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Breve PowerPoint riassuntivo sull'umanesimo. All'interno sono trattati temi quali: -Umanesimo e Rinascimento -Umanesimo e Filologia -Umanesimo e Religione -Umanesimo e Signoria Ed infine il contesto internazionale del tempo
Tipologia: Slide
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-‘Umanesimo‘ (‚Humanismus‘): coniato dal filosofo e teologo tedesco F.I.
Niethammer (1766-1848)
Umanesimo = la cultura dell‘umanista; umanista = il letterato, colui che si dedica alle
humanae litterae ; humanae litterae = studio dei classici greci e latini
-‘Rinascimento‘ (‚Renaissance‘): coniato dallo storico svizzero Jakob Burckhardt
nel 1860 (‚La cultura del Rinascimento in Italia), riprendendo il termine dallo
storico francese J. Michelet.
Rinascimento = la rinascita dello spirito dei classici latini e greci; il francese ‚renaissance‘
rimanda al termine ‚rinascita‘, usato da G. Vasari nelle Vite de‘ più eccellenti pittori,
scultori e architettori (1550)
< ‚Umanesimo‘ appare dunque riferito alla lettera degli antichi (anzitutto alla
loro lingua); Rinascimento‘ si riferisce allo spirito degli antichi (lo spirito in
quanto si manifesta non semplicemente nella lingua, ma rinasce anzitutto
nell‘arte „de‘ più eccellenti pittori, scultori e architettori“ (Vasari) >
<Fin qui: Ci riferiamo a qualcosa che nasce in Italia, servendoci di due termini
nati fuori dall‘Italia, inventati dai tedeschi>
Umanesimo e filologia - 1
la Donazione di Costantino (con cui Costantino conferirebbe al papa Silvestro il
potere temporale sull‘Impero Romano d‘Occidente) è un falso del IX secolo.
Inghilterra, ricostruisce criticamente la storia d‘Inghilterra (su incoraggiamento di
Enrico VII, che si aspetta un‘opera legittimatrice della dinastia Tudor) emendandola
degli elementi fantastici (mostrando che re Artù non è mai esistito, e neppure un
Bruto, nipote di Enea, fondatore del regno di Britannia) (cfr. Storia del mondo
moderno , I, p. 73; p. 150)
Firenze.
ducato di Borgogna) nasce e si diffonde un movimento di rinnovamento religioso: la
devotio moderna.
testo è che il cristianesimo non sia riducibile alla teologia cristiana, ossia alla mera
discussione dei dogmi.
la Bibbia, e delle dottrine di tutti i filosofi? ‚Vanità delle vanità, tutto è vanità‘ fuorché amare Dio e
servire lui solo.“
Cristo – in particolare l‘ umanità di Cristo (come si potrebbe imitare il Cristo, se il Cristo
non fosse il Dio fatto uomo?).
della Imitazione di Cristo, sforzandosi di seguire il Signore, scopre l‘umanità del Cristo, vere homo
atque vere deus.
con il Medioevo stesso – anzi, traendo ispirazione da un‘istanza profondamente
medievale, legata all‘ascesi e alla caducità delle cose terrene (ricchezze, onori, desideri
carnali) - viene condotta all‘Umanesimo attraverso l‘incontro dell‘asceta con l‘umanità
del Cristo. >
patrizio romano vive in una repubblica; oppure, quella del cittadino ateniese, che vive nella polis.
ma la sottomissione ad un signore.
viene meno – per l‘appunto, nelle città italiane.
delle signorie: dei Medici, degli Sforza, ecc.
cortigiani: Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, quando si danno convegno nella villa di Lorenzo
il Magnifico a Careggi, non vedono in quest‘ultimo il signore o il principe, ma l‘ospite, come Callia
nel Protagora di Platone – a questo allude il nome che i convitati si dànno, Accademia platonica
(cfr. Storia del mondo moderno , p. 99).
dall‘inizio, un cortigiano: gli umanisti (prevalentemente italiani) entrano al servizio del re
gareggiando nella composizione di panegirici ed encomi del sovrano (cfr. Storia del mondo
moderno , p. 144).
non si può fidare di nessuno, né tra i propri alleati, né tra i propri parenti; chiunque,
tra questi, può aspirare a prenderne il posto ed a tradirlo; ˂ma un umanista, che non
ambisce al potere, bensì alla gloria, è meno sospetto. L’umanista soddisfa il bisogno
d’amicizia di un uomo sempre solo.˃
Precedenti nel Trecento: Petrarca e i Carraresi, Dante e Cangrande (Burckhardt,
p. 5)
Perché il signore non si può fidare di nessuno? Perché di solito il suo potere è
illegittimo : è il potere di un tiranno, fondato su niente altro che la forza. Inoltre,
anche la successione al tiranno è illegittima: il successore è spesso un bastardo!
Il lustro che proviene dall’amicizia con un intellettuale è una importante fonte
alternativa di legittimità (cfr. Burckhardt, p. 4). Un’altra fonte di legittimità per un
potere tirannico è l’investitura imperiale: Visconti e Scaligeri accolgono
amichevolmente Arrigo VII venendone nominati vicari imperiali; da Carlo IV in poi,
fino alla fine del Quattrocento (fino a Massimiliano I) le discese in Italia degli
imperatori assumono i caratteri di una «commedia politica» (Burckhardt, p. 10):
l’imperatore distribuisce diplomi e titoli a destra e a manca, in cambio di lauti
compensi, e ritorna pacificamente in Germania con un apprezzabile gruzzolo. Poggio
Bracciolini si chiede che senso abbia ancora, a questo punto, l’incoronazione
imperiale (gli imperatori cingevano il lauro dopo una guerra vittoriosa, ma qui la
guerra dov’è?!) (cfr. Burckhardt, pp. 10-11).
