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umanesimo, rinascimento e illuminismo, Appunti di Filosofia

riassunti tratti dal libro Il pensiero occidentale volume 2

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 02/09/2019

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vale199628 🇮🇹

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PENSIERO UMANISTICO-RINASCIMENTALE
Definire i caratteri generali di questo periodo risulta piuttosto complesso; molti studiosi vi si sono
dedicati, rendendo la questione ancora più intricata. È da considerare come aggravante il
cambiamento che in quest’epoca ha coinvolto non solo la filosofia, ma tutti gli aspetti della vita
dell’uomo (sociali, politici, religiosi, etc).
Il termine UMANESIMO è recente e sta ad indicare l’area culturale ricoperta dagli studi classici ed
è in contrapposizione all’area culturale ricoperta dalle discipline scientifiche. A partire dal 300 e in
misura crescente nei due secoli successivi, si verificò una tendenza ad attribuire agli autori latini e
greci un’importanza che andava oltre quella letteraria in quanto essi erano considerati dei veri
maestri di umanità inizio di un nuovo periodo nella storia della cultura e del pensiero.
Nascita di una nuova paideia L’iconografia e la produzione trattatistica del Quattrocento italiano si
contraddistinguono per la forte centralità della famiglia sullo spazio dell’ambiente domestico, quale
ambiente naturale di nascita e crescita dei bambini, regolato dai genitori, ma aperto in linea di
continuità con uno spazio extradomestico.
I mutamenti, che interessano la famiglia da quest’epoca storica in avanti, contribuiscono ad
incrementare una visione del bambino come ‘’soggetto’’ e non più figura precaria e ad elaborare una
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teoria dell’educazione progressiva trasformazione della struttura familiare verso una forma di
tipo nucleare, in cui l’autorità del padre risulta rinforzata.
Sul piano culturale avviene la nascita del movimento ‘’umanesimo’’, termine con il quale si indica
una tendenza culturale sviluppatasi a partire dal XIV secolo, incentrata sulla letteratura greco-
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romana intesa come paradigma per ogni attività ‘’l’uomo al centro di tutto’’ (=antropocentrismo).
La paideia umanistica è caratterizzata da:
Riscoperta dei classici greco-romani
Costante richiamo alla religione cristiana delle origini
Scoperta tecnico-scientifica
Studio della psicologia del fanciullo
Ricerca di forme di dolce e amorevole convivenza educativa
Un’educazione fondata sull’exemplum a partire dal comportamento dei genitori
Conoscenza delle varietà dei caratteri naturali
Uso di strumenti metodologici e didattici più adeguati ai singoli casi
Esercizio di una paterna severità che non ha nulla a che fare con la violenza e l’abuso
Educazione armonica con lo sviluppo del corpo
In nome dell’universalità dell’ideale antropocentrico, la paideia umanistica è rivolta a tutti, a
differenza di quella greco-romana che è elitaria, a cui pur si ispira.
RINASCIMENTO è un termine che ha origine nell’opera di Burckhardt ed emerge come
fenomeno tipicamente italiano, quanto a origini, caratterizzato da individualismo pratico e teorico,
dall’esaltazione della vita terrena dall’accentuato sensualismo, dalla tendenza al paganesimo, dalla
liberazione dalle autorità che avevano dominato la vita spirituale, dal forte senso della storia, dal
naturalismo filosofico e dallo straordinario gusto artistico.
Gli storici ottocenteschi definivano il Rinascimento come ‘’età della luce’’, contrapposta ‘’all’età
delle tenebre’ medievale. Ma oggi è stato dimostrato che il Medioevo non fu soltanto periodo di
ombra, ma è stata anche un’epoca di grande civiltà, pertanto la rinascita del Rinascimento è la
nascita da un’altra civiltà, da un’altra cultura.
Cronologicamente parlando, si parlava del ‘400 come epoca umanistica e del ‘500 come epoca del
Rinascimento; caduta però la possibilità di distinguere concettualmente le due correnti, cade anche
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PENSIERO UMANISTICO-RINASCIMENTALE

Definire i caratteri generali di questo periodo risulta piuttosto complesso; molti studiosi vi si sono dedicati, rendendo la questione ancora più intricata. È da considerare come aggravante il cambiamento che in quest’epoca ha coinvolto non solo la filosofia, ma tutti gli aspetti della vita dell’uomo (sociali, politici, religiosi, etc). Il termine UMANESIMO è recente e sta ad indicare l’area culturale ricoperta dagli studi classici ed è in contrapposizione all’area culturale ricoperta dalle discipline scientifiche. A partire dal 300 e in misura crescente nei due secoli successivi, si verificò una tendenza ad attribuire agli autori latini e greci un’importanza che andava oltre quella letteraria in quanto essi erano considerati dei veri maestri di umanità inizio di un nuovo periodo nella storia della cultura e del pensiero.

