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Artisti umanisti e rinascimentali
Tipologia: Appunti
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L’Umanesimo indica “la cultura degli umanisti” e indica gli studi delle discipline umanistiche (gramm., storia, filosofia, filologia) che portano alla riscoperta dei classici (altro punto importante per l’Umanesimo) e affermano l’importanza dei valori terreni.
L’Umanesimo valorizza principalmente:
-la conoscenza dell’uomo e del mondo naturale che ci ospita;
-il desiderio di conoscenza;
-l’elemento naturale e il corpo che viene studiato nei dettagli, infatti nell’Umanesimo avviene una rivalutazione dell’uomo che assume una grande centralità, infatti viene considerato quasi come un Dio terreno e signore del suo mondo, unico essere in grado di eguagliare la conoscenza da Dio.
Nell’Umanesimo si forma un atteggiamento razionalistico basato sulla ragione critica, infatti anche lo studio dei classici è condotto con criteri razionali(filologia).
SPAZIO nello spazio questo atteggiamento si manifesta con la prospettiva , che rende possibile la raffigurazione reale del mondo fisico (terza dimens.)
TEMPO nel tempo questo atteggiamento si manifesta con la coscienza storica , ovvero la precisa percezione del passato come età diversa dal presente.
Nella prima fase della civiltà umanistico-rinascimentale, gli intellettuali svolgevano compiti di funzione letteraria e umanistica; con la discese in Italia di Carlo III (1494), gli intellettuali assumono incarichi più specifici e vengono posti a specializzarsi.
Questi nel rinascimento hanno 3 possibili carriere:
L’artista rinascimentale diventa un'intellettuale umanista ed è importante il fatto che viene superato il senso di inferiorità che nel Medioevo contrassegnava le arti meccaniche ovvero le arti pratiche. Durante quest’età l’artista diventa l’emblema del nuovo uomo, dell’uomo-creatore, padrone del creato.
Nel rinascimento ci sono inoltre nuove figure nella letteratura e nell’immaginario:
quelle che appartengono Principe di Machiavelli bene dello Stato prima della morale ai modelli comportamentali Il cortigiano di Castiglione ideale di grazia
quelle che appartengono il cavaliere guerriero ideale, celebrato nel mito all’immaginario il selvaggio abitante del Nuovo Mondo, animale incapace di pensiero razionale
Anche nel Rinascimento viene esaltato il classicismo, che viene considerato come ideale di perfezione e armonia. Viene riscoperta anche la poetica di Aristotele e i generi più affrontati sono: il poema eroico; tragedia e commedia; trattato.
L’epoca medievale è caratterizzata dell’idea che l’ordine del mondo si voluto da Dio, e ritenuto perciò finito, perfetto e immutabile.
Da questa idea si sviluppano : -enciclopedismo: in cui ogni conoscenza è subordinata alla religione(scienza di Dio=teologia) -Scolastica: una scuola filosofica che vuole costruire un sistema di pensiero in cui la fede cristiana si basa sulla ragione. Il massimo rappresentante della Scolastica è Tommaso d’Aquino. Diffusa in oriente grazie ad Averroè e Avicenna.
Nel periodo umanistico-rinascimentale l’uomo viene quasi considerato come un Dio terreno, cioè creatore di se stesso; da questa rivalutazione dell’uomo ne deriva una rivalutazione delle possibilità conoscitive dell’intelletto umano.
si sviluppano perciò anche saperi più concreti come : ingegneria, architettura, costruzione di macchine.
esigenza di controllo in ogni campo del sapere.
Nel periodo umanistico inoltre si scopre l’ermetismo greco, che teorizzava l’influenza diretta degli astri sul mondo naturale e umano;
lo sviluppo di questa teoria aumenta l’interesse per una realtà fisica non riconducibile alla teologia.
da qui deriva la grande diffusione soprattutto nelle classi sociali elevate delle arti occulte: -magia -alchimia
in questo periodo la cultura umanista rivaluta l’importanza delle arti meccaniche, ovvero le arti che implicavano il contatto con la materia quindi pratiche. Prima dell’Umanesimo infatti gli intellettuali erano distinti in due grandi categorie: -arti meccaniche: ovvero chi lavorava con la materia come pittori, scultori, artigiani -arti liberali: ovvero chi si dedicava alle discipline teoriche come gli scrittori, gli scienziati.
