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Umanesimo, caratteristiche, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Italiana

i tratti fondamentali dell’Umanesimo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 04/01/2022

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Umanesimo
Pietro Bembo: contribuitore della
“codificazione dell’italiano
scritto”, uniformato al modello
boccacciano nell’opera che lo ha
reso famoso,“la grammatica +
importante dell’intera storia
dell’italiano, ovvero le “Prose della
volgar lingua” (1525); allo stesso
modo decisivo fu il suo ruolo nella
diffusione in tutta Europa del
modello poetico petrarchista
copre quasi tutto il XV secolo che
in Italia, dopo la pace di Lodi (
1454), è caratterizzato da pace,
equilibrio politico e
riassestamento economico (
infranto nel 1494)
tratti peculiari:
l’antropocentrismo (l’uomo è
misura di tutte le cose -
Protagora); la preminenza della
scrittura in latino (soprattutto
nella 1° metà del secolo: elemento
che non pregiudica l’uso del
volgare come nel caso del
“Certame coronario” del 1441,
promosso da Leon Battisti Alberti
circa il tema dell’amicizia); il culto
della tradizione letteraria classica
induce a riflettere sul concetto di
imitazione; la filologia e
l’invenzione della stampa;
l’intellettuale cortigiano (attività
diplomatiche di respiro anche
internazionale); le accademie e i
cenacoli (es. l’Accademia
Platonica animata da Marsilio
Ficino e protetta da Cosimo de’
Medici, 1462 - 63); le biblioteche
laiche (es. la Biblioteca
Malatestiana) e la concezione
laica della vita
generi: trattatistica (Leon Battista
Alberti con il “Della famiglia,
1433 - 34; Poggio Bracciolini con
il “De varietate fortunae, 1431 -
38; Coluccio Salutati con il “De
fato, fortuna et casu, 1396 - 99);
lirica (Lorenzo de Medici,
Poliziano, Burchiello - produzione
comico - burlesca); narrativa (P.
Bracciolini con il “Liber
facetiarum”; Masuccio
Salernitano con il “Novellino”,
1450 1470; Antonio Manetti con
“La novella del Grasso legnaiolo”,
novella curiosamente sciolta;
Franco Sacchetti con le “Trecento
novelle”, 1385 ca., senza una
cornice ed un edificio sensati);
poema epico - cavalleresco (Luigi
Pulci, Matteo Maria Boiardo)
1400: i centri di propulsione
dell’Umanesimo sono 2, Firenze e
Ferrara
Angelo Poliziano: formazione
umanistica e talento per le lettere;
nel 1475 diventa precettore dei
figli di Lorenzo de Medici; nel
1477 solidifica il rapporto con il
Magnifico redigendo la lettera
prefatoria alla “Raccolta
Aragonese” (antologia di poesia
toscana del 200 —> esibizione
della presunta superiorità della
toscanità nella cultura europea);
1479 - 80 è ospite dei Gonzaga a
Mantova
Petrarca e Boccaccio presentano alcuni
elementi anticipatori dell’Umanesimo:
l’apertura vs la letteratura classica,
l’impegno filologico, l’impegno di riscoprire i
testi perduti, la rete di interlocutori dotti e
l’avvicinamento al latino di impronta
erudita (dopo il “Decameron”)
Firenze: Lorenzo de Medici (1469 - 1492),
ago della bilancia della politica italiana, al
suo progetto politico si accosta una fioritura
culturale
fortuna della letteratura cavalleresca
francese: Luigi Pulci (entourage
laurenziano); il “Morgante” (1483): una
parodia del sistema di valori dei cavalieri di
Carlo Magno, di cui si fa celia il poeta
Burchiello; la lirica con Lorenzo il Magnifico
e Angelo Poliziano e gli studi filologici di
quest’ultimo
signore di Firenze, mecenate e poeta: l’avvio
dell’attività poetica risale agli anni 60 del
XV secolo; produzione poetica eclettica a
livello formale (sonetti, canzoni, ottave,
sestine, ballate) e tematico, alimentata
anche dal dialogo con i letterati accolti nella
cerchia medicea; predilezione per l’uso del
volgare (scelta politicamente strategica: usa
il popolo come destinatario diretto,
affidandogli un messaggio)
la sperimentazione della giovinezza è
eclettica e le influenze sono numerose:
memoria dantesca e petrarchesca (nel
“Comento sopra alcuni dei suoi sonetti dove
l’autore intende spiegare i significati morali
di 41 sonetti da lui composti, proprio come
la “Vita nova” e il “Convivio”; e nei versi
legati all’amore per Lucrezia Donati);
influenza della tradizione comico - burlesca,
il riferimento va a Pulci: es. la “Nencia da
Barberino”, poemetto in 20 ottave; il canto
carnascialesco (nella forma metrica della
ballata, + stanze dove si alterna un
ritornello - ripresa): la “Canzona di Bacco” -
1490, composta per una sfilata
carnevalesca di personaggi rappresentanti
il corteo di Bacco e Arianna
la sua attività letteraria si articola in 2
tempi: 1° tempo - una produzione in greco e
latino (epigrammi, odi, traduzione dal greco
al latino dell’Iliade) e una produzione in
volgare che risente sia della tradizione lirica
toscana sia dell’insegnamento dei classici;
“Stanze per la giostra del magnifico Giuliano
de’ Medici”
2° tempo: dopo il rientro a Firenze dà alla
luce la “Fabula di Orfeo”, testo teatrale in
ottave; dopo avere ottenuto la cattedra in
eloquenza crea il “Miscellaneorum
Centuria”, raccolta di 100 scritti dove sono
riproposte le discussioni di natura
filologica , seguono le “Sylvae”, prolusioni in
esametri latini
Ferrara: poema epico - cavalleresco
modelli/influenze: la tradizione cavalleresca
carolingia e arturiana (chansons de geste) e
la produzione in volgare dei canterini di
piazza, i “cantari” che ruotano attorno alle
gesta di Carlo Magno e dei suoi paladini, alla
materia dei cicli bretoni e carolingio (amori
e armi), alla componente meravigliosa e
avventurosa, alla trasmissione orale (
accompagnata anche dalla musica), agli
appelli e ai richiami al pubblico, alle
invocazioni esordiali a Dio e alla Vergine e
alla modesta elaborazione formale (stile e
intrattenimento elementari) —> ob.
divertimento e intrattenimento
i cantari
caratteri: formazione completa e umanistica
degli autori; destinatari legati alla realtà
della corte; assunzione della materia
francese con un’elaborazione + accurata e
raffinata da parte di autori selezionati;
circolazione a stampa —> maggiore controllo
stilistico - formale (una “patente letteraria”)

