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tesi sulle dipendenze da internet
Tipologia: Tesi di laurea
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Martin Luther King
spiega lo studioso dei nuovi media Howard Rheingold^1. Sebbene Internet abbia un grande valore nella società odierna, il problema di un suo uso eccesivo si è posto fin dal momento della sua comparsa. Il cattivo utilizzo della Rete, infatti, può permettere ed eventualmente incoraggiare comportamenti compulsivi. L’uso anomalo di Internet è stato etichettato in vari modi, tra cui: Dipendenza da Internet, Uso di Internet problematico, patologico e compulsivo. Byun e colleghi (2009), in conclusione della loro meta-analisi del fenomeno, hanno fornito la seguente definizione: “un individuo è dipendente quando il suo stato psicologico, che include stati mentali e emotivi, così come interazioni sociali, lavorative o scolastiche, è danneggiato dall’uso di Internet”. Tuttavia, la sua definizione non è unanimamente condivisa in quanto la dipendenza può essere collegata e composta da una moltitudine di comportamenti problematici, come la dipendenza dal sesso virtuale, dal gioco online, dalle relazioni sviluppate sui social network o da sintomi patologici. Sono state proposte diverse scale di misura per valutare la dipendenza da Internet. Ivan Goldberg, psichiatra americano, è stato il primo a dedicarsi allo studio empirico sulla dipendenza dalla Rete, ideando una scala di valutazione il Disorder Addictive Internet (IAD). Kimberly Young 2 , invece, ha introdotto il test Internet Addiction (IAT). In Italia il prima lavoro sulla dipendenza da Internet fu pubblicato da Tonino Cantelmi 3 nel 1998, che insieme ai suoi collaboratori ha proposto una scala per valutare le malattie correlate a Internet, chiamata Uso, Abuso e Dipendenza su Internet (UADI) inventario. Questi appena elencati sono solo gli studi più rinomati realizzati su tale dipendenza. Sebbene esistano, oltre questi, tanti altri studi, realizzati in diversi paesi, la letteratura risente di un uso idiosincratico delle scale di valutazione. Per questa ragione si avverte la necessità di studi cross-culturali che sviluppino definizioni e scale di misura condivise rispetto all’uso e alla dipendenza da Internet, che validino tali scale e che permettano di comparare dati tra nazioni diverse.
1 2 Young, K. S. (1996). Internet addiction: The emergence of a new clinical disorder. Paper presented at the 104th annual meeting of the American Psychological Association, August 11, 1996. Toronto, Canada. 3 T.Cantelmi, M. Talli, "I.A.D. Internet Addiction Disorder, Psicologia Contemporanea, 150, 1998
La nascita di Internet risale nel 1969, quando il governo americano degli Stati Uniti fece progettare una rete militare finalizzata allo scambio di informazioni veloce e sicuro, che fosse in grado di connettere sistemi diversi e distanti fra loro e che fosse capace di funzionare anche con più nodi guasto distrutti. Questa Rete, sviluppata da un’ agenzia del Dipartimento della Difesa denominata ARPA (Advanced Resarch project Agency) fu chiamata ARPANET. Essa era in grado di funzionare anche dopo un disastro nucleare, essendo costituita da moduli che mettevano un computer in grado di comunicare con un altro seguendo strade diverse. L’aspetto più importante era il modo con il quale un computer comunicava con un altro. Di questo si occupava e si occupa, ancora oggi, il protocollo IP (Internet Protocol), un protocollo che garantisce la
Con la crescita a dismisura di internet e del "www", le problematiche legate alla navigazione si sono estese e servono quindi idee e principi su cui basarsi. Per far fronte ai rischi che si corrono utilizzandola, l'Unione europea mette il suo contributo tramite il programma di protezione "Safer Internet". L’idea del programma di protezione della rete "Safer Internet", è nata a seguito della crescita di internet e per la crescente
presenza di bambini a contatto con questo mondo. "Safer Internet" introdotto dal Parlamento Europeo l'11 maggio 2005, vuole promuovere l'uso sicuro di internet soprattutto per i bambini: una rete europea di 21 linee nazionali attraverso le quali gli utenti finali possono denunciare anonimamente la presenza di contenuti illegali su internet, e la creazione di 23 nodi nazionali di sensibilizzazione per promuovere un uso sicuro di internet, rivolto ai bambini, ai genitori e agli insegnanti. Oltre ai provvedimenti di autoregolamentazione e allo sviluppo di tecnologie adeguate, l'istruzione gioca un ruolo chiave. È indispensabile, infatti, la partecipazione e l' istruzione di genitori e insegnanti che guidino, almeno inizialmente, i ragazzi nella navigazione, fornendo loro gli strumenti critici necessari per un approccio consapevole alla rete. Le controversie più comuni sulla rete riguardano solitamente la regolamentazione, la sicurezza e la tutela dei minori.
