Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


tesi uso e abuso di internet, Tesi di laurea di Psicologia Generale

tesi sulle dipendenze da internet

Tipologia: Tesi di laurea

2015/2016

Caricato il 13/12/2016

katyperry93
katyperry93 🇮🇹

4.5

(32)

54 documenti

1 / 24

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
La grandezza nella vita sta nella
grandezza del Sogno in cui si è deciso di credere
Martin Luther King
INDICE
USO E ABUSO DI INTERNET
Tesi in scienze e tecniche psicologiche 2014/2015
Caterina Del Monaco
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18

Anteprima parziale del testo

Scarica tesi uso e abuso di internet e più Tesi di laurea in PDF di Psicologia Generale solo su Docsity!

“ La grandezza nella vita sta nella

grandezza del Sogno in cui si è deciso di credere ”

Martin Luther King

INDICE

USO E ABUSO DI INTERNET

ALLA SCOPERTA DEL MONDO VIRTUALE: INTERNET.

  • Introduzione………………………………………………………………
  • CAPITOLO
  • 1.Nascita di Internet ………………………………………………….….
  • 2.Internet oggi ………………………………………………………..…..
  • 3.Problemi della rete …………………………………………….………
  • 3.1 Regolamentazione ……………………………………………………
  • 3.2 Sicurezza …………………………………………….………………..
  • 3.3 Tutela sui minori ……………………………………………………..
  • CAPITOLO
  • 1.Internet Addiction Disorder……………..………………………..…... INTERNET: UNA DROGA?
  • 2.Criteri Diagnostici per la Dipendenza da Internet……………..….…
  • 3.Tipi di Dipendenza……………………………………….………..…...
  • 3.1 Dipendenza cybersessuale…………………………………………....
  • 3.2 Dipendenza ciber-relazionale……………………………………..…
  • 3.3 Sovraccarico cognitivo………………………………………..……...
  • 3.4 Gioco al computer…………………………………………………...
  • 3.5 Net gaming o Net compulsion………………………………………

spiega lo studioso dei nuovi media Howard Rheingold^1. Sebbene Internet abbia un grande valore nella società odierna, il problema di un suo uso eccesivo si è posto fin dal momento della sua comparsa. Il cattivo utilizzo della Rete, infatti, può permettere ed eventualmente incoraggiare comportamenti compulsivi. L’uso anomalo di Internet è stato etichettato in vari modi, tra cui: Dipendenza da Internet, Uso di Internet problematico, patologico e compulsivo. Byun e colleghi (2009), in conclusione della loro meta-analisi del fenomeno, hanno fornito la seguente definizione: “un individuo è dipendente quando il suo stato psicologico, che include stati mentali e emotivi, così come interazioni sociali, lavorative o scolastiche, è danneggiato dall’uso di Internet”. Tuttavia, la sua definizione non è unanimamente condivisa in quanto la dipendenza può essere collegata e composta da una moltitudine di comportamenti problematici, come la dipendenza dal sesso virtuale, dal gioco online, dalle relazioni sviluppate sui social network o da sintomi patologici. Sono state proposte diverse scale di misura per valutare la dipendenza da Internet. Ivan Goldberg, psichiatra americano, è stato il primo a dedicarsi allo studio empirico sulla dipendenza dalla Rete, ideando una scala di valutazione il Disorder Addictive Internet (IAD). Kimberly Young 2 , invece, ha introdotto il test Internet Addiction (IAT). In Italia il prima lavoro sulla dipendenza da Internet fu pubblicato da Tonino Cantelmi 3 nel 1998, che insieme ai suoi collaboratori ha proposto una scala per valutare le malattie correlate a Internet, chiamata Uso, Abuso e Dipendenza su Internet (UADI) inventario. Questi appena elencati sono solo gli studi più rinomati realizzati su tale dipendenza. Sebbene esistano, oltre questi, tanti altri studi, realizzati in diversi paesi, la letteratura risente di un uso idiosincratico delle scale di valutazione. Per questa ragione si avverte la necessità di studi cross-culturali che sviluppino definizioni e scale di misura condivise rispetto all’uso e alla dipendenza da Internet, che validino tali scale e che permettano di comparare dati tra nazioni diverse.

