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Tommaso d'Aquino - Sintesi, Sintesi del corso di Filosofia

Tommaso d'Aquino - Sintesi dell'autore

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 21/10/2017

claudia_noto
claudia_noto 🇮🇹

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Tommaso d'Aquino
Vita e pensiero filosofico
Pensiero di Tommaso d'Aquino
Tommaso d'Aquino nasce a Roccasecca (Lazio) da una nobile famiglia di conti.
Destinato ad una vita monastica sceglie l'ordine dei domenicani, scelta
determinata dall'amore per la conoscenza e per lo studio. Combatte l'eresia con la
conoscenza e rappresenta uno dei massimi esponenti della scolastica. Il suo
compito è quello di cercare di far coesistere la religione cristiana con la filosofia
aristotelica. La teologia (ordine salvico) e la filosofia (ordine cosmico) cercano una
soluzione univoca.
La ragione viene subordinata alla fede, la natura alla grazia, la filosofia alla
teologia e lo stato alla chiesa.
Tommaso d'Aquino sarà ritenuto responsabile per le sue tesi di allontanarsi
troppo dalla chiesa e di esaltare il mondo greco. Queste condanne verranno
revocate nel 1323 e durante il Concilio di Trento verrà santificato e proclamato il
"dottore della chiesa".
Tra le opere più importanti c'è "La somma teologia". L'opera espone la
dottrina sacra con chiarezza cercando di mirare alla formazione dei principianti.
Opera non descrittiva, ma problematica e discorsiva. Essa si divide in tre parti:
-a Dio in sé stesso in quanto causa della creatura razionale;
-al cammino della creatura razionale verso Dio;
-a Cristo che ci porta a Dio.
Ognuna delle tre parti si divide in trattati, questioni e articoli.
Tommaso d'Aquino è un uomo medioevale ma gli va riconosciuto di aver
contribuito ad una svolta culturale che caratterizzerà l'Umanesimo.
Armonia tra fede e ragione
Il problema del rapporto tra fede e ragione è il riconoscimento della loro
autonomia che diventa il punto decisivo della sua filosofia. La fede, che poggia
sulla rivelazione, non consiste solo in un atto della volontà ma è anche un atto
dell'intelletto.
Dio è dunque:
-essere;
-coincidenza di essenza ed esistenza;
-creatore che conferisce esistenza alle essenze.
Le creature, invece:
-partecipano all'essere;
-non sono in grado di passare da essenza ad esistenza;
-dipendono dall'atto creatore di Dio.
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Tommaso d'Aquino

Vita e pensiero filosofico

Pensiero di Tommaso d'Aquino Tommaso d'Aquino nasce a Roccasecca (Lazio) da una nobile famiglia di conti. Destinato ad una vita monastica sceglie l'ordine dei domenicani, scelta determinata dall'amore per la conoscenza e per lo studio. Combatte l'eresia con la conoscenza e rappresenta uno dei massimi esponenti della scolastica. Il suo compito è quello di cercare di far coesistere la religione cristiana con la filosofia aristotelica. La teologia (ordine salvico) e la filosofia (ordine cosmico) cercano una soluzione univoca. La ragione viene subordinata alla fede, la natura alla grazia, la filosofia alla teologia e lo stato alla chiesa. Tommaso d'Aquino sarà ritenuto responsabile per le sue tesi di allontanarsi troppo dalla chiesa e di esaltare il mondo greco. Queste condanne verranno revocate nel 1323 e durante il Concilio di Trento verrà santificato e proclamato il "dottore della chiesa". Tra le opere più importanti c'è "La somma teologia". L'opera espone la dottrina sacra con chiarezza cercando di mirare alla formazione dei principianti. Opera non descrittiva, ma problematica e discorsiva. Essa si divide in tre parti:

  • a Dio in sé stesso in quanto causa della creatura razionale;
  • al cammino della creatura razionale verso Dio;
  • a Cristo che ci porta a Dio. Ognuna delle tre parti si divide in trattati, questioni e articoli. Tommaso d'Aquino è un uomo medioevale ma gli va riconosciuto di aver contribuito ad una svolta culturale che caratterizzerà l'Umanesimo. Armonia tra fede e ragione Il problema del rapporto tra fede e ragione è il riconoscimento della loro autonomia che diventa il punto decisivo della sua filosofia. La fede, che poggia sulla rivelazione, non consiste solo in un atto della volontà ma è anche un atto dell'intelletto. Dio è dunque:
  • essere;
  • coincidenza di essenza ed esistenza;
  • creatore che conferisce esistenza alle essenze. Le creature, invece:
  • partecipano all'essere;
  • non sono in grado di passare da essenza ad esistenza;
  • dipendono dall'atto creatore di Dio.

Le 5 vie che provano l'esistenza di Dio

  1. A partire dal mondo : si può risalire fino ad un principio di movimento che muove senza essere mosso (motore immobile).
  2. Dalla nozione di causa efficiente : vi è un ordine delle cause efficienti in cui la superiore spiega l'inferiore. Al termine di questo processo a catena di cause vi è Dio, prima causa efficiente.
  3. Dal possibile e dal necessario : siccome le cose sono contingenti possono essere o non essere, bisogna concludere che esiste il necessario fino a giungere ad un primo necessario.
  4. Dai gradi : dalla gradualità delle perfezioni si risale ad un essere perfetto.
  5. Dal governo del mondo : le cose prive di intelligenza tendono verso un fine che le ordina e che noi chiamiamo Dio. La creazione Dio ha creato il mondo come atto di libertà e non atto necessario. Tommaso d'Aquino non riprende le teorie del tempo di Aristotele quindi non può stabilire la data di inizio e fine del mondo. Egli concepisce il tempo come elemento determinato dalla fede e non dalla ragione. Ottimismo metafisico Tutto ciò che rappresenta il bene è voluto da Dio. Il male non è un essere ma una privazione dell'essere. L'universo si configura come una gerarchia ordinata di esseri che si collocano su una scala secondo un grado maggiore o minore di perfezione. L'ordine è il seguente: Dio, angeli, uomo. Gli angeli sono composti di sola forma mentre l'uomo si pone al confine tra gli esseri spirituali e immateriali. L'ordine cosmico, oltre che geocentrico è antropocentrico, cioè tutto in esso è finalizzato all'uomo. L'anima secondo Tommaso d'Aquino è l'atto del corpo, la sostanza, è immortale. L'unità dell'uomo è infatti determinata dall'unione tra anima e corpo. La conoscenza Nulla vi è nell'intelletto che precedentemente non sia stato nel senso. Ogni innatismo è estraneo alla posizione tomistica. La conoscenza non si limita alla sensazione ma comprende immaginazione, memoria e concetti universali. Essa è prodotta dall'intelletto che estrae dai corpi la forma delle cose. La verità consiste nell'adeguarsi dall'intelletto alla cosa che risiede nell'accordo ontologico tra intelletto e cosa. I limiti della conoscenza di Dio sono determinati dal fatto che possiamo sapere solo cosa Dio non è e non può essere. L'etica L'etica tomistica è incentrata sulla libertà,ma essa non è condizionata dalla provvidenza. Solo l'uomo possiede libero arbitrio. L'etica segue delle regole determinate da coscienza, prudenza, volontà e virtù. Lo Stato e l'economia Il pensiero economico di Tommaso d'Aquino segna la data di nascita del pensiero economico occidentale. Attraverso le sue teorie economiche egli legittima la proprietà privata, condanna la cupidigia, il profitto illecito, l'usura e il commercio in quanto questi processi sfruttano il lavoro dell'altro. La convivenza degli uomini nella società impongono il diritto, la società deve pensare a sé stessa mediante l'autosufficienza per cui si parla di autocrazia. Lo stato è determinato dalla famiglia di tipo patriarcale dove il padre ha ogni potere, e dalla monarchia che si deve porre come stato ideale pacifico. L'unico limite dello stato è la teocrazia, ossia il primato della chiesa sul governo civile.

