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L'Età Umanistica: Umanesimo e Rinascimento, Appunti di Italiano

L'età umanistica comprende umanesimo e rinascimento. Si riscoprono i classici antichi e si sviluppa la società cortigiana. L'intellettuale è dipendente dal signore e la sua produzione poetica è mirata all'adorazione del signore. Alcuni intellettuali sono stipendiati dai signori. La visione del mondo cambia da teocentrica a antropocentrica. Si sviluppa l'accademia, le biblioteche e l'attività filologica degli umanisti. L'uomo si realizza nella vita civile e si loda l'attività economica. Si parla di umanesimo civile.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 06/05/2019

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Eta' Umanisitica
Quando parliamo di età Umanistica parliamo di due periodi; Umanesimo e Rinascimento.
Umanesimo, siamo nel 1400. Rinascimento, i primi decenni del 500'. Essi hanno in comune la
riscoperta dei classici. Nell'umanesimo essi vengono riscoperti e nel rinascimento c'è il loro trionfo.
Si sviluppa la società cortigiana, ossia quella delle corti. Adesso comanda il signore, che ha tutto il
potere e attorno a sè dei funzionari a lui fedeli. Il potere si trasmette ereditariamente, e viene anche
legittimato dall'imperatore o dal pontefice. La corte, che prima di essere legittimata era una
Signoria, diventa un Principato. Eccezione è Firenze che nei primi decenni del 400 è ancora un
comune. Ma anch'essa nel 1435 passa di fatto sotto la Signoria di Cosimo de'Medici, appartente ad
una ricca famiglia di mercanti e banchieri. La corte diventa punto di cultura e si diffonde il famoso
mecenatismo ( chiamato così da Mecenate, il collaboratore di Augusto che proteggeva i letterati e
dirigeva la politica culturale dell' impero Romano). L'intellettuale in questo periodo è un
intelletuale cortigiano, che è alle dipendenze del signore e la sua produzione poetica è mirata ad
adulare il signore, e quindi non è una riproduzione oggettiva della realtà. Il principe è talora
committente di opere letterarie che esaltano la magnificenza del suo casato e delle sue imprese.
Alcuni intellettuali sono proprio stipendiati da questi signori. L'unico modo per sottrarsi da questo
"destino" è prendere parte agli ordini minori, che non è per una vocazione religiosa, ma per una
convenienza, poichè le rendite che ricavano permettono agli intellettuali di essere autonomi, di
avere una vita agiata, con l'unico obbligo di non potersi sposare. Nell'Umanesimo cambia la visione
del mondo. Mentre nel Medioevo abbiamo una visione teocentrica, ossia dio al centro, ora
abbiamo una visione antropocentrica, ossia l'uomo al centro. Nel Medioevo l'uomo era visto come
una creatura fragile, contaminata dal peccato originale, la sua vita sulla terra era solo un transito
temporaneo, la sua vera patria era il cielo, a cui doveva tendere per raggiungere la pace. Ora invece
l'uomo appare sicuro e ricco di forze, capace di affrontare tutte le situazioni che la sorte gli porge.
Per questo il tema più ambito in quest'epoca è la dignità dell'uomo. Questo però non porta l'uomo
ad assumere una posizione di ateismo nei confronti della religione semplicemente si rivendica il
valore autonomo della realtà mondana: l'uomo si realizza anche nell'esistenza terrena prima che in
quella celeste. Ne scaturisce un atteggiamento edonistico, cioè atteggiamento teso a cercare il
piacere senza sensi di colpa, il quale va unito al naturalismo ossia a godere della natura e non
contrastare il suo libero espandersi. Si sviluppa una nuova istizione ossia l' accademia, luogo dove
ci si incontra per discutere di politica, di cultura, di società, di economia. Nasconoo le biblioteche
che sono anche pubbliche ma il libro continua sempre e comunque a circolare nelle mani di un
pubblico ristretto e ci sono anche le università. La cultura dell'umanesimo è una cultura elitaria
ossia per le élites, per un pubblico colto, per altri intellettuali creando così ancora di più il divario
tra i più ricchi che possono permettersi la cultura e i più poveri che sono destinati a rimanere
nell'ignoranza, anche perchè le opere sono dinuovo scritte in latino. Da questa riscoperta dei classici
e delle lingue antiche nasce l'attività filologica degli umanisti, ossia di ricostruzione critica dei testi
antichi per riportarli alle loro condizioni originarie. Un'altro aspetto importante è la vita attiva del
cittadino. Nell'umanesimo l'uomo si può realizzare pienamente sono nella vita civile. Poichè il
primo nucleo della società è la famiglia, gli umanisti credono che l'uomo ha valore solo se crea una
famiglia òpoiché esso si realizza solo attraverso la famiglia. Cio ribalta l'ideale ascetico del
medioevo che escludeva la vita matrimoniale. Un rovesciamento analogo si verifica nella
concezione della vita economica. L'ideale medievale legato a quello cristiano contrastava l'attività
economica che in quel momento era di tipo bancario. Adesso essa si loda, considerando il lavoro
come lo strumento attraverso cui l'uomo costruisce il suo mondo e impone il suo dominio sulla
natura e ritenendp che il desiderio di denaro sia naturale e legittimo, che la ricchezza sia il segno
dell'approvazione di Dio al lavoro umano. Si parla in questa fase di Umanesimo civile.

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Eta' Umanisitica

Quando parliamo di età Umanistica parliamo di due periodi; Umanesimo e Rinascimento. Umanesimo, siamo nel 1400. Rinascimento, i primi decenni del 500'. Essi hanno in comune la riscoperta dei classici. Nell'umanesimo essi vengono riscoperti e nel rinascimento c'è il loro trionfo. Si sviluppa la società cortigiana , ossia quella delle corti. Adesso comanda il signore, che ha tutto il potere e attorno a sè dei funzionari a lui fedeli. Il potere si trasmette ereditariamente, e viene anche legittimato dall'imperatore o dal pontefice. La corte, che prima di essere legittimata era una Signoria , diventa un Principato. Eccezione è Firenze che nei primi decenni del 400 è ancora un comune. Ma anch'essa nel 1435 passa di fatto sotto la Signoria di Cosimo de'Medici, appartente ad una ricca famiglia di mercanti e banchieri. La corte diventa punto di cultura e si diffonde il famoso mecenatismo ( chiamato così da Mecenate, il collaboratore di Augusto che proteggeva i letterati e dirigeva la politica culturale dell' impero Romano). L'intellettuale in questo periodo è un intelletuale cortigiano , che è alle dipendenze del signore e la sua produzione poetica è mirata ad adulare il signore, e quindi non è una riproduzione oggettiva della realtà. Il principe è talora committente di opere letterarie che esaltano la magnificenza del suo casato e delle sue imprese. Alcuni intellettuali sono proprio stipendiati da questi signori. L'unico modo per sottrarsi da questo "destino" è prendere parte agli ordini minori, che non è per una vocazione religiosa, ma per una convenienza, poichè le rendite che ricavano permettono agli intellettuali di essere autonomi, di avere una vita agiata, con l'unico obbligo di non potersi sposare. Nell'Umanesimo cambia la visione del mondo. Mentre nel Medioevo abbiamo una visione teocentrica , ossia dio al centro, ora abbiamo una visione antropocentrica , ossia l'uomo al centro. Nel Medioevo l'uomo era visto come una creatura fragile, contaminata dal peccato originale, la sua vita sulla terra era solo un transito temporaneo, la sua vera patria era il cielo, a cui doveva tendere per raggiungere la pace. Ora invece l'uomo appare sicuro e ricco di forze, capace di affrontare tutte le situazioni che la sorte gli porge. Per questo il tema più ambito in quest'epoca è la dignità dell'uomo. Questo però non porta l'uomo ad assumere una posizione di ateismo nei confronti della religione semplicemente si rivendica il valore autonomo della realtà mondana: l'uomo si realizza anche nell'esistenza terrena prima che in quella celeste. Ne scaturisce un atteggiamento edonistico , cioè atteggiamento teso a cercare il piacere senza sensi di colpa, il quale va unito al naturalismo ossia a godere della natura e non contrastare il suo libero espandersi. Si sviluppa una nuova istizione ossia l' accademia, luogo dove ci si incontra per discutere di politica, di cultura, di società, di economia. Nasconoo le biblioteche che sono anche pubbliche ma il libro continua sempre e comunque a circolare nelle mani di un pubblico ristretto e ci sono anche le università. La cultura dell'umanesimo è una cultura elitaria ossia per le élites, per un pubblico colto, per altri intellettuali creando così ancora di più il divario tra i più ricchi che possono permettersi la cultura e i più poveri che sono destinati a rimanere nell'ignoranza, anche perchè le opere sono dinuovo scritte in latino. Da questa riscoperta dei classici e delle lingue antiche nasce l'attività filologica degli umanisti, ossia di ricostruzione critica dei testi antichi per riportarli alle loro condizioni originarie. Un'altro aspetto importante è la vita attiva del cittadino. Nell'umanesimo l'uomo si può realizzare pienamente sono nella vita civile. Poichè il primo nucleo della società è la famiglia, gli umanisti credono che l'uomo ha valore solo se crea una famiglia òpoiché esso si realizza solo attraverso la famiglia. Cio ribalta l'ideale ascetico del medioevo che escludeva la vita matrimoniale. Un rovesciamento analogo si verifica nella concezione della vita economica. L'ideale medievale legato a quello cristiano contrastava l'attività economica che in quel momento era di tipo bancario. Adesso essa si loda, considerando il lavoro come lo strumento attraverso cui l'uomo costruisce il suo mondo e impone il suo dominio sulla natura e ritenendp che il desiderio di denaro sia naturale e legittimo, che la ricchezza sia il segno dell'approvazione di Dio al lavoro umano. Si parla in questa fase di Umanesimo civile.