1 2 Young, K. S. (1996). Internet addiction: The emergence of a new clinical disorder. Paper presented at the 104th annual meeting of the American Psychological Association, August 11, 1996. Toronto, Canada. 3 T.Cantelmi, M. Talli, "I.A.D. Internet Addiction Disorder, Psicologia Contemporanea, 150, 1998

CAPITOLO 1

Alla scoperte del Nuovo mondo: Internet.

1.Nascita di Internet

La nascita di Internet risale nel 1969, quando il governo americano degli Stati Uniti fece progettare una rete militare finalizzata allo scambio di informazioni veloce e sicuro, che fosse in grado di connettere sistemi diversi e distanti fra loro e che fosse capace di funzionare anche con più nodi guasto distrutti. Questa Rete, sviluppata da un’ agenzia del Dipartimento della Difesa denominata ARPA (Advanced Resarch project Agency) fu chiamata ARPANET. Essa era in grado di funzionare anche dopo un disastro nucleare, essendo costituita da moduli che mettevano un computer in grado di comunicare con un altro seguendo strade diverse. L’aspetto più importante era il modo con il quale un computer comunicava con un altro. Di questo si occupava e si occupa, ancora oggi, il protocollo IP (Internet Protocol), un protocollo che garantisce la

  1. (^) La posta elettronica o e-mail, è uno degli usi fondamentali di Internet, la quale offre notevoli vantaggi paragonata agli altri mezzi di comunicazione. La posta elettronica è uno strumento di comunicazione asincrono, poiché i messaggi posso essere scritti, spediti, ricevuti e letti in qualsiasi momento, indipendentemente dalla presenza contemporanea degli interlocutori in rete.
  2. La partecipazione a “dialoghi collettivi. Una forma di dialogo è Internet Relay Chat (IRC), una forma di conversazione a distanza in tempo reale tra più persone collegate in rete dove c’è l’abitudine di assumere uno pseudonimo e incarnare personalità che più piacciono. Una diversa forma di interazione tra gli utenti è il Multi-User Dimension (MUD), questi sono ambienti di gioco e di immaginazione in cui le persone diverse si incontrano in spazi immaginari e con identità che costruiscono come meglio credono; per alcuni di loro non è solo un gioco, ma quasi una seconda realtà, un “mondo” in cui possono muoversi con identità diverse. Infine vi sono Social Network che permettono la creazione di un profilo pubblico o semi-pubblico all’interno di un sistema vincolato e l’articolazione di una lista di contatti. Questi servizi permettono di gestire e rinsaldare online amicizie preesistenti e di estendere la propria rete. I “dialoghi collettivi” danno la possibilità di scambiare informazioni su enormi bacheche virtuali, dove chiunque, da ogni punto della rete, può leggere messaggi lasciati da altri utenti e inserirne a sua volta, come ci permettono facebook , forum, i newsgroups.

3.Problemi della rete

Con la crescita a dismisura di internet e del "www", le problematiche legate alla navigazione si sono estese e servono quindi idee e principi su cui basarsi. Per far fronte ai rischi che si corrono utilizzandola, l'Unione europea mette il suo contributo tramite il programma di protezione "Safer Internet". L’idea del programma di protezione della rete "Safer Internet", è nata a seguito della crescita di internet e per la crescente

presenza di bambini a contatto con questo mondo. "Safer Internet" introdotto dal Parlamento Europeo l'11 maggio 2005, vuole promuovere l'uso sicuro di internet soprattutto per i bambini: una rete europea di 21 linee nazionali attraverso le quali gli utenti finali possono denunciare anonimamente la presenza di contenuti illegali su internet, e la creazione di 23 nodi nazionali di sensibilizzazione per promuovere un uso sicuro di internet, rivolto ai bambini, ai genitori e agli insegnanti. Oltre ai provvedimenti di autoregolamentazione e allo sviluppo di tecnologie adeguate, l'istruzione gioca un ruolo chiave. È indispensabile, infatti, la partecipazione e l' istruzione di genitori e insegnanti che guidino, almeno inizialmente, i ragazzi nella navigazione, fornendo loro gli strumenti critici necessari per un approccio consapevole alla rete. Le controversie più comuni sulla rete riguardano solitamente la regolamentazione, la sicurezza e la tutela dei minori.

