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Tipologia: Sintesi del corso
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Il Mobbing è un fenomeno che prende vita sul posto di lavoro, dove superiori o colleghi quotidianamente e per periodi di tempo continui prendono parte attiva in comportamenti di emarginazione sociale,sabotaggio professionale e violenza psicologica nei confronti di un individuo. La parola proviene dal verbo inglese ‘’to mob’’ ( assalto di gentaglia o plebaglia) e dal latino ‘’mobile vulgus’’(il movimento della gentaglia)
Il mobbing e’ caratterizzato dalla presenza di due soggetti minimo, ovvero il mobber ed il mobbizzato e da atteggiamenti oppressivi e ostili che continuano nel tempo con lo scopo di isolare il mobbizzato e impedirgli di esercitare il suo lavoro tranquillamente
Heins Leymann, psicologo e psichiatra di origine tedesca che ha dedicato gran parte dei suoi studi sulle dinamica lavorative negative, definisce il mobbing sul lavoro: “una forma di terrorismo psicologico che implica un atteggiamento ostile e non etico posto in essere in forma sistematica da uno o più soggetti, di solito nei confronti di un unico individuo che, a causa di tale persecuzione, si viene a trovare in una condizione indifesa e diventa oggetto di continue attività vessatorie e persecutorie che ricorrono con frequenza sistematica nell’arco di un periodo di tempo non breve, causandogli considerevoli sofferenze mentali, psicosomatiche e sociali”
CAPITOLO 1
Come distinguere il mobbing dal conflitto lavorativo
1.1 Mobbing o conflitto? La componente temporale rappresenta un pilastro per capire la differenza tra mobbing e semplice conflitto, insieme alla differente dinamica relazionale che nasce tra colleghi. Mentre nel mobbing si assiste a un vero e proprio squilibrio relazionale in cui il mobbizzato e’ vittima del mobber , nel conflitto il contrasto e’ bilaterale e non comportano conseguenze psicologiche tali da essere riportate ma sono risolvibili tramite interventi organizzativi o di mediazione CAPITOLO 2
I risultati mostrano che esiste una relazione significativa tra le manifestazioni del mobbing e le reazioni delle vittime, così come tra queste ultime e le modalità di gestione del fenomeno. In particolare, circa il 22% degli intervistati ha dichiarato di aver vissuto esperienze riconducibili al mobbing, soprattutto in contesti lavorativi caratterizzati da condizioni ostili e poco favorevoli al benessere dei dipendenti.
2.3 Leadership e mobbing nei contesti organizzativi
Per quanto riguarda la prevenzione o la diffusione di comportamenti ostili, la leadership e’ uno delle variabili strutturali più rilevanti sul luogo di lavoro
I vari stili di Leadership hanno molteplici effetti e non incidono allo stesso modo sul fenomeno del mobbing ,come viene evidenziato dalla meta analisi di (CITA ARTICOLO) .Lo studio su un totale di 115.000 partecipanti analizza la workplace aggression che oltre al mobbing comprende bullying, inciviltà e altre forme di vessazione interpersonale.
In particolare, gli stili di leadership orientati al cambiamento, alle relazioni e ai valori etici risultano associati a una minore presenza di aggressività lavorativa.
La leadership etica emerge tra gli altri modelli di guida come la piu’ incline a condotte collaborative nel posto di lavoro, mostrano infatti la piu’ forte associazione negativa con i comportamenti vessatori
forme di aggressione organizzativa.
Invece, la forma di leadership che risulta maggiormente distruttiva è quella associata a un significativo aumento dei comportamenti abusivi, confermando il suo impatto negativo sul lavoro e sul clima relazionale. In particolare, la leadership abusiva mostra il legame più forte con l’aggressività sul lavoro, seguita da forme di leadership incivile, narcisistica e autoritaria, riconoscibili attraverso l’osservazione dei seguenti comportamenti: umiliazione e svalutazione pubblica dei collaboratori, critiche costanti e distruttive, uso di minacce o intimidazioni, attribuzione ingiusta delle colpe, mancato riconoscimento dei meriti e tendenza a ignorare o escludere i subordinati
Una delle conseguenze piu’ frequenti e documentati del mobbing, essendo una delle conseguenze principali allo stress cronico e comportamenti oppressivi, e’ l’insorgenza di gravi disturbi del sonno
Infatti c'è una forte associazione tra le due cose,come dimostrato sia dagli studi clinici sia le indagini epidemiologiche: risvegli nel bel mezzo della notte, difficoltà a prendere
sonno, risvegli precoci , sensazione di sonnolenza diurna sono tutti sintomi riscontrati nelle vittime di mobbing. Essi rappresentano una delle conseguenze principali dello stress cronico e dei comportamenti oppressivi subiti dalle vittime di mobbing.(Punzi et al., 2008).