Nascita di una nuova paideia L’iconografia e la produzione trattatistica del Quattrocento italiano si contraddistinguono per la forte centralità della famiglia sullo spazio dell’ambiente domestico, quale ambiente naturale di nascita e crescita dei bambini, regolato dai genitori, ma aperto in linea di continuità con uno spazio extradomestico. I mutamenti, che interessano la famiglia da quest’epoca storica in avanti, contribuiscono ad incrementare una visione del bambino come ‘’soggetto’’ e non più figura precaria e ad elaborare una F 0 teoria dell’educazione (^) E 0progressiva trasformazione della struttura familiare verso una forma di tipo nucleare, in cui l’autorità del padre risulta rinforzata. Sul piano culturale avviene la nascita del movimento ‘’umanesimo’’, termine con il quale si indica una tendenza culturale sviluppatasi a partire dal XIV secolo, incentrata sulla letteratura greco- F 0 romana intesa come paradigma per ogni attività (^) E 0‘’l’uomo al centro di tutto’’ (=antropocentrismo).

La paideia umanistica è caratterizzata da:

  • Riscoperta dei classici greco-romani
  • Costante richiamo alla religione cristiana delle origini
  • Scoperta tecnico-scientifica
  • Studio della psicologia del fanciullo
  • Ricerca di forme di dolce e amorevole convivenza educativa
  • Un’educazione fondata sull’exemplum a partire dal comportamento dei genitori
  • Conoscenza delle varietà dei caratteri naturali
  • (^) Uso di strumenti metodologici e didattici più adeguati ai singoli casi
  • Esercizio di una paterna severità che non ha nulla a che fare con la violenza e l’abuso
  • Educazione armonica con lo sviluppo del corpo

In nome dell’universalità dell’ideale antropocentrico, la paideia umanistica è rivolta a tutti, a differenza di quella greco-romana che è elitaria, a cui pur si ispira.

RINASCIMENTO è un termine che ha origine nell’opera di Burckhardt ed emerge come fenomeno tipicamente italiano, quanto a origini, caratterizzato da individualismo pratico e teorico, dall’esaltazione della vita terrena dall’accentuato sensualismo, dalla tendenza al paganesimo, dalla liberazione dalle autorità che avevano dominato la vita spirituale, dal forte senso della storia, dal naturalismo filosofico e dallo straordinario gusto artistico. Gli storici ottocenteschi definivano il Rinascimento come ‘’età della luce’’, contrapposta ‘’all’età delle tenebre’’ medievale. Ma oggi è stato dimostrato che il Medioevo non fu soltanto periodo di ombra, ma è stata anche un’epoca di grande civiltà, pertanto la rinascita del Rinascimento è la nascita da un’altra civiltà, da un’altra cultura. Cronologicamente parlando, si parlava del ‘400 come epoca umanistica e del ‘500 come epoca del Rinascimento; caduta però la possibilità di distinguere concettualmente le due correnti, cade anche

questa distinzione cronologica. Dal punto di vista dei contenuti filosofici, possiamo osservare che nel ‘400 prevale il pensiero sull’uomo, mentre nel pensiero rinascimentale si allarga abbracciando anche l’aspetto naturale. (mancano vittorino da feltre, guarino guarini, vergerio).

CONTRORIFORMA E RIFORMA CATTOLICA

A fronte della Riforma Protestante possiamo osservare due fenomeni: la Riforma Cattolica e la Controriforma. L’esistenza e lo sviluppo di ognuna è vincolata alle altre. La Controriforma ha un aspetto dottrinale che si esprime nella condanna degli errori del Protestantesimo e nella formulazione del dogma cattolico. Caratterizzata anche dalla vivace militanza, propugnata soprattutto dalla Compagnia di Gesù, la Controriforma si manifestò nelle misure restrittive, quali ad esempio, l’istituzione del Tribunale dell’Inquisizione (1542) e la compilazione dell’indice dei libri proibiti. Riforma Cattolica e Controriforma esprimono due facce diverse di uno stesso fenomeno e per questo sono complementari. Se nella riforma la frattura religiosa ha solo una funzione disgregatrice, nella Controriforma essa agisce come impulso. La riforma cattolica è la riflessione su di sé attuata dalla chiesa in ordine all’ideale di una vita cattolica raggiungibile mediante un rinnovamento interno, la Controriforma è l’autoaffermazione della chiesa nella lotta contro il protestantesimo.