3.1 Regolamentazione

Attualmente e sin dai suoi sviluppi al grande pubblico dalla metà degli anni 90’ Internet si è caratterizzata come una rete fondamentalmente “anarchica” cioè priva di regolamentazione effettiva ufficiale .Quindi, ciascun utente può contribuire ai suoi contenuti secondo regole non sempre ben definite, chiare ed omogenee. Secondo altri la rete rappresenta invece un esempio di libertà di espressione e democrazia globale dei tempi moderni e per questo da tutelare. Tutto ciò rappresenta di fatto un punto cruciale che secondo alcuni critici dovrà essere risolto nell’immediato o prossimo futuro. In generale la ragione di tale condizione è da ricercare nella natura e nelle finalità originarie di Internet come rete dati dedicata alla diffusione di documenti all’interno della comunità scientifica e delle organizzazioni e non pensata invece per scopi puramente pubblici.

3.2 Sicurezza

Su Internet viaggiano tantissime informazioni non solo immagazzinate nei siti Web, ma anche con e-mail, chatting, ecc. Sotto questo punto di vista Internet si caratterizza attualmente come una rete fondamentalmente ultrademocratica dove ciascun singolo utente può veicolare informazioni di qualunque tipo ai propri scopi e spesso in maniera

Nell’ultimo decennio, si è assistito, in tutto il mondo, al massiccio diffondersi di Internet e dei nuovi mezzi di comunicazione. Come sempre avviene, l’uso di qualcosa ha implicito in sé il possibile abuso o il cattivo uso di quella cosa. Si sta assistendo, inseguito alla propagazione della rete in generale, al promulgarsi di fenomeni patologici collegati ad un uso eccessivo ed inadeguato di Internet che si manifesta con una sintomologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive (alcool, droghe, ecc…). Si è osservato, grazie a diversi studi scientifici, che l’abuso cronico della rete può indurre dipendenza psicologica, danni psichici e funzionali per l’utente. Tale disturbo, catalogabile come un disturbo ossessivo- compulsivo, ha un nome: Internet Addiction Disorder (IAD). Il termine si deve allo psichiatra americano Ivan Goldberg che, poco più di 10 anni fa, propose appunto di introdurre nel DSM 4 (Manuale Diagnostico e Statistico di disturbi mentali) questa nuova sindrome, indicando i criteri diagnostici utili al riconoscimento di tale disturbo.

2. Criteri diagnostici per la dipendenza da Internet

La dipendenza da Internet, come la dipendenza da sostanze, può portare a una compromissione clinicamente significativa regolata da tre sintomi:

  • Tolleranza: rappresenta il bisogno dell’utente di prolungare il tempo passato sulla rete per raggiungere l’effetto desiderato. In altre parole l’Internet Addiction ha l ‘esigenza, come per la dipendenza da sostanze, di aumentare progressivamente la “dose”.
  • Astinenza: sintomi fisici o psicologici che si presentano quando l’uso della rete di un soggetto patologico vien diminuito o sospeso.
  • Dominanza: l’attività online domina i pensieri e il comportamento dell’utente, assumendo un valore primario tra tutti i suoi interessi.

4 Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - Fifth Edition (DSM-5), American Psychiatric Association 2013

La questione su quanto sia forte la somiglianza tra la dipendenza da Internet e la dipendenza da sostanze e su come esse possano venire classificate al meglio rimane controversa e irrisolta. 5

3.Tipi di dipendenza

Secondo Kimberly Young, che ha fondato il Center for Oline Addiction statunitense, possono essere riconosciuti 5 tipi specifici di dipendenza online: Dipendenza Cybersessuale, Dipendenza cyber-relazionale, Sovraccarico Cognitivo, Giochi di computer e Net Gaming.

3.1 Dipendenza Cybersessuale

La Dipendenza Cybersessuale (o dal sesso virtuale) rappresenta una tipologia di dipendenza solitamente focalizzata sulle interazione sessuali che si possono instaurare grazie alla rete. I soggetti che soffrono della dipendenza del cybersessuale sono fruitori del sesso virtuale. Questa particolare tipologia di utenti sono di solito debiti alla scaricamento, all’uso compulsivo e al commercio di materiale pornografico o sono coinvolti in chat-room prettamente erotiche. Inoltre la possibilità di utilizzare risorse audio e video nelle interazioni rende l’esperienza del sesso online più realistica e ancor più appetibile.

