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▲▲▲Riassunto su Valerio Massimo▲▲▲
Tipologia: Sintesi del corso
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PREFAZIONE OPERA : “I fatti e i detti memorabili della città di Roma e delle nazioni straniere che nelle altre opere sono largamente diffusi, io ho raccolto dagli storici più famosi perchè se ne possa avere rapida conoscenza e ho deliberato di raggruppare insieme per risparmiiare la fatica di una lunga ricerca a chi voglia ricavarne ammaestramento.”
Valerio Massimo venne accusato di cortigianeria , visse sotto il principato di Tiberio , che viene definito “ principe sommo per virtù”. Nasce circa quando nasce Velleio, nel 20 a.C. Presumiamo che non appartenesse a una famiglia agiata. Fu cliente di Sesto Peompeo , fu proconsole sotto Tiberio , era andato con lui in Oriente. Quando torna scrive la sua opera, “Factorum et dictorum memorabilium libri novem” nove libri di detti e fatti memorabili. L’opera è strutturata in 95 rubriche e vengono esaminati i personaggi più illustri di Roma (Muzio Scevola, Clelia) e dell’Antica Grecia (Solone). Le rubriche sono ad esempio quella delle virtù, dell’amicizia, del valore, del coraggio, della fedeltà verso la patria.
L’opera si conclude nel periodo di Tiberio , dove ci parla di Seiano come un malvagio punito.
-Ha una concezione moralistica , i personaggi vengono divisi in buoni (coloro al servizio della patria) e cattivi (coloro che tradiscono la patria, ES. I fratelli Gracchi). Questa concezione moralistica deriva da Sallustio. E’ tipica dell’età ellenistica. Nella sua opera non c’è l’analisi del contenuto economico, sociale, politico della storia.
-E’ un’opera interessante perchè ci da informazioni sugli inizi della storia di Roma , sulle sue antiche istituzioni.
-La sua opera mette al centro l’uomo , parla del mondo che lo circonda e delle sue scelte.
-Lo stile è asiano , elegante, curato, però in realtà non è l’unico stile presente nell’opera. Ce n’è anche uno neoasiano , più semplice. Usa quello neoasiano per la descrizione degli eventi , quello asiano per le riflessioni moralistiche o i discorsi.