




























































































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
tesi di laura su " oltre i confini nuovi muri" tesi di dottorato in Pensiero politico e istituzioni nelle società mediterranee Ciclo XXI
Tipologia: Prove d'esame
1 / 210
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





























































































I
Abstract .................................................................................... 1
INTRODUZIONE ........................................................................ 3
Capitolo I ORGANIZZAZIONE DELLO SPAZIO E DINAMICHE SOCIALI
1.1 Il sottile legame fra appropriazione identitaria e spazializzazione del luogo ................................................. 17 1.2 I fondamenti spaziali della politica. Passato e presente di un dibattito ideale ............................................................. 21
Capitolo II TEORIA E PRATICA DEI CONFINI
2.1 Percezioni e significati del confine: un amalgama fra natura ed artificio .............................................................. 36 2.2 La complessità antropologica della nozione di confine. Teorie interpretative ed evidenze empiriche ........................ 43
III
Capitolo VI FINI E CONFINI DELL’EUROPA UNITA
6.1 La questione dei confini dell’unione europea fra inclusione e differenziazione ............................................ 145 6.2 Le contraddizioni di un’Europa senza confini ................... 157
CONCLUSIONI: Saprà l’Europa ripensare il senso e la politica dei propri confini? ...................................................... 167
Abstract
In an epoch of global networks, flows and worldwide mobility, the notion of territory - as a political and institutional bounded space - doesn't constitute anymore the central paradigm of the idea of nationality.
However, after a more careful analysis, the fluid character that would be typical of the contemporary space vanishes into thin air.
Although declarations of a borderless world have become somewhat ubiquitous over the last twenty years, state borders remain one of the most basic and visible features of the international system.
Even if a range of issues - like environmental change, migration, or international trade - highlight the growing interaction and interdependence between different nations, frontiers continue to play a central role in shaping, dividing and uniting the world's societies.
Vent’anni fa cadeva il Muro di Berlino, materializzazione fisica di quella «linea di separazione assoluta»^1 , al tempo stesso geografica ed ideologica, che per decenni aveva straziato il cuore dell’Europa.
Eretto a baluardo della pace mondiale, come antidoto e rimedio ad una Germania troppo potente, capace di scatenare guerre e distruzioni, il 9 novembre 1989 il Muro si disgregava davanti agli occhi di migliaia di spettatori, consapevoli che quelle macerie erano frammenti di un passato che finalmente non sarebbe più tornato.
L’evento simbolico della trasformazione epocale della divisione dell’Europa ha, infatti, mutato definitivamente l’assetto geopolitico del mondo intero, rappresentando una speranza ed un incentivo per la costruzione di una nuova epoca senza più muri né divisioni. (^1) des sociétés (^) J. LEVY, M., Belin, Parigi 2003. LUSSAULT, Dictionnaire de la géographie et de l’espace
Ed in effetti, con la dissoluzione dell’ordine bipolare sancito a Yalta, venuto meno l’architrave sino ad allora eretto a sostegno dell’equilibrio politico mondiale, alla caratteristica dell’invalicabilità dei confini nazionali, evidente necessità per la sopravvivenza del sistema socialista, si è progressivamente sostituita quella della loro permeabilità.
La mondializzazione dei mercati, ovvero l’intreccio di tutti i sistemi economici in un unico mercato altamente competitivo, e l’accelerazione del progresso tecnologico occorsa negli ultimi decenni, hanno, inoltre, reso tali frontiere sempre più evanescenti.
Proprio la relativizzazione ed il superamento delle moderne rappresentazioni politiche ed economiche dello spazio, congiuntamente alla progressiva scomparsa della potestas delle istituzioni statuali, costituiscono, infatti, uno degli effetti principali del processo di reductio – temporale, spaziale e sociale – che il fenomeno della globalizzazione ha portato con sé.
frammentando il mondo in un arcipelago di isole invalicabili ad acceso controllato.
Nelle pagine che seguiranno proporremo, quindi, alcune considerazioni sulla natura polivalente che i confini assumono nel nostro tempo, e sul loro carattere intrinsecamente ambiguo, che ne fa strumento di divisione e al contempo di condivisione tra un “Noi” ed un “Altro” in perenne contraddizione^2.
