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UMANESIMO E RINASCIMENTO, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

STORIA DELL'ARTE, UMANESIMO E RINASCIMENTO

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 21/01/2026

vanessadut
vanessadut 🇮🇹

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UMANESIMO E RINASCIMENTO
Età moderna
Il passaggio all’età moderna viene fissato convenzionalmente nel
quattrocento e viene definito il secolo dell’Umanesimo che si propone
come ritorno al mondo classico dove al centro di tutto non c’è più Dio ma
l’uomo e la sua dignità e libertà. Il cinquecento si diffonde in Europa
assumendo il nome di Rinascimento, in connessione con il nuovo ideale di
rinnovamento religioso e spirituale portato aventi dalla Riforma Protestante.
Umanesimo e Rinascimento determinano la nascita dell’età moderna,
affermando la centralità dell’uomo nel cosmo; una centralità che va a
sostituire il ruolo che nel Medioevo aveva occupato Dio. Questo non significa
che i nuovi intellettuali sono atei ma la loro religiosità si caratterizza per la
valorizzazione dell’uomo, considerato come artefice del proprio destino,
cioè padrone e responsabile della propria vita. Ritengono che Dio,
creando l’uomo gli abbia affidato anche il dominio della Terra e su tutte le
creature. Per raggiungere questo obbiettivo, è necessario scoprire le leggi
che governano la natura attraverso lo studio dei suoi principi. Grazie
all’intelligenza, l’uomo può giungere alla conoscenza dell’universo e del
mondo naturale.
L’umanesimo e lo studio delle humanae litterae
L’Umanesimo ha il suo fulcro geografico a Firenze. In questa città sorge una
delle più importanti istituzioni culturali dell’epoca, l’Accademia platonica.
Nell’Umanesimo al centro c’è la riflessione sull’uomo, considerato padrone
della propria vita, in secondo luogo gli studi si orientano verso le humanae
litterae questo porta a studiare non più i testi sacri ma lo studio attento anche
dal punto linguistico, delle opere degli autori classici.
L’approccio filologica alla cultura classica
L’interesse per le opere classiche porta gli autori ad interessarsi alla filologia.
Gli umanisti mirano a ripristinare il testo nella sua forma originale, alla
ricerca di ciò che avevano veramente detto Platone e Aristotele, Virgilio e
Cicerone. Nell’Umanesimo si scoprono numerosi casi “falsi”, l’esempio più
celebre è la cosiddetta
Donazione di Costantino
, l’atto con cui l’imperatore
Costantino avrebbe concesso al papa e ai suoi successori la giurisdizione
politica su Roma, l’Italia e l’intero Impero romano d’Occidente. Si tratta
appunto di un falso, confezionato nella curia papale allo scopo di dare un
fondamento giuridico al potere della Chiesa.
La diffusione del Latino e la circolazione delle idee
Nell’Umanesimo la filologia diventa una vera scienza, accurata e precisa,
che si diffonderà in Europa. Questo studio consentirà di diffondere le lingue
greca e latina, il latino diventa la lingua ufficiale della nuova Europa. La
diffusione del latino contribuì alla diffusione della cultura e delle nuove idee
umanistiche e scientifiche tra i dotti europei. Tale risultato fu reso possibile
anche grazie ad una delle conquiste più importanti della modernità ovvero la
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UMANESIMO E RINASCIMENTO

Età moderna

Il passaggio all’età moderna viene fissato convenzionalmente nel quattrocento e viene definito il secolo dell’Umanesimo che si propone come ritorno al mondo classico dove al centro di tutto non c’è più Dio ma l’uomo e la sua dignità e libertà. Il cinquecento si diffonde in Europa assumendo il nome di Rinascimento, in connessione con il nuovo ideale di rinnovamento religioso e spirituale portato aventi dalla Riforma Protestante. Umanesimo e Rinascimento determinano la nascita dell’età moderna, affermando la centralità dell’uomo nel cosmo; una centralità che va a sostituire il ruolo che nel Medioevo aveva occupato Dio. Questo non significa che i nuovi intellettuali sono atei ma la loro religiosità si caratterizza per la valorizzazione dell’uomo, considerato come artefice del proprio destino, cioè padrone e responsabile della propria vita. Ritengono che Dio, creando l’uomo gli abbia affidato anche il dominio della Terra e su tutte le creature. Per raggiungere questo obbiettivo, è necessario scoprire le leggi che governano la natura attraverso lo studio dei suoi principi. Grazie all’intelligenza , l’uomo può giungere alla conoscenza dell’universo e del mondo naturale.

