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terremoti risassunto, Dispense di Scienze della Terra

riassunto dei terremoti, le cose più importanti che riguardano l’argomento

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 23/01/2024

clara-pana
clara-pana 🇮🇹

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LO STUDIO DEI TERREMOTI La sismologia (lo studio dei terremoti, detti anche sismi), ha mosso i primi passi nel 28 secolo, grazie alla raccolta di molti dati e alla loro elaborazione da parte di studiosi. Si è capito il meccanismo che origina un terremoto, con strumenti capaci di registrare le vibrazioni della Terra; si è trovato il modo di interpretare queste registrazioni. | terremoti sono divenuti, così la principale fonte di conoscenze sull’interno della Terra. Un terremoto è una vibrazione più o meno forte della Terra prodotta da una liberazione di energia meccanica in profondità, nella crosta o nel mantello. Il punto in cui l'energia si libera è l’ipocentro, o fuoco, del terremoto: da esso l'energia si propaga per onde sferiche che attraversano tutta la terra tanto da poter essere registrate dagli strumenti in tutto il mondo. Tali onde sono analoghe a quelle acustiche. Il terremoto non è un fenomeno casuale, in un anno se ne verificano in tutta la Terra circa un milione; ma solo qualche migliaio di essi è abbastanza forte da essere percepito dall'uomo e solo poche decine possono causare gravi danni. La maggiorana dei sismi è registrata solo da strumenti ma è evidente che sono eventi naturali molto diffusi. | sismi si manifestano quasi esclusivamente entro certe fasce della superficie terrestre, le aree sismicamente attive o sismiche, mentre mancano in altre aree, definite asismiche (perché al suo interno non si generano terremoti ma ciò non significa che non se ne risentano gli effetti, dovuti al propagarsi di vibrazioni). Poiché l'energia di un terremoto si dissipa con la distanza dal punto in cui si è manifestato, quando ci si allontana dalle zone sismiche gli effetti dei terremoti diminuiscono, fino a scomparire. La distribuzione generale delle fasce sismiche coincide con il decorso delle grandi catene montuose, delle dorsali oceaniche e di altre tipiche figure della superficie terrestre (fosse abissali). IL MODELLO DEL RIMBALZO ELASTICO Verso la metà del 19 secolo Robert Mallet, ingegnere irlandese, era arrivato alla conclusione che un terremoto consiste in una serie di onde elastiche che su propagano attraverso la Terra, causate dalla deformazione o frattura di masse rocciose nel sottosuolo. Ma dopo il terremoto di San Francisco del 1906, il sismologo americano Harry F. Raid propose un modello del meccanismo secondo cui si verificherebbero delle deformazioni all'origine dei terremoti. Questo terremoto fu accompagnato da evidenti movimenti del terreno, una profonda lacerazione nella crosta terrestre. Dopo il terremoto alcuni elementi del paesaggio risultarono troncati e le estremità tagliate apparivano spostate lateralmente l’una rispetto all’altra. Reid prese in esame alcuni rilevamenti topografici e mise in evidenzia che prima del terremoto quelle strade e i corsi d’acqua si erano incurvati nel tratto in cui attraversavano il percorso della faglia. Era come se i terreni ai lati di quest’ultima si fossero mossi in direzioni opposte. Reid giunse alla conclusione che le rocce si comportano all’inizio in maniera elastica (secondo la legge di Hooke) poi si deformano raggiungendo il limite di rottura. In quel momento nella massa rocciosa si innesca una frattura e si crea una faglia. Le due parti della massa rocciosa riacquistano il loro volume e la loro posizione di equilibrio, con rapide vibrazioni che si trasmettono alle masse rocciose circostanti. Se nella massa rocciosa esiste già una faglia è il forte attrito tra i due blocchi della faglia a impedire all’inizio ogni movimento, per cui le rocce inizieranno a deformarsi elasticamente: quando la tensione supera la resistenza dovuta all’attrito, la faglia si riattiva e il movimento avviene lungo di essa. Secondo il modello del rimbalzo elastico (0 della reazione elastica)di Reid, con il ritorno delle masse rocciose all’equilibrio, l'energia elastica accumulata si libera, in parte sotto forma di calore per l’attrito lungo la superfice della faglia, in parte sotto forma di vibrazioni che si propagano come onde sismiche verso tutte le direzioni a parte dall’ipocentro. Nel caso della Terra, le rocce sono sottoposte a sforzo da movimenti in atto nella crosta e nel mantello superiore. Nei volumi di rocce interessati si accumula energia come deformazione elastica finché superata la loro resistenza, l'energia si libera generando o riattivando