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Eutanasia: Concetto, Tipi e Leggi in Italia e Mondo, Guide, Progetti e Ricerche di Filosofia

Una definizione di eutanasia, distingue attiva, passiva, volontaria e suicidio assistito. Illustra le leggi in Italia e nel mondo, inclusi Argentina, Canada, Colombia, Stati Uniti, Australia, Cina, Thailandia, Albania, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia. Discussione su ragioni a favore e contro l'eutanasia volontaria.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2017/2018

Caricato il 22/08/2018

Giuliauni19
Giuliauni19 🇮🇹

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EUTANASIA
L'eutanasia, letteralmente buona morte, è il procurare intenzionalmente e nel suo interesse la morte di
un individuo la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia , menomazione o
condizione psichica. [Wikipedia]
Eutanasìa, in greco antico, significa letteralmente buona morte. Oggi con questo termine si definisce
correntemente l’intervento medico volto ad abbreviare l’agonia di un malato terminale. [UUAR]
Oggi si comprendono nel termine “eutanasia” gli interventi medici, attivi o passivi, volti ad interrompere la
sofferenza di una persona malata terminale, previo suo inequivocabile consenso. [Associazione Luca
Coscioni]
EUTANASIA ATTIVA, PASSIVA, VOLONTARIA, SUICIDIO ASSISTITO
Si parla di eutanasia passiva quando il medico si astiene dal praticare cure volte a tenere ancora in vita il
malato; di eutanasia attiva quando il medico causa, direttamente, la morte del malato; di eutanasia attiva
volontaria quando il medico agisce su richiesta esplicita del malato. Nella casistica si tende a far rientrare
anche il cosiddetto suicidio assistito, ovvero l’atto autonomo di porre termine alla propria vita compiuto da
un malato terminale in presenza di - e con mezzi forniti da - un medico. [UUAR]
L'eutanasia è attiva diretta quando il decesso è provocato tramite la somministrazione di farmaci che
inducono la morte (per esempio sostanze tossiche). L'eutanasia è attiva indiretta quando l'impiego di mezzi
per alleviare la sofferenza (per esempio: l'uso di morfina) causa, come effetto secondario, la diminuzione dei
tempi di vita. L'eutanasia è passiva quando è provocata dall'interruzione o dall'omissione di un trattamento
medico necessario alla sopravvivenza dell'individuo (come nutrizione artificiale e idratazione artificiale) .
L'eutanasia è detta volontaria quando segue la richiesta esplicita del soggetto, espressa essendo in grado di
intendere e di volere oppure mediante il cosiddetto testamento biologico. L'eutanasia è detta non-
volontaria nei casi in cui non sia il soggetto stesso ad esprimere tale volontà ma un soggetto terzo designato
(come nei casi di eutanasia infantile o nei casi di disabilità mentale). L'eutanasia è detta involontaria quando
è praticata contro la volontà del paziente. Il suicidio assistito è invece l'aiuto medico e amministrativo
portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio ma senza intervenire nella somministrazione
delle sostanze.
IN ITALIA
Oggi si comprendono nel termine “eutanasia” gli interventi medici, attivi o passivi, volti ad interrompere la
sofferenza di una persona malata terminale, previo suo inequivocabile consenso.[Ass. Luca Coscioni]
Il suicidio e il tentato suicidio non sono reato. L'eutanasia attiva è assimilabile, in generale,
all'omicidio volontario (art. 575 codice penale). In caso di consenso del malato si configura la fattispecie
prevista dall'art. 579 c.p. (Omicidio del consenziente), punito con reclusione da 6 a 15 anni. Anche il suicidio
assistito è un reato (Istigazione o aiuto al suicidio), punito con reclusione da 5 a 12 anni, anche per condotta
omissìva rispetto ad obblighi di legge. Il giudice, su richiesta del tutore legale e sentito un curatore speciale,
può autorizzare la disattivazione dei presidi sanitari che tengano artificialmente in vita un paziente ormai in
stato vegetativo (nel caso di specie, con sondino naso-gastrico), «di cui sia accertata l'irreversibilità secondo
standard internazionali, e che [..] questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla
continuazione del trattamento» (non è richiesto che si sìa espresso esplicitamente contro, ma che sia
ricostruibile anche indirettamente la sua volontà contraria), purtuttavia il «non consenso deve manifestarsi
nella sua più ampia, espressa e consapevole forma» .
NEL MONDO
America
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EUTANASIA