Tra l’essere di Dio e quello delle creature non vi è né identità né assoluta opposizione bensì analogia. Le creature, in quanto esistenti, sono simili a Dio ma Dio non è simile a loro : ecco il principio della analogicità dell’essere (analogo = simile ma di proporzioni diverse). In più, le creature hanno l’essere perché viene dato loro da Dio, il quale partecipa (=dona) loro l’esistenza. Così le creature hanno l’essere per partecipazione, mentre Dio è l’essere per essenza. La distinzione fra l’essere creato e l’essere eterno di Dio porta con sé due importanti conseguenze. In primo luogo permette a Tommaso di salvaguardare l’assoluta trascendenza (superiorità, diversità, alterità, soprannaturalità) di Dio nei confronti del creato e delle creature e di evitare ogni forma di panteismo (che identifica Dio col mondo). In secondo luogo, l’analogicità dell’essere rende impossibile un’unica scienza dell’essere : accanto alla filosofia vi è adesso la scienza che riguarda l’essere necessario e cioè la teologia, la quale è superiore in dignità a tutte le altre scienze, le quali, nei suoi confronti, diventano "ancelle della teologia". Questo concezione porterà, fra l’altro, ad una graduale svalutazione dello studio della natura, che verrà a fatica ripreso solo più tardi, nel Rinascimento e oltre. LE PROVE DELL’ESISTENZA DI DIO O LE "CINQUE VIE" : Anche se Dio è il primo nell’ordine degli esseri, non è però primo nell’ordine delle conoscenze umane, le quali iniziano dai sensi, mentre Dio è invisibile. E’ dunque indispensabile dimostrare che Dio esiste pur essendo invisibile, partendo allora dagli effetti, dalle creature, dal mondo visibile e mostrando come essi non siano spiegabili se non rifacendosi a Dio. Le prove dell’esistenza di Dio devono essere perciò a posteriori cioè a partire dalla nostra esperienza del mondo e non a priori ( che parte dal concetto di Dio per dedurne l’esistenza, come l’argomento ontologico di S. Anselmo, che Tommaso rifiuta per motivi che vedremo più avanti). Tommaso elabora così "cinque vie" per giungere a dimostrare che Dio esiste. La prima via è quella del moto, ed è desunta da Aristotele. Essa parte dal principio che tutto ciò che si muove è mosso da altro. Ora, se tutto ciò che è mosso a sua volta si muove, bisogna che anch’esso sia mosso da un’altra cosa e questa da un’altra ancora. Ma non è possibile andare all’infinito altrimenti non vi sarebbe un primo motore e neppure gli altri muoverebbero : infatti il processo all’infinito sposta solo il problema e non trova la ragione ultima del mutamento (in altri termini, il processo all’infinito spiegherebbe la trasmissione del moto ma non la prima origine e causa del moto). E’ dunque necessario arrivare ad un primo motore non mosso da altro, e "tutti riconoscono che esso è Dio". Da notare che questo moto non è soltanto meccanico e fisico ma metafisico : dovunque c’è moto e quindi divenire che non basta a se stesso, c’è imperfezione che non ha in sé la sua spiegazione e richiede quindi l’intervento di Dio. La seconda via è quella causale. Nel mondo vi è un ordine tra le cause efficienti (causa efficiente è ciò che da origine a qualcosa) ma è impossibile che una cosa sia causa efficiente di se stessa, perché altrimenti sarebbe prima di se stessa, il che è assurdo. Anche in questo caso è impossibile un processo all’infinito, dunque bisogna ammettere una prima causa efficiente "che tutti chiamano Dio". Rispetto alla prima via, qui si tratta della causalità efficiente, da cui dipende non solo il divenire ma l’essere delle cose. Dunque Dio non è solo il principio del divenire ma anche la causa, l’origine suprema di tutto ciò che esiste, che è da Lui conservato e creato,pur senza eliminare l’azione delle cause secondarie. La terza via è basata sul rapporto tra il possibile e il necessario. Vi sono cose che possono essere e non essere : infatti alcune nascono e finiscono, il che vuol dire appunto che sono possibili, possono essere e non essere. Ora, è impossibile che tutte le cose di tal natura siano sempre state, perché ciò che può non essere un tempo non esisteva. Se dunque tutte le cose possono non essere, in un dato momento non ci fu nulla nella realtà. Però, se questo fosse vero, anche ora non esisterebbe nulla, perché ciò che non esiste non comincia ad esistere se non per qualcosa che già esiste.