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Umanesimo

Pietro Bembo: contribuitore della

“codificazione dell’italiano

scritto”, uniformato al modello

boccacciano nell’opera che lo ha

reso famoso,“la grammatica +

importante dell’intera storia

dell’italiano, ovvero le “Prose della

volgar lingua” (1525); allo stesso

modo decisivo fu il suo ruolo nella

diffusione in tutta Europa del

modello poetico petrarchista

copre quasi tutto il XV secolo che

in Italia, dopo la pace di Lodi (

1454), è caratterizzato da pace,

equilibrio politico e

riassestamento economico (

infranto nel 1494)

tratti peculiari:

l’antropocentrismo (l’uomo è

misura di tutte le cose -

Protagora); la preminenza della

scrittura in latino (soprattutto

nella 1° metà del secolo: elemento

che non pregiudica l’uso del

volgare come nel caso del

“Certame coronario” del 1441,

promosso da Leon Battisti Alberti

circa il tema dell’amicizia); il culto

della tradizione letteraria classica

induce a riflettere sul concetto di

imitazione; la filologia e

l’invenzione della stampa;

l’intellettuale cortigiano (attività

diplomatiche di respiro anche

internazionale); le accademie e i

cenacoli (es. l’Accademia

Platonica animata da Marsilio

Ficino e protetta da Cosimo de’

Medici, 1462 - 63); le biblioteche

laiche (es. la Biblioteca

Malatestiana) e la concezione

laica della vita

generi: trattatistica (Leon Battista

Alberti con il “Della famiglia,

1433 - 34; Poggio Bracciolini con

il “De varietate fortunae, 1431 -

38; Coluccio Salutati con il “De

fato, fortuna et casu, 1396 - 99);

lirica (Lorenzo de Medici,

Poliziano, Burchiello - produzione

comico - burlesca); narrativa (P.

