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UMANESIMO E RINASCIMENTO, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

INTRODUZIONE ALL'UMANESIMO E AL RINASCIMENTO

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 03/11/2025

daiana-petricca
daiana-petricca 🇮🇹

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Il Rinascimento è un movimento civile, letterario, artistico e filosofico che va dalla fine del secolo
XIV alla fine del secolo XVI. Nasce in Italia, ma si diffonde nel Cinquecento anche negli altri Paesi
d’Europa. Lo scopo del Rinascimento è favorire un rinnovamento morale, intellettuale e politico
attraverso la ripresa dei valori della cultura antica greco-romana. Il primo periodo del Rinascimento
è l’Umanesimo, che si sviluppa soprattutto nelle città italiane ed abbraccia il XV secolo e si
caratterizza per l’esaltazione della dignità dell’uomo. Il recupero dei testi e del sapere greco-romano
costituisce la caratteristica dominante dell’Umanesimo, che si afferma soprattutto nelle città italiane.
I luoghi di diffusione della cultura rinascimentale sono dapprima i centri cittadini e poi le corti
signorili, dove nel Cinquecento nasce la figura del cortigiano, che è un intellettuale laico legato alla
corte di un signore. Infatti, nel Rinascimento spesso queste persone colte venivano accolte da un
mecenate, un signore che si circonda di scrittori e artisti che con le loro opere gli donano prestigio.
Gli uomini del Rinascimento sono personaggi di grande cultura che fondono insieme filosofia,
letteratura ed arti (ad esempio, Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti). Alcuni si pongono
spesso su un piano di polemica e di antitesi con i medioevali, altri invece ne riconoscono elementi di
continuità.
La tesi della discontinuità con il MedioevoBurckhardt fa notare che il Medioevo pone Dio al
centro di tutto e valorizza le istituzioni universali come il papato e l’impero. Il Rinascimento tende,
invece, a esaltare l’aldiquà piuttosto che la vita ultraterrena, collocando l’uomo e non Dio al centro
dell’universo.
La tesi della continuità con il Medioevo → Burdach contesta la teoria della frattura fra le due
epoche e fa notare che i fondamentali aspetti filosofici e scientifici del Rinascimento si riconducono
a ben precise origini medioevali. Per esempio, il rinnovamento religioso che caratterizza
il Cinquecento viene fatto derivare dalle esigenze di rinascita spirituale già presenti con San
Francesco d’Assisi; il rinnovamento politico-economico è ricondotto allo sviluppo della civiltà
comunale; quello artistico al fiorire dell’arte gotica e quello culturale alle università e alle scuole del
Duecento.
La tesi dell’originalità nella continuità → Fra le due teorie contrapposte – quella della
discontinuità e quella della continuità – si inserisce, infine, una tesi intermedia, quella
dell’originalità nella continuità, che ha il suo rappresentante nello storico della filosofia italiano
Eugenio Garin (1909-2004). Garin accoglie il principio che molti contenuti culturali del
Rinascimento si possono ricondurre a quelli del Medioevo, ma sostiene che questi contenuti
culturali comuni sono riletti, nel Rinascimento, con un altro spirito e con un nuovo senso storico.
UMANESIMO
Un aspetto fondamentale dell’Umanesimo, cioè del primo periodo del Rinascimento, è il nuovo
sentimento della vita terrena. Gli umanisti considerano l’esistenza terrena come un valore effettivo,
e la ritengono degna di essere vissuta in sé e per sé. Rivalutano quindi la vita familiare, la vita
sociale, politica, culturale e artistica, nonché l’attività economica volta alla produzione di ricchezza.
L’Umanesimo civile → L’esaltazione della vita attiva, cioè dell’impegno economico-politico, di
contro alla contemplazione volta esclusivamente a un bene solitario e monastico, è tipica degli
umanisti che operano a Firenze nella prima metà del Quattrocento e che ricoprono cariche politiche
nella repubblica fiorentina. I rappresentanti più significativi di questo atteggiamento sono Coluccio
