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il verbal behavior teaching e il Mand (fare richieste)
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Secondo Skinner le interazioni verbali sono classi di eventi definibili sulla base di quattro criteri:
arbitrarie fra stimoli (stimolo verbale, stimoli non verbali, risposta, conseguenza) Secondo Skinner il linguaggio acquisito, esteso e mantenuto dagli stessi tipi di variabili ambientali e di principi che controllano il comportamento non linguistico come il controllo dello stimolo, le operazioni motivazionali, l’estinzione ed il rinforzo. Questo significa che si deve studiare tutto il comportamento verbale non solo quello che dice il parlante: le situazioni e le condizioni in cui lo dice, le relazioni che suscita, lo scambio di ruoli che avviene tra parlante e ascoltatore. Per Skinner dal punto di vista funzionale gli operanti verbali si distinguono in:
all’ascoltatore per ottenere un rinforzo (ad esempio: dammi un biscotto) e produce come tutte le risposte operanti conseguenze capaci di modificare il comportamento di chi ascolta.
della persona e porta all’apprendimento di concetti. In questo caso la risposta evocata da un particolare oggetto o evento o proprietà di un oggetto di un evento (ad esempio: la penna rossa). In questo caso la discriminazione verbale basata sull’astrazione (singola proprietà di uno stimolo) ed è un aspetto essenziale dell’apprendimento dei concetti. Il Tact esterno invece corrisponde alla generalizzazione situazioni interattive non verbali
variano in estensione fino a comprendere parole o frasi (ad esempio il bambino sentendo la parola “bolle” ripete “bolle”). Questa funzione non si esaurisce durante le prime fasi dell’acquisizione del linguaggio ma persiste nelle fasi successive dello sviluppo linguistico grazie allo shaping dell’articolazione dei suoni
un oggetto, aziona proprietà fisicamente assente (rispondere a domande e portare avanti una conversazione)
risposte verbali primarie per lo sviluppo e il mantenimento di comportamenti verbali complessi. La risposta autoclitica è uno dei processi che differenzia il comportamento verbale da quello non verbale. Essa non è una classe unica di relazioni verbali Skinner infatti individua cinque sottoclassi:
esempio sfogliare un libro illustrato dopo che qualcuno chiede di farlo)
risposte quando entrambe sono scritte. È una relazione verbale in cui l’antecedente è un testo scritto e la risposta è la riproduzione di uno scritto su un foglio.
grado di chiedere, identificare e denominare gli oggetti nel loro ambiente devono essere insegnate le caratteristiche(parti e descrizioni di oggetti), le funzioni(azioni associate agli oggetti o di cui gli oggetti rappresentano il mezzo) e le classi (gruppi a cui gli oggetti appartengono). Oggetto di studio e quindi non sono le proprietà strutturali dell’interazione verbale ma le condizioni in cui essa si verifica e le conseguenze che produce. Negli ultimi anni il termine comportamento verbale acquisito un nuovo significato indipendente dall’uso che ne ha fatto Skinner diventando sinonimo di comportamento evocare (emissione di suoni) e non vocale (fare gesti, scrivere, indicare consegnare un oggetto o un’immagine) MAND TRAINING Il primo insegnamento che l’educatore introduce è la richiesta (mand), Cioè l’opportunità di ottenere ciò che si desidera chiedendolo. La richiesta può essere gestuale, vocale o con scambio di immagini o oggetti, per alcune fasi dello sviluppo delle competenze comunicative del bambino possono essere presenti anche tutti i sistemi per oggetti diversi, ma la priorità resta lo sviluppo di un repertorio comunicativo orale che è quello più esteso e funzionale nel contesto di vita naturale del bambino. L’importante è che tutte le persone che interagiscono con i bambini utilizzano le stesse procedure di comunicazione. Vocale Non vocale Verbale Emettere suoni tramite apparato vocale (parlare vocalizzare) Indicare, toccare, fare gesti, scrivere, usare immagini Non verbale Masticare, digrignare i denti, schioccare la lingua Mangiare, camminare, nuotare, salire le scale
I Mand vocali Presuppone due priorità indispensabili:
a qualcosa che il bambino richiede, dandogli l’oggetto articolando correttamente la parola.
presentando una mela e dire ME-LA, Il bambino potrebbe attribuire alla frutta il nome “ME” o “LA” non riuscendo a fondere i due foni in “MELA”)
lanciando la palla quindi dicendo “lancia la”… Il bambino dovrebbe aggiungere la parola palla
delle scelte, facendo pratica con oggetti altamente graditi e con quelli non graditi e sfruttando sempre aspetto motivazionale
“giochiamo con”, “voglio”
che richiedono sono le risposte SI oppure NO.
delle scelte e utilizzando pronomi e avverbi come “chi, cosa, come, dove, quando?”