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Esame di Informatica su OPEN SOURCE E SOFTWARE LIBERI Tratta dei vari tipi di LICENZA di un software, dell'open source nella normativa. Con immagini ed ottima presentazione! Tesina universitaria completa per l’orale o la tesi breve Argomento: Open Source e Software Libero – Filosofia, licenze, vantaggi economici e ruolo nella pubblica amministrazione Contenuti inclusi: Differenze tra software libero, open source e freeware Origini e sviluppi: GNU, Linux, Open Source Initiative Tipi di licenza: BSD, GPL, copyleft Filosofia etica della condivisione e dei diritti digitali Impatti su aziende, scuole, enti pubblici (con esempi Italia, Francia, Germania…) Riflessioni culturali sul monopolio del sapere e libertà informatica Bibliografia online e citazioni aggiornate Testo impaginato in stile accademico, pronto in PDF (23 pagine) Perfetta per studenti di informatica, ingegneria, diritto digitale o filosofia della tecnologia.
Tipologia: Tesine universitarie
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OPEN SOURCE E SOFTWARE LIBERI: FILOSOFIA E RIVOLUZIONE
4.1 -SISTEMI OPERATIVI E INTERNET: VEICOLI DEL PROGRESSO FREE........................... 13 4.2 CREAZIONE DELLA FREE SOFTWARE FOUNDATION.................................................... 15 4.2 CREAZIONE DI LINUX............................................................................................................ 15 4.3 CREAZIONE DELLA OPEN SOURCE INITIATIVE............................................................... 17
Questa definizione, però, risulta essere ambigua, in quanto il concetto di licenza d’uso a cui ci si riferisce è meglio attribuibile ad un software che non sia solamente a sorgente aperta , bensì libero****. Dunque, è necessario dapprima chiarire questa ambiguità, onde evitare equivoci nel corso dell’analisi di cui intendiamo trattare. Dal 1998 l'espressione "software open source" è stata spesso utilizzata come sinonimo "software libero" o free software. Ma quest’ultimo, oltre ad avere il codice sorgente aperto, prevede un differente approccio, differenti criteri e valori, ed una particolare filosofia riguardante le licenze da associare al software. Si sono formati dunque due veri e propri movimenti , distinti tra loro, che promuovono i due diversi tipi di software: la “Free Software Foundation”, fondata da Richard Stallman nel 1984, promuove il Software libero; la “Open Source Initiative”, che dal 1997 vede Eric Raymond come referente guida, definisce e regolamenta il Software Open Source.
Pertanto, in questo elaborato non si utilizzeranno indistintamente i termini “ Software – o Programma - Open Source ” e “ Software Libero – Free Software ”
Secondo la definizione più autorevole, data dall’OSI (Open Source Initiative), un Software Open Source per essere realmente tale deve sottendere ai seguenti criteri:
Infatti, riassumendo i criteri citati, si può notare che in un Software Open Source non è implicito che si diventi proprietari di un software a sorgente aperta , e dunque che si detengano determinati diritti su di esso. Alcuni software proprietari rendono visibile il loro codice sorgente, ma non concedono che licenze d’uso: il proprietario rimane il primo distributore, non chi lo modifica, ed al primo rimangono i diritti di gestione del software. Un programma Open Source si può quindi modificare secondo le proprie esigenze, copiarlo e ridistribuirlo rispettando la proprietà intellettuale di chi lo sviluppato.
La denominazione Software Libero – Free Software verrà, invece, attribuita ai programmi che sono contraddistinti vari livelli di libertà, dette libertà fondamentali: Libertà di eseguire il programma; Libertà di studiare il programma; Libertà di modificare il programma per adattarlo alle proprie necessità; Libertà di ridistribuir e liberamente copie modificate del programma. Tali libertà devono persistere nel tempo : i precedenti sviluppatori del software non potranno revocare o sostituire il tipo di licenza. La ridistribuzione deve inoltre poter avvenire senza bisogno del permesso dei precedenti sviluppatori , e senza l’obbligo di comunicare loro le modifiche effettuate. Nel momento dell’acquisizione si diviene effettivamente proprietari di quel software. È bene sottolineare che le libertà previste devono essere pratiche e non teoriche ed è fondamentale che sussista la possibilità concreta di utilizzare un programma free su qualunque
sistema informatico. In altri termini, un software è libero se può essere utilizzato, ad esempio, non solo su Linux, ma anche su Vista, Windows e via dicendo. Si noti che l’Open Source, ossia l’accesso al codice sorgente, è una prerogativa del software libero, ma non ne è la sola caratteristica. È quindi necessario poter accedere al codice sorgente, ma non è sufficiente.
