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VERBAL BEHAVIOR TEACHING E MAND TRAINING, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

il verbal behavior teaching e il Mand (fare richieste)

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 18/08/2023

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emma-culpo-1 🇮🇹

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VERBAL BEHAVIOR TEACHING
Secondo Skinner le interazioni verbali sono classi di eventi definibili sulla base di quattro
criteri:
-Una risposta emessa da un individuo (il parlante)
-La conseguenza è mediata dal comportamento di un altro individuo (l’ascoltatore)
-La comunità verbale alla quale appartengono sia il parlante che l’ascoltatore
-L’apprendimento del comportamento di ascoltatore implica l’apprendimento di relazioni
arbitrarie fra stimoli (stimolo verbale, stimoli non verbali, risposta, conseguenza)
Secondo Skinner il linguaggio acquisito, esteso e mantenuto dagli stessi tipi di variabili
ambientali e di principi che controllano il comportamento non linguistico come il controllo
dello stimolo, le operazioni motivazionali, l’estinzione ed il rinforzo. Questo significa che si
deve studiare tutto il comportamento verbale non solo quello che dice il parlante: le
situazioni e le condizioni in cui lo dice, le relazioni che suscita, lo scambio di ruoli che
avviene tra parlante e ascoltatore.
Per Skinner dal punto di vista funzionale gli operanti verbali si distinguono in:
-Mand: Compare presto nel linguaggio infantile, ha funzione di fare delle richieste
all’ascoltatore per ottenere un rinforzo (ad esempio: dammi un biscotto) e produce come
tutte le risposte operanti conseguenze capaci di modificare il comportamento di chi
ascolta.
-Tact: È un operante verbale, con funzione dei nominativa, che aumenta le conoscenze
della persona e porta all’apprendimento di concetti. In questo caso la risposta evocata da
un particolare oggetto o evento o proprietà di un oggetto di un evento (ad esempio: la
penna rossa). In questo caso la discriminazione verbale basata sull’astrazione (singola
proprietà di uno stimolo) ed è un aspetto essenziale dell’apprendimento dei concetti. Il
Tact esterno invece corrisponde alla generalizzazione situazioni interattive non verbali
-Comportamento ecoico: È definito dalla corrispondenza vocale di unità verbali che
variano in estensione fino a comprendere parole o frasi (ad esempio il bambino sentendo
la parola “bolle” ripete “bolle”). Questa funzione non si esaurisce durante le prime fasi
dell’acquisizione del linguaggio ma persiste nelle fasi successive dello sviluppo
linguistico grazie allo shaping dell’articolazione dei suoni
-Comportamento intra verbale: Una risposta a qualcosa che una persona dice a riguardo a
un oggetto, aziona proprietà fisicamente assente (rispondere a domande e portare avanti
una conversazione)
-Comportamento autoclitico: Processo di organizzazione trasformazione delle singole
risposte verbali primarie per lo sviluppo e il mantenimento di comportamenti verbali
complessi. La risposta autoclitica è uno dei processi che differenzia il comportamento
verbale da quello non verbale. Essa non è una classe unica di relazioni verbali Skinner
infatti individua cinque sottoclassi:
1. Descrittive: nascono dalla discriminazione del proprio comportamento verbale (ad
esempio il parlante parla del proprio ruolo: stavo per dire, sono contento di…)
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VERBAL BEHAVIOR TEACHING

Secondo Skinner le interazioni verbali sono classi di eventi definibili sulla base di quattro criteri:

- Una risposta emessa da un individuo (il parlante)

- La conseguenza è mediata dal comportamento di un altro individuo (l’ascoltatore)