Dunque non è vero che tutti gli esseri sono possibili ma bisogna ammettere che nella realtà vi sia anche un essere necessario, "e questo tutti dicono Dio". La quarta via è quella dei gradi di perfezione. Si trova nelle cose il più e il meno di ogni perfezione, cioè di bene, vero, bello ecc. Vi sarà dunque anche il grado massimo di tali perfezioni e "questo chiamiamo Dio". In altri termini, se gli enti hanno gradi diversi di perfezione, vuol dire che questi gradi non derivano dalle loro essenze, e dunque significa che li hanno ricevuti da un essere che dà senza ricevere, perché è la fonte di ogni perfezione, e cioè Dio. La quinta via è quella desunta dal governo delle cose. I corpi fisici (pianeti, stelle ecc.) operano per un fine, come appare dal fatto che operano quasi sempre allo stesso modo per conseguire la perfezione; donde appare che non a caso, ma per una predisposizione, raggiungono il loro fine. Ora, ciò che è privo di intelligenza non tende al fine se non perché è diretto da un essere conoscitivo e intelligente, come la freccia viene scoccata dall’arciere. Vi è dunque un essere sommamente intelligente da cui tutte le cose naturali sono ordinate ad un fine, "e questo essere chiamiamo Dio". LA TRINITA’,L’INCARNAZIONE E LA CREAZIONE DAL NULLA : Le verità fondamentali del cristianesimo – Trinità e Incarnazione – non sono dimostrabili con la semplice ragione però la ragione può cercare di chiarire in misura sufficiente il loro contenuto, mostrando che quello che rivela la fede non è impossibile. Per quanto riguarda il dogma della Trinità, la difficoltà è capire come l’unità della sostanza divina si possa conciliare con la trinità delle persone. Tommaso si serve a questo riguardo del concetto di relazione. Le persone divine sono costituite dalla loro relazione di origine : il Padre dalla paternità, cioè dalla relazione col Figlio; il Figlio dalla filiazione o generazione, cioè dal rapporto col Padre; lo Spirito dall’amore, cioè dalla relazione reciproca tra Padre e Figlio. Queste relazioni non sono accidentali in Dio (non vi può essere nulla di accidentale in Dio) ma reali : sussistono realmente nella essenza divina. Proprio l’essenza divina, dunque, nella sua unità, implicando le relazioni, implica la diversità delle tre Persone. Nell’Incarnazione, la difficoltà sta nel comprendere la presenza, nell’unica Persona di Cristo, delle due nature, divina ed umana. Ora, l’essenza o natura divina è identica con l’essere di Dio : Cristo ha natura divina ed è appunto Dio, sussiste come Dio, come persona divina. Egli è quindi una sola persona, quella divina. Data però la separabilità di essenza ed esistenza, Cristo, in quanto Dio, ha potuto benissimo assumere la natura umana (cioè l’anima razionale ed il corpo) senza essere "persona" umana. Si ricordi, a questo riguardo, il significato dei termini "persona" e "natura". La "persona" indica una realtà distinta, che sussiste di per sé; la "natura" o "sostanza" o "essenza" indica ciò che è in comune ad individui della stessa specie, che quindi non esiste in sé ma solo nelle "persone" a cui è comune. Riguardo poi il problema della creazione dal nulla, Tommaso ritiene che non si possa dimostrare né l’inizio nel tempo né l’eternità del mondo e perciò lascia via libera per credere alla creazione nel tempo. L’essere del mondo viene da Dio : il fiat divino ha dato origine alle cose ma non si inserisce in una successione temporale. E’ un atto creativo che chiama le cose all’essere o, meglio ancora, fa che l’essere sia.