La gratuità o meno di un software crea ulteriori fraintendimenti, ed è dunque fondamentale fare una precisazione. Alcuni programmi sono gratuiti e godono di una licenza detta freeware, ma tale licenza non è necessariamente collegata ad un programma free, e nemmeno a un Open Source. La licenza freeware permette l’acquisizione, l’utilizzo e la ridistribuzione del software ma non necessariamente la modifica , e dunque non è detto che i programmi con licenza freeware siano a codice sorgente aperto. Essa rende il programma gratuitamente e liberamente utilizzabile, ma non rende l’acquisitore proprietario del software, quindi in molti casi un programma gratuito non è Open Source, né tantomeno libero. I Free Software non vanno dunque confusi con i programmi gratuiti: i Free Software includono un’ottica particolare che sfocia in una vera e propria filosofia in favore della libertà di circolazione , nel libero scambio di idee e nella libera collaborazione, nella scelta di dare l’opportunità a tutta l’utenza di beneficiare di un programma, di un mezzo che aiuti a svolgere le attività che vogliamo eseguire, dobbiamo svolgere o abbiamo necessità di compiere.
Ad ogni modo, continuano a riscontrarsi controversie sulla gratuità del software libero, in quanto la libertà di gestione del file può teoricamente o praticamente tradursi nella libertà di vendere le copie modificate, (le proprie versioni del software). Di fatto, con licenze come la BSD, è possibile acquisire un free software gratuitamente agire su di esso e vendere la propria versione modificata , o comprare un programma libero, modificarlo e ridistribuirlo gratuitamente , preferibilmente rendendo noto che la nuova versione è opera di un diverso autore, (e dunque denominandolo differentemente o cambiando logo).
La licenza BSD rientra nell’ottica del free software poiché avalla la libertà di poter fare ciò che si vuole del programma acquisito, ma è fortemente criticata in quanto molti ne approfittano ridistribuendo i software in forma chiusa con una licenza copyright , limitando la libertà dei successivi utenti. La licenza che prevede che la ridistribuzione di un software libero modificato deve esser effettuata con la medesima licenza del software iniziale è chiamata permesso d'autore (copyleft), in opposizione al diritto d'autore (copyright) delle licenze proprietarie. Certamente, il concetto di software libero dovrebbe implicare che un programma che viene acquisito come libero e modificato in quanto tale, dovrebbe essere ridistribuito con lo stesso tipo di licenza. Ma se il fatto che le copie modificate possano essere commercializzate anziché messe a disposizione gratuitamente è un problema etico, non tecnico. Secondo il movimento Software Libero il free un software libero deve necessariamente rimanere libero. Sono state a tal proposito introdotta delle licenze come la Licenza Pubblica Generica GNU (GNU GPL), la quale prevede che un programma acquisito con licenza GPL deve essere ridistribuirlo con licenza GPL. La licenza GPL non consente la commercializzazione se non la possibilità di provento derivante dalla vendita del supporto fisico del programma o dall’assistenza tecnica. Per il movimento Open Source , invece, non è di fondamentale importanza il mantenimento dello stesso tipo di licenza al momento della ridistribuzione del software, ma è importante che
L’Open Source e il Free Software , seppure abbiano solo di recente raggiunto notorietà dal punto di vista mediatico, sono stati l’originale e prevalente modus operandi in campo informatico. Inizialmente, erano ampiamente riconosciuti i vantaggi del software libero relativi alla possibilità di evoluzione più celere del software e al miglior adattamento alle necessità personali dell’utente. Il programma informatico era considerato un bene e mezzo culturale e scientifico alla stregua delle scienze matematiche e fisiche e dunque era palese il suo dover essere liberamente accessibile dalla comunità, che avrebbe potuto trarne beneficio, studiarlo, valutarne i risultati. Ma alla crescita della popolarità ed utilità dei software corrispose un sempre più marcato interesse da parte delle aziende private che ne videro le potenzialità commerciali ed iniziarono la privatizzazione dei programmi , traendo i profitti dalla loro vendita e distribuzione; tali profitti venivano tutelati da licenze d’uso, le quali stabilivano che la proprietà ed i diritti su quel software erano da attribuire esclusivamente all’azienda sviluppatrice. Il software proprietario divenne una fonte di investimento redditizia , ed le aziende proprietarie tenevano ben riservate i codici dei software , per mantenere il segreto industriare che favoriva la monopolizzazione di determinati tipi di software e per non permettere ad altre società di
usufruire del programma per crearne versioni simili o migliorate che avrebbero rappresentato la concorrenza. Le aziende si sentivano minacciate dai free software che continuavano ad essere messi liberamente in circolazione, spesso gratuitamente e sempre modificabili ed adattabili alle esigenze specifici. Di fatto, i free software reggevano e spesso superavano il confronto con i software proprietari e perciò le aziende proprietari intrapresero compagne di informazione che svalutavano i programmi liberi, definendoli meno sicuri e non garantiti rispetto ai closed software. Oggi il free software ha ripreso la sua posizione concorrente se non quasi dominante con i closed software, e tra i sistemi operativi un Free Software, Linux, è riuscito a raggiungere un livello di popolarità, utilità, e competitività persino con la Microsoft, riconosciuta quale l’azienda leader in campo informatico. Linux fu frutto dell’ingegno di uno studente filnlandese, Linus Torvalds, che ne iniziò l’elaborazione nel 1990. Nonostante il discredito da parte dei produttori di sistemi operativi commerciali crebbe in stabilità e prestazioni raggiungendo quote di mercato di poco inferiori a quelle del sistema Windows. Linux rappresenta un esempio perfetto di software libero che è nato e sii è sviluppato grazie all’apporto della comunità e soprattutto grazie al permesso rilasciato dai suoi sviluppatori, che rendendolo liberamente accessibile, hanno consentito la sua evoluzione esponenziale data dall’apporto di migliaia di operatori che hanno apportato per anni modifiche e
tecnologie, applicandosi alla realizzazione di un progetto comune che vedrà l’apporto di un ingegno quasi universale. Grazie a Internet non solo la diffusione dei software è più rapida, economica e non più circostanziata, ma l’apporto tecnico di cui si poteva avvalere la comunità di programmatori divenne vastissima : ogni utente che aveva accesso a internet poteva ora collaborare con la FSF segnalando le esigenze a cui il programma doveva sopperire e addirittura apportando lui stesso le modifiche necessarie. I software ricevevano così possibilità di sviluppo incommensurabile. Si pensi, infatti, che fino agli anni Settanta, la possibilità di condividere e trasmettere il codice di un programma era estremamente limitata: esso doveva essere fisicamente consegnato su supporti quali nastri o schede perforate. Altro limite ara posto dal fatto che i software erano stati pensati e programmati per un determinato tipo di computer, e non potevano dunque esser usufruiti da utenti che avessero macchine
diverse. Con introduzione dei sistemi operativi si limitò tale ostacolo rendendo possibile utilizzare lo stesso codice di un software su un sistema operativo che poteva essere istallato su hardware diversi. Uno dei primi sistemi operativi fu Unix, la cui distribuzione iniziò nel 1969 come progetto interno di un'impresa delle telecomunicazioni, la AT&T. Inizialmente venne contrastato dall’antitrust che ne permise una distribuzione limitata alle istituzioni universitarie, con pagamenti simbolici. Le istituzioni universitarie risentivano però della mancanza di assistenza e supporto del produttore , e così si venne a creare l’elemento fondamentale dei software non proprietari, che supplisce alla presunta non assistenza: una rete di collaborazioni atta ad agire sul codice del software in caso di necessità. La AT&T usava logiche prettamente commerciali nella distribuzione del suo sistema operativo Unix. Il 1982 fu anche l'anno della divisione delle diverse versioni commerciali di Unix, portate avanti dai produttori di hardware, nel 1982, intendevano impedire ai propri utenti di utilizzare sistemi operativi diversi dal loro facendo in modo che i programmi creati per il loro sistema non funzionassero su gli altri. 4.2 CREAZIONE DELLA FREE SOFTWARE FOUNDATION In risposta a tale limitazione Richard Stallman, che si rifiutava di lavorare per società private che cercavano programmatori disposti firmare accordi di non divulgazione per
Linux fu frutto dell’ingegno di Linus Torvalds , studente al secondo anno di informatica presso l'Università di Helsinki. Dal punto di vista tecnico, la metodologia del software libero è difficilmente applicabile ad un codice scritto partendo da zero; essa da eccellenti risultati quando è invece adottata per modificare e migliorare programmi già esistenti o di cui comunque si ha già disponibile un codice base, quindi Linus si basò sul sistema operativo esistente, Unix, ed iniziò a sviluppare un proprio sistema operativo per poter avere funzionalità maggiori o comunque più personalizzate e corrispondenti alle proprie esigenze rispetto a Unix stesso. Torvalds rese pubblico su Internet il proprio operato e immediatamente altri programmatori diedero il loro apporto correggendo malfunzionamenti ed incrementando le funzionalità. Oggi Linux andò sempre più affermandosi e oggi è al centro dell’interesse, date le sue potenzialità.
L’idea di Software libero era malvista dalle società private, che vedevano licenze come la GPL dannose per i propri profitti. Nel 1997, Eric S. Raymond e altri cercarono di redimere questo tipo di software agli occhi delle aziende, venendo incontro a queste ultime sotto certi aspetti, ma cercando di mantenere l’idea di base del programma con codice sorgente lasciato alla disponibilità dell’utente. Venne creata la Open Source Iniziative che promuoveva l’uso e la distribuzione di file a sorgente aperto da parte delle aziende, sottolineando i vantaggi che esse potevano trarre da questi software definiti Open Source , ad esempio il fatto che consentire a una cerchia non ristretta di persone di studiare e modificare il codice sorgente di un software consente uno sviluppo più completo e veloce di quel programma. Vennero inoltre introdotte licenze più convenienti alle aziende, come la BSD. Ciò accadde nel 1998, quando la Netscape si convinse a rilasciare il codice sorgente del proprio browser, ma richiese una nuova tipologia di licenza che tutelasse i suoi profitti. In risposta, Eric Raymond, Linus Torvalds e altri diedero corpo alla “Netscape Public License” (NPL), modificata poi in “Mozilla Public License” (MPL); la NPL garantisce i diritti dellabNetscape sul codice originale e derivato di Navigator, la MPL assicura l’essere Free Software della versione modificata del codice.