- La comunità verbale alla quale appartengono sia il parlante che l’ascoltatore

- L’apprendimento del comportamento di ascoltatore implica l’apprendimento di relazioni

arbitrarie fra stimoli (stimolo verbale, stimoli non verbali, risposta, conseguenza) Secondo Skinner il linguaggio acquisito, esteso e mantenuto dagli stessi tipi di variabili ambientali e di principi che controllano il comportamento non linguistico come il controllo dello stimolo, le operazioni motivazionali, l’estinzione ed il rinforzo. Questo significa che si deve studiare tutto il comportamento verbale non solo quello che dice il parlante: le situazioni e le condizioni in cui lo dice, le relazioni che suscita, lo scambio di ruoli che avviene tra parlante e ascoltatore. Per Skinner dal punto di vista funzionale gli operanti verbali si distinguono in:

- Mand : Compare presto nel linguaggio infantile, ha funzione di fare delle richieste

all’ascoltatore per ottenere un rinforzo (ad esempio: dammi un biscotto) e produce come tutte le risposte operanti conseguenze capaci di modificare il comportamento di chi ascolta.

- Tact : È un operante verbale, con funzione dei nominativa, che aumenta le conoscenze

della persona e porta all’apprendimento di concetti. In questo caso la risposta evocata da un particolare oggetto o evento o proprietà di un oggetto di un evento (ad esempio: la penna rossa). In questo caso la discriminazione verbale basata sull’astrazione (singola proprietà di uno stimolo) ed è un aspetto essenziale dell’apprendimento dei concetti. Il Tact esterno invece corrisponde alla generalizzazione situazioni interattive non verbali

- Comportamento ecoico : È definito dalla corrispondenza vocale di unità verbali che

variano in estensione fino a comprendere parole o frasi (ad esempio il bambino sentendo la parola “bolle” ripete “bolle”). Questa funzione non si esaurisce durante le prime fasi dell’acquisizione del linguaggio ma persiste nelle fasi successive dello sviluppo linguistico grazie allo shaping dell’articolazione dei suoni

- Comportamento intra verbale : Una risposta a qualcosa che una persona dice a riguardo a

un oggetto, aziona proprietà fisicamente assente (rispondere a domande e portare avanti una conversazione)

- Comportamento autoclitico : Processo di organizzazione trasformazione delle singole

risposte verbali primarie per lo sviluppo e il mantenimento di comportamenti verbali complessi. La risposta autoclitica è uno dei processi che differenzia il comportamento verbale da quello non verbale. Essa non è una classe unica di relazioni verbali Skinner infatti individua cinque sottoclassi:

  1. Descrittive: nascono dalla discriminazione del proprio comportamento verbale (ad esempio il parlante parla del proprio ruolo: stavo per dire, sono contento di…)
  1. Qualificative: Modificano il tact in modo da alternare l’intensità o la direzione del comportamento di chi ascolta, ad esempio termini che indicano affermazione negazione: si e no)
  2. Quantitative: includono termini come articoli e pronomi ad esempio pronomi indefiniti come alcuni e nessuno
  3. Manipolative: Includono espressioni che consentono di correlare fra loro parte di risposte verbali ad esempio l’avverbio viceversa
  4. Relazionali

- Comportamento del listener : Seguire le istruzioni e soddisfare le richieste degli altri (ad

esempio sfogliare un libro illustrato dopo che qualcuno chiede di farlo)

- Comportamento di trascrizione: corrispondenza fra classi di stimoli verbali e classi di

risposte quando entrambe sono scritte. È una relazione verbale in cui l’antecedente è un testo scritto e la risposta è la riproduzione di uno scritto su un foglio.