All’interno del movimento illuministico troviamo molte posizioni atee, ma c’è spazio anche per le posizioni ‘’deiste’’’. Il DEISMO è una religione razionale e naturale, secondo la quale è vero tutto ciò che la ragione ammette: l’esistenza di Dio, la creazione e il governo del mondo da parte di Dio, la vita futura in cui vengono ripagati il bene e il male. In queste credenze non c’è spazio per riti, storie sacre, istituzioni religiose, che vengono considerate unicamente come superstizioni frutto di paura ed ignoranza. Da tali credenze razionali scaturiscono dei ‘’doveri naturali’’ quali la tolleranza e la libertà. Ponendo la ragione al di sopra e al centro di tutto, non si parla di religione naturale e di morale naturale, ma anche di ‘’diritto naturale’’ nasce l’idea di un complesso di diritti per natura (DIRITTO GIUSNATURALISTICO). Sulla base dell’ideale giusnaturalistico è stata elaborata la dottrina dei diritti dell’uomo e del cittadino che trova la sua più eloquente realizzazione nella Dichiarazione francese del 11789 i cui principi sono la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza. La legge assume valore universale ed è espressione della volontà popolare, sancisce dei limiti precisi al potere esecutivo al fine di proteggere la libertà personale, di opinione, di religione, etc. ed è fatta con concorso diretto o rappresentativo di tutti i cittadini.

COMENIO (1592-1670)

Sul fronte protestante della prima del XVII secolo compare la figura del pastore moravo Comenio, appartenente all’unione dei fratelli boemi, piccola comunità religiosa che si richiama al cristianesimo delle origini. Egli si farà portavoce delle istanze di alfabetizzazione del popolo e di valorizzazione del primato della lingua materna fatte proprie da Lutero, combinandole con nuove istanze provenienti dalla rivoluzione scientifica in corso, in particolare la ricerca di un metodo universale. Il principio che sta alla base del suo metodo è ‘’insegnare tutto a tutti completamente’’, ritenuta la migliore modalità per la promozione di un apprendimento secondo naturam (PANSOPHIA + PANPEDIA). Alla base del pensiero pedagogico di Comenio vi è il sentimento religioso della fratellanza umana. In tal senso, da una parte è aperto alle innovazioni scientifiche di Galileo, dall’altra permea la sua pedagogia di un forte spirito mistico che è un’eredità rinascimentale in cui l’uomo è un microcosmo. La modernità di Comenio pertanto, con il suo primato dell’io, racchiude una forte dimensione religiosa. Per C. l’uomo ha una triplice vita: vegetativa prima della nascita; animale e razionale durante l’esistenza; spirituale in cielo. Per raggiungere l’ultima forma di vita occorre la pietas, cercando con la propria vita terrena di imitare l’insegnamento divino. La cultura è dunque condizione necessaria per una retta pietas, ossia per una sana vita morale e religiosa. Per questo C. non intende escludere nessuno dall’insegnamento e affinché questo avvenga occorre che l’educazione venga promossa sia in famiglia sia in istituti specializzati. Fra i fondamenti della Didattica Magna , sua opera più nota, vi è il paragone della vita con il corso delle stagioni; C. vuole che si educhi nella primavera della vita, ossia fin dall’infanzia. È necessario sollecitare l’animo dell’alunno all’apprendimento, facendo però imparare una cosa per volta.

La scolarizzazione deve corrispondere all’età evolutiva, e dunque viene suddivisa in quattro gradi:

  1. SCUOLA MATERNA ossia del grembo materno. Dura fino ai 6 anni e in questa prima fase il bambino dovrà conoscere ed esercitare i suoi 5 sensi per scoprire il mondo;
  2. SCUOLA VERNACOLA ossia in forma dialettale. Essa implica un’apposita istituzione (dai 6 ai 12 anni) obbligatoria per tutti permettendo così di imparare a leggere, scrivere, cantare, etc.
  1. SCUOLA LATINA scuola dai 12 ai 18 anni in cui è prevalente la lingua latina che per C. è lingua della scienza. Il suo obiettivo è quello di impartire l’enciclopedia delle arti. Il CV è diviso in sei classi e l’obiettivo finale per C. è la ‘’sapiente eloquenza’’ e la retorica.
  2. ACCADEMIA dai 18 ai 24 anni, si tratta di una forma di istituzione selettiva ed elitaria (una sorta di Università).