In una casistica esaminata presso una clinica del lavoro, circa due terzi dei soggetti con diagnosi compatibile con mobbing hanno riportato difficoltà ad addormentarsi e numerosi risvegli notturni, evidenziando come questi sintomi siano correlati alla quantità e frequenza di azioni negative subite (Punzi et al., 2008).
A conferma di ciò, uno studio condotto in Francia ha evidenziato come l'esposizione al mobbing incrementi significativamente il rischio di disturbi del sonno, anche isolando l'effetto di altri fattori concomitanti, quali i sintomi depressivi (Niedhammer et al., 2010)
Inoltre, studi contemporanei che utilizzano misurazioni oggettive del sonno tramite dispositivi di monitoraggio (actigrafia) hanno evidenziato che l’esposizione a comportamenti di bullismo/mobbing è associata a una minore durata del sonno, maggior numero di risvegli e aumentata frammentazione del riposo, con il ruolo dell’ansia come possibile mediatore di queste relazioni (Rodríguez‑Muñoz et al., 2025).
Questi dati dimostrano come il sonno non sia solo influenzato dalla fatica fisica, ma sia profondamente compromesso dallo stress psicologico cronico derivante da un ambiente lavorativo ostile. Poiché il sonno di qualità è fondamentale per la salute generale e il recupero psicofisico, il suo deterioramento può aggravare ulteriormente la salute mentale e fisica delle vittime di mobbing, aumentando il rischio di altri disturbi correlati allo stress cronico.
CAPITOLO 3
3.1 Lo stress occupazionale e la Sindrome da Stress Post-Traumatico
(SSPT)
In sintesi, l'attacco sistematico alla sfera emotiva trasforma un lavoratore potenzialmente eccellente in un individuo fragile, dominato dall'idea di essere la causa del proprio malessere, un meccanismo che rende ancora più difficile la reazione o la denuncia.
Approcci organizzativi e prevenzione del mobbing
Costruire la sicurezza psicologica è fondamentale per prevenire il bullismo sul luogo di lavoro e per sostenere il benessere dei dipendenti, le performance organizzative e l’engagement lavorativo. Questo studio ha sviluppato e valutato un intervento a breve termine volto a promuovere la sicurezza psicologica e le competenze comunicative. Il programma ha fornito strategie per affrontare situazioni di forte stress e ha favorito una comprensione condivisa della comunicazione onesta.È stato condotto uno studio clinico controllato randomizzato a cluster in un’azienda farmaceutica, con i reparti assegnati ai gruppi di intervento o di controllo.
4.1 Analisi dei fattori di rischio: l'organizzazione "malata"
Il mobbing non è un fenomeno isolato, ma il sintomo di una struttura organizzativa disfunzionale. Secondo Gembalska-Kwiecień (2019) , le cause principali risiedono in una struttura inadeguata e nella mancanza di principi trasparenti. Un'organizzazione diventa "fertile" per il mobbing quando mancano valori condivisi e definizioni chiare di ciò che è un comportamento accettabile.
I principali errori della dirigenza che alimentano questo fenomeno includono:
● Eccesso di controllo e sfiducia: Un monitoraggio ossessivo che soffoca l'autonomia del lavoratore. ● Autoritarismo e segregazione: Una divisione netta e rigida tra superiori e subordinati che impedisce il dialogo. ● Carenze comunicative: Il rifiuto di discutere i problemi del team, favorendo la nascita di pettegolezzi e slandering (calunnie).
In questo contesto, il mobber non agisce da solo, ma trae forza da un sistema che lo supporta o lo tollera. Come evidenziato anche da Celep e Konakli (2013) nel contesto accademico, l'incompetenza manageriale nel gestire i conflitti trasforma divergenze professionali in persecuzioni sistematiche.
4.2 Strategie di prevenzione primaria e cultura del rispetto
psicosociale all’interno dei sistemi organizzativi è fondamentale per ridurre i danni e promuovere il benessere. Come molti fenomeni sociali, il mobbing, le molestie e gli abusi sessuali sul luogo di lavoro sono atti di violenza che possono essere prevenuti. Questo comportamento deriva tipicamente dall’incapacità di bilanciare il potere e da un livello compromesso di sicurezza psicologica. Esso provoca danni mentali e fisici, mina la fiducia e riduce la produttività.