Le grandi scoperte geografiche in particolare di Colombo (America), Vespucci, Magellano modificano l’immagine del mondo da loro conosciuto e quella dell’uomo stesso, capace adesso di essere più padrone dello spazio.
Proseguono inoltre i progressi in ambito matematico: si riscoprono i grandi maestri della geometria e matematica greca, che portano anche alla sostituzione dell'astrologia con l’astronomia. Il polacco Niccolò Copernico in base a questa lavora a una teoria sconvolgente ovvero sostiene la centralità del Sole.
Nel 500 la trattatistica assume grande rilievo in ogni attività dell’uomo; essa ha il compito di fondare un nuovo sistema di comportamenti sociali basati su modelli da imitare e su regole condivise. Il trattato ha quindi il compito di proporre o di codificare norme e precetti in grado di adeguare la vita concreta della società agli ideali rinascimentali.
Gia diffuso nel 400, il genere del trattato si afferma per una serie di ragioni:
la tendenza all’unità di cultura e comportamento: nei trattati si cerca di superare le differenze culturali e storiche per stabilire modelli generali di cultura e comportamento;
il legame con la pedagogia: già nel 400 si era diffusa la pratica della pedagogia, basta sull’idea dell’uomo artefice del proprio destino. La trattatistica rinascimentale propone nuove regole per aiutare l’educazione dell’uomo;
Il legame col platonismo e col concetto di imitazione: già nel 400 la riscoperta del platonismo aveva diffuso l’idea che esistessero modelli ideali e stabili di perfezione ai quali occorreva avvinarsi nella realtà.
La trattatistica copre un ampia serie di temi suddivisibili in 4 aree:
vita morale, interiore: appartengono i trattati sull’amore (Asolani P.B.) e sull’agire umano (Elogio alla follia E.R.);
vita civile e sociale: appartengono i trattati che celebrano particolari ambienti sociali ( Cortegiano B.C.) ma anche quelli che propongono modelli sociali alternativi (Utopia T.M.);
storia e politica: appartengono i trattati che ricostruiscono la storia passata e presente, cercando di individuare una soluzione ai mali (Principe N.M.);
arti e letteratura: appartengono i trattati che stabiliscono il canone e il gusto rinascimentale (Prose della volgar lingua P.B.)
Pietro Bembo nasce a Venezia nel 1470, la sua vita è segnata da vari spostamenti.
La donna quindi conquista un ruolo centrale nella vita di corte, anche se la sua posizione resta inferiore rispetto all’uomo; la dama infatti ha il compito di intrattenere.
IIII libro: il quarto libro considera il rapporto del cortigiano col il proprio signore. Castiglione critica la cortigiania fine a se stessa, cioè per il tornaconto personale. Il cortigiano infatti deve consigliare il principe e indirizzarlo verso la virtù, la giustizia.
Al di fuori della penisola italiana i più grandi trattati morali e religiosi sono l’Elogio alla Follia di Erasmo da Rotterdam e l’Utopia di Tommaso Moro.
Erasmo da Rotterdam nasce nel 1466 a Basilea e fu l’intellettuale di maggior prestigio dell’epoca. Il suo obiettivo è sempre stato quello di conciliare il cristianesimo con la cultura dell’Umanesimo, infatti il suo pensiero tendeva a ridurre quella contrapposizione tra il regno divino e regno umano.
Il suo più grande capolavoro è l’ Elogio alla Follia; quest’opera è strutturata come un’orazione nella quale la follia prende direttamente la parola ed è protagonista di tutto il libro. Il termine “follia” assume due significati diversi: -follia, con significato negativo: è la stupidità dell’uomo, che spinto dall’avidità rincorre beni materiali; -follia, con significato positivo: assume il contenuto più profondo del messaggio cristiano: privarsi dei propri beni per donarli ai poveri sono atti che possono apparire insensati a chi non comprende il senso della religione.
