Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Leopardi. Capitolo Battistini, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Riassunto capitolo del Battistini

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 27/06/2021

StellaLettere
StellaLettere 🇮🇹

4.3

(24)

12 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Giacomo Leopardi
Con Leopardi e Manzoni siamo nello stesso periodo, siamo nello stesso lasso di tempo però
siamo di fronte a due culture estremamente diverse. La cultura manzoniana e la cultura
leopardiana sono fondate su principi diversi così come diverso è un altro aspetto particolare
cioè la costanza della produzione letteraria di Leopardi. Per quanto riguarda Leopardi
abbiamo una parabola vitale che viene interrotta piuttosto improvvisamente.
Mentre Manzoni ha un’idea militante della letteratura come strumento educativo,
Leopardi si pone contro l’egemonia culturali dell’epoca. Siamo di fronte a un poeta
fortemente individualista, un intellettuale che coltiva il proprio individualismo fino a
farne una visione del mondo.
Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 e viene formato da precettori religiosi. A
partire da 14 anni studia da solo spendendo la sua adolescenza chiuso a leggere, impara il
latino, il greco e l’ebraico e maturò notevoli capacità di filologo e dell’udito.
Rachitico e ingobbito soffre di nera e orrenda malinconia. La sua famiglia progetta per lui la
carriera ecclesiastica che gli garantisca una rendita ma Leopardi non intende diventare un
erudito apologeta del cattolicesimo. Lo scontro con i genitori li rende sempre meno gradito il
soggiorno a Recanati.
Durante il suo isolamento si dedica contemporaneamente alla poesia e alla riflessione
filosofica, dopo alcune prove raccolte sotto l’etichetta di Puerili Leopardi produce varie
opere di erudizione come:
- Storia dell’astronomia
- Traduzioni dal greco e dal latino
- Testi letterari propri
Respinge l’esigenza romantica di adattarsi alla mentalità contemporanea, l’imitazione
dei classici serve a liberare dalla corruzione prodotta dai romantici recuperando la
maniera antica e primitiva.
Nell’estate del 1817 annota spunti creativi, teorie estetiche letterarie, ragionamenti filosofici
nello:
- Zibaldone (cioè miscuglio di pensiero) assegnato alla stampa, uscirà nel 1898. È
un segreto diario intellettuale, una sorta di officina, lo stile è sintetico e scorrevole
sganciato dalla sintassi complessa delle prose.
Inizialmente Leopardi vede nella ragione la causa dell’infelicità umana e, a suo parere,
la ragione è nemica della natura perché distrugge il piacere vano delle illusioni.
Essa annienta l’immaginazione, la virtù, l’amor patrio che sono le uniche fonti di
felicità.
Di qui la superiorità degli antichi cioè classici greco-latini e medievali perché a
differenza dei moderni si ritrovano più vicini alla natura.
Attaccando il suo tempo egli attacca l’età della Restaurazione che gli appare
caratterizzata dalla tirannide e dal servilismo.
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Leopardi. Capitolo Battistini e più Sintesi del corso in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

Giacomo Leopardi Con Leopardi e Manzoni siamo nello stesso periodo, siamo nello stesso lasso di tempo però siamo di fronte a due culture estremamente diverse. La cultura manzoniana e la cultura leopardiana sono fondate su principi diversi così come diverso è un altro aspetto particolare cioè la costanza della produzione letteraria di Leopardi. Per quanto riguarda Leopardi abbiamo una parabola vitale che viene interrotta piuttosto improvvisamente. Mentre Manzoni ha un’idea militante della letteratura come strumento educativo, Leopardi si pone contro l’egemonia culturali dell’epoca. Siamo di fronte a un poeta fortemente individualista, un intellettuale che coltiva il proprio individualismo fino a farne una visione del mondo. Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 e viene formato da precettori religiosi. A partire da 14 anni studia da solo spendendo la sua adolescenza chiuso a leggere, impara il latino, il greco e l’ebraico e maturò notevoli capacità di filologo e dell’udito. Rachitico e ingobbito soffre di nera e orrenda malinconia. La sua famiglia progetta per lui la carriera ecclesiastica che gli garantisca una rendita ma Leopardi non intende diventare un erudito apologeta del cattolicesimo. Lo scontro con i genitori li rende sempre meno gradito il soggiorno a Recanati. Durante il suo isolamento si dedica contemporaneamente alla poesia e alla riflessione filosofica, dopo alcune prove raccolte sotto l’etichetta di Puerili Leopardi produce varie opere di erudizione come:

**- Storia dell’astronomia

  • Traduzioni dal greco e dal latino
  • Testi letterari propri Respinge l’esigenza romantica di adattarsi alla mentalità contemporanea, l’imitazione dei classici serve a liberare dalla corruzione prodotta dai romantici recuperando la maniera antica e primitiva.** Nell’estate del 1817 annota spunti creativi, teorie estetiche letterarie, ragionamenti filosofici nello: - Zibaldone (cioè miscuglio di pensiero) assegnato alla stampa, uscirà nel 1898. È un segreto diario intellettuale, una sorta di officina, lo stile è sintetico e scorrevole sganciato dalla sintassi complessa delle prose. Inizialmente Leopardi vede nella ragione la causa dell’infelicità umana e, a suo parere, la ragione è nemica della natura perché distrugge il piacere vano delle illusioni. Essa annienta l’immaginazione, la virtù, l’amor patrio che sono le uniche fonti di felicità. Di qui la superiorità degli antichi cioè classici greco-latini e medievali perché a differenza dei moderni si ritrovano più vicini alla natura. Attaccando il suo tempo egli attacca l’età della Restaurazione che gli appare caratterizzata dalla tirannide e dal servilismo.