Il pilastro antropologico della pedagogia comeniana è costituito dal riconoscimento della presenza fin dalla nascita nella natura umana, creata da dio, dei semi dell’istruzione, della morale e della religione un percorso educativo che sappia corrispondere al meglio tale natura deve consentire a tutti gli esseri umani di poter usufruire queste sue potenzialità, nonostante la corruzione del peccato originale (5 sensi + percorso scolastico = formazione e crescita). EDUCAZIONE (unica strada per la conquista del paradiso) = non è un processo fisiologico, ossia dominato da leggi meccaniche, bensì dalla libertà e dall’intenzionalità dei singoli che la rendono possibile attraverso l’insegnamento ricorso a numero metafore del mondo vegetale. Il primo dovere dei genitori è preservare l’anima del fanciullo da pericoli e formarla nel pieno delle sue potenzialità tramite tre vie: la fede, la pietà, il rispetto della morale e della virtù e la conoscenza dei linguaggi e delle arti.

ROUSSEAU (1712-1778)

Rousseau è uno dei critici più acuti del pensiero illuminista e negli anni giovanili ha condiviso le idee dei suoi amici filosofi e contribuito al loro programma culturale finalizzato all’Enciclopedie. Personaggio controcorrente, mette in crisi la fiducia nei confronti della dea-ragione, denunciando i mali e la corruzione della società dell’epoca così come il divario fra la natura umana, originariamente buona, e le istituzioni sociali, malvage e corruttrici. Fra le sue opere più importanti vi è l’ Emile , scritto nel 1762 nato come un insieme di riflessioni pedagogiche, filosofiche e politiche; vero e proprio romanzo pedagogico in cui si intrecciano differenti generi letterari con lo scopo principale di presentare al lettore l’illustrazione di una nuova concezione di educazione naturale, nella sua tensione etica e pedagogica, e non più un testo normativo-regolativo sull’educazione. Alla base del pensiero vi sta l’idea di una bontà naturale dell’uomo fin dalla sua origine; bontà che viene corrotta dal momento in cui entra a far parte della civiltà. La prima infanzia , oggetto del libro I dedicato all’educazione 0-5 anni, viene innalzata a condizione ideale nella quale la natura dell’uomo si manifesta nell’integralità della sua bontà e come tale dovrà essere fin dall’inizio oggetto di educazione secondo natura, che ne rispetti i caratteri, i tempi di sviluppo. L’uomo alla nascita è essere fragile, mancante metafora dell’arbusto (=Comenio). I maestri dell’uomo sono tre: la natura (in senso biologico), gli uomini e le cose e la loro azione dovrà essere armonica; una buona educazione deve essere integrale, ossia mirata a realizzare tutte le dimensioni dell’uomo, perché solo l’uomo è l’intero, mentre il cittadino è frazionario perché dipende dal corpo sociale. La figura materna, esaltata quale ‘’prima educatrice’’ secondo natura del neonato, rappresenta una sorta di ‘’grande assente’’ nell’Emile.

Secondo R. l’uomo nasce debole e bisognoso di forze, assistenza e nutrimento TUTTO CIO’ CHE L’UOMO NON POSSIEDE DALLA NASCITA VERRA’ DATO DALL’EDUCAZIONE.

L’educazione proviene dalla NATURA, dagli UOMINI e dalle COSE.

La NATURA coincide con l’insieme di tutte le inclinazioni pure che appartengono all’essere umano, prima di essere alterate dalle consuetudini e dalle norme sociali contrapposizione fra uomo naturale e civile (R. critica fortemente tutto ciò che riguarda la società del suo tempo e mette in crisi alcuni pilastri dell’illuminismo come l’esaltazione della dea ragione).

R. critica aspramente l’educazione all’interno dei COLLEGI (istituzioni tipiche del ‘700 dedicate all’istruzione dei giovani francesi nobili e borghesi) poiché riprendono la suddivisione medievale delle discipline, lo studio mnemonico e l’apprendimento delle lingue classiche ‘’VIVERE E’ L’ARTE CHE VOGLIO INSEGNARLI’’.

Il vero oggetto dello studio di R. è la condizione umana: chi sa sopportare meglio il bene e il male è il meglio educato la vera educazione è costituita più da esercizi che da precetti. Il primo precettore secondo natura è la MADRE/NUTRICE.