L' eutanasia , letteralmente buona morte, è il procurare intenzionalmente e nel suo interesse la morte di

un individuo la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia, menomazione o

condizione psichica. [Wikipedia]

Eutanasìa , in greco antico, significa letteralmente buona morte. Oggi con questo termine si definisce

correntemente l’intervento medico volto ad abbreviare l’agonia di un malato terminale. [UUAR]

Oggi si comprendono nel termine “eutanasia” gli interventi medici, attivi o passivi, volti ad interrompere la

sofferenza di una persona malata terminale, previo suo inequivocabile consenso. [Associazione Luca

Coscioni]

EUTANASIA ATTIVA, PASSIVA, VOLONTARIA, SUICIDIO ASSISTITO

Si parla di eutanasia passiva quando il medico si astiene dal praticare cure volte a tenere ancora in vita il malato; di eutanasia attiva quando il medico causa, direttamente, la morte del malato; di eutanasia attiva volontaria quando il medico agisce su richiesta esplicita del malato. Nella casistica si tende a far rientrare anche il cosiddetto suicidio assistito , ovvero l’atto autonomo di porre termine alla propria vita compiuto da un malato terminale in presenza di - e con mezzi forniti da - un medico. [UUAR]

L'eutanasia è attiva diretta quando il decesso è provocato tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte (per esempio sostanze tossiche). L'eutanasia è attiva indiretta quando l'impiego di mezzi per alleviare la sofferenza (per esempio: l'uso di morfina) causa, come effetto secondario, la diminuzione dei tempi di vita. L'eutanasia è passiva quando è provocata dall'interruzione o dall'omissione di un trattamento medico necessario alla sopravvivenza dell'individuo (come nutrizione artificiale e idratazione artificiale). L'eutanasia è detta volontaria quando segue la richiesta esplicita del soggetto, espressa essendo in grado di

intendere e di volere oppure mediante il cosiddetto testamento biologico. L'eutanasia è detta non-

volontaria nei casi in cui non sia il soggetto stesso ad esprimere tale volontà ma un soggetto terzo designato

(come nei casi di eutanasia infantile o nei casi di disabilità mentale). L'eutanasia è detta involontaria quando

è praticata contro la volontà del paziente. I l suicidio assistito è invece l'aiuto medico e amministrativo

portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio ma senza intervenire nella somministrazione delle sostanze.

IN ITALIA

Oggi si comprendono nel termine “eutanasia” gli interventi medici, attivi o passivi, volti ad interrompere la

sofferenza di una persona malata terminale, previo suo inequivocabile consenso.[Ass. Luca Coscioni]

Il suicidio e il tentato suicidio non sono reato. L'eutanasia attiva è assimilabile, in generale,

all'omicidio volontario (art. 575 codice penale). In caso di consenso del malato si configura la fattispecie

prevista dall'art. 579 c.p. (Omicidio del consenziente), punito con reclusione da 6 a 15 anni. Anche il suicidio

assistito è un reato ( Istigazione o aiuto al suicidio ), punito con reclusione da 5 a 12 anni, anche per condotta

omissìva rispetto ad obblighi di legge. Il giudice, su richiesta del tutore legale e sentito un curatore speciale,

può autorizzare la disattivazione dei presidi sanitari che tengano artificialmente in vita un paziente ormai in

stato vegetativo (nel caso di specie, con sondino naso-gastrico), «di cui sia accertata l'irreversibilità secondo

standard internazionali, e che [..] questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla

continuazione del trattamento» (non è richiesto che si sìa espresso esplicitamente contro, ma che sia

ricostruibile anche indirettamente la sua volontà contraria), purtuttavia il «non consenso deve manifestarsi

nella sua più ampia, espressa e consapevole forma».