Attualmente e sin dai suoi sviluppi al grande pubblico dalla metà degli anni 90’ Internet si è caratterizzata come una rete fondamentalmente “anarchica” cioè priva di regolamentazione effettiva ufficiale .Quindi, ciascun utente può contribuire ai suoi contenuti secondo regole non sempre ben definite, chiare ed omogenee. Secondo altri la rete rappresenta invece un esempio di libertà di espressione e democrazia globale dei tempi moderni e per questo da tutelare. Tutto ciò rappresenta di fatto un punto cruciale che secondo alcuni critici dovrà essere risolto nell’immediato o prossimo futuro. In generale la ragione di tale condizione è da ricercare nella natura e nelle finalità originarie di Internet come rete dati dedicata alla diffusione di documenti all’interno della comunità scientifica e delle organizzazioni e non pensata invece per scopi puramente pubblici.
Su Internet viaggiano tantissime informazioni non solo immagazzinate nei siti Web, ma anche con e-mail, chatting, ecc. Sotto questo punto di vista Internet si caratterizza attualmente come una rete fondamentalmente ultrademocratica dove ciascun singolo utente può veicolare informazioni di qualunque tipo ai propri scopi e spesso in maniera
Nell’ultimo decennio, si è assistito, in tutto il mondo, al massiccio diffondersi di Internet e dei nuovi mezzi di comunicazione. Come sempre avviene, l’uso di qualcosa ha implicito in sé il possibile abuso o il cattivo uso di quella cosa. Si sta assistendo, inseguito alla propagazione della rete in generale, al promulgarsi di fenomeni patologici collegati ad un uso eccessivo ed inadeguato di Internet che si manifesta con una sintomologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive (alcool, droghe, ecc…). Si è osservato, grazie a diversi studi scientifici, che l’abuso cronico della rete può indurre dipendenza psicologica, danni psichici e funzionali per l’utente. Tale disturbo, catalogabile come un disturbo ossessivo- compulsivo, ha un nome: Internet Addiction Disorder (IAD). Il termine si deve allo psichiatra americano Ivan Goldberg che, poco più di 10 anni fa, propose appunto di introdurre nel DSM 4 (Manuale Diagnostico e Statistico di disturbi mentali) questa nuova sindrome, indicando i criteri diagnostici utili al riconoscimento di tale disturbo.
La dipendenza da Internet, come la dipendenza da sostanze, può portare a una compromissione clinicamente significativa regolata da tre sintomi:
4 Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - Fifth Edition (DSM-5), American Psychiatric Association 2013
La questione su quanto sia forte la somiglianza tra la dipendenza da Internet e la dipendenza da sostanze e su come esse possano venire classificate al meglio rimane controversa e irrisolta. 5
Secondo Kimberly Young, che ha fondato il Center for Oline Addiction statunitense, possono essere riconosciuti 5 tipi specifici di dipendenza online: Dipendenza Cybersessuale, Dipendenza cyber-relazionale, Sovraccarico Cognitivo, Giochi di computer e Net Gaming.
