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Schema del umanesimo e rinascimento
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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UMANESIMO e RINASCIMENTO ‘400 e prima metà ‘500 giungono a maturazione concezione di vita e spiritualità del tutto diverse da quelle che hanno caratterizzato età medievale. Non più solo peccatore uomo è creatura che anche ha in sé del divino (a immagine di Dio); acquista consapevolezza nel proprio valore. Tradizionalmente si distingue questo periodo in due fasi: Umanesimo (‘400): riscoperta cultura latina, classici inspirati a ideale Humanitas (atteggiamento di apertura a conoscenza e discipline che arricchiscono dimensione interiore dell’uomo Rinascimento (prima metà 500): periodo in cui aspirazioni e tendenze culturali umanistiche giungono a più completa realizzazione in tutti ambiti artistici. NB Italia è culla sia Umanesimo sia Rinascimento UMANESIMO Anticipato da Petr e Bocc. Dà origine a nuova visione del mondo basata su rivalutazione uomo e vita terrena; nuova fiducia nelle qualità umane alimentata dalla
fondamentali:
Sede della vita culturale cominciano a diventare le corti signorili: principi mecenati permettono a intellettuali e artisti di dedicarsi a studi. L’intellettuale umanista pone il suo talento al servizio del signore che trae prestigio dalla sua attività e lo impiega in ambascerie e missioni diplomatiche Importanti corti: Firenze con i Medici: già con Cosimo e poi apice prestigio mediceo con Lorenzo che promuove letteratura in volgare e cultura umanistica come mezzo x prestigio fiorentino: Marsilio Ficino, Pico della mirandola, Poliziano Roma del 400 vede molti papi umanisti e mecenati Mantova con Gonzaga, Urbino con Montefeltro, Ferrara con Estensi Riscoperta dei classici è punto partenza e centrale cultura umanistica: negli autori classici umanisti riconoscono loro aspirazioni e ideali; attraverso loro testi approfondiscono conoscenza della vita e della natura umana, consapevolezza del valore della persona. Il rifiorire studi classici fu effetto spirito Umanistico, nuovo modo di concepire vita.
Filologia Riscoperta greco : già con Coluccio Salutati (allievo Petrarca e Boccaccio) che chiama a Fi Crisolora (bizantino); poi svolta con caduta Costantinapoli (1453) e conseguente esodo eruditi in Italia. Latino preferito per comunicazione tra letterati x quasi tutto ‘ 1441 Certame coronario: Alberti a Firenze indice una gara di poesia in volgare su tema amicizia: svolta per dignità a volgare. Impulso a diffusione libri attraverso stampa (1454 circa): Venezia capitale editoria (Aldo Manunzio) RINASCIMENTO Tradizionalmente ci si riferisce alla prima metà del ‘500 periodo in cui si realizzano compiutamente pensiero e ideali dell’Umanesimo. L’uomo è visto ormai nella sua realtà terrena , libero artefice del proprio destino; visione della vita basata su bellezza, armonia, compostezza, grazia. Tuttavia cominciano a comparire a fianco della potenzialità dell’individuo anche alcune zone d’ombra in ccui si evidenzia la precarietà dell’esistenza legata anche a motivi storici (crisi politica in Italia per espansionismo alcuni stati e potenze straniere dopo morte Lorenzo) Prosegue e si intensifica la laicizzazione della cultura; interesse per umano prevale su quello per divino e spirito rinascimentale resta tollerante almeno fino metà secolo (poi si aprirà periodo dominato da Controriforma ) Condizione intellettuale: intellettuale cortigiano presso corti signorili dove svolgeva mansioni di fiducia e conferisce prestigio a corte: Cortigianìa è un’arte della vita rinascimentale espressa da Baldassar Castiglione nel trattato Cortegiano. Questione lingua: discussione su volgare e quale tipo di lingua doveva avere dignità letteraria in una realtà politicamente frammentata: Bembo: Prose della volgar lingua: modello italiano perfetto è il toscano del Trecento con il Canzoniere di Petrarca per poesia (linguaggio medio, alta compostezza stilistica, sintassi raffinata risponde a esigenza rinascimentale di armonia eleganza e senso della misura) e Decameron Boccaccio per prosa (nei punti in cui si fa elevato e nobile, non quando diventa basso e popolare); Dante troppo prulinguismo.. Castiglione: sostiene che volgare letterario italiano deve contenere vocaboli tratte da diverse lingue parlate; riconosce primato toscano ma lingua italiana non deve modellarsi solo su questo: ogni letterato deve poter forgiare propria lingua. Machiavelli: fiorentino parlato deve costituire modello linguistico di riferimento per il prestigio culturale di Firenze in età comunale e signorile.