NEL MONDO

America

  • Argentina L'eutanasia attiva è proibita e punita penalmente al pari dell'omicidio, l'eutanasia passiva è invece ammessa e prevista legalmente nei casi di "malattie irreversibili e incurabili o che sono allo stadio terminale".
  • Canada. Negli Stati di Manitoba e Ontario le direttive anticipate hanno valore legale.
  • Colombia. Non esiste una legge specifica sull'eutanasia. Tuttavia, in seguito a un pronunciamento della Corte Costituzionale, la pratica è permessa.
  • Stati Uniti d'America. La normativa varia a seconda degli Stati. Le direttive anticipate hanno generalmente valore legale. Nello Stato dell'Oregon è possibile, da parte del malato, richiedere farmaci letali. Una regolamentazione specifica di tale materia è tuttavia bloccata per opposizione di un tribunale federale.

Asia e Oceania

  • Australia. In alcuni Stati le cosiddette "direttive anticipate" hanno valore legale. Il Territorio del Nord legalizzò (1996) l'eutanasia attiva volontaria, ma il parlamento federale annullò tale provvedimento nel 1998.
  • Cina. Una legge del 1998 autorizza gli ospedali a praticare l'eutanasia ai malati terminali.
  • Thailandia. È legale l'eutanasia passiva ed è permessa anche a cittadini stranieri[43]^.

Europa

  • Albania. Secondo una legge entrata in vigore nell'anno 1999, precisando che ogni forma di eutanasia volontaria era legale, secondo gli atti precisati prima nel 1995.
  • Austria. Esisteva una legge permissiva sull'eutanasia, ma fu abrogata nel 1977.
  • Belgio. Dal 13 febbraio 2014 diventa il primo stato al mondo a legalizzare l'eutanasia senza alcun limite d'età.
  • Danimarca. Le cosiddette "direttive anticipate" hanno valore legale. I parenti del malato possono autorizzare l'interruzione delle cure.
  • Germania. Non è reato il suicidio assistito di un malato terminale o già in coma, purché il malato sia capace di intendere e di volere e ne faccia/abbia fatto esplicita richiesta. «L'accanimento terapeutico non può essere esercitato nemmeno su pazienti che non abbiano firmato il testamento biologico» ed è reato
  • Lussemburgo. Il 19 febbraio 2008 il parlamento del Granducato di Lussemburgo ha approvato una proposta di legge che prevede l'eliminazione delle sanzioni penali contro i medici che mettono fine, su richiesta, alla vita dei malati. In particolare, il provvedimento prevede che l'eutanasia venga autorizzata per i malati terminali e coloro che soffrono di malattie incurabili, solo su richiesta ripetuta e col consenso di due medici e una commissione di esperti.
  • Paesi Bassi. Dal 1994 l'eutanasia cessò di essere perseguita penalmente, pur rimanendo un reato. Nel 2000 i Paesi Bassi divennero il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge che regolamentava l'eutanasia e dal 1º aprile 2002 la legge è in vigore.
  • Regno Unito. L'aiuto al suicidio è perseguito a norma del Suicide Act del 1961, anche se sul piano giurisprudenziale e giurisdizionale vi sono aperture consistenti all'eutanasia passiva.
  • Svezia. L'eutanasia non è perseguita penalmente.
  • Svizzera. È previsto il suicidio assistito. Viene praticato al di fuori delle istituzioni mediche statali da alcune associazioni come la Dignitas, che accetta le richieste indipendentemente dalla nazionalità del richiedente. In Italia le informazioni sull'attività svolta dall'associazione Dignitas sono fornite dall'associazione Exit Italia [46]^.

adeguata delle opzioni e delle loro conseguenze. In alcuni casi, tale competenza cognitiva può essere difficile da determinare.

  • Necessità: se vi sono ragioni per supporre che la causa della malattia o della sofferenza di un paziente possa essere presto risolvibile, compatibilmente con la sua situazione clinica, una scelta alternativa all'eutanasia potrebbe essere quella di sperimentare nuovi trattamenti o far ricorso alle cure palliative.
  • Desideri della famiglia: i membri della famiglia potrebbero desiderare di passare più tempo possibile col proprio caro prima che muoia; in alcuni casi, però, questo si può tradurre disfunzionalmente in una forma di incapacità di accettazione dell'inevitabilità del decesso.