Bracciolini con il “Liber

facetiarum”; Masuccio

Salernitano con il “Novellino”,

1450 1470; Antonio Manetti con

“La novella del Grasso legnaiolo”,

novella curiosamente sciolta;

Franco Sacchetti con le “Trecento

novelle”, 1385 ca., senza una

cornice ed un edificio sensati);

poema epico - cavalleresco (Luigi

Pulci, Matteo Maria Boiardo)

1400: i centri di propulsione

dell’Umanesimo sono 2, Firenze e

Ferrara

Angelo Poliziano: formazione

umanistica e talento per le lettere;

nel 1475 diventa precettore dei

figli di Lorenzo de Medici; nel

1477 solidifica il rapporto con il

Magnifico redigendo la lettera

prefatoria alla “Raccolta

Aragonese” (antologia di poesia

toscana del 200 —> esibizione

della presunta superiorità della

toscanità nella cultura europea);

1479 - 80 è ospite dei Gonzaga a

Mantova

Petrarca e Boccaccio presentano alcuni elementi anticipatori dell’Umanesimo: l’apertura vs la letteratura classica, l’impegno filologico, l’impegno di riscoprire i testi perduti, la rete di interlocutori dotti e l’avvicinamento al latino di impronta erudita (dopo il “Decameron”) Firenze: Lorenzo de Medici (1469 - 1492), ago della bilancia della politica italiana, al suo progetto politico si accosta una fioritura culturale fortuna della letteratura cavalleresca francese: Luigi Pulci (entourage laurenziano); il “Morgante” (1483): una parodia del sistema di valori dei cavalieri di Carlo Magno, di cui si fa celia il poeta Burchiello; la lirica con Lorenzo il Magnifico e Angelo Poliziano e gli studi filologici di quest’ultimo signore di Firenze, mecenate e poeta: l’avvio dell’attività poetica risale agli anni 60 del XV secolo; produzione poetica eclettica a livello formale (sonetti, canzoni, ottave, sestine, ballate) e tematico, alimentata anche dal dialogo con i letterati accolti nella cerchia medicea; predilezione per l’uso del volgare (scelta politicamente strategica: usa il popolo come destinatario diretto, affidandogli un messaggio) la sperimentazione della giovinezza è eclettica e le influenze sono numerose: memoria dantesca e petrarchesca (nel “Comento sopra alcuni dei suoi sonetti dove l’autore intende spiegare i significati morali di 41 sonetti da lui composti, proprio come la “Vita nova” e il “Convivio”; e nei versi legati all’amore per Lucrezia Donati); influenza della tradizione comico - burlesca, il riferimento va a Pulci: es. la “Nencia da Barberino”, poemetto in 20 ottave; il canto carnascialesco (nella forma metrica della ballata, + stanze dove si alterna un ritornello - ripresa): la “Canzona di Bacco” - 1490, composta per una sfilata carnevalesca di personaggi rappresentanti il corteo di Bacco e Arianna la sua attività letteraria si articola in 2 tempi: 1° tempo - una produzione in greco e latino (epigrammi, odi, traduzione dal greco al latino dell’Iliade) e una produzione in volgare che risente sia della tradizione lirica toscana sia dell’insegnamento dei classici; “Stanze per la giostra del magnifico Giuliano de’ Medici” 2° tempo: dopo il rientro a Firenze dà alla luce la “Fabula di Orfeo”, testo teatrale in ottave; dopo avere ottenuto la cattedra in eloquenza crea il “Miscellaneorum Centuria”, raccolta di 100 scritti dove sono riproposte le discussioni di natura filologica , seguono le “Sylvae”, prolusioni in esametri latini Ferrara: poema epico - cavalleresco modelli/influenze: la tradizione cavalleresca carolingia e arturiana (chansons de geste) e la produzione in volgare dei canterini di piazza, i “cantari” che ruotano attorno alle gesta di Carlo Magno e dei suoi paladini, alla materia dei cicli bretoni e carolingio (amori e armi), alla componente meravigliosa e avventurosa, alla trasmissione orale ( accompagnata anche dalla musica), agli appelli e ai richiami al pubblico, alle invocazioni esordiali a Dio e alla Vergine e alla modesta elaborazione formale (stile e intrattenimento elementari) —> ob. divertimento e intrattenimento i cantari caratteri: formazione completa e umanistica degli autori; destinatari legati alla realtà della corte; assunzione della materia francese con un’elaborazione + accurata e raffinata da parte di autori selezionati; circolazione a stampa —> maggiore controllo stilistico - formale (una “patente letteraria”)