L’umanesimo e lo studio delle humanae litterae

L’Umanesimo ha il suo fulcro geografico a Firenze. In questa città sorge una delle più importanti istituzioni culturali dell’epoca, l’ Accademia platonica. Nell’Umanesimo al centro c’è la riflessione sull’uomo, considerato padrone della propria vita, in secondo luogo gli studi si orientano verso le humanae litterae questo porta a studiare non più i testi sacri ma lo studio attento anche dal punto linguistico, delle opere degli autori classici.

L’approccio filologica alla cultura classica

L’interesse per le opere classiche porta gli autori ad interessarsi alla filologia. Gli umanisti mirano a ripristinare il testo nella sua forma originale , alla ricerca di ciò che avevano veramente detto Platone e Aristotele, Virgilio e Cicerone. Nell’Umanesimo si scoprono numerosi casi “falsi”, l’esempio più

celebre è la cosiddetta Donazione di Costantino , l’atto con cui l’imperatore

Costantino avrebbe concesso al papa e ai suoi successori la giurisdizione politica su Roma, l’Italia e l’intero Impero romano d’Occidente. Si tratta appunto di un falso, confezionato nella curia papale allo scopo di dare un fondamento giuridico al potere della Chiesa.

La diffusione del Latino e la circolazione delle idee

Nell’Umanesimo la filologia diventa una vera scienza, accurata e precisa, che si diffonderà in Europa. Questo studio consentirà di diffondere le lingue greca e latina, il latino diventa la lingua ufficiale della nuova Europa. La diffusione del latino contribuì alla diffusione della cultura e delle nuove idee umanistiche e scientifiche tra i dotti europei. Tale risultato fu reso possibile anche grazie ad una delle conquiste più importanti della modernità ovvero la

stampa a caratteri mobili. La lingua latina cederà il posto alle lingue volgari specie nella prima metà del cinquecento.

Il Rinascimento: dalle lezioni degli antichi…

Il Rinascimento indica una rinascita in tutti campi da quello filosofico a quello scientifico. Si tratta di una fase in cui si rivaluta il lontano passato, si manifesta una negativa considerazione per il medioevo, che allora era condiviso dalla maggior parte dei pensatori. Ci fu uno studio rigoroso dei testi classici concepito non come un esercizio di erudizione me come funzionale a un reale progresso pratico degli uomini. Si voleva ritrovare una nuova sintesi filosofica , basata unicamente sulle risorse intellettuali e morali umane e sulla conoscenza scientifica.

… al dinamismo sociale

Lo studio dei classici consente alle persone di cogliere un nuovo stile di vita che si diffonde oltre le mura delle accademie per raggiungere la società civile, che acquista un nuovo dinamismo anche grazie alle scoperte geografiche, alla stampa e alle conquiste della tecnica. In relazione a quest’ultimo aspetto, si ricorda che Leonardo da Vinci oltre che grande artista, era considerato anche un grande eccellente ingegnere militare. Leonardo mostra un interesse costante per il perfezionamento degli strumenti in grado di far risparmiare fatica all’uomo e migliorare le condizioni della vita civile e militare. Il Rinascimento pur avendo sempre come centro l’Italia si diffonde nel resto d’Europa: in Francia, nei Paesi Bassi, in Germania. Proprio in Germania si sviluppa una componente fondamentale della rinascita spirituale dell’età moderna, la Riforma Protestante.

La Riforma Protestante e il libero esame delle Scritture

L’analisi filologica porta i religiosi a fare anche analisi in campo religioso, queste analisi sono definite il libero esame delle Scritture, affermato da Martin Lutero. Questo principio sosteneva che ogni fedele si doveva rapportare direttamente al testo sacro. Esso, si collegava all’esigenza tipicamente umanistica e rinascimentale di “ritornare alle fonti” cioè alle origini del cristianesimo, recuperando la dimensione dell’interiorità della fede. Il ruolo della Chiesa viene messo in discussione da Lutero, il quale nega il suo valore di mediatrice tra l’uomo e Dio: come ogni credente è in grado di cogliere la verità contenuta nelle Sacre Scritture direttamente, senza bisogno dell’interpretazione del sacerdote, così non è la chiesa a dispensare la grazia di cui l’uomo ha bisogno per salvarsi, in quanto solo Dio detiene tale potere. Le opere e le azioni dei fedeli non valgono nulla per la conquista del perdono; esclusivamente la fede, che è un dono divino, può portare gli uomini alla salvezza, abbandonandosi totalmente a Dio. Secondo Calvino la sorte degli uomini è determinata dalla libera volontà di Dio che decreta, coloro che saranno destinati alla salvezza o alla dannazione eterna, questa idea sarà alla base dello spirito della nuova borghesia capitalista. Il successo nella vita è un segno del favore divino, ne consegue che i credenti saranno maggiormente motivati all’azione, perché in tal modo si