In particolare, l’obiettivo della ricerca consisterà nell’analizzare l’emergere dei confini nazionali non come un percorso teleologico che converge, o dovrebbe convergere, verso uno stato d’equilibrio definitivo, bensì come un fenomeno i cui contorni geografici ed ideali si sottraggono ad una esplicazione univoca e definitiva.
Tale scelta ci indurrà, perciò, a valutare le dinamiche dell’erezione e della destrutturazione dei confini politici alla luce della duplice accezione, endogena ed esogena,
(^2) rappresentato sempre la macchina etnocentrica di differenziazione (^) Dal limes romano in avanti, il concetto di confine ha, infatti, tra ciò che è dentro (la civiltà) e ciò che è fuori (i barbari). Cfr. A. SCHIAVONE, La storia spezzata: Roma antica e Occidente moderno , Roma-Bari, Laterza, 1996.
che qualifica la nozione stessa di confine, inteso sia come limite dello spazio geografico di un'entità politica, che come luogo di interazione dei diversi attori che incidono sullo sviluppo di un'area.
Specificatamente, la nostra riflessione muoverà dalla premessa che ogni comportamento politico e morale è originato dalla nascita del confine geometrico. In quest’ottica cercheremo, innanzitutto, di individuare quale funzione rivestano le coordinate spaziali nell’organizzazione della società umana, alla luce delle diverse interpretazioni teoriche esistenti. Tale esigenza scaturirà proprio dalla consapevolezza del fondamentale legame che esiste tra le valenze simboliche della dimensione spaziale e la formazione non solo dell’identità individuale, ma anche della struttura sociale e dell’intero sistema culturale di riferimento.
Proseguiremo, quindi, analizzando i caratteri costitutivi delle nozioni di confine e di frontiera, riproponendo una sorta di indagine genealogica dei punti concettuali di maggior rilievo, al fine di evidenziare gli elementi di
l'impatto e la rilevanza che le trasformazioni in corso hanno sullo Stato e sulle istituzioni che lo compongono^4.
Il fine sarà quello di mettere in luce i contrasti esistenti fra i due nuclei tematici, allo scopo di chiarire i termini del dibattito teorico che ha strutturato la discussione negli ultimi decenni, e di formulare un giudizio critico ponderato sulla questione.
Per completezza, l'analisi delle suddette teorie sarà, pertanto, preceduta da una breve ricostruzione storico- politica del percorso che ha condotto all'egemonia dello Stato-nazione e dei principi a cui questo si è ispirato nella sua azione di governo.
Un’attenta valutazione di entrambe le posizioni teoriche ed un’accurata osservazione della realtà fattuale, ci condurranno, infine, ad esprimere la convinzione che la geografia della globalizzazione non abbia eliminato del
(^4) Secondo questi autori, la tesi riguardante l'erosione dello stato sembra basarsi o su una sopravalutazione di alcune tendenze in attoo sulla generalizzazione impropria dei risultati di casi studio avente un ristretto campo di applicazione. Mercati e stati continuano adagire in maniera simbiotica e si sfruttano a vicenda per rafforzare la loro legittimità ed il loro potere sulla società civile. Cfr. S. Territorio, autorità, diritti: assemblaggi dal Medioevo all'età globale SASSEN,, Bruno Mondadori, Milano 2008.
tutto la capacità operativa dello Stato, come testimonia la crescita delle funzioni di controllo e comando a livello infranazionale, ma ne abbia intaccato, in alcuni aspetti cruciali, la tradizionale definizione di sovranità.
A causa della “s-confinatezza” del sistema internazionale, ogni Stato coinvolto nel processo di globalizzazione viene, infatti, perdendo gran parte della propria capacità originaria di soddisfare direttamente ed in modo esclusivo gli interessi e le esigenze dei propri cittadini. Di conseguenza, nel momento in cui decisioni legittimamente prese all'interno di un definito contesto nazionale, si proiettano al di fuori dei confini territoriali, l’autorità regolativa dello Stato ne risulta fortemente indebolita^5.
Tuttavia, come avremo modo di argomentare nelle pagine seguenti, per quanto sia indubbiamente vero che, con l'avanzare della globalizzazione, la sovranità dello Stato (^5) Non si può non rilevare come, oggi, i tradizionali attributi della sovranità statuale si trovino ad essere messi in discussione non solodall’inadeguatezza del “contenitore Stato” rispetto ad una varietà di istanze subnazionali, ma soprattutto dall’erosione che le prerogativedel potere statuale hanno subito rispetto ai processi di integrazione sovranazionale. Per un quadro articolato delle dinamiche relative allaglobalizzazione, in rapporto al tema dell’interesse nazionale, si veda V.E. nelle (^) PARSI trasformazioni , Interesse nazionale e globalizzazione. I regimi democratici del sistema post-westfaliano , Editoriale Jaca Book, Milano 1998.
eccellente caso di studio, poiché rappresenta un esempio appropriato di come problematiche una volta considerate esterne siano diventate interne, per effetto dell’interconnessione delle relazioni internazionali^6.
