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umanesimo e rinascimento, Appunti di Italiano

introduzione all'umanesimo e al rinascimento

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 27/12/2024

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sofiaaa_med 🇮🇹

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UMANESIMO E RINASCIMENTO
L’ETÀ NUOVA
Il poeta Francesco Petrarca (1304-74) può essere considerato l’iniziatore della tendenza a
ripristinare il messaggio autentico della cultura classica, superando le alterazioni a cui
l’avevano sottoposta secoli di interpretazioni e manipolazioni da parte dei teologi
medievali. Assieme ad altri, tra cui Boccaccio, Petrarca costruì le fondamenta della
nuova “filologia”. Recuperare la cultura classica e apprenderne la lezione doveva servire
a trarne ispirazione per il presente. Cambiò la concezione del mondo e dell’uomo, ora
capace di decidere il proprio destino.
Lorenzo il Magnifico fu la figura emblematica di questa epoca. Con la sua opera di
mecenate, impose l’immagine di Firenze come una “nuova Atene”. Ma tutta l’Italia fu
centro di irradiazione della nuova cultura rinascimentale, nonostante una realtà segnata
da violenze e conflitti.
Proprio grazie alla filologia, l’umanista Lorenzo Valla fu protagonista dello
smascheramento di un documento noto come la Donazione di Costantino,
tradizionalmente usato dalla Chiesa per giustificare il proprio potere temporale. Valla
dimostrò infatti che si trattava di un falso medievale che non aveva niente a che fare con
l’imperatore Costantino.
L’INTRODUZIONE DELLA STAMPA E LA CIRCOLAZIONE DEI SAPERI
Il rinnovamento della cultura passò anche attraverso la trasformazione dei mezzi
attraverso i quali si trasmetteva il sapere. I manoscritti di epoca rinascimentale erano più
piccoli e maneggevoli e scritti con una grafia più semplice e leggibile.
Ma fu l’invenzione della nuova tecnica della stampa a caratteri mobili a cambiare
profondamente il mondo della conoscenza. Grazie a questa tecnica, elaborata da
Johannes Gutenberg intorno al 1453, i libri divennero meno costosi e quindi accessibili a
un numero più ampio di persone, più numerosi e vari.
Anche se il latino continuava a prevalere, in quanto lingua in grado di unire la comunità
europea dei colti, crebbe la quantità di testi pubblicati in volgare. La circolazione dei
saperi ne risultò fortemente stimolata. I manoscritti continuarono comunque ad avere un
ruolo importante nella trasmissione della cultura, così come in una società in cui
l’analfabetismo prevaleva – l’oralità che, attraverso l’opera di predicatori, cantori e attori,
garantiva la circolazione dei testi anche fra coloro che non sapevano leggere.
La circolazione dei saperi stimolata dalla stampa contribuì a far progredire anche la
tecnica in vari campi, dall’edilizia (con la progettazione di dispositivi per trasportare
blocchi di pietra o marmo) alla misurazione del tempo (con i primi orologi da tavolo) e
dello spazio (con l’astrolabio, che consentiva di stabilire le posizioni e i movimenti delle
costellazioni). È di questo periodo (1543) l’opera Le rivoluzioni dei corpi celesti dello
scienziato di origine polacca Nicola Copernico, nella quale lo scienziato dimostrava che
al centro delle orbite dei pianeti non vi era la Terra, bensì il Sole.

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UMANESIMO E RINASCIMENTO

L’ETÀ NUOVA

Il poeta Francesco Petrarca (1304-74) può essere considerato l’iniziatore della tendenza a ripristinare il messaggio autentico della cultura classica, superando le alterazioni a cui l’avevano sottoposta secoli di interpretazioni e manipolazioni da parte dei teologi medievali. Assieme ad altri, tra cui Boccaccio, Petrarca costruì le fondamenta della nuova “ filologia ”. Recuperare la cultura classica e apprenderne la lezione doveva servire a trarne ispirazione per il presente. Cambiò la concezione del mondo e dell’uomo, ora capace di decidere il proprio destino. Lorenzo il Magnifico fu la figura emblematica di questa epoca. Con la sua opera di mecenate , impose l’immagine di Firenze come una “nuova Atene”. Ma tutta l’Italia fu centro di irradiazione della nuova cultura rinascimentale, nonostante una realtà segnata da violenze e conflitti. Proprio grazie alla filologia, l’umanista Lorenzo Valla fu protagonista dello smascheramento di un documento noto come la Donazione di Costantino, tradizionalmente usato dalla Chiesa per giustificare il proprio potere temporale. Valla dimostrò infatti che si trattava di un falso medievale che non aveva niente a che fare con l’imperatore Costantino. L’INTRODUZIONE DELLA STAMPA E LA CIRCOLAZIONE DEI SAPERI Il rinnovamento della cultura passò anche attraverso la trasformazione dei mezzi attraverso i quali si trasmetteva il sapere. I manoscritti di epoca rinascimentale erano più piccoli e maneggevoli e scritti con una grafia più semplice e leggibile. Ma fu l’invenzione della nuova tecnica della stampa a caratteri mobili a cambiare profondamente il mondo della conoscenza. Grazie a questa tecnica, elaborata da Johannes Gutenberg intorno al 1453, i libri divennero meno costosi e quindi accessibili a un numero più ampio di persone, più numerosi e vari. Anche se il latino continuava a prevalere, in quanto lingua in grado di unire la comunità europea dei colti, crebbe la quantità di testi pubblicati in volgare. La circolazione dei saperi ne risultò fortemente stimolata. I manoscritti continuarono comunque ad avere un ruolo importante nella trasmissione della cultura, così come – in una società in cui l’analfabetismo prevaleva – l’oralità che, attraverso l’opera di predicatori, cantori e attori, garantiva la circolazione dei testi anche fra coloro che non sapevano leggere. La circolazione dei saperi stimolata dalla stampa contribuì a far progredire anche la tecnica in vari campi, dall’edilizia (con la progettazione di dispositivi per trasportare blocchi di pietra o marmo) alla misurazione del tempo (con i primi orologi da tavolo) e dello spazio (con l’astrolabio, che consentiva di stabilire le posizioni e i movimenti delle costellazioni). È di questo periodo (1543) l’opera Le rivoluzioni dei corpi celesti dello scienziato di origine polacca Nicola Copernico , nella quale lo scienziato dimostrava che al centro delle orbite dei pianeti non vi era la Terra, bensì il Sole.