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Ugo Foscolo. Battistini, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Riassunto capitolo del Battistini

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 27/06/2021

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Ugo Foscolo
Di madre greca e padre veneziano, nasce a Zante, un’isola greca, nel 1778. Morto il padre,
la famiglia si trasferisce a Venezia dove Foscolo riceve una buona formazione
classica-umanistica presso istituti religiosi.
A Venezia questo ragazzo vivacissimo, scontroso e ribelle scopre i libri più importanti per la
sua formazione: Parini, Alfieri, la poesia sepolcrale e notturna inglese, Ossian, Rousseau e i
grandi autori antichi.
L’arrivo dell’esercito repubblicano nel 1796 lo entusiasma. Lo dimostra il suo esordio
letterario col:
- Tieste, una tragedia che imita Alfieri nel tema antitirannici e per l’essenzialità del
disegno fondato solo su 4 personaggi. Rappresentato nell’importante teatro di
Venezia riscuote grande successo ma i risvolti filo-rivoluzionari insospettiscono il
governo veneziano e Foscolo sceglie di trasferirsi a Bologna dove si arruola esercito.
Foscolo può così proseguire la sua vocazione letteraria con una libertà prima
impensabile e può mettere in pratica l’ideale di scrittore indipendente che ha appreso
da Parini e Alfieri.
- Nel 1802 viene fuori il romanzo epistolare, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, il
romanzo epistolare è particolarmente diffuso in questo periodo, praticato dallo stesso
Cuoco nel “Platone in Italia” e dai fratelli Verri ne “Le notti romane”, ambedue i
romanzi iniziano proprio con il ritrovamento del manoscritto ritrovato che poi sarà
l’espediente da cui partirà nel suo romanzo Manzoni e che poi diventerà un topos
fino ad arrivare a “Il nome della rosa” di Umberto Eco.
Una prima stesura incompiuta del 1798 era circolata abusivamente, rimaneggiata da un
altro, mentre nel 1816 e nel 1817 aggiusterà ulteriormente questo romanzo.
Partito, dice da una notizia di cronaca, ricalca gli elementi essenziali della trama e la
struttura narrativa di un celebre romanzo epistolare tedesco “I dolori del giovane Werther” di
Goethe.
Secondo il modello Goethiano, il romanzo si presenta come la raccolta delle lettere del
protagonista. Jacopo, giovane scrittore veneziano di opinioni democratiche, ricercato dagli
austriaci dopo Campoformio, trova un precario sollievo alle delusioni politiche nell’amore per
nell’amore per la timida e sensibile Teresa che lo ricambia ma il padre di lei ho già
programmato un matrimonio di convenienza con Odoardo di origini nobiliari.
Jacopo intraprende un viaggio in varie regioni d’Italia e al suo ritorno scopre che Teresa si è
già sposata e decide di suicidarsi pugnalandosi al cuore come l’eroe di una tragedia classica
(Werther aveva usato una più moderna e prosaica piscola). Ponendo al centro della scena
l’Io di un solo personaggio, la struttura epistolare a una sola voce conferisce al romanzo un
andamento diaristico rendendolo quasi una sorta di confessione dalle angosciose passioni
dell’autore.
Pensiamo allo stesso titolo “Jacopo Ortis” dove il nome Jacopo è in omaggio al suo
modello che è Jean Jacques Rousseau, Ortis invece è il cognome di uno studente che
realmente si era ucciso per amore a Venezia e la figura di Jacopo Ortis è una figura che
vive, così come Foscolo, la disillusione del periodo napoleonico (Napoleone era stato
inizialmente accolto come liberatore d’Italia aveva presso tradito Venezia cedendola
all’Austria nel trattato di Campoformio).
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Ugo Foscolo Di madre greca e padre veneziano, nasce a Zante, un’isola greca, nel 1778. Morto il padre, la famiglia si trasferisce a Venezia dove Foscolo riceve una buona formazione classica-umanistica presso istituti religiosi. A Venezia questo ragazzo vivacissimo, scontroso e ribelle scopre i libri più importanti per la sua formazione: Parini, Alfieri, la poesia sepolcrale e notturna inglese, Ossian, Rousseau e i grandi autori antichi. L’arrivo dell’esercito repubblicano nel 1796 lo entusiasma. Lo dimostra il suo esordio letterario col:

- Tieste , una tragedia che imita Alfieri nel tema antitirannici e per l’essenzialità del disegno fondato solo su 4 personaggi. Rappresentato nell’importante teatro di Venezia riscuote grande successo ma i risvolti filo-rivoluzionari insospettiscono il governo veneziano e Foscolo sceglie di trasferirsi a Bologna dove si arruola esercito. Foscolo può così proseguire la sua vocazione letteraria con una libertà prima impensabile e può mettere in pratica l’ideale di scrittore indipendente che ha appreso da Parini e Alfieri.