Salutati (1331-1406) e Leonardo Bruni (1370-1444), cancellieri della Signoria fiorentina e
protagonisti del primo Umanesimo (dal 1380 al 1440), detto anche Umanesimo civile.
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Il Rinascimento è un movimento civile, letterario, artistico e filosofico che va dalla fine del secolo XIV alla fine del secolo XVI. Nasce in Italia, ma si diffonde nel Cinquecento anche negli altri Paesi d’Europa. Lo scopo del Rinascimento è favorire un rinnovamento morale, intellettuale e politico attraverso la ripresa dei valori della cultura antica greco-romana. Il primo periodo del Rinascimento è l’ Umanesimo , che si sviluppa soprattutto nelle città italiane ed abbraccia il XV secolo e si caratterizza per l’esaltazione della dignità dell’uomo. Il recupero dei testi e del sapere greco-romano costituisce la caratteristica dominante dell’Umanesimo, che si afferma soprattutto nelle città italiane. I luoghi di diffusione della cultura rinascimentale sono dapprima i centri cittadini e poi le corti signorili, dove nel Cinquecento nasce la figura del cortigiano , che è un intellettuale laico legato alla corte di un signore. Infatti, nel Rinascimento spesso queste persone colte venivano accolte da un mecenate , un signore che si circonda di scrittori e artisti che con le loro opere gli donano prestigio. Gli uomini del Rinascimento sono personaggi di grande cultura che fondono insieme filosofia, letteratura ed arti (ad esempio, Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti). Alcuni si pongono spesso su un piano di polemica e di antitesi con i medioevali, altri invece ne riconoscono elementi di continuità. La tesi della discontinuità con il MedioevoBurckhardt fa notare che il Medioevo pone Dio al centro di tutto e valorizza le istituzioni universali come il papato e l’impero. Il Rinascimento tende, invece, a esaltare l’aldiquà piuttosto che la vita ultraterrena, collocando l’uomo e non Dio al centro dell’universo. La tesi della continuità con il Medioevo → Burdach contesta la teoria della frattura fra le due epoche e fa notare che i fondamentali aspetti filosofici e scientifici del Rinascimento si riconducono a ben precise origini medioevali. Per esempio, il rinnovamento religioso che caratterizza il Cinquecento viene fatto derivare dalle esigenze di rinascita spirituale già presenti con San Francesco d’Assisi; il rinnovamento politico-economico è ricondotto allo sviluppo della civiltà comunale; quello artistico al fiorire dell’arte gotica e quello culturale alle università e alle scuole del Duecento. La tesi dell’originalità nella continuità → Fra le due teorie contrapposte – quella della discontinuità e quella della continuità – si inserisce, infine, una tesi intermedia, quella dell’originalità nella continuità, che ha il suo rappresentante nello storico della filosofia italiano Eugenio Garin (1909-2004). Garin accoglie il principio che molti contenuti culturali del Rinascimento si possono ricondurre a quelli del Medioevo, ma sostiene che questi contenuti culturali comuni sono riletti, nel Rinascimento, con un altro spirito e con un nuovo senso storico. UMANESIMO Un aspetto fondamentale dell’Umanesimo, cioè del primo periodo del Rinascimento, è il nuovo sentimento della vita terrena. Gli umanisti considerano l’esistenza terrena come un valore effettivo, e la ritengono degna di essere vissuta in sé e per sé. Rivalutano quindi la vita familiare, la vita sociale, politica, culturale e artistica, nonché l’attività economica volta alla produzione di ricchezza. L’Umanesimo civile → L’esaltazione della vita attiva, cioè dell’impegno economico-politico, di contro alla contemplazione volta esclusivamente a un bene solitario e monastico, è tipica degli umanisti che operano a Firenze nella prima metà del Quattrocento e che ricoprono cariche politiche nella repubblica fiorentina. I rappresentanti più significativi di questo atteggiamento sono Coluccio Salutati (1331-1406) e Leonardo Bruni (1370-1444), cancellieri della Signoria fiorentina e protagonisti del primo Umanesimo (dal 1380 al 1440), detto anche Umanesimo civile.

