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ASSOCIAZIONE MNEMOSINE
A.A. 2019/
MASTER DI II LIVELLO IN “METODOLOGIE DIDATTICHE, PSICOLOGICHE,
ANTROPOLOGICHE E TEORIA E METODI DI PROGETTAZIONE”
Saggio breve “Metodi e strumenti dell’apprendimento cooperativo” NUOVE METODOLOGIE DIDATTICHE: IL COOPERATIVE LEARNING
Il Cooperative Learning si sviluppa a partire dal costruttivismo e dall’opera di Piaget: secondo questa visione gli allievi imparano effettivamente quando hanno un ruolo attivo, sono impegnati in discussioni e attività reali. Inoltre, secondo Vygotsky, lo sviluppo cognitivo è un processo sociale e la capacità di ragionare aumenta nell’interazione con i propri pari e con persone maggiormente esperte. Si rovescia quindi l’idea dell’apprendimento centrato sulla struttura stimolo-risposta. Tuttavia saranno i fratelli David Johnson, Roger Johnson ed Edythe Johnson Holubec ad essere considerati i pionieri del Cooperative Learning. L’apprendimento cooperativo è una modalità di apprendimento, attuabile dalla terza classe elementare fortemente basata sull’interazione: gli allievi lavorano in gruppi, interagendo e collaborando per raggiungere un obiettivo comune, attraverso un percorso di approfondimento e acquisizione di nuove competenze. Sono 5 gli elementi che delineano la fisionomia del Cooperative Learning:
- Interdipendenza positiva;
- Responsabilità individuale
- Interazione promozionale faccia a faccia
- Sviluppo delle competenze sociali
- Auto-valutazione L’ interdipendenza positiva è un elemento essenziale del Cooperative Learning e nasce quando una persona percepisce di essere vincolata ad altre per il perseguimento di un proprio obiettivo. L’interdipendenza può essere oggettiva o soggettiva. È oggettiva quando l’attività prevede necessariamente la collaborazione dei membri di un gruppo, è, invece, soggettiva quando questa necessità è percepita a livello individuale da tutti i membri di un gruppo. Una persona potrebbe trovarsi in una situazione di interdipendenza oggettiva e non percepirla a livello soggettivo; di conseguenza potrebbe non collaborare con i compagni di gruppo, continuando a lavorare in modo individualistico o competitivo. "L'interdipendenza positiva può essere raggiunta attraverso obiettivi comuni (interdipendenza di obiettivo), la divisione del compito (interdipendenza di compito), la condivisione di materiali, risorse, informazioni (interdipendenza di risorse), l'assegnazione di ruoli diversi (interdipendenza di ruolo), e ricompense di gruppo (interdipendenza di ricompensa)." Molti insegnanti ritengono che le attività di gruppo annullino la responsabilità personale. Questo concetto non è però applicabile al Cooperative Learning. "La variabile chiave che media l'efficacia della cooperazione è il senso di responsabilità personale verso gli altri membri del gruppo per raggiungere gli obiettivi del gruppo. Esso implica: ▪ concludere la propria attività; ▪ facilitare il lavoro degli altri membri del gruppo e sostenere i loro sforzi." In una situazione ad alta interdipendenza positiva la responsabilità individuale aumenta anziché diminuire perché ogni membro del gruppo ha interesse a raggiungere l'obiettivo e ricopre una mansione che solo lui può ricoprire all'interno del gruppo; per questo la motivazione a portare a termine il lavoro e a raggiungere l'obiettivo è più alta, non solo rispetto al lavoro di gruppo tradizionale (in cui il più bravo lavorava e gli altri stavano a guardare), ma anche rispetto al lavoro impostato in modo individualistico o competitivo.
risorsa a cui chiedere supporto, ma esterna al gruppo. Infine il lavoro verrà valutato singolarmente, andando quindi a giudicare le capacità del singolo di apprendere e interagire, e sugli aspetti dell’intero progetto, quindi in modo complessivo. Le differenze fondamentali tra i gruppi tradizionali e spontanei di apprendimento e i gruppi di Cooperative Learning sono le seguenti:
- nei gruppi di Cooperative Learning l'interdipendenza positiva è alta, negli altri è inesistente o quasi;
- i gruppi di Cooperative Learning sono formati con il criterio dell'eterogeneità di competenze, quelli tradizionali sono omogenei;
- nei gruppi di Cooperative Learning la leadership è condivisa e distribuita, in quelli tradizionali il leader è uno;
- nei gruppi cooperativi si perseguono obiettivi rivolti al compito da svolgere e, contemporaneamente, alla relazione da creare, in quelli tradizionali l'attenzione è rivolta esclusivamente al compito;
- nei gruppi cooperativi le competenze sociali sono sviluppate consapevolmente, in quelli tradizionali sono date per scontate; 6. nei gruppi cooperativi oltre ad una valutazione di gruppo è prevista una valutazione individuale per ciascun membro; in questo modo ciascuno è responsabile del proprio lavoro, in quelli tradizionali la valutazione è solo globale. In conclusione si può notare come il CL garantisce un migliore apprendimento, facilita lo sviluppo di abilità cognitive di alto livello e l’attitudine a lavorare con gli altri, aiutando gli studenti ad avere fiducia nelle proprie capacità, e preparandoli anche ad un futuro ambiente di lavoro. Bibliografia JOHNSON, D., JOHNSON, R., HOLUBEC, E., Apprendimento cooperativo in classe, ERICKSON. CHOEN, E., Organizzare i gruppi cooperativi, ERICKSON, TRENTO PAVARIN D., Apprendere in relazione e apprendere relazioni: il Cooperative Learning, Tesi di Laurea in Scienze dell’Educazione, Università degli Studi di Padova, a.a. 1997 - 1998. SCORZONI, P., ELLERANI, P. G., PAVAN, D., Il Cooperative Learning "made in Italy", in ISRE