La Dipendenza Cybersessuale (o dal sesso virtuale) rappresenta una tipologia di dipendenza solitamente focalizzata sulle interazione sessuali che si possono instaurare grazie alla rete. I soggetti che soffrono della dipendenza del cybersessuale sono fruitori del sesso virtuale. Questa particolare tipologia di utenti sono di solito debiti alla scaricamento, all’uso compulsivo e al commercio di materiale pornografico o sono coinvolti in chat-room prettamente erotiche. Inoltre la possibilità di utilizzare risorse audio e video nelle interazioni rende l’esperienza del sesso online più realistica e ancor più appetibile.
La dipendenza dalle relazioni virtuali (o dipendenza cyber-relazionale) comporta la tendenza ad istaurare rapporti d’amicizia o amori con persone conosciute tramite la rete, grazie a chat, forum o newsqroups. Le relazioni nate in rete sono spesso destinate a rimanere confinate in quell’ambito, ma riescono ad assumere un’importanza maggiore delle amicizie reali, probabilmente perché investite di un’immagine molto idealizzata di sé e dell’altro – che spesso corrisponde e soddisfa profondi bisogni affettivi. Gli utenti, affetti da tale dipendenza, possono farsi coinvolgere troppo da queste relazioni virtuali. Gli amici “indiretti” posso diventare rapidamente più importanti per il soggetto, spesso a discapito dei rapporti familiari e dei rapporti con gli amici “diretti”. In molti casi questo conduce all’instabilità sociale e familiare del soggetto. Tuttavia sembra che, nel mondo occidentale, le coppie nate a seguito di un incontro virtuale siano un fenomeno socialmente rilevante e in crescente aumento. Secondo una recente ricerca condotta
5 Vedi nota 4 DSM
principalmente per dedicarsi a casinò virtuali, giochi interattivi, siti d’asta o siti di scommesse online perdendo spesso ingenti somme di denaro. Il trading online compulsivo consiste ne l’utilizzo patologico della rete per effettuare transazioni borsistiche. Nonostante una certa affinità con il gioco d’azzardo online, questa forma di uso patologico di Internet è spesso sottostimata, probabilmente perché richiede conoscenze e capacità non alla portata di tutti e ha una finalità non ludica (come invece il gioco d’azzardo vero e proprio), ma di operazioni finanziarie e di investimento di capitali. Tutte queste attività sono accumunate dalla competizione e dal rischio che provocano nel soggetto una forte eccitazione tanto da renderlo dipendente. Lo shopping compulsivo online, invece, riguarda comportamenti di dipendenza legati all’acquisto di oggetti tramite Internet. Questo tipo di shopping, a differenza di quello reale in negozio, permette all’acquirente di reperire facilmente e in maniera rapida qualsiasi tipo di oggetto, anche il più raro e proveniente da paesi stranieri, con la sola necessità di una carta di credito o di debito (si pensi alla semplicità e alla varietà di acquisto in siti quali Ebay o Amazon).
Questa ricerca si propone di indagare sull’uso di Internet e di giochi in ambito europeo, concentrandosi principalmente su giovani adulti. E’ un progetto che compara dati raccolti in diversi paesi europei in modo sistematico (stessi strumenti, stessi criteri di campionamento, ecc.) ed il nostro Ateneo si occupa, nello specifico, di raccogliere i dati per l’Italia. Tale studio, della durata di circa 12 mesi, è basato sulla somministrazione di questionari che permettono di indagare principalmente sull’utilizzo dei giochi online. L’obiettivo è quello di ottenere una migliore comprensione del perché e in che modo si usa Internet, in una prospettiva cross-culturale. Inoltre si vuole indagare su un eventuale legame esistente tra alcune caratteristiche psicologiche e l’uso di Internet.