La svalutazione del Medioevo → I secoli che separano l’Umanesimo dall’antichità sono considerati dagli umanisti un’epoca di oscurità e barbarie; in realtà, il Medioevo conosce e utilizza la cultura classica ma la rende contemporanea e la deforma. NATURALISMO RINASCIMENTALE Il Rinascimento è caratterizzato anche dal naturalismo, cioè da un profondo interesse per la conoscenza della natura. Il naturalismo rinascimentale si manifesta anche con l'interesse nella magia e nelle altre cosiddette scienze occulte (alchimia e astrologia). La magia ha origine in Oriente e si diffonde nel mondo occidentale in epoca greco-romana. Caratteristica della magia è l’animismo, cioè la tesi della presenza nella natura di forze misteriose, energie viventi, spiriti vitali e demoni. La natura, secondo i maghi, è animata in ogni sua parte. Connesse alla magia sono anche l’alchimia e l’astrologia. L’alchimia è un insieme di teorie e operazioni per trasformare i metalli vili in metalli nobili. L’astrologia consiste nello studio dei corpi celesti animato dalla convinzione che gli astri influiscano sulle vicende umane. BERNARDINO TELESIO Bernardino Telesio nasce a Cosenza nel 1509. A differenza dell'aristotelismo dominante, Telesio intende spiegare la natura secondo i principi stessi che la dominano mediante l'azione delle forze naturali. Il titolo dell’opera principale di Telesio è “La natura secondo i propri principi” (1585), secondo la quale per ricavare i principi interni alla natura bisogna partire dall'esperienza e dalle indicazioni delle sensazioni. La sensazione ci rivela la natura come costituita da una massa materiale oscura che subisce l’azione di due forze fisiche contrastanti fra loro, il caldo e il freddo. Il Sole è la fonte del calore, che porta movimento, dilatazione e vita. La Terra è, invece, la fonte del freddo e morte. Secondo una concezione tipica di molti filosofi del Rinascimento, detta animismo , Telesio ritiene che tutta la materia sia vivente, cioè che tutte le cose abbiano un’anima. La conseguenzadell’animazione generale è il pampsichismo , cioè la tesi che non solo l’uomo, ma anche la natura nel suo complesso, compreso il mondo minerale, possedendo un’anima, è fornita di sensibilità. GIORDANO BRUNO Giordano Bruno nasce nel 1548 a Nola. A 15 anni, entra nell’ordine di san Domenico, diventando sacerdote. Sospettato di eresia, nel 1576 fugge da Napoli e a Ginevra, dove aderisce al calvinismo. In Germania pubblica i suoi poemi latini ed ha vivaci contrasti con i calvinisti e con i luterani, perchè egli mette in dubbio la stessa divinità di Cristo. Viene invitato a Venezia dal nobile Giovanni Francesco Mocenigo, che vuole apprendere da lui la mnemotecnica ossia l’arte della memoria o arte di ricordare, sulla quale Bruno ha scritto un trattato. Sennonché Mocenigo, deluso dal suo insegnamento, lo denuncia come eretico all’Inquisizione veneziana. Processato per eresia, Bruno viene condannato a morte e bruciato vivo in Campo de’ Fiori a Roma nel 1600. Nell’opera di Giordano Bruno si ritrovano numerosi influssi di filosofie antiche e recenti, quali la filosofia presocratica, lo stoicismo e il neoplatonismo, ma anche motivi legati alla magia e all’astrologia rinascimentali e alla moderna scienza della natura. La concezione di Dio → Bruno concepisce Dio come un principio supremo, che sta al di sopra di tutte le cose. Un universo infinito → La concezione di Giordano Bruno di Dio ha delle conseguenze sulla cosmologia proposta dal filosofo nel dialogo intitolato “La cena de le ceneri”. Poiché Dio è una potenza infinita, anche l’universo per Bruno è altrettanto infinito.