La sofferenza dei moderni e la necessità delle illusioni trovano una spiegazione filosofica con la teoria del piacere, per Leopardi gli uomini provano un desiderio di piacere che non può mai placarsi ne può trovare piena soddisfazione perché nessun piacere è immenso tanto da placarlo.

  • Tra il 1818/23 leopardi esplora contemporaneamente due generi lirici differenti: la canzone e l’idillio. Le Canzoni tentano la via della poetica difficile e ardita. Il loro linguaggio è caratterizzato da parole e modi di dire aulici e lontani dall’uso comune, spiccano metafore e similitudini oscure che devono arricchire i versi di sfumature suggestive e costringere i lettori all’attenzione.
  • Con i Sepolcri le Canzoni possono condividere almeno il tentativo di far rivivere in italiano il sublime attraverso l’emulazione dei modelli greci. Nell ’ultimo canto di Saffo egli fa esprimere le sue sofferenze di animo delicato, tenero e nobile posto in un corpo brutto e giovane la più grande poetessa lirica dell’antichità, SAFFO, che si suicida perché respinta dall’uomo che ama e Bruto minore che si uccide quando la Repubblica romana cadde sotto la tirannia di Cesare. Entrambi pronunciano dei monologhi con l’eroe che esprime il suo dolore e inveisce contro il destino prima di porre coraggiosamente fine alla sua vita. La raccolta si chiude con Alla sua donna L’invocazione alla donna perfetta e irraggiungibile perché vive nel mondo delle eterne idee platoniche oppure in uno dei mondi innumerabili sperduti del cosmo. I primi idilli sono l’esito più innovativo della poesia giovanile di Leopardi, una novità. 2 dei più celebri sono: **- Alla luna (1819)
  • La sera del dì di festa (1820)** Grazie a questa poetica, Leopardi operò uno scarto decisivo dalla tradizione che trova la sua riuscita massima nell’idillio l’ Infinito del 1819 un capolavoro dell’intera poesia italiana moderna. La poesia è al presente facendo sì che il lettore possa immedesimarsi con l’io poetante e condividere la sua esperienza mano mano che si svolge. Il colle e la siepe impedendo di spaziare all’orizzonte con lo sguardo fanno sì che egli si crei nel suo pensiero, nella sua mente spazi che lo riportano sulla soglia dello sgomento, ad un certo punto sente una lieve sensazione uditiva: il vento. Questa sensazione fa sorgere nella sua memoria la sensazione di un’altra infinità non spaziale ma temporale: l’eterno e la morte delle stagioni. Dobbiamo dire che sin dalla scrittura delle prime opere, che sono quasi delle esercitazioni scolastiche, scritte in età adolescenziale come occasione di partenza per la scrittura maggiore fino alle ultime opere che risalgono agli ultimi mesi di vita, noi abbiamo sempre in Leopardi una profonda continuità. Ci sono il pessimismo storico, il pessimismo cosmico, il pessimismo eroico e tutte le fasi che vogliamo riconoscere nella vita e nell’opera di Leopardi. C’è un aspetto importante della poetica leopardiana che va tenuto ben chiaro, Leopardi ha un rapporto con i letterati e le letterature anzitutto libresco, conosce letterati e opere non direttamente ma attraverso la lettura. Quindi quello che succede è invece il fatto che un intellettuale come Leopardi particolarmente distante dai centri culturali come potevano essere Milano, Roma, Napoli,

Il libro è aperto dalle canzoni e dagli idilli: il passero solitario è un lamento sulla beata gioventù che viene meno rappresentata dalla similitudine tra il comportamento di un piccolo uccello che si tiene lontano dal giochi degli altri e la propria adolescenza solitaria di studioso. Con la canzone A Silvia e le Ricordanze ritorna la Recanati degli idilli. Silvia è trasfigurazione poetica di una ragazza reale che è morta prematuramente, una fanciulla dagli occhi ridenti e fuggitivi. L’io poetante rivive la sua storia e le emozioni che ho vissuto con lei. Con La quiete dopo la tempesta e il sabato del villaggio si torna Recanati dell’oggi descritta nei comportamenti dei suoi semplici abitanti campagnoli. A Firenze Leopardi stringe due relazioni importanti, una con Antonio Ranieri che lo assisterà fino alla morte e l’amore non corrisposto per la nobile Fanny. Ormai a disagio nell’ambiente fiorentino Leopardi si trasferisce nel 1833 con Ranieri a Napoli dove scrive nuovi componimenti detti appunto canti napoletani tra cui il Tramonto della luna e la Ginestra in cui l’io poetante immagina di passeggiare di notte sulle pendici del Vesuvio e di rivolgersi alla ginestra che cresce in mezzo alle rovine, descrive la situazione di precarietà della pianta di fronte alla minacciosa potenza del vulcano distruttore mettendola a confronto con la bellezza e con il dolcissimo profumo che consola il paesaggio. La Ginestra simbolo della consolazione offerta dalla poesia, quasi una sorta di AlterEgo di Leopardi, che rimane inerme di fronte alle colate laviche e dalla cui lava si farà distruggere senza opporsi. Leopardi vive la crisi del razionalismo illuministico, Pascoli vive la crisi del razionalismo positivistico, siamo a cento anni di distanza o giù di li. Quindi abbiamo atteggiamenti simili.