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Appunti su umanesimo e rinascimento
Tipologia: Dispense
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Nell’ambitodella Firenze repubblicana sopravvive la figura dell’intellettuale comunale: il cittadino che non trae il suo sostentamento dalla professione intellettuale, ma da altre attività. Ma il tipo di intellettua le diviene dominante è quello cortigiano, che si colloca cioè nell’ambiente della corte. egli si trova alle dipendenze di un signore e ne riceve protezione e mantenimento in cambio dei suoi servizi. lo scrittore deve la sua posizione alla volontà del signore ed è uno specialista, che si dedica interamente all’attività di intellettuale e trae sostentamento da questa sua professione, la sua libertà d’espressione nelle opere deriva dall’atteggiamento dei principi. CHIERICI La soluzione per gli intellettuali che non vogliono entrare alle dipendenze dei principi è la condizione clericale. Vescovi e cardinali erano in realtà grandi signori, Gli intellettuali alle loro dipendenze non erand obbligati a riempire le loro opere di contenuti strettamente religiosi, ma potevano trattare anche di argomenti profani. PUBBLICO La produzione umanistica è a circuito chiuso una produzione raffinatissima rivolta a un’élite colta dai gusti aristocratici, che usa una lingua modellata sul latino, ricca di riferimenti dotti LA VISIONE ANTROPOCENTRICA Il Medioevo aveva una concezione del mondo di tipo teocentrico: Dio era posto al centro dell’universo come motore di tutta la realtà e autore della storia, Ora invece si afferma una visione antropocentrica, in cui l’uomo pone se stesso al centro della realtà, come protagonista e autore
della propria storia. Ne scaturiste un atteggiamento che si può definire edonistico, teso cioè a ricercare il piacere senza sensi di colpa. RAPPORTO CON I CLASSICI Principio di imitazione: se gli antichi hanno raggiunto un livello insuperabile di perfezione, è necessario, per ottenere risultati validi, imitarli in ogni campo.I classici sono modelli ideali a cui tendere, ma ciò che conta davvero è costruire un mondo spirituale che che risponda alle esigenze del presente.I testi del passato non sono più considerati come “autorità” che affermano cioè una verità assoluta ed eterna, ma come la voce di uomini nasce l’idea del cararttere relativo dei prodotti della civiltà umana. La filologia, studia i testi e li ricostruisce in modo critico per riportarli alle condizioni originali. STUDIA HUMANITATIS Nel 400’ lo scopo della cultura diviene la formazio e dell’uomo. L’eloquenza, la filosofia,filologia, la storia che sono le discipline letterarie vengono definite studia humanitatis e vengono ritenuti indispensabili per lo sviluppo armonioso delle facoltà e delle virtù di ciascun individuo, Grazie al ruolo fondamentale eserciytato dagli studia humanitatis questo periodo del Rinascimento viene definito Umanesimo. UMANESIMO CIVILE E CORTIGIANO Umanesimo civile l’uomo si può realizzare pienamente solo nella vita civile perciò si esalta la vita attiva al di sopra di quella contemplativa. Nel contesto delle corti l’umanista diviene prevalentemente un letterato di professione al servizio di un signore.la perdita di contatto con la dimensione civile genera una tendenza a rifuggire dalla
pulci è il Morgante è un ampio poema in ottave di argomento cavalleresco. MORGANTE Pulci in quest’opera aveva l’obiettivo di dare una forma letteraria più degna ad un controllo popolaresco l’Orlando.il poema trae l’argomento dalle leggende carolingi e narra la ventura e gli amori di Orlando nei paesi più lontani a cui si accompagnano le vicende comiche dell’ingenuo gigante Morgante e del mezzo gigante margotte, un astuto. furfante. Il poema tuttavia rimanda comunque a uno sfondo storico. La narrazione non è un disegno organico e unitario. Il poema diventa allora una mutevole avventura di toni diversi, Roland freschi e farseschi ora seri e ironici. CANTARI CAVALLERESCHI Anche in questo periodo il racconto delle avventure di cavalieri e Paladini continuava a godere di una grande fortuna presso gli ambienti popolari e incolti attraverso la recitazione dei cantare cavallereschi.sono componimenti narrativi inversi che trattano la materia cavalleresca carolingia o bretone. Tali componimenti vengono recitati nelle piazze da giullari, O da canterini girovaghi, e sono destinati a soddisfare le richieste di un pubblico ingenuo, avido di divertimento fantastico. In essi si assiste ad una fusione tra personaggi del ciclo carolingio e l’atmosfera tipica del ciclo bretone. Nel ciclo carolingio i temi principali sono la guerra e la religione, esso segue le avventure di Carlo Magno i suoi paladini nelle guerre contro i mussulmani. Nel ciclo carolingio il tema principale è l’amore e si seguono le vicende di re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. ORLANDO INNNAMORATO La ripresa dei poemi cavallereschi a luogo nell’ambiente sfarzoso della corte per due ragioni: da un lato esso viene incontro alle esigenze di divertimento e di svago di una