3.2 Dipendenza Cyber-relazionale

La dipendenza dalle relazioni virtuali (o dipendenza cyber-relazionale) comporta la tendenza ad istaurare rapporti d’amicizia o amori con persone conosciute tramite la rete, grazie a chat, forum o newsqroups. Le relazioni nate in rete sono spesso destinate a rimanere confinate in quell’ambito, ma riescono ad assumere un’importanza maggiore delle amicizie reali, probabilmente perché investite di un’immagine molto idealizzata di sé e dell’altro – che spesso corrisponde e soddisfa profondi bisogni affettivi. Gli utenti, affetti da tale dipendenza, possono farsi coinvolgere troppo da queste relazioni virtuali. Gli amici “indiretti” posso diventare rapidamente più importanti per il soggetto, spesso a discapito dei rapporti familiari e dei rapporti con gli amici “diretti”. In molti casi questo conduce all’instabilità sociale e familiare del soggetto. Tuttavia sembra che, nel mondo occidentale, le coppie nate a seguito di un incontro virtuale siano un fenomeno socialmente rilevante e in crescente aumento. Secondo una recente ricerca condotta

5 Vedi nota 4 DSM

principalmente per dedicarsi a casinò virtuali, giochi interattivi, siti d’asta o siti di scommesse online perdendo spesso ingenti somme di denaro. Il trading online compulsivo consiste ne l’utilizzo patologico della rete per effettuare transazioni borsistiche. Nonostante una certa affinità con il gioco d’azzardo online, questa forma di uso patologico di Internet è spesso sottostimata, probabilmente perché richiede conoscenze e capacità non alla portata di tutti e ha una finalità non ludica (come invece il gioco d’azzardo vero e proprio), ma di operazioni finanziarie e di investimento di capitali. Tutte queste attività sono accumunate dalla competizione e dal rischio che provocano nel soggetto una forte eccitazione tanto da renderlo dipendente. Lo shopping compulsivo online, invece, riguarda comportamenti di dipendenza legati all’acquisto di oggetti tramite Internet. Questo tipo di shopping, a differenza di quello reale in negozio, permette all’acquirente di reperire facilmente e in maniera rapida qualsiasi tipo di oggetto, anche il più raro e proveniente da paesi stranieri, con la sola necessità di una carta di credito o di debito (si pensi alla semplicità e alla varietà di acquisto in siti quali Ebay o Amazon).

3 CAPITOLO

European research: studio cross-culturale sulla dipendenza da Internet

1.Obiettivo della ricerca

Questa ricerca si propone di indagare sull’uso di Internet e di giochi in ambito europeo, concentrandosi principalmente su giovani adulti. E’ un progetto che compara dati raccolti in diversi paesi europei in modo sistematico (stessi strumenti, stessi criteri di campionamento, ecc.) ed il nostro Ateneo si occupa, nello specifico, di raccogliere i dati per l’Italia. Tale studio, della durata di circa 12 mesi, è basato sulla somministrazione di questionari che permettono di indagare principalmente sull’utilizzo dei giochi online. L’obiettivo è quello di ottenere una migliore comprensione del perché e in che modo si usa Internet, in una prospettiva cross-culturale. Inoltre si vuole indagare su un eventuale legame esistente tra alcune caratteristiche psicologiche e l’uso di Internet.

2. Metodo di ricerca: partecipanti, materiali e procedura, strategie di

trattamento statistico dei dati

Il questionario è stato somministrato online. Il campionamento online ha permesso di individuare i partecipanti secondo caratteristiche specifiche, rappresentative della popolazione dei giovani e che rispettino alcuni criteri generali di stratificazione (sesso, occupazione, diversa provenienza geografica, città di diversa grandezza, eterogenei in base allo stato socio-economico, ecc.). La possibilità di raccogliere un campione numeroso e stratificato è stata fondamentale perché ha consentito di avere dei dati sulla prevalenza dell’uso di Internet nella popolazione italiana. Il campione è stato di età compresa tra i 18 e i 30 anni e con i criteri generali di stratificazione stabiliti in precedenza. Il questionario ha avuto una durata massima di circa 20 minuti, per non affaticare i parteciparti e non indurli all’abbandono. Le informazione fornite dal partecipante saranno in seguito usate soltanto per lo scopo della ricerca, per questo tenute in completo anonimato. Si fornisce questa precisazione perché al soggetto, prima di iniziare il questionario, sono stati richiesti alcuni dati personali, come il sesso, età, la nazionalità, lo status attuale, il livello di istruzione, luogo di origine e di residenza e codice postale. La partecipazione richiesta è del tutto volontaria ed il soggetto, in