Il rapporto tra comune e condottiero, oppure tra signore e condottiero, è
improntato alla reciproca diffidenza!
Storiella (cfr. Burckhardt, p. 13): i cittadini di una città (forse Siena) dovevano
ricompensare un condottiero; conclusero che neppure se l’avessero fatto signore
della città si sarebbero adeguatamente sdebitati. Allora qualcuno propose:
uccidiamolo, e poi facciamolo santo patrono della città, così lo eleveremo alla gloria
dell’altare!
Le città non si fidano del condottiero:
Roberto Malatesta, che, al servizio di papa Sisto IV, vince e viene fatto assassinare dal papa
stesso!
Carmagnola, giustiziato dai Veneziani;
Se le città non si fidano, spesso in ciò non hanno tutti i torti:
offerente oppure impossessandosi della città se questa non riesce a pagarli;
saccheggio la città!
Esempi di signori: i Visconti (cfr. Burckhardt, pp. 7-8):
Bernabò : grande passione per la caccia al cinghiale, vero fine ultimo dello stato;
infligge pene crudelissime a chi non tratta adeguatamente i suoi cani da caccia;
Gian Galeazzo : nipote di Bernabò, prende il potere assassinando lo zio; non esita a
deviare il Mincio per prendere Mantova, e cerca di deviare il Brenta (a Bassano) per
prendere Padova; mecenate, a lui si devono il Duomo di Milano e la Certosa di
Pavia. Fa un voto: che tutti i suoi discendenti portino, tra i loro nomi, quello di
Maria!
Giovanni Maria : figli di Giangaleazzo. Giovanni Maria prende il potere alla morte
del padre (1402); come Bernabò, ha una passione per i cani, in particolare per i cani
addestrati a sbranare gli uomini; nel maggio 1409 il ducato è ancora in guerra, ed il
popolo esasperato grida ‘pace, pace!’; incaricati di disperdere i manifestanti, i
mercenari di Giovanni Maria fanno duecento morti; segue un’ordinanza che
proibisce a chiunque, nel ducato, di pronunciare le parole ‘guerra’ e ‘pace’; persino
nella messa le parole ‘dona nobis pacem’ vengono sostituite con ‘dona nobis
tranquillitatem’; Giovanni muore nel 1412, vittima di una congiura nella chiesa di S.
Gottardo; gli succede il fratello, Filippo Maria.
numerosa famiglia romagnola (ha venti tra fratelli e sorelle!) a Cotignola, presso Faenza in
cui persino la madre e le sorelle sapevano combattere e cavalcare; a tredici anni è già
soldato provetto; oculato nelle spese, tanto che i banchieri gli fanno credito anche nelle
sconfitte; conosce per nome tutti i suoi mercenari, sapendo quando deve a ciascuno; non
ama il saccheggio, e protegge dovunque i contadini dalle violenze dei soldati (Burckhardt,
pp. 13-14).
dall’annegamento (cfr. Storia del mondo medievale, VII, p. 704).
Assai frequenti le congiure, che avvengono spesso in chiesa (l’occasione in cui l’intera
famiglia è riunita); ricordiamo in particolare:
de’ Medici;
Nel 1494, dopo la cacciata per ignominia di Piero de’ Medici, la Giuditta ed Oloferne di
Donatello viene traslata dal palazzo dei Medici in piazza della Signoria,
originariamente sul piedistallo dove oggi è posto il David di Michelangelo, con la
scritta ‘exemplum salutis publicae cives posuere 1495’ (cfr. p. 36)!
I tirannicidi sono spesso animati da spirito umanistico: si vedono come continuatori di
Bruto e Cassio. Tutt’altra prospettiva rispetto a Dante, che colloca Bruto e Giuda
Iscariota nel fondo dell’Inferno, tra i traditori! (cfr. p. 36)
Galeazzo Maria Sforza, ispirati anche dall’umanista Cola de’ Montani.
Perugia, Malatesta a Rimini.
Urbino (Federico da Montefeltro) e Mantova (Francesco Gonzaga
e Isabella d’Este). Federico da Montefeltro si concedeva il lusso di
mostrarsi in pubblico disarmato e quasi senza guardia del corpo
(cfr. Burckhardt, p. 27), dava udienze frequenti e visitava spesso
nelle loro officine coloro che lavoravano per lui (p. 28).
Alfonso)
eccezioni: Venezia e Firenze.
e Firenze è un ordine in grado di impedire il
sorgere di potentati legato alla fortuna di
mercenari che si fanno signori di città (cfr.
Burckhardt, p. 15);
dalle ingerenze straniere.
vedere ciò che avevano visto nell’imperatore da Arrigo VII in poi, il
pacificatore.
quello che i papi avevano visto negli angioini invocati contro Manfredi).
morirà prima di assistere alla discesa del re) guardano a
quell’eventualità con sospetto: il Magnifico rifiuta l’offerta di aiuto
francese contro Napoli, dichiarando di non anteporre l’utile
personale alla salvezza d’Italia (Burckhardt, p. 55).
all’avanzata turca?
direttamente minacciati!) non vi è un signore che, contro i nemici, non abbia cercato
l’alleanza con Maometto II (o che i suoi nemici non abbiano ritenuto capace di farlo!);
parti d’Italia (Romagna e Ancona) alcuni preferirebbero perfino il turco al papa
(‘Venezia non ci vuole, per non avere problemi col papa; ma se arrivano i turchi,
andiamo con loro!’). Burckhardt commenta: per fortuna il desiderio non si è avverato!
(cfr. Burckhardt, p. 56)
una crociata;
minacciare Venezia!