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Trame brevi delle tragedie di Eschilo
Tipologia: Sintesi del corso
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Il coro degli anziani attende con impazienza e inquietudine qualche notizia circa la spedizione condotta dal re dei Persiani Serse contro la Grecia. Un messaggero sopraggiunge con la notizia della catastrofe persiana nella battaglia di Salamina (480 a.C., alla quale lo stesso Eschilo prese parte). La madre di Serse e vedova di Dario e il coro decidono di evocare l’ombra di Dario per avere notizia sul da farsi. Lo spettro del Gran Re, apparso in scena, condanna apertamente l’operato di Serse, che in quell’impresa ha dato prova di tracotanza e di superbia, e ammonisce a non portare più guerra ad Atene. L’arrivo del re Serse, lacero e prostrato dalla sconfitta chiude il dramma.
Efesto, il Potere e la Forza hanno catturato il titano Prometeo e lo hanno incatenato ad una rupe. Zeus lo punisce perché ha donato il fuoco agli uomini, ribellandosi al suo volere. Il titano viene quindi raggiunto da vari personaggi, che tentano di portargli conforto e consiglio: le Oceanine, a cui Prometeo predice il tortuoso futuro che Zeus ha dinanzi a sé e predice che uno dei suoi discendenti (il riferimento è ovviamente al semidio Eracle) riuscirà a liberarlo dalla punizione divina. Prometeo ha però una via di fuga dall'angosciosa situazione in cui si trova, perché egli conosce un segreto che potrebbe causare la disfatta del potere olimpico retto da Zeus: sa che chiunque si unirà a Teti genererà un figlio più potente del padre. Zeus invia il dio Ermes per estorcere il segreto a Prometeo, ma egli non cede e per questo viene scagliato, insieme alla rupe a cui è incatenato, in un burrone senza fondo.
Eteocle e Polinice, figli di Edipo, si erano accordati per spartirsi il potere sulla città di Tebe; avrebbero regnato un anno a testa, alternandosi sul trono. Eteocle tuttavia allo scadere del proprio anno non aveva voluto lasciare il proprio posto, sicché Polinice aveva dichiarato guerra al proprio fratello e alla propria patria. Entrambe le parti scelgono 7 guerrieri, tra cui proprio Eteocle e Polinice, che si uccidono a vicenda.
Agamennone Il re Agamennone in partenza per la guerra di Troia, si accorge di non avere venti favorevoli e così sotto consiglio dell’indovino sacrifica la figlia Ifigenia. Venuta a sapere del grave sacrificio la moglie di Agamennone, Clitennestra, nonchè madre di Ifigenia, chiede aiuto al suo amante Egisto, per aiutarla ad uccidere Agamennone e vendicarsi. Agamennone, tornato vincitore dalla guerra viene ucciso dalla moglie Clitennestra, con l’aiuto di Egisto. Le Coefore Le Coefore sono le portatrici di libagioni per i defunti, che insieme ad Elettra, figlia di Clitennestra, vengono inviate dalla madre sulla tomba di Agamennone. Oreste intanto, dopo 10 anni dalla morte del padre ritorna, perchè incaricato dal dio Apollo deve uccidere sua madre e il suo amante per vendicare la morte del padre Agamennone. Oreste dopo un attimo di esitazione viene convinto da Pilade, che gli ricorda l’ordine del dio, ad ucciderli entrambi. Oreste però, è ora perseguitato dalle Erinni. Le Eumenidi Le Eumenidi sono le Erinni ovvero le dee della vendetta tra consanguinei. La terza tragedia si apre con Oreste che chiede aiuto ad Apollo, in quanto è perseguitato dalle Erinni per l’uccisione di sua madre. Apollo rinvia Oreste ad Atene, presso il tempio della dea Atena che forse potrà essergli d’aiuto. La dea Atena si pone come giudice in un processo presso il tribunale dell’Areopago, che vede le Erinni come accusatrici e Apollo come difensore. Il processo si conclude con l’assoluzione di Oreste.
(Antefatto) Danao ed Egitto erano due fratelli gemelli che condividevano la sovranità sul regno d'Egitto. Il primo aveva avuto cinquanta figlie, il secondo altrettanti figli. Egitto aveva tentato di imporre il matrimonio