Quella di R. è una sorta di EDUCAZIONE ALLA VITA, al vivere pienamente, in questo senso l’educazione naturale ha come obiettivo iniziale quello di permettere all’allievo di vivere in modo indipendente, ma come finalità ultima quella di formare uomini autonomi e liberi, che sappiano vivere in modo completo senza accettare passivamente le disposizioni sociali.

Il primo capitolo dell’Emile è dedicato alla prima infanzia, periodo d’età compreso fra gli 0 e i 5 anni in cui il bambino ha alcuni bisogni specifici. Innanzitutto, viene criticata l’usanza di tenere il bimbo in FASCE, pratica considerata barbara e dannosa.

Il neonato ha bisogno di distendere e di muovere le membra e si deve lasciare spazio al suo bisogno di movimento e non impedire lo sviluppo naturale.

Tenendoli in fasce, la loro prima sensazione è quella di dolore e sofferenza, trovano ostacoli ad ogni movimento e si sentono infelici.

Ai tempi si credeva che i bambini in libertà potessero assumere cattive posizioni e fare movimenti nocivi per la corretta conformazione e futura postura.

Alle origini di queste usanze secondo R. vi era il venir meno da parte delle donne del loro dovere di madre. Lasciavano i propri figli alle nutrici, che non essendo i loro figli, si spazientivano facilmente ed erano solite legare i bambini e appenderli per farli stare buoni.

L’auspicio di R. è quello di vedere tornare le donne al loro ruolo originario e naturale di madri estrema importanza conferita all’allattamento dal seno materno.

Secondo R. la chiave è saper osservare e ascoltare la natura e seguire la strada che si traccia.

La prima infanzia è quasi tutta malattia e pericolo; la metà dei bambini che nascono muore prima dell’ottavo anno ma superate queste prove il bimbo acquisisce forze e vitalità.

Ruolo del PADRE vero precettore. Il compito di generare e nutrire i figli non è solo della madre; il padre deve individui al genere umano, uomini civili alla società e cittadini allo stato.

Nell’Emile, R. introduce la figura del GOUVERNEUR i potizzando che Emilio non abbia né un padre né una madre ed egli dovrà essere la figura di riferimento per il bambino fino ai 25 anni.

Secondo R. sarebbe necessario che il gov. Fosse stato formato in funzione del suo allievo e che i domestici, e tutti coloro che lo avvicinano, fossero educati per prendere in considerazione i bisogni del bambino e tutte le impressioni che gli devono comunicare.

Il gov. dovrebbe essere giovane, egli stesso fanciullo, in modo da diventare il compagno del suo allievo e guadagnarsi la sua fiducia partecipando ai suoi divertimenti e non importa se non abbia esperienza educativa; anzi, secondo R. si può essere gov. solo una volta nella propria vita.

R. auspica che il fanciullo abbia un gov. ancora prima di nascere; egli avrà come primo dovere quello di insegnare la scienza dei doveri dell’uomo e dovrà guidare più che istruire, non dando precetti ma facendoli trovare.

Per quanto riguarda il luogo secondo R. sono preferibili i posti in cui vi sono climi temperati, ad es. la Francia.

Uno dei primi bisogni del neonato è la presenza di una NUTRICE per natura tale ruolo dovrebbe essere ricoperto dalla madre, data l’importanza conferita all’allattamento dal punto di vista fisico e affettivo. La nutrice, che dovrà essere rigorosamente unica durante tutto il periodo dell’allattamento, deve essere sana sia nello spirito che nel corpo, poiché l’eccesso delle passioni, come quello degli umori, può alterare il suo latte.

! un bambino non deve conoscere altri superiori che il padre e la madre oppure, in loro mancanza, la nutrice e il gouverneur!

Un altro bisogno importante è quello di respirare aria buona; R. predilige la vita di campagna, considerando ‘’la città come abisso del genere umano’’.

È importante fissare l’abitudine del bagno e una volta stabilita non deve essere più interrotta ed è importante che sia conservata per tutta la vita: R. invita a lavare spesso i bambini e a diminuire di volta in volta la temperatura dell’acqua, fino al punto di lavarli d’estate e di inverno con acqua fredda e gelata.

R. è profondamente contrario a tutti i tipi di fasciatura ; niente cuffie, niente bende, niente fasce ma pannolini comodi e larghi che lasciano le sue membra in libertà e non siano né troppo pesanti per ostacolare i movimenti né troppo caldi da impedirgli di sentire le impressioni dell’aria. Consiglia di allestire una culla bene imbottita, nella quale possa muoversi a suo agio senza pericoli.