Il questionario è stato somministrato online. Il campionamento online ha permesso di individuare i partecipanti secondo caratteristiche specifiche, rappresentative della popolazione dei giovani e che rispettino alcuni criteri generali di stratificazione (sesso, occupazione, diversa provenienza geografica, città di diversa grandezza, eterogenei in base allo stato socio-economico, ecc.). La possibilità di raccogliere un campione numeroso e stratificato è stata fondamentale perché ha consentito di avere dei dati sulla prevalenza dell’uso di Internet nella popolazione italiana. Il campione è stato di età compresa tra i 18 e i 30 anni e con i criteri generali di stratificazione stabiliti in precedenza. Il questionario ha avuto una durata massima di circa 20 minuti, per non affaticare i parteciparti e non indurli all’abbandono. Le informazione fornite dal partecipante saranno in seguito usate soltanto per lo scopo della ricerca, per questo tenute in completo anonimato. Si fornisce questa precisazione perché al soggetto, prima di iniziare il questionario, sono stati richiesti alcuni dati personali, come il sesso, età, la nazionalità, lo status attuale, il livello di istruzione, luogo di origine e di residenza e codice postale. La partecipazione richiesta è del tutto volontaria ed il soggetto, in
titubanti perché non riuscivano a comprendere la correlazione tra le domande sull’ utilizzo della rete e dei giochi e quelle sui sintomi. Il nesso è molto semplice: la dipendenza da internet è la somma di più fattori. I fattori che possono influenzare la tendenza dell’utente a diventare dipendente sono tantissimi. La maggior parte degli studi esistenti sulla dipendenza da Internet si concentrano principalmente su fattori interni ed individuali che possono predisporre gli individui a uso di Internet problematico, per questo nella nostra ricerca abbiamo incluso domande che ci permetto di indagare quali fattori sono predominanti nei partecipanti. Altamente a rischio sono le persone già clinicamente instabili emotivamente o in cui sono presenti altri disturbi psicologici, come la depressione, disturbi bipolari o anche ossessivo compulsivo. Gli utenti “normali”, privi di disturbi psichici, non sono esenti da tale dipendenza. Essi posso sviluppare dei comportamenti rischiosi di eccessivo consumo della rete, che comporta una riduzione delle loro esperienze di vita e di relazioni reali. Inoltre Internet, in virtù delle sue svariate risorse, possiede delle potenzialità psicopatologiche, quali la capacità di indurre sensazioni di onnipotenza, come vincere le distanze e il tempo, o cambiare identità e personalità. Al di là dei fattori che possono contribuire ad originare i diversi casi di rete-dipendenza, la caratteristica costante che fa da sfondo ad ogni Dipendenza da Internet è la capacità della rete di rispondere (o illudere di rispondere) a molti bisogni umani, consentendo di sperimentare dei vissuti importanti per la costruzione del Sé e di vivere delle emozioni sentendosi, al contempo, protetti. Spiegando tutto questo sono riuscita a far capire ai partecipanti perché nel questionario erano incluse domande su sintomi o problemi che il soggetto potrebbe aver manifestato, nella l’ultima settimana prima di compilare il test. ES: Sentire che gli altri sono da incolpare per la maggior parte dei tuoi problemi?
Sono molto contenta di aver contribuito a questo studio perché ritengo che un cattivo uso di Internet possa divenire un danno per la comunità, specialmente per i giovani. Internet, infatti, è uno strumento ricco di informazioni e di proposte interessanti per noi giovani adulti, ma anche pieno di pericoli nascosti. Ricordo di un sabato sera: ero in una pizzeria e notai un tavolo di ragazzi, nessuno parlava, tutti erano intenti a giocare con i propri cellulare, c’era tanto silenzio tra loro e ciò mi fece riflettere sui danni di Internet e sulle sue conseguenze nella nostra vita. Premesso che non sono contraria all’utilizzo
del Web penso che bisogna farne un buon uso ed evitare che tolga spazio alle nostre relazioni sociali e ai nostri impegni.
32.Cantelmi, T., Del Miglio, C., Talli, M., D’Andrea, A. (2000) La mente in Internet. Psicopatologia delle condotte on-line, Padova, Piccin.
33.Caretti V. Psicodinamica della Trance Dissociativa da Videoterminale. In: Cantelmi T, Del Miglio C, Talli M, D’Andrea A, eds. La Mente in Internet. Padova: Piccin 2000:125-31.
34.Caretti V. Realtà virtuali e psicopatologia del Sé nell’adolescenza. In: Caretti V, La Barbera D, ed. Psicopatologia delle Realtà Virtuali. Milano: Masson 2001:122-30.