è che le onde S si propagano solo nei mezzi solidi, mentre le onde P possono trasmettersi sia nei mezzi solidi sia in quelli liquidi. Le onde di volume, onde P e onde S, hanno origine contemporaneamente dal punto in cui inizia la liberazione dell’energia che causa il terremoto. Questo punto è chiamato ipocentro o fuoco ( punto di partenza della liberazione di energia, le onde si propagano in tutte le direzioni. Si trova in profondità). Più profondo è l’ipocentro, tanto più è attenuata in superficie la violenza del sisma, anche se più vasta risulta l’area interessata. I terremoti più disastrosi sono quelli che hanno l’ipocentro più vicino alla superficie. Il primo punto raggiunto in superficie dalle onde di volume è detto epicentro. Energia dei terremoti I danni provocati dai fenomeni sismici dipendono in primo luogo dalla quantità di energia liberata. Non si può valutare direttamente l’energia liberata ma si può misurare i danni causati dal terremoto, più sono devastanti i danni maggiore è la quantità di energia liberata. L’ intensità è una scala di valori che consente di classificare i terremoti in base all’entità dei danni da essi provocati. L’intensità è attribuita grazie a una scala. SCALA MCS La scala Mercalli è la più diffusa ed è costituita da 12 gradii intensità d. Questa scala fu originariamente introdotta dal sismografo italiano Giuseppe Mercalli all’inizio del XX secolo e in
ondulatorio laterale, scuotimento orizzontale
oscillazioni ellittiche (come onde marine) direzione inversa dalla propagazione dell'onda
Maremoti Gli epicentri dei terremoti possono essere localizzati anche nei fondali marini. Il sisma può comportare spostamenti verticali del fondale marino, da qualche centimetro a qualche metro. La massa d’acqua sovrastante non può far altro che seguire questo movimento. In superficie si ha un corrispondente, repentino innalzamento o abbassamento del livello delle acque, con la formazione di un’onda, che si propaga in tutte le direzioni. Il fenomeno prende il nome di maremoto o tsunami. Lo tsunami diventa pericoloso quando l’onda incontra fondali bassi, come avviene in prossimità della costa. L’onda di maremoto ha un periodo di diversi minuti dove continua a procedere verso l’interno della costa non è come un’onda normale che si frange sulla costa e torna indietro. Il comportamento dello tsunami è fortemente influenzato dalla conformazione del fondale. Se il fondale risale rapidamente, la diminuzione di velocità del fronte dell’onda è altrettanto rapida e l’onda scarica tutta la sua energia sulla costa. Se invece il fondale risale gradualmente, l’onda frangente si crea già molto al largo e perde energia mentre avanza. Il rischio sismico in Italia In base alla frequenza e alla magnitudo dei terremoti verificatisi in un dato territorio, si ricava la pericolosità sismica , cioè la probabilità che abbia luogo un sisma di una certa magnitudo in un dato intervallo di tempo. L’istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia ha elaborato la carta della pericolosità sismica dell’Italia che mostra le aree in cui è maggiore la probabilità di forti terremoti che sono quelle dell’Appennino umbro-marchigiano, della Campania, del Friuli della Calabria, della Basilicata e della Sicilia. Il rischio sismico di un territorio è un parametro che dipende da tre fattori: pericolosità sismica, vulnerabilità e valore esposto del territorio. La vulnerabilità rappresenta la tendenza delle costruzioni a subire danni a seguito di un evento sismico, il valore esposto è relativo alla quantità di persone e beni economici presenti sul territorio. L'Italia è un Paese a forte rischio sismico, poiché caratterizzata, oltre che da notevole pericolosità sismica, da elevati valori di vulnerabilità e valore esposto. Spesso le costruzioni sono assai vulnerabili alle scosse, poiché non sono costruite rispettando i criteri antisismici e non viene effettuata una corretta manutenzione. La difesa dai terremoti Il migliore modo per difendersi dai terremoti è prevederli per tempo ma una previsione precisa è praticamente impossibile. I sismologi possono prevedere dove avverrà ma non in che esatto momento. In qualche caso i fenomeni sono stati preannunciati da fenomeni particolari come deformazioni del suolo, piccole scosse, intorpidimento delle acque dei pozzi e dei canali di irrigazione comportamento irrequieto degli animali domestici. La prevenzione comprende una serie di misure: