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Umanesimo e rinascimento descrizione e appunti, Appunti di Italiano

Umanesimo e Rinascimento: l'interesse per i classici, visione natura, visione antropocentrica, filologia

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 01/11/2021

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Alessia200320032003 🇮🇹

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L’UMANESIMO si sviluppò dalla fine del 300 fino alla metà del 500 E si intende l'orizzonte culturale Ovvero
il panorama ideologico da cui scaturisce il Rinascimento perché il Rinascimento sviluppa queste idee degli
umanisti. Infatti il Rinascimento vuole far rinascere la visione elaborata dagli uomini dell età classica.
Rinascenza= gli umanisti cercano di richiamarsi ai classici infatti si sentivano eredi di loro.
si usa il termine umanesimo perché deriva da humane littere Che erano gli scrittori classici greci e latini cui
gli uomini del 400 guardavano con ammirazione perché ammiravano le loro opere. il culto ovvero
l'ammirazione nasceva dall' ideale di Humanitas che i classici avevano elaborato in cui armonizzavano i
piaceri della vita come la pratica delle virtù , Il culto del sapere , La ricerca del bello , l'uomo era un essere
dotato di armonia che coltiva il sapere e che ammira la bellezza ed era dotato di dignità anche al di fuori
della grazia di Dio. Gli uomini erano atei? Non negavano l'esistenza di Dio perché l'uomo è stato creato da
Dio quindi era un essere perfetto. il giudizio negativo del medioevo si è sviluppato nel 400 mentre sarà
rivalutato dai romantici nell 800 perché riprendono la spiritualità che si era sviluppata nel medioevo.
Dalla natura dei classici nasce una visione della morale che non è né irreligiosa né pagana perché non
negano l'esistenza di un mondo ultraterreno VISIONE UOMOL'uomo è un essere perfetto in rapporto con la
realtà e gli umanisti pensavano che l'uomo debba essere felice su questa terra senza aspettare l'aldilà per la
felicità mentre nel medioevo svalutavano la realtà terrena. la realtà ovvero la vita per uomo è un dono
ovvero il luogo dove l'uomo esplica le sue potenzialità.
L’INTERESSE PER I CLASSICI Nel medioevo i classici venivano interpretati allegoricamente secondo la lezione
del cristianesimo quindi anticipavano le visioni cristiane mentre ora si guardano i classici cercando il
significato autentico. il motivo sarebbe che gli uomini medievali studiavano unicamente ai fini della salvezza
perché i classici erano importanti appunto per gli insegnamenti della salvezza mentre gli umanisti li
studiano perché ritengono siano utili per la formazione dell'uomo. Si afferma il principio di imitazione attiva
perché se gli antichi hanno raggiunto un livello di perfezione è necessario imitarli in ogni campo e ciò che
conta è scoprire la propria individualità Insegnamenti dei classici= Se l'uomo cercasse il piacere senza il
senso della misura scadrebbe a livello di bruti ovvero non ci distingueremo dagli animali e gli insegnamenti
sono appunto il senso della misura , la forza d'animo , il coraggio , la lezione degli stoici e il senso della
famiglia ovvero avere rispetto.
VISIONE NATURA Nel medioevo la natura veniva concepita in termini simbolici infatti l'uomo medievale la
vedeva come una rappresentazione del divino e interpretava in modo simbolico qualsiasi cosa succedesse.
con il Rinascimento la natura assunse quelle connotazioni tipiche di un cambiamento volto alla
rivalutazione e al conferire pari dignità al mondo terreno e quello divino . gli umanisti la indagano come una
realtà fisica quindi non viene interpretata in chiave simbolica ed è svincolata dal trascendente perché è una
visione antropocentrica. la natura viene guardata come un campo di studio attraverso uno sguardo
scientifico con le leggi fisiche della natura. con riferimento al brano di giannozzo Manetti la natura riesce ad
avere rimedi contro il freddo il caldo la fatica i dolori perciò viene proprio intesa come realtà. Secondo pico
ogni realtà presenta una sua natura che determina il suo agire infatti l'uomo che è stato posto da Dio al
centro del mondo gode di un' assoluta libertà che gli consente sia di raggiungere la Suprema perfezione
divina sia di abbassarsi alla condizione dei bruti
VISIONE ANTROPOCENTRICA Il medioevo aveva una concezione teocentrica ovvero Dio era posto al centro
dell'universo mentre ora si ha una visione antropocentrica in cui l'uomo pone.se stesso al centro della
realtà. se prima era visto come una creatura fragile contaminata dal peccato originale , ora si afferma una
visione ottimistica dell'uomo che appare sicuro e ricco di forze. un tema fondamentale è l'esaltazione della
dignità dell'uomo infatti non si scorge più opposizione tra facoltà spirituale e corpo , ma la possibilità di un
armonico equilibrio che esalta le capacità dell'uomo e permette una realizzazione più compiuta delle sue
potenzialità quindi il corpo viene celebrato nella sua bellezza. questa è un'età profondamente religiosa che mira
al ritorno di una purezza originaria del messaggio evangelico e il fine ultraterreno della vita non viene negato ma si
rivendica il valore autonomo della realtà mondana quindi l'uomo si realizza anche nel esistenza terrena prima che in
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L’UMANESIMO si sviluppò dalla fine del 300 fino alla metà del 500 E si intende l'orizzonte culturale Ovvero il panorama ideologico da cui scaturisce il Rinascimento perché il Rinascimento sviluppa queste idee degli umanisti. Infatti il Rinascimento vuole far rinascere la visione elaborata dagli uomini dell età classica. Rinascenza= gli umanisti cercano di richiamarsi ai classici infatti si sentivano eredi di loro. si usa il termine umanesimo perché deriva da humane littere Che erano gli scrittori classici greci e latini cui gli uomini del 400 guardavano con ammirazione perché ammiravano le loro opere. il culto ovvero l'ammirazione nasceva dall' ideale di Humanitas che i classici avevano elaborato in cui armonizzavano i piaceri della vita come la pratica delle virtù , Il culto del sapere , La ricerca del bello , l'uomo era un essere dotato di armonia che coltiva il sapere e che ammira la bellezza ed era dotato di dignità anche al di fuori della grazia di Dio. Gli uomini erano atei? Non negavano l'esistenza di Dio perché l'uomo è stato creato da Dio quindi era un essere perfetto. il giudizio negativo del medioevo si è sviluppato nel 400 mentre sarà rivalutato dai romantici nell 800 perché riprendono la spiritualità che si era sviluppata nel medioevo. Dalla natura dei classici nasce una visione della morale che non è né irreligiosa né pagana perché non negano l'esistenza di un mondo ultraterreno VISIONE UOMOL'uomo è un essere perfetto in rapporto con la realtà e gli umanisti pensavano che l'uomo debba essere felice su questa terra senza aspettare l'aldilà per la felicità mentre nel medioevo svalutavano la realtà terrena. la realtà ovvero la vita per uomo è un dono ovvero il luogo dove l'uomo esplica le sue potenzialità. L’INTERESSE PER I CLASSICI Nel medioevo i classici venivano interpretati allegoricamente secondo la lezione del cristianesimo quindi anticipavano le visioni cristiane mentre ora si guardano i classici cercando il significato autentico. il motivo sarebbe che gli uomini medievali studiavano unicamente ai fini della salvezza perché i classici erano importanti appunto per gli insegnamenti della salvezza mentre gli umanisti li studiano perché ritengono siano utili per la formazione dell'uomo. Si afferma il principio di imitazione attiva perché se gli antichi hanno raggiunto un livello di perfezione è necessario imitarli in ogni campo e ciò che conta è scoprire la propria individualità Insegnamenti dei classici= Se l'uomo cercasse il piacere senza il senso della misura scadrebbe a livello di bruti ovvero non ci distingueremo dagli animali e gli insegnamenti sono appunto il senso della misura , la forza d'animo , il coraggio , la lezione degli stoici e il senso della famiglia ovvero avere rispetto. VISIONE NATURA Nel medioevo la natura veniva concepita in termini simbolici infatti l'uomo medievale la vedeva come una rappresentazione del divino e interpretava in modo simbolico qualsiasi cosa succedesse. con il Rinascimento la natura assunse quelle connotazioni tipiche di un cambiamento volto alla rivalutazione e al conferire pari dignità al mondo terreno e quello divino. gli umanisti la indagano come una realtà fisica quindi non viene interpretata in chiave simbolica ed è svincolata dal trascendente perché è una visione antropocentrica. la natura viene guardata come un campo di studio attraverso uno sguardo scientifico con le leggi fisiche della natura. con riferimento al brano di giannozzo Manetti la natura riesce ad avere rimedi contro il freddo il caldo la fatica i dolori perciò viene proprio intesa come realtà. Secondo pico ogni realtà presenta una sua natura che determina il suo agire infatti l'uomo che è stato posto da Dio al centro del mondo gode di un' assoluta libertà che gli consente sia di raggiungere la Suprema perfezione divina sia di abbassarsi alla condizione dei bruti VISIONE ANTROPOCENTRICA Il medioevo aveva una concezione teocentrica ovvero Dio era posto al centro dell'universo mentre ora si ha una visione antropocentrica in cui l'uomo pone.se stesso al centro della realtà. se prima era visto come una creatura fragile contaminata dal peccato originale , ora si afferma una visione ottimistica dell'uomo che appare sicuro e ricco di forze. un tema fondamentale è l'esaltazione della dignità dell'uomo infatti non si scorge più opposizione tra facoltà spirituale e corpo , ma la possibilità di un armonico equilibrio che esalta le capacità dell'uomo e permette una realizzazione più compiuta delle sue potenzialità quindi il corpo viene celebrato nella sua bellezza. questa è un'età profondamente religiosa che mira al ritorno di una purezza originaria del messaggio evangelico e il fine ultraterreno della vita non viene negato ma si rivendica il valore autonomo della realtà mondana quindi l'uomo si realizza anche nel esistenza terrena prima che in

quella celeste. Da questo scaturisce un atteggiamento edonistico ovvero teso a ricercare il piacere senza sensi di colpa quindi va unito al naturalismo. Stoicismo è La dottrina che considerava il cosmo come un ordine razionale e provvidenziale, identificando la vera felicità nella virtù RISCOPERTA TESTI ANTICHI E GRECO A partire da Petrarca e Boccaccio si comincia ad avvertire la curiosità di conoscere quelli autori latini di cui non si leggeva più i testi infatti comincia un' intensa ricerca dei manoscritti antichi. nel mondo occidentale era venuta a mancare la conoscenza della cultura greca infatti Petrarca e Boccaccio intraprendono per la prima volta lo studio della lingua greca e fanno di tutto per favorirne la diffusione. I testi del passato non sono più considerati come autorità che affermano una verità assoluta ma come la voce di uomini vissuti in un determinato momento della storia quindi nasce l'idea del carattere relativo dei prodotti della civiltà umana. FILOLOGIA Con gli umanisti si afferma una nuova scienza ovvero la filologia che studia i testi e li ricostruisce in modo critico per riportarli alle condizioni originali. per correggerli occorreva un accurato confronto tra le varie copie a disposizione , in base a criteri rigorosi di scelta tra le varianti. questi criteri si basano su conoscenze di tipo linguistico e storico perché occorreva conoscere in profondità non solo la lingua Latina ma anche i fatti storici , i costumi e le istituzioni politiche e religiose. Un esempio è la donazione di Costantino che era un documento in cui l'imperatore lasciava Roma al Papa ma il filologo Lorenzo valla dimostrò che non poteva essere stato redatto nel quarto secolo perché si trattava di un falso medievale. In questo caso il filologo mette la sua competenza tecnica e scientifica al servizio di una grande audacia intellettuale. STUDIA HUMANITATIS E PEDAGOGIA(Bagaglio di valori /insegnamenti ) le discipline letterarie acquistano una centralità assoluta e gli studi delle lettere classiche vengono ritenuti indispensabili per lo sviluppo delle facoltà e delle virtù di ciascun individuo. Proprio a causa del ruolo fondamentale esercitato dagli studia humanitatis , questo primo periodo del Rinascimento viene chiamato umanesimo. Alla formazione intellettuale si affianca quella fisica attraverso l'esercizio del corpo , e dall’Unione di questi due aspetti deriva un ideale di uomo armonico in tutte le sue componenti. Anche le virtù morali erano di derivazione classica, ispirata agli storici E a Cicerone infatti erano insegnati il senso della misura e del decoro , la forza d'animo , la giustizia e il rispetto per gli altri uomini. 1 FASE UMANESIMO CIVILE La prima fase si sviluppa a Firenze e pone al centro i legami dalla cultura e la vita civile. l'intellettuale si configura come il cittadino e riteneva di avere un ruolo nella politica quindi vivono attivamente le vicende del loro tempo contro quella contemplativa. Infatti Nella concezione dei primi umanisti gli studi di umanità devono formare il cittadino che partecipa attivamente alla vita politica e si concepisce la cultura civile ovvero il dialogo di uomini con i loro simili. l'ideale cristiano condannava il desiderio di ricchezza ed esaltava la povertà evangelica mentre al contrario gli umanisti considerano il lavoro come benedizione per l'uomo e ritengono che il desiderio di denaro sia naturale e legittimo e che la ricchezza sia il segno dell’approvazione di Dio. Un altro rovesciamento è quello del matrimonio Dove gli umanisti ritengono che il primo nucleo della società è la famiglia e che l'uomo si realizzi veramente solo nel matrimonio. 2 FASE UMANESIMO CORTIGIANO in questa fase il culto dei classici perde il significato e tende a divenire puro ideale letterario. L’ intellettuale perde quindi autonomia e diventa al servizio del principe. in questa fase si ha la piena affermazione delle signorie e dei stati principeschi in cui il principe comanda e gli intellettuali diventano letterari a pieno titolo. la perdita di contatto con la dimensione civile genera una tendenza ad anteporre alla vita attiva quella contemplativa ovvero a rifuggire dalla realtà per vagheggiare un mondo ideale di bellezza e di armonia. IL POEMA CAVALLERESCO Presso le corti si sviluppò il poema cavalleresco. il pubblico che frequentava queste corti sono le Dame , i duchi , i gentiluomini e il ceto aristocratico quindi le corti erano il centro della cultura. non era un genere nuovo perché era già fiorito in Francia nel dodicesimo secolo. le fonti erano i