Tommaso Moro fu il più grande umanista inglese, autore di un grande trattato in latino: Utopia. L’Utopia è un trattato in cui si descrive un modello di vita sociale ed è diviso in due libri: -nel primo libro si sottolinea che la vita è il bene principale dell’uomo e dunque si condanna la pena di morte, inoltre nell’isola di Utopia regna l’uguaglianza e non c’è la proprietà privata; -nel secondo libro invece viene descritta la felice vita di Utopia: tutti gli abitanti lavorano 6 ore al giorno esercitando ognuno un proprio mestiere e chiunque è libero di praticare la propria religione (tolleranza religiosa).
I poemi cavallereschi sono una forma di narrazione che concede largo spazio all’immaginazione e al fantastico: riprendono illustri tradizioni antiche, ma le rileggono in una forma nuova, che riconosce il valore in se stesso dell’avventura a un alto livello artistico.
La narrativa cavalleresca si sviluppa in Italia soprattutto nel 400 e agli inizi del 500. Questa influenza del poema cavalleresco deriva in particolare dalla Francia dove c’era un ampia tradizione già nel Medioevo. Questa letteratura epico-cavalleresca si concentrava su due temi principali:
In Italia, già nel 300, queste due tradizioni erano state riprese e fuse nei cantari , ovvero componimenti in ottave di endecasillabi, che venivano recitati nelle piazze. Questi cantari con l’inizio del 400 vengono articolati in cicli il cui ascolto poteva durare diversi giorni. Nella seconda metà del 400 alcuni autori come Luigi Pulci e Matteo Boiardo riprendono questa tradizione rielaborandola per un pubblico raffinato delle corti. I cantari quindi vengono rielaborati da parte degli scrittori: la trama si infittisce, infatti viene data più attenzione alla trama, e scompaiono le formule stereotipate poiché viene meno l’importanza delle espressioni utili nell’oralità.
Luigi Pulci nasce a Firenze nel 14332 da una nobile famiglia ma impoverita e piena di debiti. Intorno al 1461 si avvicina nella cerchia di Lorenzo il Magnifico dove entra in contatto con la cultura umanistica. Nel 1461 inizia il poema cavalleresco Morgante. Successivamente giunge alla rottura con l’ambiente culturale della corte e poi con lo stesso Lorenzo, col quale però tentò a lungo di riottenere la fiducia; falliti i tentativi si allontana da Firenze e passa al servizio du Roberto Sanseverino. Muore a Padova nel 1484
L’opera più importante è il Morgante, formato dall'accostamento e dalla fusione di due poemi, il primo di 23 cantari e il secondo di 5. Nel poema è sempre presente uno stile comico e parodico.
Nella prima parte del poema si raccontano le vicende del paladino Orlando, che dopo essere stato offeso da Gano, lascia la corte di Carlo Magno. Orlando durante il viaggio incontra tre giganti: ne uccide 2 mentre il terzo, Morgante, diventa suo scudiero. Morgante è accompagnato da un mezzo gigante, Margutte.
Nella seconda parte del poema Orlando difende la Francia da una nuova invasione nemica; ma il traditore Gano trama una trappola aiutato da Marsilio per ucciderlo. Orlando non riesce a salvarsi e muore, ma Carlo Magno resosi conto del tradimento di Gano lo manda al supplizio dopo aver fatto uccidere anche Marsilio.
La trama del Morgante è tipica dei cantari: non è rigorosa e procede per improvvisi colpi di scena. Pulci ricorre molto spesso ad avvenimenti magici e miracoli, con un gusto del meraviglioso e dello spettacolare.
Alla fine del 400, Ferrara, sede della corte della famiglia degli Estensi, ricopre un ruolo di primo piano soprattutto per la tradizione cavalleresca che i signori della città avevano coltivato anche allestendo, presso la corte, una biblioteca ricca di romanzi francesi.
-la simulazione dell’oralità con formule che stimolano la curiosità e creano suspense e, -la libertà di invenzione di situazioni e episodi in un interrotto succedersi di situazioni.