Secondo R. l’educazione dell’uomo inizia già dalla nascita: IL BAMBINO APPENA NASCE è DISCEPOLO DELLA NATURA importanze dell’ ESPERIENZA che anticipa le lezioni teoriche.

L’educazione della prima infanzia è puramente SENSITIVA: le prime sensazioni dei bambini sono puramente affettive, essi percepiscono solo il piacere e il dolore; non essendo ancora in grado di camminare e afferrare hanno bisogno di molto tempo per acquisire le sensazioni rappresentative degli oggetti esterni a loro. Non appena il bambino inizia a distinguere gli oggetti, è importante scegliere accuratamente quelli che gli vengono mostrati abituando il bambino a vedere anche oggetti/animali brutti importanza della GRADUALITA’ per avere familiarità con il mondo esterno e superare le paure.

LOCKE (1632-1704)

Nasce vicino a Bristol e studia ad Oxford. Assiste alla guerra civile che lo porterà alla tolleranza in materia religiosa. Il suo capolavoro filosofico è un punto di riferimento di tutto l’empirismo settecentesco. Per L. la conoscenza si basa sull’esperienza, senza la quale l’intelletto sarebbe una tabula rasa: le idee non sarebbero altro che il prodotto di un’elaborazione intellettuale che il soggetto ricava dall’esperienza quotidiana. Non esistono le idee innate (come diceva Cartesio), ma la conoscenza si forma sulla base dell’esperienza, su due tipi di idee: quelle semplici e quelle complesse. Le prime sono ricavate dalla sensazione e dalla riflessione; le seconde sono prodotte dalla nostra mente collegando le idee semplici. Possiamo dividere le idee complesse in:

  1. MODI le idee che si ricavano dal significato di alcuni termini
  2. SOSTANZE combinazioni di idee semplici che intendono raffigurare le cose concrete
  3. RELAZIONI intendono comparare un’idea all’altra.

Conoscenza percepire con la mente l’accordo o il disaccordo tra alcune idee.

L. è considerato il teorico della monarchia costituzionale, e quindi il precursore, dell’illuminismo riformista e moderato. L. reputa che per evitare le guerre di religione sia necessario uno spirito di tolleranza e che esso debba trovare riscontro all’interno di un governo non assolutista. L. è un sostenitore dello stato di natura, diverso da come lo concepiva Hobbes ossia come una guerra di tutti contro tutti, ma come uno stato in cui gli individui sono liberi ed eguali e soggetti alla legge naturale che prescrive agli uomini di crescere e svilupparsi. Per affermare la propria personalità l’uomo deve godere di una proprietà privata, che deve essere tutelata dalla legge, insieme alla sicurezza e il rispetto della libertà di pensiero.

L. ha scritto inoltre un libretto pedagogico, L’EDUCAZIONE DEL GENTLEMAN volume nato dalla richiesta di un amico su come egli avrebbe dovuto educare il proprio figlio. Per L., la nuova educazione deve ispirarsi ad un corretto uso della ragione e della libertà; egli è totalmente contrario all’educazione umanistica (formale e retorica) e favorevole ad una educazione che generi buone abitudini e salde opinioni morali. In tal senso propone un’educazione del fisico, della morale e dell’intelletto.

L’educazione fisica consiste soprattutto nell’indicazione di precetti igienici, che egli ricava dalla propria esperienza. Ha come modello l’approccio dei contadini nei confronti dei propri figli: occorre che i bambini si lavino i piedi ogni giorno nell’acqua fredda, che stiano all’aria aperta, che mangino molto pane e poca carne. L’obiettivo del filosofo è quello del rinvigorimento del fisico secondo una sorta di disciplina di stampo quasi militare. Tale educazione esclude l’uso delle punizioni corporali. Egli consigliava l’educazione privata rispetto a quella pubblica perché la vita con i coetanei agevola la diffusione dei vizi.

Per quanto concerne l’educazione intellettuale, essa ha un fine sostanzialmente pratico. Occorre apprendere la lingua nazionale e solo dopo il latino e una lingua straniera (francese). Contrario all’apprendimento mnemonico e ripetitivo. Quella di L. rimane l’educazione di un gentleman, di quella classe dirigente inglese borghese che intende la cultura come mezzo per migliorare le proprie capacità di agire nel mondo. È significativo il fatto che egli ritenga inopportuna l’esperienza dei viaggi che inizialmente l’alunno dovrà fare accompagnato dal suo precettore.