titubanti perché non riuscivano a comprendere la correlazione tra le domande sull’ utilizzo della rete e dei giochi e quelle sui sintomi. Il nesso è molto semplice: la dipendenza da internet è la somma di più fattori. I fattori che possono influenzare la tendenza dell’utente a diventare dipendente sono tantissimi. La maggior parte degli studi esistenti sulla dipendenza da Internet si concentrano principalmente su fattori interni ed individuali che possono predisporre gli individui a uso di Internet problematico, per questo nella nostra ricerca abbiamo incluso domande che ci permetto di indagare quali fattori sono predominanti nei partecipanti. Altamente a rischio sono le persone già clinicamente instabili emotivamente o in cui sono presenti altri disturbi psicologici, come la depressione, disturbi bipolari o anche ossessivo compulsivo. Gli utenti “normali”, privi di disturbi psichici, non sono esenti da tale dipendenza. Essi posso sviluppare dei comportamenti rischiosi di eccessivo consumo della rete, che comporta una riduzione delle loro esperienze di vita e di relazioni reali. Inoltre Internet, in virtù delle sue svariate risorse, possiede delle potenzialità psicopatologiche, quali la capacità di indurre sensazioni di onnipotenza, come vincere le distanze e il tempo, o cambiare identità e personalità. Al di là dei fattori che possono contribuire ad originare i diversi casi di rete-dipendenza, la caratteristica costante che fa da sfondo ad ogni Dipendenza da Internet è la capacità della rete di rispondere (o illudere di rispondere) a molti bisogni umani, consentendo di sperimentare dei vissuti importanti per la costruzione del Sé e di vivere delle emozioni sentendosi, al contempo, protetti. Spiegando tutto questo sono riuscita a far capire ai partecipanti perché nel questionario erano incluse domande su sintomi o problemi che il soggetto potrebbe aver manifestato, nella l’ultima settimana prima di compilare il test. ES: Sentire che gli altri sono da incolpare per la maggior parte dei tuoi problemi?

Sono molto contenta di aver contribuito a questo studio perché ritengo che un cattivo uso di Internet possa divenire un danno per la comunità, specialmente per i giovani. Internet, infatti, è uno strumento ricco di informazioni e di proposte interessanti per noi giovani adulti, ma anche pieno di pericoli nascosti. Ricordo di un sabato sera: ero in una pizzeria e notai un tavolo di ragazzi, nessuno parlava, tutti erano intenti a giocare con i propri cellulare, c’era tanto silenzio tra loro e ciò mi fece riflettere sui danni di Internet e sulle sue conseguenze nella nostra vita. Premesso che non sono contraria all’utilizzo

del Web penso che bisogna farne un buon uso ed evitare che tolga spazio alle nostre relazioni sociali e ai nostri impegni.

