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umanesimo e rinascimento....................................
Tipologia: Dispense
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La cultura umanistico-rinascimentale si sviluppò nell'Italia centro-settentrionale del Quattrocento, e affonda le sue radici nelle particolari condizioni storico-sociali che caratterizzarono la nascita e l'espandersi della civiltà urbana. Il periodo umanistico- rinascimentale viene vissuto come un'epoca di “rinascita” dopo i tempi bui del Medioevo, “età di mezzo”. Il concetto storiografico di “rinascimento” viene teorizzato nell'Ottocento da Burckhardt, il quale ritenne che ci fu un distacco dal Medioevo. L'umanesimo è caratterizzato dalla riscoperta della classicità greca e romana. Il termine deriva da “humanae litterae” con cui si indicavano le discipline classiche, definite humanae perchè contribuivano alla formazione dell'uomo. Per mantenere e recuperare i pensieri dei greci e dei latini, gli umanisti perfezionarono i metodi della filologia, cioè lo studio dei testi antichi per rivederli, correggerli e prenderne uno spunto artistico. Questo causò una rivoluzione culturale, poiché permise di acquisire una prospettiva storica. Ciò significò per gli umanisti condurre l'uomo al sapere razionale. Con gli umanisti si affermò un nuovo modo di fare storia, il quale prevedeva che la ricerca fosse condotta direttamente sui documenti, analizzandoli con i metodi filologici. Gli umanisti recuperarono il latino classico, e scelsero questa lingua nonostante il grande aumento dell'espressione volgare. Da allora il latino fu usato come lingua di comunicazione dei dotti europei. Riportarono, inoltre, la conoscenza della lingua greca, la sua riscoperta fu favorita in particolare dalla presenza di eruditi bizantini. Si diffuse una nuova concezione dell'uomo quale artefice del proprio destino. Nei testi classici erano esaltati i valori della vita terrena, quindi la bellezza, l'intelligenza, l'operosità e l'impegno. Il Rinascimento è quel periodo compreso tra l'inizio del XV secolo e la metà del XVI, caratterizzato da una fase di rinnovamento artistico e culturale. Gli intellettuali del rinascimento erano liberi pensatori, cioè spiegavano la realtà ricorrendo alla ragione. Nacque il pensiero neoplatonico; i neoplatonici ritenevano che l'universo fosse una totalità vivente, e che gli elementi che ne facevano parte avessero un'anima. Gli artisti e gli scienziati di quel periodo si dedicarono alla ricerca della verità, in particolare l'architetto Filippo Brunelleschi fece una delle più importanti scoperte, la prospettiva lineare, ovvero un metodo di costruzione geometrica del disegno in grado di disegnare su un piano bidimensionale, una realtà tridimensionale. Crearono progetti urbanistici più razionali e armonici, con strade, vie più ampie e giardini, in particolare si prestò attenzione alla piazza, che doveva essere arredata con fontane, statue e decorazioni capaci di attrarre il popolo alla vita pubblica. L'invenzione della stampa a caratteri mobili favorì la diffusione della cultura rinascimentale e del sapere. Nei secoli precedenti vennero fondate le università arricchite in particolare di discipline linguistiche, filologiche e mediche. A partire dalla seconda metà del Quattrocento si svilupparono le accademie, in alternativa alle università, che favorirono anche la diffusione della cultura. Successivamente si aggiunsero le corti, che divennero luoghi di sviluppo della cultura. Gli intellettuali e gli artisti beneficarono del fenomeno del mecenatismo.