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▲▲▲Valerio Massimo▲▲▲, Sintesi del corso di Latino

▲▲▲Riassunto su Valerio Massimo▲▲▲

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 16/03/2016

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mimi_stormrage 🇮🇹

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VALERIO MASSIMO
PREFAZIONE OPERA: “I fatti e i detti memorabili della città di Roma e delle nazioni straniere che nelle altre opere sono
largamente diffusi, io ho raccolto dagli storici più famosi perchè se ne possa avere rapida conoscenza e ho deliberato di
raggruppare insieme per risparmiiare la fatica di una lunga ricerca a chi voglia ricavarne ammaestramento.”
Valerio Massimo venne accusato di cortigianeria, visse sotto il principato di Tiberio, che viene definito “principe sommo per
virtù”. Nasce circa quando nasce Velleio, nel 20 a.C. Presumiamo che non appartenesse a una famiglia agiata. Fu cliente di
Sesto Peompeo, fu proconsole sotto Tiberio, era andato con lui in Oriente. Quando torna scrive la sua opera, “Factorum et
dictorum memorabilium libri novem” nove libri di detti e fatti memorabili. L’opera è strutturata in 95 rubriche e vengono
esaminati i personaggi più illustri di Roma (Muzio Scevola, Clelia) e dell’Antica Grecia (Solone). Le rubriche sono ad
esempio quella delle virtù, dell’amicizia, del valore, del coraggio, della fedeltà verso la patria.
L’opera si conclude nel periodo di Tiberio, dove ci parla di Seiano come un malvagio punito.
-Storia aneddotica non vengono riportati i fatti in maniera concatenata, l’attenzione è tutta sul personaggio.
-Ha una concezione moralistica, i personaggi vengono divisi in buoni (coloro al servizio della patria) e cattivi (coloro che
tradiscono la patria, ES. I fratelli Gracchi). Questa concezione moralistica deriva da Sallustio. E’ tipica dell’età ellenistica.
Nella sua opera non c’è l’analisi del contenuto economico, sociale, politico della storia.
-E’ un’opera interessante perchè ci da informazioni sugli inizi della storia di Roma, sulle sue antiche istituzioni.
-Attinge a fonti greche (Erodoto, Teopompo) e latine (Livio, Sallustio, Cicerone del De divinatione e delle Tusculane).
-La sua opera mette al centro l’uomo, parla del mondo che lo circonda e delle sue scelte.
- Una parte della critica vede in lui un autore che ha scritto la sua opera con finalità educativa e che l’ha composta anche per
formare una coscienza nel cittadino in quanto i suoi testi venivano letti nelle scuole di retorica. Oggi la critica moderna
supera questo pensiero. Si pensa che non avesse questa intenzione, ma l’opera viene letta nelle scuole a causa dello stile.
-Lo stile è asiano, elegante, curato, però in realtà non è l’unico stile presente nell’opera. Ce n’è anche uno neoasiano, più
semplice. Usa quello neoasiano per la descrizione degli eventi, quello asiano per le riflessioni moralistiche o i discorsi.
-Nell’età medioevale è molto apprezzato, da Petrarca ad esempio, che lo tiene presente nella stesura delle sue opere. Viene
amato soprattutto per la sua concezione moralistica.

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VALERIO MASSIMO

PREFAZIONE OPERA : “I fatti e i detti memorabili della città di Roma e delle nazioni straniere che nelle altre opere sono largamente diffusi, io ho raccolto dagli storici più famosi perchè se ne possa avere rapida conoscenza e ho deliberato di raggruppare insieme per risparmiiare la fatica di una lunga ricerca a chi voglia ricavarne ammaestramento.”

Valerio Massimo venne accusato di cortigianeria , visse sotto il principato di Tiberio , che viene definito “ principe sommo per virtù”. Nasce circa quando nasce Velleio, nel 20 a.C. Presumiamo che non appartenesse a una famiglia agiata. Fu cliente di Sesto Peompeo , fu proconsole sotto Tiberio , era andato con lui in Oriente. Quando torna scrive la sua opera, “Factorum et dictorum memorabilium libri novem” nove libri di detti e fatti memorabili. L’opera è strutturata in 95 rubriche e vengono esaminati i personaggi più illustri di Roma (Muzio Scevola, Clelia) e dell’Antica Grecia (Solone). Le rubriche sono ad esempio quella delle virtù, dell’amicizia, del valore, del coraggio, della fedeltà verso la patria.

L’opera si conclude nel periodo di Tiberio , dove ci parla di Seiano come un malvagio punito.

  • Storia aneddotica non vengono riportati i fatti in maniera concatenata, l’attenzione è tutta sul personaggio.

-Ha una concezione moralistica , i personaggi vengono divisi in buoni (coloro al servizio della patria) e cattivi (coloro che tradiscono la patria, ES. I fratelli Gracchi). Questa concezione moralistica deriva da Sallustio. E’ tipica dell’età ellenistica. Nella sua opera non c’è l’analisi del contenuto economico, sociale, politico della storia.

-E’ un’opera interessante perchè ci da informazioni sugli inizi della storia di Roma , sulle sue antiche istituzioni.

  • Attinge a fonti greche (Erodoto, Teopompo) e latine (Livio, Sallustio, Cicerone del De divinatione e delle Tusculane).

-La sua opera mette al centro l’uomo , parla del mondo che lo circonda e delle sue scelte.

  • Una parte della critica vede in lui un autore che ha scritto la sua opera con finalità educativa e che l’ha composta anche per formare una coscienza nel cittadino in quanto i suoi testi venivano letti nelle scuole di retorica. Oggi la critica moderna supera questo pensiero. Si pensa che non avesse questa intenzione, ma l’opera viene letta nelle scuole a causa dello stile.

-Lo stile è asiano , elegante, curato, però in realtà non è l’unico stile presente nell’opera. Ce n’è anche uno neoasiano , più semplice. Usa quello neoasiano per la descrizione degli eventi , quello asiano per le riflessioni moralistiche o i discorsi.

  • Nell’età medioevale è molto apprezzato , da Petrarca ad esempio, che lo tiene presente nella stesura delle sue opere. Viene amato soprattutto per la sua concezione moralistica.