Bibliografia

  1. Chang, M.K., Man Law, S. P.: Factor Structure for Young’s Internet Addiction Test: A Confirmatory Study. Computers in Human Behaviour 24, 2597-2619 (2008)
  2. Widyanto, L. & Griffiths, M.D. (2006). Internet addiction: A critical review. International Journal of Mental Health and Addiction, 4, 31-
  3. 21.27. Young, K.: The Research and Controversy Surrounding Internet Addiction. Cyberpsychology and Behavior 2, 381-383 (1999)
  4. Goldberg, I.: Internet Addiction Disorder. Available from www.urz.uniheidelberg.de/ Netzdienste/anleitung/wwwtips/8/addict.html (1996)
  5. Young, K.: Caught in the Net: How to Recognize the Signs of Internet Addiction and a Winning Strategy for Recovery. John Wiley, New York (1998)
  6. Beard, K., Wolf, E.: Modification in the Proposed Diagnostic Criteria for Internet Addiction. Cyberpsychology and Behavior 4, 377-383 (2001)
  7. Del Miglio, C., Gamba, A., Cantelmi, T.: Costruzione e Validazione Preliminare di Uno Strumento UADI per la Rilevazione delle Variabili Psicologiche e Psicopatologiche Correlate all’Uso di Internet. Giornale Italiano di Psicopatologia 7, 293-306 (2001)
  1. Yan, W., Li, Y., Sui, N.: The Relationship between Recent Stressful Life Events, Personality Traits, Perceived Family Functioning and Internet Addiction among College Students. Stress and Health 30, 3-11 (2014)
  2. Yao, M.Z., He, J., Ko, D.M., Pang, K.: The Influence of Personality, Parental Behaviors, and Self-Esteem on Internet Addiction: A Study of Chinese College Students. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking 17, 104-110 (2014)
  3. Zamani, B.E., Abedini, Y., Kheradmand, A.: Internet Addiction Based on Personality Characteristics of High School Students in Kerman, Iran. Addiction & Health 3, 85-91 (2011)
  4. Meerkerk, G.J, Van Den Eijnden, R.J, Vermulst, A.A., Garretsen, H.F.:The Compulsive Internet Use Scale (CIUS): some psychometric properties. The Compulsive Internet Use Scale (CIUS): some psychometric properties. Cyberpsychol Behav. 2009 Feb; 12(1):1-6.
  5. Xiuqin,H., Huimin,Z., Mengchen, L., Jinan,W., Ying, Z., Ran, T.: Mental health, personality, and parental rearing styles of adolescents with Internet addiction disorder. Cyberpsychol Behav Soc Netw.2010 Aug; 13(4):401-6.
  6. Eysenck, H. J., & Eysenck, S. B. G. (1975). Manual of the Eysenck Personality Questionnaire (Junior and Adult). Kent, UK: Hodder & Stoughton
  7. Ashton, M.C., Lee, K.: The HEXACO–60: A Short Measure of the Major Dimensions of Personality. Journal of Personality Assessment 91, 340-345 (2009)
  8. Hilbig, B. E., Heydasch, T., & Zettler, I. (2014). To boast or not to boast: Testing the humility aspect of the Honesty-Humility factor. Personality and Individual Differences, 69, 12-16.
  9. Young, K.: Internet Addiction: The Emergence of a New Clinical Disorder. Cyberpsychology and Behavior 3, 237-244 (1996)
  1. Scherer, K.: College life online: Healthy and unhealthy Internet use. Paper presented at the 104th Annual Meeting of the American Psychological Association, Chicago, (1997)
  2. American Psychiatric Association: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders IV. American Psychiatric Association, Washington (1994)
  3. Correa, T., Hinsley, A. W., & de Zuniga, H. G. (2010). Who interacts on the web?: The intersection of users’ personality and social media use. Computers in Human Behavior 26,247-
  4. Rice,L., & Markey,P.M.:The role of extraversion and neuroticism in influencing anxiety following computer-mediated interactions. Personality and Individual Differences, 46, 35-39 (2009)
  5. Brenner, V. (1996). An initial report on the on-line assessment of Internet addiction: The first 30 days of the Internet usage survey
  6. Block, J.J., Issues for DSM-V: Internet Addiction. American Journal of Psychiatry. 2008 Mar; 165(3):306-

32.Cantelmi, T., Del Miglio, C., Talli, M., D’Andrea, A. (2000) La mente in Internet. Psicopatologia delle condotte on-line, Padova, Piccin.

33.Caretti V. Psicodinamica della Trance Dissociativa da Videoterminale. In: Cantelmi T, Del Miglio C, Talli M, D’Andrea A, eds. La Mente in Internet. Padova: Piccin 2000:125-31.

34.Caretti V. Realtà virtuali e psicopatologia del Sé nell’adolescenza. In: Caretti V, La Barbera D, ed. Psicopatologia delle Realtà Virtuali. Milano: Masson 2001:122-30.

  1. Griffiths, M. (1997). Does Internet and computer addiction exist? Some case study evidence.Paper presented at the 105th annual meeting of the American Psychological Association, August 15, 1997. Chicago, IL.
  2. Huang MP, Alessi NE: The Internet and the future of psychiatry. American Journal of Psychiatry 153: 861-869, 1996