società raffinata, dall’altro l’ideali cavallereschi del mondo feudale, depurati alla luce di una nuova civiltà, sembrano poter rivivere nell’ambiente aristocratico della nobiltà cortigiana. Per questo l’Orlando innamorato è intriso di nostalgia per il mondo della cavalleria e della cortesia. COMPOSIZIONE Dal 1476 Boiardo comincio a lavorare all’Orlando innamorato. Furono pubblicati solo i primi due libri poiché la composizione di un terzo libro fu interrotto bruscamente pochi mesi prima della morte del poeta. MATERIA Il poema riprende la materia cavalleresca ed è destinato al diletto di un’Elite cortigiana. Il forte paladino Orlando cade in preda all’amore. Boiardo porta così a compimento quella fusione dei due cicli cavallereschi, il carolingio e l’arturiano. Nel poema si intrecciano armi amori a cui fa da sfondo un altro elemento tipicamente bretone ossia il meraviglioso fiabesco. VICENDA L’apparizione di Angelica la bellissima figlia del re del Cataio, durante una corte bandita di Carlo Magno, scatena i desideri di tutti cavalieri, cristiani e pagani, che ne inseguiranno per ottenere il suo amore.per lei Orlando stesso perderà la ragione, fino a sfidare un altro dei tanti spasimanti, il paladino Rinaldo. Re Carlo li separa e promette la fanciulla a quello dei due che combatterà più valorosamente nella battaglia imminente contro i saraceni.a questo punto si interrompe la narrazione, che verrà poi ripresa e continuata dargli Ariosto nell’Orlando furioso. VALORI CAVALLERESCHI al centro del poema si collocano le armi e di amori. Nel poema infatti i valori del mondo cavalleresco sono da Boiardo profondamente sentiti. Per lui quindi i valori cavallereschi non sono solo sogni da proiettare in un
Il classicismo dell’umanesimo si ispira direttamente alla letteratura degli antichi con l’intento di farne rivivere lo splendore, il suo fondamento consiste nel principio dell’imitazione, si propone di adeguare nuove forme letterarie a quelle della classicità greca latina. Il classicismo rinascimentale obbedisce anche alle regole aristoteliche che definiscono in maniera rigorosa il funzionamento dei generi letterari.la poetica aristotelica corrispondeva alla ricerca di norme regole capaci di razionalizzare le forme e gli stili delle opere letterarie, in particolare ilIl classicismo rinascimentale obbedisce anche alle regole aristoteliche che definiscono in maniera rigorosa il funzionamento dei generi letterari.la poetica aristotelica corrispondeva alla ricerca di norme regole capaci di razionalizzare le forme e gli stili delle opere letterarie, in particolare le unità di tempo, di luogo e di azione.il principio dell’imitazione e i canoni aristotelici rappresentano un’autentica esigenza conoscitiva. La loro importanza consiste nella possibilità di ridurre la realtà entro prospettive logiche e rigorose. ARISTOTELISMO E PLATONISMO Nel corso del secolo si configurano tendenze tipo platonico aristotelico.il platonismo che interpreta la realtà alla luce delle idee; l’aristotelismo che si propone di rimanere aderente alle leggi della natura. MANIERISMO Con il termine manierismo si intende la rinuncia alla misura all’armonia formale che aveva caratterizzato le ricerche del classicismo rinascimentale. TRASFORMAZIONE DEL PUBBLICO Nella maggior parte dei casi l’opera letteraria nasce nella corte e in quello stesso ambiente al suo pubblico di riferimento; la fruizione letteraria riguarda sempre i gruppi riconducibili all’aristocrazia alla ricca borghesia ossia un pubblico elitario che corrisponde alle caratteristiche raffinate della letteratura, si viene così a creare un distacco
sempre più radicale dalle masse popolari.tuttavia l’introduzione della stampa da un impulso decisivo alla diffusione di testi letterali che introducono per la prima volta il concetto di pubblico in senso moderno. INTELLETTUALE CORTIGIANO Risulta prevalente in questo periodo la condizione del letterario cortigiano, che vive alle dipendenze del principe, oppure cerca una sistemazione nelle gerarchie della chiesa.il letterato si pone al servizio delle grandi casate aristocratiche da cui viene stipendiato, ottenendo protezione e favori, che a sua volta contraccambia, svolgendo anche mansioni tipo amministrativo O di rappresentanza diplomatica.ma soprattutto paga il suo debito attraverso la letteratura. Vi sono anche dei risvolti negativi da un lato infatti la protezione gli onori accordate dal principe accrescono il prestigio sociale ed economico dell’intellettuale, dall’altro comportano la perdita della sua