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Umanesimo e Rinascimento: Un Confronto Storico e Culturale, Appunti di Lingue e letterature classiche

Appunti su umanesimo e rinascimento

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/06/2020

Aalu
Aalu 🇮🇹

4.5

(11)

13 documenti

1 / 1

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bg1
L’umanesimo copre un arco temporale non precisamente definito, circa dalla fine del trecento ai primi del
quattrocento. Si parla di umanesimo nel XV secolo, di rinascimento un secolo dopo. Il primo riguarda
prettamente la letteratura; il secondo abbraccia tutte le arti. A prescindere si ha una riscoperta della
letteratura classica che avviene anche per merito degli studi del Petrarca. Quello che cambia rispetto al
medioevo è il punto di vista: teocentrico, nel periodo medievale, antropocentrico durante l’umanesimo e in
seguito nel rinascimento. Si passa dal contemptus mundi all’ottimismo, cioè all’idea che l’uomo sia l’artefice
della propria fortuna.
Il rinascimento porta a compimento il processo già avviato dall’umanesimo di ripresa dei modelli classici e
della loro imitazione. A differenza del rinascimento l’umanesimo era un movimento confinato solo
all’ambito letterario, mentre il rinascimento coinvolse tutti i campi dell’arte. La riscoperta dei classici che gli
umanisti avevano portato avanti confluì nel rinascimento. Il rinascimento è il periodo compreso tra le guerre
d’Italia, tra il 1494 e il 1559. Il termine indica il rinnovamento culturale avvenuto in quegli anni e si diffuse
grazie all’opera di Jacob Burckhardt. “La civiltà del rinascimento in Italia”. La ricerca della perfezione
formale divenne codificazione e si crearono dei modelli da seguire. Importante, per quanto riguarda la
lingua, furono “Le prose della volgar lingua” di Bembo: egli sosteneva che il modello per la lingua volgare
era per la poesia Petrarca, per la prosa Boccaccio. Tuttavia, nacquero anche delle tendenze opposte al
rinascimento: la cultura della contraddizione, che mette in luce l’ambivalenza del comportamento umano
mostrando i limiti delle visioni unitarie; l’anticlassicissimo o antirinascimento, che rifiuta totalmente i
modelli del classicismo; il manierismo, che fa proprie le caratteristiche del rinascimento, ma esasperandoli
facendo emergere un nuovo senso di inquietudine che culminerà nel barocco.

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L’umanesimo copre un arco temporale non precisamente definito, circa dalla fine del trecento ai primi del quattrocento. Si parla di umanesimo nel XV secolo, di rinascimento un secolo dopo. Il primo riguarda prettamente la letteratura; il secondo abbraccia tutte le arti. A prescindere si ha una riscoperta della letteratura classica che avviene anche per merito degli studi del Petrarca. Quello che cambia rispetto al medioevo è il punto di vista: teocentrico, nel periodo medievale, antropocentrico durante l’umanesimo e in seguito nel rinascimento. Si passa dal contemptus mundi all’ottimismo, cioè all’idea che l’uomo sia l’artefice della propria fortuna. Il rinascimento porta a compimento il processo già avviato dall’umanesimo di ripresa dei modelli classici e della loro imitazione. A differenza del rinascimento l’umanesimo era un movimento confinato solo all’ambito letterario, mentre il rinascimento coinvolse tutti i campi dell’arte. La riscoperta dei classici che gli umanisti avevano portato avanti confluì nel rinascimento. Il rinascimento è il periodo compreso tra le guerre d’Italia, tra il 1494 e il 1559. Il termine indica il rinnovamento culturale avvenuto in quegli anni e si diffuse grazie all’opera di Jacob Burckhardt. “La civiltà del rinascimento in Italia”. La ricerca della perfezione formale divenne codificazione e si crearono dei modelli da seguire. Importante, per quanto riguarda la lingua, furono “Le prose della volgar lingua” di Bembo: egli sosteneva che il modello per la lingua volgare era per la poesia Petrarca, per la prosa Boccaccio. Tuttavia, nacquero anche delle tendenze opposte al rinascimento: la cultura della contraddizione, che mette in luce l’ambivalenza del comportamento umano mostrando i limiti delle visioni unitarie; l’anticlassicissimo o antirinascimento, che rifiuta totalmente i modelli del classicismo; il manierismo, che fa proprie le caratteristiche del rinascimento, ma esasperandoli facendo emergere un nuovo senso di inquietudine che culminerà nel barocco.