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umanesimo e rinascimento schemi
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il nuovo spirito culturale che si afferma nel periodo umanistico rinascimentale mette in evidenza il nuovo ruolo conferito all’uomo. Illustra tale aspetto facendo riferimento al pensiero dei filosofi studiati. L’umanesimo e il rinascimento sono una periodizzazione che porta una rinascita in cui l’uomo viene posto al centro ed è in stratta collaborazione con Dio. Per lungo tempo i due periodi sono stati considerati come un unico movimento fiorito in Italia nel 400 e poi diffuso in Europa nel 500. Solamente nell’ 800 sono stati distinti nettamente da Burckhardt che spiegò che l’umanesimo era ancora legato all’antichità e quindi allo studio di opere classiche accantonate nel medioevo mentre il rinascimento riguardava la rinascita delle arti e della cultura rispetto al medioevo. L’umanesimo fu caratterizzato dalla centralità dell’uomo che è inoltre visto come concetto di libertà “homo faber ipse huius fortunae” ed era inoltre presente l’esaltazione della vita attiva in quanto l’uomo era visto come un piccolo gioiello in un grande cosmo e la vita quindi veniva considerata un un principio attivo. Ad esaltare la libertà dell’uomo fu Ficino che spiegò che l’uomo deve realizzarsi nella libertà e la natura umana deve godere della libertà grazie alla quale si arriva all’autenticità; secondo il suo pensiero il filosofo considerava 5 aspetti fondamentali, quali il corpo (la materia di cui è fatta la realtà), la qualità (grado qualitativo delle cose), l’anima (punto vivente dell’intelletto), l’angelo e dio (gradazioni elencate di spirito). Egli inoltre tradusse tutti i dialoghi di Platone in latino e fondò un’accademia platonica, riferendosi a lui quando parlò dell’anima spiegando che era un collegamento tar i due mondi (terreno e divino). Un altro filosofo che difese la corrente del platonismo fu Pico della Mirandola che cercò di trovare l’unità di tutti i saperi e quindi un accordo tra tutte le dottrine; sottolinea anche l’importanza dell’astronomia spiegando che l’uomo non può dipendere dagli astri e noi siamo capaci di gestire il nostro destino. A difendere la corrente del filosofo Platone è inoltre Cusano che parla della dotta ignoranza, egli infatti ritiene che essendo esseri umani abbiamo dei limiti riguardo la conoscenza in quanto nessuno è onnisciente. Esplica inoltre due aspetti fondamentali di questo suo pensiero, il primo è l’aspetto mistico religioso (vede qualcosa di oltre, di paradisiaco) e il secondo un aspetto scientifico (tutto ha un opposto e gli opposti si integrano creando armonia). Ricollegandoci al discorso dell’anima, Pomponazzi disse che l’anima senza il corpo non potrebbe esistere ed presenta diverse tipologie di anime, quali: anima sensitiva (in relazione con i sensi), l’anima intellettiva (non ha bisogno del corpo) e l’intelligenza angelica nell’universo (forma di spirito più elevata dell’uomo). Pomponazzi persegue inoltre la dottrina della doppia verità che spiega che attraverso la ragione l’uomo non riesce a dimostrare l’immortalità dell’anima, essa si può dimostrare solo attraverso la fede, che è uno dei caratteri principali dell’umanesimo poiché il sapere diventa laicizzato ed è presente un nuovo rapporto con la fede. Persino Martin Lutero aveva cercato di fare del suo meglio per migliorare la chiesa parlando inoltre della predestinazione spiegando che per salvarsi era necessaria la fede, a lui però si contrappose Erasmo da Rotterdam spiegando che Dio è a conoscenza anche delle opere benevole svolte dagli uomini.
Per quanto riguarda il rinascimento esso invece fu caratterizzato principalmente dal ritorno al passato quindi ai classici e alla natura (un ente che produce vita), nascono inoltre le accademie, dove si studiavano i valori degli antichi e quindi l’etica. Le principali accademie furono quelle di Firenze dove si studiava il pensiero di Platone e quella di Padova dove si studiava il pensiero di Aristotele. Ci furono delle diatribe tra platonici e aristotelici e i principali filosofi furono Trapezunzio che mise a confronto le filosofie di Aristotele e Platone rimanendo però dalla parte di Aristotele, Bessarione che attraverso l’opera “contro un calunniatore di Platone” spiegò che Platone era propenso alla trascendenza mentre Aristotele verso l’orizzonte, quindi, dice che i due hanno due interessi diversi (rimane dalla parte di Platone) e infine Gemisto, anche lui dalla parte di Platone. Un filosofo molto importante che criticò Aristotele perché aveva parlato del motore immobile fu Bernardino Telesio. Egli spiegò che vedeva in Dio un creatore che non doveva dare l’imprinting per creare le cose o farle funzionare. Bernardino Telesio scrisse inoltre un’opera “la natura secondo i propri principi” in cui spiegò che la natura si regge su dei principi propri che devono essere studiati dall’uomo e vengono presenti due principi primi tra cui il caldo che ha sede nel sole e il freddo che ha sede nella terra. Come già detto in precedenza la natura fu molto importante nel rinascimento in quanto venne considerata un ente che produce vita ed è da rispettare e l’intelligenza dell’uomo deve tirare fuori le sue leggi per capirne i suoi procedimenti. (La natura, secondo Bruno, è riconducibile a Dio ed essa va conosciuta nelle sue leggi, rispettata e amata; era di conseguenza contro la superstizione perché sosteneva che bisognava vivere seguendo la ragione e la natura in un equilibrio armonioso.) Durante il rinascimento si fece spesso riferimento alla magia e il primo filosofo ad analizzarla fu Paracelso Teosfrato, che la differenziò inoltre in tre categorie: la magia naturale la quale consiste nell’usare la natura per fare qualcosa di sensazionale come ad esempio curare malattie, la magia celeste che riguarda le formule dell’astronomia per dei miracoli e infine la magia religiosa che si attua nel compiere gesti in nome di Dio. L’ultimo filosofo del rinascimento fu Campanella che spiegò che tutto è riconducibile ad una sensazione e la natura è l’unico strumento di conoscenza da cui partire in quanto è animata e non statica. La conoscenza invece è autocoscienza che noi abbiamo di noi stessi e che l’anima ha di se stessa (è considerata la condizione fondamentale). Secondo Campanella sono presenti tre primalità della realtà le quali sono: il potere (tutto ciò che esiste è poter essere), il sapere (tutto è autocoscienza quindi conoscere se stessi e poi il resto) e infine l’amore (tutto è amore perché principio di autocoscienza della realtà, tutto ciò che tiene unite tutte le parti) ad ognuna di queste primalità sono corrispondenti tre contrari quali l’impotenza, l’insipienza e l’odio e immagina inoltre una città con tre ministri che chiama pon(potere) sin(sapienza) e mor(amore) a servizio di un capo supremo riconducibile al sole. Secondo il suo pensiero la religione era innata e naturale e analizza le religioni storiche (si basa su una religione) e le religioni naturali. In conclusione, il periodo dell’umanesimo rinascimento è caratterizzato da due correnti strettamente legate ma allo stesso tempo riguardanti tematiche di gran lunga diversificate: l’humanitas e la rinascita delle humanitas (Humanitas è civiltà, cultura, istruzione, educazione, formazione: la formazione dell’uomo è ben formazione al pensiero indipendente, alla ragione libera, al giudizio autonomo, alla critica, al lavoro personale, all’impegno e alla ricerca mentre).