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Tesina di informatica "licenze e Creative Commons", Guide, Progetti e Ricerche di Elementi di Informatica

Breve tesina di informativa su "Le licenze e i Creative Commons"

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2020/2021

Caricato il 06/04/2021

alice-cesari
alice-cesari 🇮🇹

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LE LICENZE E I CREATIVE
COMMONS
When you share everyone wins
Alice Cesari
alice.cesari@student.unisi.it
Sunto
Un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo usa le licenze pub-
bliche offerte da Creative Commons per rendere disponibili i risultati della pro-
pria creatività al riutilizzo da parte di altre persone
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LE LICENZE E I CREATIVE

COMMONS

When you share everyone wins

Alice Cesari

[email protected]

Sunto

Un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo usa le licenze pub- bliche offerte da Creative Commons per rendere disponibili i risultati della pro- pria creatività al riutilizzo da parte di altre persone

I

1. LE LICENZE La licenza o contratto d’uso, in informatica, è il contratto con il quale il titolare dei diritti di sfruttamento economico sul software definisce il regime giuridico di circola- zione e limitazione nell’utilizzo e nella cessione dell’opera (che sia un’opera creativa, o un software, inteso come programma). Attraverso questo contratto, il licenziante^1 concede al licenziatario il godimento del software per un periodo di tempo determinato o indeterminato e dietro paga- mento di un canone. Il software, com’è noto, non è un bene materiale: la materia- lità si concretizza al più nel supporto fisico che talvolta lo ospita, anche se la distri- buzione digitale di programmi è da tempo una realtà consolidata. Quando un soft- ware viene concesso in licenza d’uso e distribuito mediante supporto fisico, il licen- ziatario, comunque risulta proprietario unicamente del supporto e non di quanto contenuto in esso (salvo patto contrario, ovviamente, fra il proprietario del software e l’utente finale: ma in tal caso saremmo davanti alla cessione di un bene, seppur immateriale, nel rispetto delle privative previste dalla legislazione vigente). Ad ogni buon conto, proprio la caratteristica dell’immaterialità del software, con- sente al titolare dei diritti sullo stesso di decidere con quali modalità renderlo dispo- nibile ed utilizzabile da terzi. Esistono diversi tipi di contratti, tra cui: il contratto di sviluppo software, il contratto di cessione di un software, il contratto di licenza di un software. 1.1 CONTRATTO DI SVILUPPO SOFTWARE Il contratto di sviluppo software è quel contratto con il quale un’impresa o una per- sona incarica uno o più programmatori per realizzare per proprio conto un pro- gramma per elaboratore elettronico che svolga determinate funzioni. Nel contratto di sviluppo il committente sa cosa vuole ottenere, ma non ha la capacità tecnica di realizzarlo. L’apporto del programmatore è quindi molto importante in quanto sarà lui a dover suggerire le soluzioni tecniche migliori per ottenere il risultato voluto. Questo intervento si configura come un contratto d’appalto o come un contratto d’opera a seconda che il programmatore sia un’impresa o un libero professionista. La diversa qualificazione del contratto comporta che siano diverse le responsabilità secondo quanto previsto dal Codice Civile, ma nulla cambia per quanto riguarda il trasferimento dei diritti sul software. I diritti dovrebbero passare al committente, ma dato che il diritto d’autore è molto variegato, è fortemente consigliabile non solo predisporre un contratto scritto, ma anche cercare di prevedere fin da subito tutto l’oggetto del contratto, le facoltà e i diritti delle parti coinvolte. La prima cosa che deve essere messa ben a fuoco in un contratto è il tipo di soft- ware che si deve realizzare. Per quanto questo possa sembrare banale è invece di (^1) Titolare del software

III

È sempre buona regola conoscere il contenuto delle licenze prima di acquistare un prodotto, anche se esso è di fatti impostato dal venditore. Non resta quindi che accettarlo o decidere di non utilizzare quel software. 1.4 IL DIRITTO D’AUTORE ITALIANO Per il diritto d’autore italiano, la cessione dei diritti d’autore sul software deve avve- nire in forma scritta. Le forme di accettazione della licenza diverse da quella scritta, hanno quindi dubbia validità giuridica. Nella pratica, vengono accettate le clau- sole del codice sorgente. La licenza viene accettata implicitamente con l’utilizzo del software: se il software viene utilizzato, vuol dire che si accetta anche la licenza, mentre se non lo si usa, significa che la licenza non viene accettata. L’autore deve sempre far valere i diritti morali che la legge 22 aprile 1941 n. 633^2 qualifica come assoluti e quindi intrasmissibili. Le licenze Creative Commons sono basate sul diritto d’autore e si applicano a tutte quelle opere che per legge sono considerate tutelabili. Di conseguenza, le licenze possono essere applicate a qualunque opera su cui il copyright sia applicabile: libri, scritti, appunti, blog e siti web, articoli, filmati, fotografie, videogame, composizioni musicali, registrazioni sonore, ecc. Le licenze CC non si applicano invece a idee, informazioni di fatto o altri elementi non protetti da copyright. 2 LE LICENZE CREATIVE COMMONS (CC) Le licenze Creative Commons sono delle licenze di diritto d’autore redatte e messe a disposizione del pubblico a partire dal 16 dicembre 2002 da Creative Commons, un’organizzazione non a scopo di lucro statunitense fondata nel 2001 da Lawrence Lessing, professore di diritto alla Harvard University. Queste licenze si ispirano al mo- dello copyleft già diffuso negli anni precedenti in ambito informatico e possono es- sere applicate a tutti i tipi di opere dell’ingegno. In sostanza rappresentano una via di mezzo tra copyright completo ( full copyright ) e pubblico dominio ( public do- main ): da una parte la protezione totale realizzata dal modello all right reserved (“tutti i diritti riservati”) e dall’altra no right reserved (“assenza totale di diritti”), ba- sandosi dunque sul concetto some right reserved (“alcuni diritti riservati”). In quest’ultimo senso è quindi l’autore di un’opera a decidere quali diritti riservarsi e quale concedere liberamente. Le licenze CC danno a chiunque, dai creatori individuali e alle grandi compagnie ed istituzioni, un semplice e standardizzato modo di garantire il rispetto dei permessi (^2) Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che apparten- gono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematogra- fia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Sono altresì protetti i programmi per elabo- ratore come opere letterarie ai sensi della convenzione di Berna sulla protezione delle opere lette- rarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n.399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell’autore.

IV

sui diritti d’autore ai loro lavori creativi. La combinazione degli strumenti e degli utenti è un vasto ed in crescita bene comune digitale, un pozzo di contenuti che possono essere copiati, distribuiti, modificati, miscelati ed usati come base di par- tenza, tutto ovviamente, entro i limiti della legge sul copyright. Le licenze Creative Commons sono infatti strutturate in due parti: la prima parte in- dica le libertà concesse dall’autore per la propria opera, la seconda invece, espone le condizioni di utilizzo dell’opera stessa. Le libertà concesse da Creative Commons sono due: SIMBOLO CONDIZIONE DESCRIZIONE Condividere To share Libertà di copiare, distribuire o trasmettere l’opera. Rielaborare To remix Libertà di riadattare l’opera A differenza delle tipiche condizioni di licenza, le licenze CC includiono una sintesi che semplifica i termini di ogni licenza in poche icone universali e con un linguaggio non tecnico. Ad esempio, una delle sintesi Creative Commons è mostrata nell’im- magine sulla pagina successiva. La sintesi chiarisce subito che si è liberi di condivi- dere e “remixare” il lavoro con chiunque. “Remix” significa che è possibile, tra le altre cose, di alterare l’opera in modi diversi, come tradurla in un’altra lingua, o ag- giungere nuove informazioni. La sintesi specifica inoltre le condizioni di utilizzo. In questo caso, si deve attribuire il lavoro all’autore originale (si è obbligati a citare il nome dell’autore originale). L’atto di sintesi non è giuridicamente vincolante in sé per sé, ma è solo informativo. Tutte le licenze CC hanno importanti caratteristiche in comune. Ogni licenza aiuta i creatori a detenere i diritti d’autore, mentre permettono a terzi di copiare, distri- buire e compiere alcuni usi, non commerciali, delle loro opere. Ogni licenza CC assicura inoltre ai licenziatari di ricevere i crediti che meritano per il loro lavoro. Esse sono effettive in tutto il mondo e sono applicabili fino a che il diritto d’autore esiste. Queste caratteristiche comuni servono come linee guida, in cima alle quali i licen- ziatari possono scegliere di garantire permessi addizionali quando decidono come vogliono che le loro opere vengano usate. 2.1 LE CONDIZIONI DI UTILIZZO DELL’OPERA Un licenziatario Creative Commons risponde a poche e semplici domande mentre sceglie la licenza (se vogliono concederne l’uso commerciale, se vogliono permet- tere opere derivative o meno, ecc.).