- Comportamento testuale : L’antecedente orale la risposta è scritta

- L’acronimo FFC’s (Caratteristiche, funzioni e classi): Una volta che il bambino è in

grado di chiedere, identificare e denominare gli oggetti nel loro ambiente devono essere insegnate le caratteristiche(parti e descrizioni di oggetti), le funzioni(azioni associate agli oggetti o di cui gli oggetti rappresentano il mezzo) e le classi (gruppi a cui gli oggetti appartengono). Oggetto di studio e quindi non sono le proprietà strutturali dell’interazione verbale ma le condizioni in cui essa si verifica e le conseguenze che produce. Negli ultimi anni il termine comportamento verbale acquisito un nuovo significato indipendente dall’uso che ne ha fatto Skinner diventando sinonimo di comportamento evocare (emissione di suoni) e non vocale (fare gesti, scrivere, indicare consegnare un oggetto o un’immagine) MAND TRAINING Il primo insegnamento che l’educatore introduce è la richiesta (mand), Cioè l’opportunità di ottenere ciò che si desidera chiedendolo. La richiesta può essere gestuale, vocale o con scambio di immagini o oggetti, per alcune fasi dello sviluppo delle competenze comunicative del bambino possono essere presenti anche tutti i sistemi per oggetti diversi, ma la priorità resta lo sviluppo di un repertorio comunicativo orale che è quello più esteso e funzionale nel contesto di vita naturale del bambino. L’importante è che tutte le persone che interagiscono con i bambini utilizzano le stesse procedure di comunicazione. Vocale Non vocale Verbale Emettere suoni tramite apparato vocale (parlare vocalizzare) Indicare, toccare, fare gesti, scrivere, usare immagini Non verbale Masticare, digrignare i denti, schioccare la lingua Mangiare, camminare, nuotare, salire le scale

I Mand vocali Presuppone due priorità indispensabili:

  1. Il desiderio dell’oggetto
  2. L’inadeguatezza dei sistemi utilizzati in passato per ottenere gli oggetti e le attività (ad esempio grida, pianti, autolesionismo) Insegnamento mand vocali:
  3. Iniziare con l’insegnamento delle parole singole, anche se il bambino utilizza già frasi lunghe
  4. Insegnare anche altre condizioni ( ad esempio, in risposta alle domanda “Che vuoi?” , quando l’oggetto è visibile)
  5. Insegnare prima il nome degli oggetti e poi gli attributi che li caratterizzano o espressioni come “per favore” o “di più” (ad esempio prima il termine “penna” e poi l’aggettivo “blu” o l’espressione “per favore”
  6. Insegnare molte frasi nel contesto delle varie situazioni relative a una stessa attività
  7. Non rispondere, erogando l’oggetto nel caso in cui il bambino adotti comportamenti disadattavi
  8. Stimolare il bambino con qualsiasi modalità (segni, immagini, oggetti) ma evitare situazioni del tipo “se non parli non lo ottieni”
  9. Correggere gli errori di pronuncia durante la richiesta Procedure di insegnamento dei mands vocali :

- Rinforzare nell’ambiente naturali le vocalizzazioni che anche lontanamente si avvicinano

a qualcosa che il bambino richiede, dandogli l’oggetto articolando correttamente la parola.

- Evitare di presentare un oggetto un’immagine sillabando il nome (ad esempio

presentando una mela e dire ME-LA, Il bambino potrebbe attribuire alla frutta il nome “ME” o “LA” non riuscendo a fondere i due foni in “MELA”)

- Far completare le frasi al bambino (Ad esempio dice ripetutamente “lancia la palla”

lanciando la palla quindi dicendo “lancia la”… Il bambino dovrebbe aggiungere la parola palla

- Insegnare al bambino a rispondere ai diversi modi che le persone utilizzano per offrire

delle scelte, facendo pratica con oggetti altamente graditi e con quelli non graditi e sfruttando sempre aspetto motivazionale

- Insegnare al bambino dopo che gli chiede più oggetti, l’uso di “prendi”, “dammi”,

“giochiamo con”, “voglio”

- Insegnare al bambino a rispondere alle domande evitando inizialmente di porre domande

che richiedono sono le risposte SI oppure NO.

- Insegnare al bambino a fare domande per chiedere informazioni, per conoscere operare

delle scelte e utilizzando pronomi e avverbi come “chi, cosa, come, dove, quando?”