indipendenza. LA VITA Ariosto rappresenta la tipica figura dell’intellettuale cortigiano ma al tempo stesso è mosso da sentimenti di malcelato rifiuto verso tale condizione. Il poeta proveniva da una famiglia nobile il padre era funzionario al servizio dei duchi d’Este ed era comandante della guarnigione militare di Reggio Emilia.in questa città nacque Ludovico l’8 settembre del 1474, primo di dieci tra fratelli e sorelle. Ludovico intraprese i primi studi tralasciati quelli poco graditi se ti dico ad approfondire la sua formazione letteraria umanistica.la morte del padre nel 1500 non mise di fronte alla necessità della vita: dovette occuparsi del patrimonio familiare, dovette assumere la tutela dei fratelli minori e cercare di accasare le sorelle. Per far fronte alle necessità familiari dovette anche accettare cariche ufficiali da parte degli Estensi. Nel 1503 entrò al servizio del cardinale Ippolito. Come tanti altri letterati
stile di vita, rapporto con il proprio mecenate, la libertà (limitato da questo rapporto), temi vari e personali. Le satire sono spesso di carattere ironico ma con una visione sostanzialmente pessimistica e amara della vita e dei tempi. ORLANDO FURIOSO È un poema cavalleresco nel quale Ariosto si collega direttamente all’opera di Boiardo riprendendo la narrazione esattamente al punto in cui il poeta l’aveva interrotta. Del poema vi sono tre edizioni: la prima nel 1516 dove vi sono 40 canti più altri sei e successivi; la seconda uscita nel 1521 dove non vi sono cambiamenti di grande rilievo; nella terza edizione che uscì nel 1532 la revisione fu in primo piano linguistica nella quale Ariosto adeguò la lingua ai canoni classici che erano stati fissati da Bembo nel 1525 con le prose della volgar lingua il modello era una lingua pura e levigatissima (Bembo teorizzava un modello di volgare nel quale si usava Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa) nella revisione vengono anche aggiunti canti. Inoltre si aggiunge un clima più cupo permeato di pessimismo sulla fortuna e l’azione umana. Continuando il poema interrotto da Boiardo Ariosto riprende la materia cavalleresca infatti anche nel furioso si opera quella fusione tra materia carolingia e bretone con grande rilievo sia per il motivo amoroso sia per quello fiabesco e meraviglioso.alla materia romanza si aggiungono reminiscenze della letteratura classica tra cui vi sono spunti di Virgilio Ovidio. PUBBLICO Il poema è pensato come opera d’intrattenimento indirizzata a un pubblico di cortigiani e persone colte. Il furioso è un’opera già interamente pensata per la diffusione attraverso la stampa ciò significa che il pubblico non era più costituito dalla cerchia ristretta dell’ambiente in cui l’opera era nato, ma era ormai il pubblico nazionale formato dall’insieme delle persone colte di tutti centri della penisola.
Come nell’opera di Boiardo anche nel furioso di Ariosto viene utilizzata ampiamente la tecnica dell’ entrelacement in cui il narratore porta avanti in parallelo il racconto di più vicende contemporaneamente, troncandole e riprendendole, conducendo numerosi fili narrativi ad intersecarsi tra di loro, per dividersi poi nuovamente. Inoltre orlando introduce celebrazioni in cui non mi ha stica e di lode ai suoi signori. Tra gli innumerevoli fili narrativi che compongono l’intreccio del furioso, l’autore nei indica tre principali:
Boiardo era il celebratore della cavalleria, ma non più nel senso medievale: egli credeva che valori cortesi potessero rivivere nella società cortigiana e che fossero ancora praticabili, se venivano Rivitalizzati con contenuti nuovi, moderni Ariosto non crede più in questa attualizzazione del mondo cavalleresco poiché ai suoi tempi la civiltà cortigiana era ormai in piena crisi è in irreversibile declino. La cavalleria e per Ariosto un mondo ormai remoto. Dietro le avventure meravigliose si manifesta un lucido intento conoscitivo profondamente agganciato alla realtà e rivela un atteggiamento liberamente critico nei confronti degli uomini della società. LO STRANIAMENTO E L’IRONIA Il procedimento dello straniamento consiste in un improvviso mutamento nella prospettiva da cui è presentata la materia, nel guardarla con occhio estraneo, in modo da impedire l’immedesimazione emotiva nel mondo del reato in modo da costringere anche il lettore a riflettere sui personaggi con atteggiamento critico. Questo effetto è ottenuto con vari procedimenti. Il più tipico è il continuo intervenire della voce narrante con giudizi e commenti che spezzano l’illusione narrativa. In altri casi il narratore invece ostenta un’imperfetta conoscenza dei fatti.questi procedimenti di straniamento sono tra gli strumenti principali dell’ironia ariostesca, che implica sempre una forma di distacco dalla materia, uno sguardo lontano e disincantato.