In Europa, infatti, tra l’accordo di Schengen e la convenzione di Dublino^7 , nel contesto del processo di allargamento dell’Unione Europea, ha preso forma un nuovo regime di controllo dei confini, per molti aspetti paradigmatico. Si tratta di un regime strutturalmente “ibrido” di esercizio della sovranità, alla cui definizione e al cui funzionamento concorrono gli Stati nazionali (in misura sempre meno esclusiva, ma mostrando proprio in questo il loro persistere), le formazioni “postnazionali” (come l’Unione Europea), e i nuovi attori globali, quali le organizzazioni non governative aventi finalità umanitarie. (^6) nazionale, quanto le nuove architetture della sovranità politica; tanto (^) In Europa si manifestano, infatti, tanto le forze d’inerzia dello Stato la collosità dei legami etnici, quanto la costruzione di nuove identitàcosmopolite; tanto la difesa dei patrimoni nazionali, quanto la costituzione GRANDE, L'Europa di nuove cosmopolita: solidarietà (^) società transnazionali. e politica Cfr. nella U. (^) B seconda ECK, E. modernità (^7) Si tratta, Carocci, Roma 2006, p 51. di una Convenzione sulla determinazione dello Stato competente per l'esame di una domanda di asilo presentata in unodegli Stati membri delle Comunità europee, firmata a Dublino il 15 luglio 1990. Essa ha affrontato il problema in maniera specifica eorganica, sostituendo il citato Capitolo della Convenzione di attuazione di Schengen.
La seconda parte del lavoro sarà, perciò, dedicata ad uno studio delle frontiere europee, volto a comprendere gli attuali meccanismi geopolitici che regolano il processo di costituzionalizzazione formale e materiale che sta investendo l’Unione allargata, nonché i risvolti sociali e le configurazioni spaziali derivanti.
Mentre, in effetti, le frontiere materiali dell’Europa sembrano cadere progressivamente sulla spinta dell’incalzante erosione dello Stato-nazione, poderose differenziazioni mentali in termini di “Noi e Loro” vanno, invece, ambiguamente affermandosi, alimentate da nuove esclusioni, marginalità e diseguaglianze.
In un primo momento, la nostra riflessione affronterà, perciò, l’annosa questione della definizione dell’idea di Europa, sfuggente nei contorni geografici ed altrettanto evanescente nei contenuti spirituali.
Muovendo da una ricostruzione, seppur sommaria, della vicenda storica europea (ininterrottamente scossa da fratture, ricomposizioni e nuovi conflitti) ed, altresì, da una più ampia interpretazione della sua eredità culturale,
Avvalendoci, pertanto, dell’esempio di alcuni casi concreti, cercheremo di mettere in evidenza come in Europa, similmente ad altre parti del pianeta in cui la costruzione di uno spazio economico integrato configge col continuo sforzo di controllare la mobilità di specifiche popolazioni, i confini siano in realtà ben lontani dallo scomparire o dal cessare d'avere importanza, tendendo, al contrario, a riacquistare nuovo potere.
Barriere invalicabili esistono tuttora in molte parti del mondo, ma non necessariamente sono rappresentate da una distesa di filo spinato. Spesso sono confini “invisibili”, più insidiosi e per questo ancora più insormontabili, quelli che delimitano una città, un quartiere, una via o persino una casa.
In Europa, le frontiere sono questo ed altro ancora. Agli ostacoli che hanno finora impedito la piena realizzazione di uno spazio comune europeo si aggiungono, infatti, nuove barriere di tipo culturale e valoriale. Cresce l'intolleranza e crescono i fenomeni di odio etnico e razziale, con l'aumento parallelo dell'euro-scetticismo.
Saprà, dunque, l’Europa ripensare il senso e la politica dei propri confini? A questo interrogativo cercheremo di fornire una risposta nell’ultimo capitolo, dedicato alle conclusioni.
Un Europa senza frontiere è un obiettivo complicato da realizzare, soprattutto se esso riguarda non solo l'eliminazione delle barriere economiche, ma anche lo sviluppo di una realtà geograficamente e culturalmente aperta al mondo.
Per questa ragione, le considerazioni che seguiranno, ben lungi dal pretendere di poter sintetizzare esaustivamente l’argomento, intendono piuttosto fungere da stimolo affinché possa ritenersi ancora degno di interesse scientifico un tema come quello dell’idea e della realtà del confine, che a molti può superficialmente sembrare già da tempo compiutamente compreso.