  • Nel 1802 viene fuori il romanzo epistolare, Le ultime lettere di Jacopo Ortis , il romanzo epistolare è particolarmente diffuso in questo periodo, praticato dallo stesso Cuoco nel “Platone in Italia” e dai fratelli Verri ne “Le notti romane”, ambedue i romanzi iniziano proprio con il ritrovamento del manoscritto ritrovato che poi sarà l’espediente da cui partirà nel suo romanzo Manzoni e che poi diventerà un topos fino ad arrivare a “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Una prima stesura incompiuta del 1798 era circolata abusivamente, rimaneggiata da un altro, mentre nel 1816 e nel 1817 aggiusterà ulteriormente questo romanzo. Partito, dice da una notizia di cronaca, ricalca gli elementi essenziali della trama e la struttura narrativa di un celebre romanzo epistolare tedesco “I dolori del giovane Werther” di Goethe. Secondo il modello Goethiano, il romanzo si presenta come la raccolta delle lettere del protagonista. Jacopo, giovane scrittore veneziano di opinioni democratiche, ricercato dagli austriaci dopo Campoformio, trova un precario sollievo alle delusioni politiche nell’amore per nell’amore per la timida e sensibile Teresa che lo ricambia ma il padre di lei ho già programmato un matrimonio di convenienza con Odoardo di origini nobiliari. Jacopo intraprende un viaggio in varie regioni d’Italia e al suo ritorno scopre che Teresa si è già sposata e decide di suicidarsi pugnalandosi al cuore come l’eroe di una tragedia classica (Werther aveva usato una più moderna e prosaica piscola). Ponendo al centro della scena l’Io di un solo personaggio, la struttura epistolare a una sola voce conferisce al romanzo un andamento diaristico rendendolo quasi una sorta di confessione dalle angosciose passioni dell’autore. Pensiamo allo stesso titolo “Jacopo Ortis” dove il nome Jacopo è in omaggio al suo modello che è Jean Jacques Rousseau, Ortis invece è il cognome di uno studente che realmente si era ucciso per amore a Venezia e la figura di Jacopo Ortis è una figura che vive, così come Foscolo, la disillusione del periodo napoleonico (Napoleone era stato inizialmente accolto come liberatore d’Italia aveva presso tradito Venezia cedendola all’Austria nel trattato di Campoformio).

Il tradimento che Ortis prova nei confronti della vita non è solo quello della sua Teresa ma anche il tradimento dell’amor di patria. L’Ortis ottiene subito un enorme successo di pubblico e strappa l’assenso anche ai lettori più colti: è il primo romanzo italiano che si sottrae alla qualifica letteraria del genere. Nell’età del Risorgimento diventerà un vero e proprio libro di culto.

  • nel 1803 esce una breve raccolta di Poesie (12 sonetti e 2 odi) frutto di una lunga elaborazione tesa ad avvicinarsi agli ideali classici di perfezione formale. Le Odi riprendono il modello classicista di Parini per proiettare la bellezza assoluta delle idee greche su due protagoniste della vita contemporanea in un elegante trasfigurazione mitica del quotidiano. Nei Sonetti le figure del mito e gli echi dei poeti antichi si fondono, pensiamo a: l’origine greca (in A Zacinto), l’esilio da Venezia, il suicidio del fratello (In morte del fratello Giovanni), l’amore, la malinconica attrazione per la quiete della morte (Alla sera), la ribellione.
  • Nel 1807 esce il carme Dei Sepolcri. Lo spunto sono i colloqui con Pindemonte sull’editto neoplatonico che prescrive di seppellire i morti fuori dalle mura cittadine. Ma i versi di Foscolo non si limitano a una meditazione circa la caducità della vita ma cerca una nuova poesia filosofica. Scritto in endecasillabi sciolti lo rende di difficile lettura. Per confutare chi lo accusava di essere incomprensibile, Foscolo, oltre a pubblicare in appendice una serie di note al Carme, realizzò una schematica parafrasi che divide i 295 versi in quattro sequenze: 1 illustra l’importanza delle tombe che conservano la memoria delle persone; 2 espone il legame tra il culto dei morti e la nascita delle legame sociale; 3 mostra la funzione civile e politica delle “urne dei forti” che spingono i vivi ad emulare le imprese; 4 associa il ruolo di trasmissione della memoria dei sepolcri a quello eternatore della poesia che vince di mille secoli il silenzio.
  • Il 1812 è l’anno in cui Foscolo inizia la stesura del suo poema più ambizioso: Le Grazie. L’Europa è tornata in guerra ma Bonaparte ha invaso la Russia; l’offensiva si rovescia in una tragica ritirata dove muoiono decine di migliaia di soldati italiani. A questa situazione Foscolo oppone un’utopia estetica: rappresentare la potenza civilizzatrice dell’arte che seduce e ingentilisce l’aggressività umana. Foscolo attinge al pensiero di Vico per vuole disegnare una storia ideale della civilizzazione umana; vuole creare un nuovo mito che abbia lo stesso fascino e la stessa immediatezza di quegli antichi greci. Questo mito sarà ripartito in 3 inni che canteranno: la nascita delle grazie decisa da Venere; un rito propiziatorio alle 3 dee e celebrato a Firenze da tre ‘vaghissime donne’; la fuga delle grazie nell’isola di Atlantide per sottrarsi ai desideri impuri. Al crollo dell’impero, Foscolo si schiera con chi cerca di tenere in vita il regno d’Italia. Anche per questo le autorità austriache, riconquistata la Lombardia, gli offrono in un primo tempo il compito di dirigere la “biblioteca italiana” ma quando nel 1815 il governo impone agli ufficiali di giurare fedeltà al trono austriaco, Foscolo rifiuta e sceglie l’esilio rifugiandosi prima in Svizzera e poi in Inghilterra. Nell’ultimo periodo di Foscolo, quello che trascorse a Londra, in esilio, rinuncia alla letteratura e si da al commento letterario, alla critica, studia Dante, lo commenta e da vita a una storia della letteratura italiana. È interessante notare la parabola letteraria cioè