VI

Le licenze Creative Commons in uso sono in tutto sei più la CC0 (o pubblico domi- nio): SIMBOLI SIGLA DESCRIZIONE CC BY Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità ade- guata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche.^3 CC BY-SA Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità ade- guata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche; e che alla nuova opera venga attribuita la stessa licenza dell’originale (a ogni opera de- rivata verrà consentito l’uso commerciale).^4 Questa licenza, per certi versi, può essere ricondotta alle licenze “copyleft” del software libero e open source. CC BY-ND Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità ade- guata, fornito un link alla licenza. Non consente quindi la distribuzione di opere modificate, “remixate” o basate sull’opera licenziata con questa li- cenza.^5 CC BY-NC Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità ade- guata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. Chi modifica l’opera originale non è tenuto ad utilizzare le stesse licenze per le opere derivate.^6 CC BY-NC-SA Permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali, a condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità ade- guata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche; e che alla nuova opera venga attribuita la stessa licenza dell’originale (quindi a ogni opera derivata non verrà consentito l’uso commerciale).^7 CC BY-NC-ND Questa licenza è la più restrittiva: consente solo di scari- care e condividere i lavori originali a condizione che non vengano modificati né utilizzati a scopi commerciali, sem- pre attribuendo la paternità dell’opera all’autore.^8 (^3) https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/it/deed.it (^4) https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/deed.it (^5) https://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/it/deed.it (^6) https://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/it/deed.it (^7) https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/deed.it (^8) https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it

VII

2.3 CC0: PUBBLICO DOMINIO CC0, annunciato nel 2007 e reso disponibile al pubblico nel 2009, è uno strumento, definito anche protocollo, dotato di valore legale, per rinunciare al copyright sull’opera in tutto il mondo. Questo strumento, che non è una licenza, colloca il ma- teriale nel pubblico dominio nelle giurisdizioni in cui è possibile, intendendo l’espres- sione “pubblico dominio” nel senso più ampio consentito dalla legge. A livello globale, poche giurisdizioni consentono l’attribuzione al pubblico dominio delle opere di coloro che intendono operare in favore dell’ampliamento del sapere pubblico. Spesso risulta complesso se non impossibile rinunciare ai propri diritti morali in quanto automaticamente applicati dalla quasi totalità delle giurisdizioni nazionali. Rispetto al concetto di pubblico dominio, la licenza CC0 si propone di annullare le ambiguità dovute alle differenti legislature locali, con un’attribuzione che rappre- senti su scala globale la rinuncia a qualsiasi tipo di diritto autoriale. Per tali scopi non è stata adattata a nessuna legislatura specifica. 2.4 GLI OBIETTIVI DI CREATIVE COMMONS Creative Commons ha tra i suoi obiettivi una maggiore condivisione della proprietà intellettuale e l’ispirazione di una maggiore creatività. A questo scopo sono state sviluppate licenze che consentono una facile condivisione delle opere: quando un creatore pubblica una sua opera sul Web, con una licenza CC, le altre persone sono autorizzate a copiarla e distribuirla. Tutti sanno immediatamente quali sono le regole per l’uso dell’opera, e ciò elimina il fastidio di contattare il creatore. Inoltre, poiché le licenze sono concepite per aumentare la diffusione dell’opera, nella maggior parte dei casi le opere sono disponibili per poche imitazioni.

IX

SOMMARIO

1. LE LICENZE ................................................................................................................................. I 1.1 CONTRATTO DI SVILUPPO SOFTWARE .................................................................................... I 1.2 IL CONTRATTO DI CESSIONE DI UN SOFTWARE ..................................................................... II 1.3 IL CONTRATTO DI LICENZA SOFTWARE .................................................................................. II 1.4 IL DIRITTO D’AUTORE ITALIANO ............................................................................................. III 2 LE LICENZE CREATIVE COMMONS (CC)................................................................................ III 2.1 LE CONDIZIONI DI UTILIZZO DELL’OPERA .............................................................................. IV 2.2 LE SEI COMBINAZIONI CC ...................................................................................................... V 2.3 CC0: PUBBLICO DOMINIO .................................................................................................... VII 2.4 GLI OBIETTIVI DI CREATIVE COMMONS ............................................................................... VII BIBLIOGRAFIA .............................................................................................................................. VIII SITOGRAFIA .................................................................................................................................. VIII